Oggi, basta accendere la TV o leggere le prime pagine di un qualsiasi quotidiano, per notare che le notizie allarmanti per i risparmiatori si susseguono con cadenza incalzante.
L’Euro è sotto attacco… La Grecia è ingovernabile, andrà (dopo il primo tentativo di un nuovo governo) a nuove elezioni ed è probabile una sua uscita dall’euro… Il debito pubblico italiano è alle stelle… Insomma, il risparmiatore è sempre più bombardato da notizie che spesso non comprende: la parola “Spread”, ripetuta fino alla paranoia, che sei mesi fa era sconosciuta al grande pubblico, oggi fa parte delle notizie da telegiornale, ma quanti sanno veramente cosa è, e quali implicazioni ha per noi italiani?
Le banche sono nella bufera, sono imbottite di titoli governativi che si sono fortemente svalutati, hanno fatto ricorso ai prestiti agevolati della BCE per salvarsi da possibili insolvenze, ma non hanno risolto i loro problemi. Perciò le loro priorità, specie in questo momento, non sono certo le esigenze del cliente privato!
In un tale contesto, fatto di turbolenze ed incertezze, il risparmiatore si domanda: come fare a proteggere i miei risparmi e ad ottenere un rendimento soddisfacente?
Sono questi i motivi che sono alla base del successo della figura del Promotore Finanziario (P.F.). Sempre più numerosi sono i clienti, prevalentemente famiglie, che nelle loro decisioni di investimento si rivolgono ad un professionista.
Il Promotore Finanziario moderno è un professionista affermato e rispettato, è iscritto ad un albo professionale al quale si accede per esami molto selettivi, con due sessioni annuali. E a giudicare dai numeri, la professione è diventata una tra le preferite dai giovani. Per fare un esempio concreto circa la durezza della selezione, basti dire che all’ultima sessione si sono presentati oltre 3.000 candidati, ma hanno superato l’esame circa il 31% di essi. Quale altro albo/ordine professionale ha una tale barriera all’accesso? La risposta è: nessuno!
Se fino a qualche anno fa, il P.F. era percepito come un “venditore di prodotti”, dopo l’avvento della normativa MIFID, che stabilisce delle norme a tutela del risparmiatore privato (retail), la figura si è fortemente evoluta, diventando il consulente degli investimenti (Financial Advisor) per il cliente.
Il Financial Advisor (F.A.) è un consulente a tutto tondo. Egli parte dall’analisi del profilo dell’investitore, dalla sua esperienza negli investimenti, dalla sua situazione familiare, dalla sua propensione/avversione al rischio. Quest’ultimo aspetto viene calcolato da un potente simulatore e quantificato con un numero che va da 1 a 100: il cosiddetto indice sintetico di rischio (ISR). E’ un parametro oggettivo che permette di misurare il grado di rischio complessivo di ogni portafoglio.
Come il termometro misura la temperatura corporea, così l’indice ISR misura la “temperatura degli investimenti”. Il F.A., avvalendosi di metodologie avanzate, dispone così degli elementi fattuali e di strumenti tecnici per costruire il “Portafoglio Personalizzato” per il cliente. Detto in altre parole, il F.A. è capace di tradurre in un portafoglio diversificato di investimenti, gli Obiettivi di Vita del suo cliente.
Il risparmio e gli investimenti non sono fini a se stessi, ma vengono finalizzati, tenendo conto degli obiettivi personali e familiari del cliente (es. accrescere il capitale per acquistare una casa, garantire gli studi ai figli, costruirsi una pensione integrativa, garantirsi una rendita periodica, proteggere la famiglia da eventi estremi, ecc.).
Ecco perché il F.A. è ormai figura di riferimento per molti risparmiatori. Coloro che utilizzano la consulenza di un F.A. affermano che, in media, sono ben assistiti e, come confermato dalle indagini recenti del Censis, sono soddisfatti del servizio di consulenza che viene loro fornito. Il servizio che il F.A fornisce al cliente si caratterizza per la “Personalizzazione” dei prodotti di investimento e si differenzia molto da quello, tendenzialmente più massificato e spesso in conflitto di interesse, che forniscono le banche commerciali.
Questo spiega perché, spesso, con i clienti il F.A. instaura un rapporto molto stretto, che va al di là del mero aspetto professionale, tanto che molti clienti diventano i suoi migliori amici. Questo è un aspetto molto gratificante della professione, che ha un grande passato, ma soprattutto un promettente futuro davanti.

