È stato presentato, oggi, di fronte alla Camera dei Deputati il rapporto Svimez, che analizza la situazione economica del Mezzogiorno.
Secondo l’indagine Svimez, nel 2015 il Pil del Sud Italia dovrebbe crescere per la prima volta negli ultimi sette anni.
La variazione positiva dovrebbe essere ridotta, si parla, infatti, di un +0,1% al cospetto del +1% del Centro Nord. Si tratta, comunque, di un risultato significativo e dall’importante valenza simbolica dopo anni di recessione.
La crescita del Prodotto Interno Lordo del Mezzogiorno è dovuta principalmente all’aumento dei consumi, anch’esso del +0,1% contro il +0,9% del Centro-Nord.
Nel 2016 la crescita del Sud sarà ancora più sostenuta: si stima, infatti, che il Pil italiano possa crescere del +1,3%, con al Centro-Nord una variazione positiva del +1,5% e al Sud del +0,7%.
Il rapporto Svimez riporta anche i dati sul numero di occupati. Nel secondo trimestre del 2015, c’è stata una crescita tendenziale più sostenuta del numero di nuovi addetti al Sud rispetto al Nord.
Le elaborazioni parlano, infatti, di 120 mila unità in più nel Mezzogiorno (+2,1%) e 60 mila al Centro-Nord (+0,4%). Tutte le regioni meridionali, eccetto la Calabria, vedono in questo periodo un aumento del numero di occupati.
Per quanto riguarda, infine, il tasso di disoccupazione, quest’ultimo rimane stabile al 20,2% contro il 12,1% nazionale. Si tratta di un dato estremamente preoccupante che colloca il Sud come una delle macro aree europee con il più alto livello di disoccupazione.
Bisogna, ad ogni modo, essere in grado di interpretare al meglio queste elaborazioni, sostenendo la lieve crescita del Pil meridionale con investimenti in infrastrutture e sgravi fiscali per le piccole e medie imprese.

