Dal 2010 al 2015 i volumi totali di vendita della frutta fresca in Italia sono scesi da 5.643mila tonnellate a 5.400mila tonnellate (-4,3%).
A rivelarlo è uno studio dell’Ufficio Studi e Ricerche di Fondosviluppo – Confcooperative. L’ortofrutta rappresenta il principale comparto dell’agroalimentare italiano, con un valore dell’export di 8 miliardi.
Gli ultimi anni, però, non sono stati particolarmente positivi per il mercato ortofrutticolo italiano a causa soprattutto dell’embargo russo. Ad ogni modo nel 2015 registriamo un’inversione di tendenza: i volumi di vendita, infatti, sono aumentati del +0,4% rispetto al 2014.
Le previsioni per il futuro non sono particolarmente positive. Secondo lo studio di Fondosviluppo – Confcooperative nei prossimi anni dovrebbe esserci un aumento delle vendite fino al 2017, prima di un nuovo calo che dovrebbe portare il volume delle vendite vicino ai livelli attuali.
È particolarmente interessante analizzare la composizione del mercato italiano e le tendenze relative alle singole categorie ortofrutticole. Nel 2015 la quota di mercato più elevata è occupato dalle mele con il 16,8%, seguite a distanza ridottissima da arance, clementine e mandarini (16,7%); al terzo posto troviamo le pesche (13,1%) davanti a banane (9,1%) ed uva (7,2%). Negli ultimi cinque anni quasi tutte le tipologie di frutta hanno fatto registrare un rendimento negativo in termini di vendite.
La categoria migliore è rappresentata dai kiwi che hanno incremento il proprio volume delle vendite del 13,7%; la ricerca stima inoltre che la quantità di kiwi venduti possa crescere di un ulteriore 2,7% nei prossimi cinque anni. Bene anche ananas, mirtilli e prugne, mentre la tipologia di prodotto che ha perso più punti percentuali è quella dei limoni (-13,9%), seguita da pere e cotogne (-13,5%) e arance, clementine e mandarini (-11,4%).
Il canale retail (supermercati, ipermercati, ecc.) rimane il principale strumento di distribuzione della frutta in Italia (84,8%), mentre è da segnalare la riduzione dei volumi di vendita della frutta biologica che nel 2015 si attesta sul 5% del totale.

