Barack Obama ha deciso di uscire dal guscio e di giocarsi le ultime carte del suo secondo mandato presidenziale.
Dopo la proposta di aumentare le tasse sui grandi capitali finanziari, si espone con una misura che colpirà principalmente le grandi imprese.
Il presidente statunitense presenterà oggi il suo programma di bilancio al Congresso: un piano che intende recuperare risorse attraverso il prelievo fiscale ai danni degli istituti finanziari e delle aziende più grosse.
Queste ultime, in particolare, potrebbero essere oggetto di una tassa del 19% sugli utili ottenuti all’estero e di un’altra del 14% sui profitti generati al di fuori degli Stati Uniti.
Due imposte che evidentemente andranno a colpire i grandi colossi americani che hanno sede negli Usa ma che svolgono un gran mole delle proprie attività commerciali all’estero.
Il riferimento è a Apple, McDonald ed altri grandi gruppi imprenditoriali.
Il crollo dell’euro nel cambio con il dollaro ha penalizzato queste imprese, facendo diminuire in maniera evidente il proprio fatturato. Una tassa come quella proposta da Obama rischia di creare gravi scompensi all’attività commerciale estera di tali aziende.
Rimane comunque difficile che Obama possa attuare la sua proposta di bilancio. Il Congresso a maggioranza repubblicana porrà dei veti pesanti all’attività riformista del presidente americano.
L’intento di Obama è di reinvestire i capitali guadagnati attraverso questa manovra in opere di natura infrastrutturale.
Finita la recessione, dunque, è tempo di tornare a crescere. Per farlo il leader democratico vuole aumentare la spesa pubblica.
Di qui la scelta di drenare risorse verso il ceto medio, implementando gli strumenti di welfare in possesso dello Stato.
Tra i provvedimenti proposti c’è l’estensione dei college gratuiti ad una fascia di popolazione più ampia e la copertura finanziaria dell’aspettativa per i padri di famiglia.
L’impressione è che Obama voglia in qualche modo mettere pressione ai Repubblicani. Il presidente degli Stati Uniti è consapevole di non poter portare a termine tutti questi interventi, ma vuole ottenere una mediazione che migliori le condizioni di vita di un ceto medio sempre più impoverito.
Anche il Partito Repubblicano dovrà tenere conto di questa grande fascia di popolazione, che rappresenta un enorme contenitore di voti per entrambi gli schieramenti politici statunitensi.

