A gennaio 2016 la disoccupazione è ferma all’11,5%, attestandosi sugli stessi livelli da agosto 2015.
Rispetto all’inizio del 2015, invece, il tasso di disoccupazione è calato dello 0,7%.
Ci sono, dunque, dei segnali parizlamente positivi che giungono dal mercato del lavoro italiano e che diventano ancora più evidenti se analizziamo il numero di occupati e di inattivi.
A gennaio, riporta l’Istat, la stima degli occupati cresce dello 0,3% (+70 mila persone occupate), tornando al livello di agosto. La crescita è determinata dai dipendenti permanenti (+99 mila) mentre calano i dipendenti a termine (-28 mila) e gli indipendenti restano sostanzialmente stabili.
L’aumento dei contratti a tempo indeterminato è in parte riconducibile agli sgravi fiscali previsti dalla Legge di Stabilità, anche se il 2016 ha sancito un taglio del 40% degli esoneri contributivi, passati da 8.000 euro a 3.250 euro.
Nonostante la riduzione degli sgravi, dunque, continua la tendenza del mercato del lavoro che vede una netta crescita dei contratti di lavoro stabili.
Si tratta certamente di un dato incoraggiante che andrà, però, valutato in maniera più approfondita alla fine del 2016, quando gli effetti degli sgravi fiscali della Legge di Stabilità saranno più sfumati.
Un ulteriore elemento positivo riguarda il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni che diminuisce dello 0,4% (-63 mila unità); su base annua gli inattivi sono diminuiti dell’1,7%, pari a -242mila unità.
Probabilmente, ancora più che l’aumento degli occupati, è questo il vero aspetto positivo dell’elaborazione mensile dell’Istat. Nei mesi scorsi abbiamo assistito, infatti, ad una variazione negativa del tasso di disoccupazione dettata per lo più dall’aumento del numero di inattivi, ovvero di persone che non lavorano e non cercano lavoro e che dunque non vengono conteggiati nel calcolo della disoccupazione. Il fatto che la diminuzione del tasso di inattività non sia coinciso con un aumento del tasso di disoccupazione, significa allora che il mercato del lavoro italiano sta raggiungendo finalmente una discreta stabilità.

