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    Legambiente ha pubblicato un rapporto sul trasporto pendolare ferroviario che evidenzia il successo dell’alta velocità e ritardi e disagi del Mezzogiorno.

    Ancora una volta l’Italia si dimostra un Paese “a due velocità” per effetto da una parte dei miglioramenti dell’offerta al Nord, sia in termini di quantità che di qualità, e dall’altra dall’incredibile peggioramento dell’offerta al Sud. Sembra impossibile ma è così!
    treni italiaCome riportato da Legambiente, infatti, sulla tratta Salerno – Torino – Venezia sono cresciuti in maniera esponenziale i treni Frecciarossa ed Italo, con una variazione positiva dei passeggeri del +7,7% nel 2014 ed una previsione di crescita tra il 6 ed il 7% per il 2015.
    Dall’altra parte diminuisce del -22,5% il numero di i treni regionali, nello specifico Intercity, e dei collegamenti a lunga percorrenza su tutte le direttrici nazionali.
    C’è, dunque, un miglioramento dell’offerta dei treni di classe A a discapito, però, delle tratte a lunga percorrenza e dei collegamenti da Sud a Nord.
    Secondo Legambiente i collegamenti ad alta velocità da Roma a Milano, tra Frecciarossa ed Italo, sono passati dai 17  del 2007 (all’epoca tutti Eurostar) ai 63 odierni con una variazione positiva del +370% in soli otto anni.
    La situazione non è così fiorente al Sud, protagonista di un calo del 30% dell’offerta nella tratta dell’ex circumvesuviana di Napoli.
    Spicca soprattutto l’enorme differenza tra la Lombardia e le regioni del Mezzogiorno. Nella prima, infatti, ci sono 2.300 corse al giorno, considerando solo i treni regionali.
    Al Sud, invece, sono 1.738 le corse quotidiane, nonostante una popolazione nettamente superiore rispetto alla Lombardia (19.308.637 contro 9.794.525).
    E non è solo un problema di quantità dell’offerta, ma anche di qualità. I passeggeri che viaggiano al Sud si trovano su convogli che hanno un’età media di 20,4 anni, il che aumenta le possibilità di guasti e conseguenti ritardi.