Mancano due giorni alla decisione della Bce sul Quantitative easing. Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea sembra ormai orientata a lanciare l’acquisto dei titoli di stato, nonostante una forte opposizione tedesca.
Sono tanti i dubbi che tormentano Angela Merkel e la Bundesbank.
La Cancelliera non vuole scatenare una battaglia di natura politica in seno alle istituzioni europee e rivendica al contrario l’indipendenza della Bce nella scelta delle politiche monetarie da adottare.
Dal canto suo, invita gli Stati membri a rispettare gli obiettivi imposti dai trattati riguardo ai debiti sovrani.
Il timore di Berlino è che il Qe, insieme alle decisioni prese dalla Commissione in materia di flessibilità, possa consentire a paesi come Italia e Francia di ritardare il processo di riforme e di venir meno agli impegni presi in sede europea.
Più dura la posizione della Bundesbank. I due rappresentanti tedeschi voteranno contro il Qe e si batteranno aspramente sulle sue modalità di attuazione.
Saranno due i punti chiave: tempi di durata dell’intervento e assunzione dei rischi.
L’obiettivo della Bce è combattere la deflazione e raggiungere, attraverso l’acquisto di titoli di stato, un livello d’inflazione del 2%. Un risultato di questo tipo potrebbe comportare tempi lunghi, svalutando così l’Euro a tempo quasi indeterminato.
Per questo motivo la Germania chiederà di fissare tempi esigui, non vincolati al raggiungimento del tetto del 2%.
Un altro punto scottante riguarda l’assunzione dei rischi. La Bundesbank chiederà che siano i singoli Stati ad assumersi i rischi della manovra e che non siano ripartiti in maniera eguale sull’intera Eurozona.
Vedremo verso quale direzione andrà Mario Draghi. Non è da escludere un rinvio della decisione sulle modalità di attuazione del Qe, per poter cominciare un dialogo proficuo con la Germania.

