• Passata la tempesta, il mercato dell’olio può tornare a respirare. Il 2014 è stato un anno estremamente negativo per le produzioni olivicole, con un calo addirittura del 60-65% rispetto alla media storica di produzione.
    Colpa delle perturbazioni che hanno colpito tutta l’Italia e dei virus Xylella fastidiosa e della mosca delle olive che hanno devastato le coltivazioni del Sud Italia.

    Il 2015, però, stando alle previsioni dell’Osservatorio Annuale Italia Oggi-Teatro Naturale, dovrebbe essere positivo o quantomeno nella media.
    Vengono stimate 330mila tonnellate di olio prodotto; saranno soprattutto le regioni del Sud a guidare il oliomercato italiano.
    La Puglia, in particolare, dopo un’annata terribile, con il virus Xilella che ha provocato danni agli agricoltori per svariati milioni di euro, vedrà la propria produzione attestarsi sulle 135 mila tonnellate.
    Non è tanto, però, la quantità a far sorridere i produttori pugliesi quanto la qualità dell’olio. La Xylella, infatti, sembra non aver intaccato le olive che avranno quest’anno un ottimo sapore.
    Un aspetto certamente positivo, ma che va a scontrarsi con i pregiudizi dei consumatori che temono di comprare un olio infettato o comunque di scarsa qualità.

    Per questo motivo gli agricoltori pugliesi stanno spingendo per avere una forte campagna pubblicitaria di promozione dell’olio pugliese, soprattutto da parte della Regione Puglia. Una richiesta, per ora, rimasta pressoché inascoltata.
    Tra le regioni d’Italia che avranno un raccolto positivo c’è anche la Calabria che vedrà la propria produzione attestarsi sulle 70.000 tonnellate ed una variazione positiva del 50% rispetto all’anno precedente.
    Non si può ancora parlare di un mercato stabilizzato dopo gli effetti devastanti dell’anno scorso (livelli produttivi ancora inferiori rispetto al 2013, prezzi più bassi e timori d’infezione delle piantagioni ancora esistenti), ma senza dubbio il 2015 potrà essere l’anno della ripartenza per l’intero settore olivicolo italiano.