• È prevista per oggi alla Camera la conversione del decreto legge sulla Xylella. Superato lo scoglio di Montecitorio, il provvedimento passerà al Senato per l’approvazione definitiva.
    L’intento del Dl è supportare finanziariamente i produttori olivicoli della regione Puglia colpiti dal batterio Xylella fastidiosa. Per loro verrà stanziata una somma di 21 milioni di euro, 1 milione per il 2015 e 20 per il 2016.
    Per la prima volta viene concesso l’accesso al Fondo di Solidarietà per le azienda colpite da batteri. Tale strumento era sempre stato utilizzato per calamità naturali come terremoti ed alluvioni, ma mai per emergenze fito-sanitarie.

    Il decreto legge prevede anche una serie di «misure per il rilancio dei settori agricoli in crisi», con particolare riferimento al settore olivicolo e quello lattiero-caseario.
    olioIl primo ha avuto un’annata di raccolto estremamente negativa, dovuta anche a batteri quali Xylella, per l’appunto, e la cosiddetta mosca olearia. Il Governo ha deciso allora di stanziare delle risorse per il «recupero del potenziale produttivo del settore olivicolo-oleario» che ammontano a 4 milioni nel 2015 e 8 milioni per il 2016 ed il 2017.
    È la prima volta che viene presentato un piano olivicolo nazionale: l’intento dell’esecutivo è aumentare la produzione del settore del 25% nei prossimi cinque anni, raggiungendo la quota di 650mila tonnellate di olio prodotto in Italia.
    Un altro settore agro-alimentare particolarmente in crisi è quello lattiero-caseario. In questo caso la causa principale è la fine della quote latte.
    L’improvvisa liberalizzazione di un settore che per decenni è stato sotto una rigida regolamentazione dei prezzi e delle produzioni, ha portato gravi scompensi nel nostro paese. Il latte ed i derivati italiani, infatti, vengono venduti a prezzi più alti rispetto ai concorrenti europei.
    Il Governo è intervenuto, concedendo, ad esempio, ai produttori di rateizzare in tre anni le multe da pagare per il regime delle quote latte, rafforzando i controlli e le norme anti-concorrenza e prevedendo l’istituzione di un unico organo inter-professionale che prenda le decisioni sui regimi di produzione, i contratti e la commercializzazione del prodotto.