Il caldo record di questo mese di Luglio sta provocando gravi danni agli agricoltori italiani. Secondo le stime di Coldiretti pare addirittura che le perdite per i produttori ammontino a circa 200 milioni di euro.
In Lombardia è stato chiesto addirittura lo stato di calamità naturale. Si tratta, dunque, di una situazione estremamente critica che interessa vari tipi di colture.
Con le temperature elevate a farne le spese è in primo luogo il settore ortofrutticolo. Ortaggi e frutta, infatti, maturano prima e gli agricoltori sono costretti a mettere sul mercato enormi quantità di prodotto a prezzi ridotti.
I prodotti ortofrutticoli faticano ad essere venduti, non solo per la grande quantità che viene introdotta sul mercato, ma anche per la crisi della domanda interna e per l’embargo russo.
A ciò si aggiunge la crescita dei costi di gestione, dettati da un’irrigazione delle coltivazioni necessariamente più frequente. Le perdite per gli agricoltori sono, dunque, enormi.
Nel lungo periodo, inoltre, la persistenza del caldo rischia di creare il fenomeno opposto: pochi prodotti disponibili e prezzi alle stelle. Una situazione difficilmente sostenibile.
Non naviga in un contesto migliore il settore lattiero-caseario. Per effetto del caldo, infatti, le vacche stanno producendo circa il 10-15% del latte in meno.
Un problema che si va ad aggiungere alle tante questioni che i produttori di latte e derivati stanno fronteggiando in questi mesi, come la fine delle quote latte ed un mercato che costringe gli operatori a vendere il proprio prodotto a cifre inferiori ai costi di produzione.

