Legacoop ha firmato un protocollo d’intesa con il Tribunale di Roma sulla gestione dei beni sequestrati e confiscati.
L’accordo, firmato in precedenza anche da CGIL, CISL e UIL, l’associazione Libera contro le mafie, la Procura della Repubblica di Roma, la Corte d’Appello, la Regione Lazio, Roma Capitale, Confcommercio, Unindustria Roma, la Camera di Commercio, Federlazio, CNA, Coldiretti e la Provincia di Roma, consentirà alla
centrale di rappresentanza di combattere al meglio il fenomeno delle false cooperative e di ridare dignità e lavoro ad imprese e lavoratori vittime del malaffare.
Sono centinaia le cooperative che usufruiscono di beni confiscati alla mafia. Parliamo soprattutto del Mezzogiorno, dove sono nate numerose imprese agricole nei terreni sequestrati ai boss e riconsegnati alla collettività.
Ma la cooperazione non deve combattere solo la criminalità organizzata: il suo compito è anche rigenerare sé stessa. Dopo lo scandalo Mafia Capitale e gli altri episodi che hanno colpito il mondo della cooperazione, uno degli obiettivi principali delle centrali di rappresentanza è porre dei rimedi contro le false cooperative.
Per questo motivo è stata lanciata nei mesi scorsi una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare contro le false cooperative e sono state attivate sui territori campagne di sensibilizzazione su questa tematica.
Il protocollo d’intesa stipulato con il Tribunale agisce in questa direzione e conferma l’assunzione di responsabilità di Legacoop, che non ha esitato a fare pulizia al proprio interno quando procedimenti giudiziari hanno interessato proprie cooperative associate.
«Siamo pronti – ha dichiarato Mauro Lusetti, presidente di Legacoop – ad aiutare a far ripartire nella legalità le imprese confiscate alle mafie e a diventare incubatore di nuove start-up cooperative aventi competenze manageriali specifiche per il riutilizzo dei beni, oltre che di workers buyout. Con questo strumento potremo dare un futuro anche ai soci di quelle cooperative i cui amministratori hanno violato la legge e tutti i nostri valori, un’opportunità che finora non potevamo utilizzare e che ora si apre anche per noi»
Tra le proposte di Legacoop c’è, infine, anche quella di offrire tutoraggio e conoscenze specifiche alle cooperative che hanno visto i propri amministratori finire all’interno di procedimenti giudiziari e che intendono ripartire.

