• L’Italia è tra i più grandi esportatori mondiali. Secondo il bollettino n. 3 della Rivista «scambi con l’estero» pubblicato sul sito del Mise, l’Italia si trova all’ottavo posto nella classifica dei paesi con la più alta quota di mercato posseduta.
    Secondo questo studio l’Italia è tra le realtà che nonostante il processo di globalizzazione e la crisi economica ha mantenuto il più alto livello di esportazioni.

    È riuscita, infatti, a conservare il 76% delle quote di export dal 2000, meglio degli Stati Uniti (73%), Francia (61%), Canada (60%), Gran Bretagna (57%) e exportGiappone (50%).
    La quota di mercato mondiale dell’Italia è allo stato attuale del 2,8%; si tratta di una cifra rilevante se consideriamo che negli ultimi anni paesi come la Cina, il Brasile, l’India e molti stati del Sud est asiatico hanno aumentato il numero delle proprie esportazioni in maniera roboante.
    Come rileva l’indagine del Mise, l’Italia assume posizioni rilevanti (tra il 1° ed il 10° posto) nel 43,6% dei casi, cioè in poco meno della metà dei mercati analizzati. In particolare – nel corso del 2014 – l’Italia risultava il principale fornitore in tre paesi (Albania, Libia e Malta), il secondo in sette mercati (Austria, Croazia, Libano, Romania, Slovenia, Svizzera e Tunisia) e il terzo in 6 Stati (Algeria, Bulgaria, Ciad, Congo, Francia e Serbia).

    Bene anche i dati sulle esportazioni di prodotti manifatturieri dove il nostro paese detiene il secondo avanzo commerciale tra gli stati dell’Unione Europea dopo la sola Germania ed è uno dei cinque mercati al mondo (insieme a Cina, Corea del sud, Giappone e Germania) che vanta un surplus superiore a 100 miliardi di dollari.
    L’Italia è rimasta su livelli elevati soprattutto grazie allo straordinario appeal che mantiene il Made in Italy agroalimentare in tutto il mondo.
    Proprio ieri il ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina, ha annunciato il raggiungimento della quota record di 36 miliardi come valore dell’export agroalimentare.
    Un segnale importante sullo stato di salute del commercio italiano e sul ruolo svolto da Expo per tutto il settore.