• La cooperazione rappresenta lo strumento giuridico migliore per le donne che vogliono fare impresa.
    Sono i dati sulla presenza femminile nei ruoli apicali delle coop a confermare questo assunto.
    In base alle informazioni divulgate da Confcooperative nel corso dell’evento “Intrecciare il cambiamento – Impegni Azioni Scenari”, il 23% delle donne occupa posizioni apicali nelle cooperative contro il 16% delle società di capitali.

    Una percentuale che diventa ancora più alta (26%) se consideriamo anche i ruoli ricoperti negli organi di gestione e controllo delle cooperative.
    Durante il periodo di crisi, inoltre, il numero di coop guidate da donne è cresciuto ulteriormente del 5%.
    donne imprenditriciPer quanto riguarda, invece, le macro-aree, è il Sud quella con la più alta percentuale di cooperative “rosa” (25%), mentre al Nord la quota è del 19%.
    Tra le varie forme di cooperazione, quelle con la più alta presenza femminile nei ruoli apicali sono le cooperative sociali (40%), seguite dalle cooperative sanitarie (25%) e dalle cooperativa culturali e turistiche (20%).
    Cresce anche il numero di soci donna, passato negli ultimi dieci anni dal 37% al 41% e quella degli occupati dal 57% al 61%.
    La cooperazione sociale guida anche la classifica delle cooperative con la più alta percentuale di donne tra i propri soci (65%) e tra gli occupati (72,5%).
    Questa volta, però, è il Nord, a far registrare il numero più elevato di presenze femminili trai soci (44%) e gli occupati (62%).
    La cooperazione si dimostra, dunque, uno strumento imprenditoriale in grado di valorizzare le pari opportunità. Molto, però, va ancora fatto, soprattutto per incentivare la presenza femminile in ambiti diversi dalla cooperazione sociale e da quella sanitaria.