• Ristorazione collettiva: Legacoop produzione e servizi alla manifestazione straordinaria del settore a Roma

    La cooperazione di ristorazione collettiva di Legacoop Produzione e Servizi ha aderito alla manifestazione straordinaria del settore che si è tenuta la mattina del 23 marzo in Piazza Santi Apostoli a Roma.

    Se le difficoltà e le chiusure dei grandi ristoranti stellati fanno più notizia e rumore, c’è anche un altro pezzo importante della ristorazione che rischia di rimanere paralizzato, a danno non solo delle imprese del settore, ma di milioni di italiani, a cui si rivolgono più per necessità che per diletto. Ovvero la ristorazione collettiva.

    Per tale ragione la cooperazione di ristorazione collettiva di Legacoop Produzione e Servizi ha aderito alla manifestazione straordinaria del settore che si è tenuta la mattina del 23 marzo in Piazza Santi Apostoli a Roma.

    La mobilitazione è nata con l’obiettivo di denunciare la gravissima condizione dell’intero settore della ristorazione collettiva, che rischia il collasso a causa delle enormi e non più sostenibili criticità determinate dagli incrementi dei prezzi dell’energia e a causa dell’aumento spropositato dell’inflazione dei prodotti alimentari, che negli ultimi due anni è aumentato del 30% rimasti a totale carico delle imprese. Una situazione, che nel totale disinteresse dei decisori pubblici, sta mettendo a rischio molti posti di lavoro e un intero settore, che distribuisce 1,3 milioni di pasti all’anno e impiega quasi 150.000 addetti e su cui ricade tutti i giorni la responsabilità di nutrire in modo sano e corretto studenti, pazienti degli ospedali e lavoratori.

    Per far fronte a questa situazione Legacoop Produzione e Servizi continua ad appellarsi al Governo chiedendo un incontro urgente al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per l’apertura di un immediato tavolo di crisi del settore. 

    Serve un intervento urgente e straordinario – sottolinea Laguardiaaffinché per la ristorazione collettiva, così come per l’intero settore dei Servizi, venga consentito ciò che oggi è giustamente possibile per il settore dei Lavori, ovvero l’adeguamento agli indici Istat dei prezzi dei contratti, per scongiurare il collasso del settore e una inevitabile riduzione del servizio che potrebbe diventare permanente in futuro, ancor più laddove dovessero essere approvate le norme sulla revisione prezzi all’interno dell’attuale bozza del nuovo Codice Appalti”.