• Una crisi profonda come non se ne vedevano da anni. La Russia sta vivendo una situazione economica di grave recessione che rischia di durare per molto tempo. Lo stesso Vladimir Putin, dopo l’ottimismo iniziale, ha ammesso che ci vorranno almeno due anni per tornare ai livelli precedenti di Pil e di cambio Euro-Rublo. In più le sanzioni internazionali, che sembrano destinate a rimanere inalterate, impediscono al paese russo di rialzare la testa e ricominciare a crescere.

    DENAROLa Russia è uno dei più grandi esportatori di petrolio di tutto il mondo. Basti pensare che petrolio e gas rappresentano circa il 70% delle esportazioni totali russe. Il crollo del prezzo del greggio ha ovviamente penalizzato l’economia russa, scatenando un circolo vizioso che ha coinvolto anche la moneta, i consumi ed il Pil.
    Se prendiamo in considerazione solo gli ultimi tre mesi, vediamo come il prezzo del petrolio è passato da 100 dollari al barile ai 60 dollari odierni. Numeri che hanno avuto delle ripercussioni inevitabili anche sugli investimenti esteri e non. Sono moltissimi gli investitori che hanno deciso di ritirare le proprie attività dal territorio russo, dirottandole su altre nazioni. Il timore di un lungo periodo di recessione ha spaventato imprenditori e mercati finanziari, causando, inoltre, la caduta del rublo. In questi giorni il cambio Euro-Rublo è dato a circa 80, dopo aver toccato addirittura quota 100 nelle scorse ore.

    Non sono immuni da questa situazione i prezzi e la ricchezza totale del Paese. L’inflazione ha avuto un’impennata notevole e le previsioni non sono di certo incoraggianti. É previsto, infatti, un ulteriore aumento dei prezzi fino ad arrivare ad oltre il 10% annuo che impoverirà ancora di più il potere d’acquisto dei cittadini russi.

    Per concludere questa disamina, è bene soffermarci un attimo sul Prodotto Interno Lordo russo. Il Pil è sicuramente una delle variabili aggregate più significative, poichè misura la ricchezza di un Paese e ne descrive l’eventuale crescita. Il Prodotto Interno Lordo russo è sempre stato in aumento negli ultimi anni, merito delle esportazioni di materie prime, come appunto gas e petrolio. Una crisi energetica di questa portata non poteva che avere dei riflessi anche sulla ricchezza della nazione, improvvisamente arrestatasi nelle ultime settimane. Le stime della Banca centrale vedono addirittura una flessione del Pil del 4,5% nel 2015, qualora il prezzo del petrolio dovesse rimanere inalterato.
    La recessione russa ha ovviamente degli effetti rilevanti a livello internazionale e porrà nei prossimi mesi nuove questioni sulla persistenza delle sanzioni addebitatele dai paesi occidentali.