• Domenica 8 Marzo, come ogni anno,celebreremo la festa delle donne. Sarà un modo per ricordare quanto è stato fatto e quanto ancora si dovrà operare per raggiungere la parità di genere in tutti i settori della società italiana.
    L’Italia manifesta ancora delle carenze da questo punto di vista.
    Riteniamo sia emblematico un dato comunicato recentemente dall’Istat: il 58% delle donne meridionali di età compresa tra i 16 ed i 25 anni è senza lavoro. Un numero eclatante che racconta alla perfezione quanto il nostro paese si debba impegnare per garantire pari opportunità ad uomini e donne.

    DipendentiIl problema riguarda la base occupazionale ma anche i vertici dell’economia e della società italiana. I ruoli apicali all’interno delle amministrazioni e delle aziende sono ricoperti, infatti, per lo più da uomini.
    La figura della donna manager, della dirigente della P.A. o dell’imprenditrice fatica a diffondersi nella nostra società, quando invece, altri stati europei sono molto più avanti da questo punto di vista.
    Imprese e pubbliche amministrazioni rappresentano spesso la riproduzione di un vecchio modello sociale ancorato a logiche di tipo maschilista e patriarcale.

    Un piccola eccezione è rappresentata dal mondo della cooperazione, dove democrazia e mutualità sono i principi fondanti. Ecco perché le donne riescono a trovare uno spazio maggiore, sia all’interno della base operativa che ai vertici della organizzazioni.
    Secondo i dati riportati da Confcooperative, ad esempio, la cooperazione rappresenta il modello d’impresa con la più alta percentuale di donne impiegate in rapporto alla forza lavoro. Circa il 60% dei lavoratori delle imprese associate a Confcooperative è di sesso femminile.
    Una tendenza confermata anche dai dati sulla presenza delle donne nella governance delle cooperative, attestabile attorno al 25%.

    Si tratta di risultati importanti, che possono però essere ulteriormente migliorati.
    Il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ci tiene a porre l’accento su quanto è stato fatto dall’associazione di rappresentanza delle cosiddette “coop bianche” ed alza il tiro per il futuro: “Nelle nostre organizzazioni e nelle nostre imprese – ha dichiarato Gardini –  dobbiamo continuare a sostenere i valori della parità di genere, la valorizzazione delle differenze come patrimonio sociale, supportare e promuovere il contributo femminile al mercato del lavoro e sostenere la presenza delle donne nei luoghi decisionali.  E’ necessario promuovere il riconoscimento di premialità alle imprese che attivano azioni positive per un welfare aziendale, promuovere equilibrati percorsi professionali, e ancora supportare le donne contro ogni forma di violenza”.