• società benefit

    Nascono nell’Ottocento per assicurare protezione sociale e sanitaria, istruzione e formazione ai lavoratori delle industrie. Oggi sono una realtà meno rilevante nel campo della difesa dei diritti dei lavoratori, ma con la crisi del Welfare state possono diventare un punto di riferimento nel settore della sanità. 

    Parliamo delle società di mutuo soccorso, che con i loro principi di mutualità e solidarietà hanno ispirato tutto il mondo della cooperazione. Oggi ne sentiamo parlare sempre meno, eppure sono più diffuse di quanto si possa immaginare.
    società benefitUna ricerca realizzata dall’associazione Isnet, con il contributo di società di mutuo soccorso ‘Campa’, società di mutuo soccorso di Forte dei Marmi e della società generale di mutuo soccorso ‘Mutua Mba’, ha fatto luce sulla diffusione e sull’attività delle Sms.
    Secondo lo studio di Isnet sono 1.114 le società di mutuo soccorso in Italia, di queste, però, solo 509 possono dichiararsi attive, ovvero svolgono attività non occasionali nei confronti dei propri soci.

    Sono diverse le modalità attraverso le quali operano le sms. Molte creano delle partnership con le cooperative sociali, altre addirittura con aziende private. Queste ultime fanno diventare soci i propri dipendenti, garantendo loro dei pacchetti di welfare aziendale previa il pagamento di quote associative annuali.
    L’attività prevalente delle società di mutuo soccorso è proprio l’assistenza socio-sanitaria. Su un campione di 200 SMS, è emerso, infatti, che il 54,5% delle organizzazioni interpellate svolge già attività di tipo socio-sanitario attraverso convenzioni con strutture sanitarie, rimborsi per ricoveri ospedalieri, assistenza infermieristica domiciliare e ospedaliera, coperture per cure odontoiatriche e altro. Oltre all’attività nel settore sanitario, le sms operano anche nel campo della cultura: solamente il 9%, infatti, dichiara di svolgere solo attività socio-sanitaria.
    Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, la maggior parte si trovano al Nord-Ovest (48%), mentre in riferimento all’età dei soci, il 57% degli associati è di età compresa tra i 50 ed i 60 anni.
    Nel decreto Crescita bis del 2012 veniva stabilito che le società di mutuo dovessero essere iscritte nella sezione dedicata alle imprese sociali presso il Registro delle Imprese e di qui automaticamente inserite in un’apposita sezione dell’albo delle società cooperative. In realtà, come svela l’indagine, solo il 17,9% rientra in questa categoria, le altre sono associazioni di volontariato o di promozione sociale non iscritte alla Camera di Commercio oppure sono società ibride non iscritte all’albo delle cooperative sociali.