• Nuovo Codice degli Appalti: tutte le preoccupazioni delle cooperative su prezzi e offerta più vantaggiosa

    il nuovo codice degli appalti, ha sollevato alcune preoccupazioni tra le cooperative. Il presidente Gamberini crede che alcune proposte non siano state del tutto acquisite nel testo.

    Le prospettive indicate dal nuovo Codice degli Appalti rappresentano, secondo il Governo, un importante passo avanti per l’efficienza e la trasparenza del sistema di approvvigionamento pubblico in Italia. Le piccole e medie imprese (PMI) potrebbero avere maggiori opportunità di partecipare alle gare d’appalto e i processi di gara saranno semplificati, favorendo un migliore utilizzo del denaro pubblico. Inoltre, nelle intenzioni dell’esecutivo le nuove norme dovrebbero essere più efficaci nella lotta alla corruzione e nella promozione dell’innovazione tecnologica. Avere una maggiore efficienza e trasparenza nel sistema di approvvigionamento pubblico sarebbe sicuramente un grande vantaggio per il Paese.

    Le critiche di Legacoop e Confcooperative

    Nonostante i buoni propositi che il nuovo codice degli appalti sembra possedere, ha sollevato alcune preoccupazioni tra le cooperative, come espresso dal presidente di Legacoop Nazionale Simone Gamberini. Sebbene veda il testo come un passo avanti verso la semplificazione, la digitalizzazione e il miglioramento del processo di affidamento dei contratti pubblici, Gamberini crede che alcune proposte avanzate dal movimento cooperativo non siano state del tutto acquisite nel testo.

    Si chiede in particolare una maggiore chiarezza riguardo alla revisione dei prezzi, all’offerta economicamente più vantaggiosa e agli strumenti consortili. Gamberini sottolinea l’importanza di preservare il ruolo delle piccole e medie imprese, comprese le cooperative, nel mercato degli appalti pubblici. Inoltre, lamenta che i tempi necessari per qualificare e formare le stazioni appaltanti potrebbero bloccare il mercato degli appalti pubblici, come già accaduto con il codice precedente. 

    Gamberini auspica una maggiore qualità dei servizi e una corretta concorrenza nel mercato, anche attraverso un modello di “partenariato solidale” tra il pubblico e il privato e ad un confronto continuo per affrontare tali criticità entro la data di piena attuazione del codice.

    Gamberini ha dichiarato: “Il nuovo codice degli appalti rappresenta un passo avanti sulla strada della semplificazione, della digitalizzazione e del miglioramento del processo di affidamento dei contratti pubblici, ma presenta anche delle criticità sui temi rispetto ai quali avevamo avanzato proposte specifiche. Gli aspetti positivi potrebbero però essere vanificati dall’entrata in vigore in anticipo rispetto ai tempi necessari a qualificare e formare le stazioni appaltanti, con il rischio di bloccare il mercato degli appalti pubblici come già avvenuto con l’entrata in vigore del precedente codice”.

    Sull’argomento è intervenuto anche il presidente Massimo Stronati, presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi.  Sebbene Il presidente accolga con favore l’approvazione del nuovo codice degli appalti pubblici soprattutto in merito al riconoscimento dell’importanza della qualificazione delle stazioni appaltanti, Stronati si dimostra preoccupato per la liberalizzazione degli appalti sotto-soglia e richiama l’attenzione sul tema dei consorzi artigiani e dei consorzi tra cooperative, due realtà che da sempre svolgono un ruolo di accompagnamento all’accesso al mercato delle PMI e che sembra siano prese poco in considerazione nel nuovo codice degli  appalti.

    «Esprimiamo qualche preoccupazione – spiega il presidente – per la liberalizzazione degli appalti sottosoglia fino a 5,3 milioni di euro perché le stazioni appaltanti potranno decidere di attivare procedure negoziate o affidamenti diretti e allo stesso modo per gli appalti fino a 500 mila euro, le piccole stazioni appaltanti potranno procedere direttamente senza passare per le stazioni appaltanti qualificate. Questo significherà, in concreto, che con le nuove norme il 98% dei lavori pubblici sarà senza gara e altrettanto si verificherà per gli appalti dei servizi e forniture».

    Il presidente ringrazia ed esprime la sua vicinanza al governo per il «gran lavoro sulle nuove norme che danno ampio spazio alla digitalizzazione degli appalti che attraverso il fascicolo virtuale dell’operatore economico, le piattaforme di approvvigionamento digitale, l’utilizzo di procedure automatizzate nel ciclo di vita dei contratti pubblici consentirà alle imprese di risparmiare tempi e costi. Ma questo processo andrà sostenuto con la formazione del personale pubblico e con la qualificazione delle infrastrutture». 

    Per garantire un mercato degli appalti pubblici trasparente e corretto per tutti gli stakeholder coinvolti è importante che queste preoccupazioni siano affrontate e discusse in modo costruttivo.