Secondo l’Istat per la prima volta nella storia, nel 2014 la coppie under 35 hanno speso di meno rispetto a quelle over 65. Si tratta di un dato emblematico, che fa il paio con il tasso di di disoccupazione giovanile che ha raggiunti picchi storici, e che racconta quanto si siano ridotti i consumi delle giovani generazioni.
Le elaborazioni dell’istituto di statistica rivelano i consumi medi delle famiglie italiane nell’ultimo anno. Dopo le variazioni negative negli ultimi due anni, il 2014 ha visto una spesa stabile attestata attorno ai 2.488,50 euro (+0,7% rispetto al 2013) di media a famiglia e con un aumento moderato della propensione al risparmio e del reddito disponibile.
Ovviamente ci sono delle differenze notevoli in base al tipo di lavoro svolto, al titolo di studio e alla regione di provenienza delle famiglie.
C’è un dato, ad esempio, emblematico: tra gli operai la spesa media mensile è di 2.232,47 euro, mentre tra i dirigenti e impiegati è di 3.181,91 euro (+42,5%).
Le stesse differenze marcate le abbiamo anche in base ai titoli di studio posseduti dalla persona di riferimento della famiglia. Quelli con laurea o titolo di studio post laurea hanno una spesa familiare media di 3.435,23 euro, contro i 2.330,36 delle famiglie con persona di riferimento con licenza di scuola media ed i 2.750,59 se la persona di riferimento ha il diploma di scuola secondaria di secondo grado.
Conosciamo benissimo, infine, le disparità territoriali presenti nel nostro paese. Troviamo, ad esempio, le famiglie trentine che spendono in media 3.073, 54 euro al mese rispetto ai 1.757, 82 euro di quelle calabresi.
In generale, invece, nel 2014 sono diminuite le spese per comunicazioni, servizi ricettivi e di ristorazione, mentre sono aumentate quelle per per abbigliamento e calzature, per mobili, articoli e servizi per la casa, per la salute, l’istruzione, la cura della persona e gli effetti personali.

