Il Jobs Act ha riformato l’intero apparato normativo in materia di lavoro. Oltre alle misure più reclamizzate come la modifica dell’articolo 18, il demansionamento e i controlli a distanza dei lavoratori, ci sono anche delle novità importanti sul collocamento delle persone con disabilità.
Uno degli ultimi decreti attuativi del Jobs Act dal titolo “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità” disciplina la normativa sulle assunzioni dei soggetti disabili, modificandola in maniera profonda.
La novità principali sono due. La prima riguarda la possibilità di assumere lavoratori con disabilità attraverso una richiesta nominativa.
Rimane il sistema della chiamata numerica, che prevede assunzioni di persone disabili in base alle quote riservate da ogni singola azienda, ma la nuova legge fornisce la possibilità di valutare caso per caso.
Ogni disabile presenta, infatti, delle caratteristiche diverse e come ogni lavoratore può svolgere una mansione in maniera più efficiente rispetto ad altre in cui risulta essere meno produttivo. Sarà compito dei privati, quindi, valutare i singoli profili e procedere così alla richiesta nominativa di assunzione.
Un’altra importante novità attiene agli incentivi alle assunzioni. Allo stato attuale le aziende che non assumono persone con disabilità devono pagare una sanzione di 62,77 euro al giorno.
Tale deterrente di tipo sanzionatorio rimarrà inalterato e non ci sarà alcun aumento delle multe. Per incentivare le imprese ad assumere lavoratori con disabilità, il Governo ha deciso allora di inserire degli incentivi di natura fiscale anziché inasprire le sanzioni.
Gli sgravi fiscali avranno una durata maggiore (fino a cinque anni) e aumenteranno in base al grado di disabilità del soggetto. In questo modo l’esecutivo è intervenuto riducendo in maniera importante il costo del lavoro e togliendo così molti alibi agli imprenditori.

