Categoria: Comunicazione


  • Per la cooperazione in Italia, il 2015 non è stato di certo un anno semplice, con le inchieste di Mafia Capitale e il collasso di alcune grandi cooperative, soprattutto, nel nord-est del Paese. Tutto ciò ha portato però di buono il far luce su quello che non va nel sistema della cooperazione, così da poter allontanare chi ha tradito gli ideali e i valori alla base delle prime cooperative, che mettendo da parte i colori e le appartenenze, hanno di fatto cambiato il volto di un pezzo d’Italia e di tante aree periferiche, creando spesso valore laddove non ce n’era e unendo qualità e passione per poter affrontare le sfide dei mercati internazionali, soprattutto, nel campo dell’agroalimentare.

    COPCoop.inddAntonio Amorosi, giornalista d’inchiesta, nonché ex-assessore della giunta Cofferati al comune di Bologna, con il suo ultimo libro “Coop connection. Nessuno tocchi il sistema. I tentacoli avvelenati di un’economia parallela.“, che è possibile trovare in tutte le librerie e oltre che su gli store online, sta avendo un buon riscontro di pubblico e porta a scoprire alcune pratiche e situazioni che inquinano e danneggiano la vera cooperazione. Mentre vi scriviamo la nostra copia ordinata su Amazon è in viaggio, ma già leggendo la prefazione è possibile comprendere come questo libro (finalmente) farà parlare della cooperazione in Italia, mettendo in crisi chi la sfrutta per meri fini economici-personali, e chiarendo chi sono quelli che, invece, nella cooperazione credono e la supportano per cambiare i territori e dare capacità di auto-sussistenza a persone in difficoltà, ad aree svantaggiate e a produzioni, che senza la cooperazione non darebbero lavoro e non sarebbero in grado di vendere e crescere nei mercati esteri.

    Amorosi ha un approccio deciso, ma che non si può definire contro la cooperazione, infatti, sottolinea sin da subito che questo libro non vuole fare scandalo, ma vuole far emergere alcune falle e storture di un sistema, che in Italia produce tanto sia come reddito economico che a livello sociale. Lo fa partendo dalle parole da un testimone e da una storia che nessuno ha raccontato prima. In attesa che arrivi il libro, vi invitiamo ad acquistarlo, per capire, per potersi confrontare e trovare un sistema condiviso di tutela verso i veri cooperatori, che limiti i rischi di distorsione e consenta di far venire alla luce quelle situazioni limite, che danneggiano innanzitutto le cooperative vere, che non cedono ai ricatti, non sono soggiogate alla politica e non vogliono essere preda di azioni speculative.



  • Si chiama Amazon Video Direct ed è la nuova piattaforma video di Amazon. Il colosso dell’e-commerce ambisce senza timore a fare concorrenza a YouTube, Vimeo e Facebook e lo fa a suon di milioni di dollari investiti. 

    La piattaforma sarà disponibile per tutti i videomaker che potranno così caricare liberamente i proprio contenuti, sfruttando l’enorme bacino di utenti di cui dispone Amazon.
    amazonLa possibilità di guadagno per chi crea un contenuto video e lo carica su Amazon Video Direct sono diverse. C’è l’opportunità, ad esempio, di vendere il proprio contenuto sia agli utenti del canale e-commerce che ai partner streaming di Amazon come Showtime e Starz.
    I videomarkers verranno pagati, inoltre, in base alle visualizzazioni ottenute ogni ora e riceveranno anche il 55% del guadagno derivante dagli ads, così come avviene per YouTube.
    Ma non è finita qui. Ogni mese Amazon investirà 1 milione di dollari da destinare ai migliori 100 titoli per visualizzazioni raggiunge in quello specifico mese.

    Qualora ce ne fosse bisogno, quindi, Amazon offre un ulteriori incentivo ai videomaker per caricare i proprio contenuti su Amazon Video Direct. Oltre alla possibilità di raggiungere milioni di consumatori che quotidianamente fanno acquisti sulla piattaforma di e-commerce, ci sono anche diversi incentivi di tipo prettamente economico.
    Tra i partner iniziali dell’iniziativa annoveriamo Conde Nast Entertainment, HowStuffWorks, Samuel Goldwyn Films, the Guardian, Mashable, Mattel, StyleHaul, Kin Community, Jash, Business Insider, Machinima, TYT Network, Baby Einstein, CJ Entertainment America, Xive TV, Synergetic Distribution, Kino Nation, Journeyman Pictures and Pro Guitar Lessons.
    Amazon sperimenterà la nuova piattaforma negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Germania, in Austria e Giappone e supporterà tutti i devices: Fire TV, smartphone, tablet, consoles, Smart TV e Web.


  • snapchat

    Qual è il social media più utilizzato in Italia? La domanda pare scontata ed in effetti la risposta è quella che tutti immaginiamo. 

    In base ai dati Audiweb sulla Total Digital Audience, ovvero sulle persone che accedono ai social da desktop e mobile (smartphone e tablet)snapchat, risulta essere ancora Facebook il social network più utilizzato nel mese di dicembre 2015.
    È, però, interessante e meno scontato analizzare i trend degli ultimi mesi, confrontando l’appeal di alcuni social che potremmo definire “emergenti”.
    Facebook può vantare un’audience di 23,6 milioni di persone con una permanenza di 12 ore e 20 minuti per persona nell’arco dell’intero mese di dicembre.
    Al celebre social creato da Mark Zuckerberg spetta, dunque, sia il primato del numero di utenti che quello della durata di connessione.
    Audiweb, però, evidenzia un leggero calo della Total Digital Audience negli ultimi due anni, una variazione negativa che ha interessato anche altri canali.

    Al secondo posto della classificata stilata da Audiweb, troviamo Google+ con 8,4 milioni di utenti collegati in un mese ed un calo del 22%.
    In terza posizione avviene un sorpasso che potremmo definire storico. Sul gradino più basso del podio c’è, infatti, Instagram, in costante crescita negli ultimi mesi tanto da sopravanzare Twitter.
    L’audience di Instagram è di 8 milioni di persone, in aumento del 14% rispetto all’anno precedente; il crollo di Twitter, invece, in atto ormai da parecchi mesi, appare sempre più fragoroso. Secondo i dati Audiweb, la sua utenza media è di 6,4 milioni di persone con una variazione negativa su base annua del 28%.
    Tra gli altri social, segnaliamo il calo di LinkedIn che poteva contare a fine 2015 su 4,8 milioni di persone connesse e soprattutto il balzo di Snapchat, che a dicembre 2015 ha fatto registrare 600.000 utenti ed una variazione positiva rispetto al 2014 del 151%.
    Ovviamente nell’analisi di questi dati bisogna avere un approccio critico. Parlare della crisi inesorabile di Twitter, ad esempio, sarebbe una conclusione quantomeno affrettata.
    Per le caratteristiche del social di San Francisco la sua audience è e sarà sempre piuttosto limitata, con un’utenza composta per lo più da personaggi del mondo dello spettacolo, politici ed esperti del settore del marketing e della comunicazione.


  • digitale europa

    La rete mobile di Bruxelles è down da parecchie ore. Risulta impossibile effettuare chiamate con i propri smartphone o telefoni cellulari dalla capitale belga.

    Una situazione che avrebbe generato ulteriori problemi a chi si trova in questo momento a Bruxelles, se non ci fossero stati i social network e le applicazioni di digitale europamessaggistica istantanea a rendere più agevoli le comunicazioni.
    Sono momenti concitati e drammatici quelli vissuti a Bruxelles in queste ore. Sul luogo degli attentati sono presenti persone provenienti da tutta Europa: se c’è una città con un’alta percentuale di lavoratori, turisti, politici di nazionalità non belga, quella è Bruxelles.
    La presenza delle istituzioni europee amplifica enormemente il multiculturalismo della capitale del Belgio. Questo potrebbe essere stato uno dei motivi che ha spinto gli attentatori a sceglierla come sede dell’ultimo atto di terrore.

    Da tutte le città ed i paesi d’Europa si attendono, dunque, notizie sui propri familiari, amici e conoscenti che si trovano in Belgio in queste ore.
    Gli inconvenienti sulla rete telefonica hanno costretto migliaia di persone ad utilizzare i social e le app come Whatsapp e Telegram.
    Facebook, in particolare, ha attivato “Safety Check” la funzione che permette di comunicare ai propri amici Facebook il proprio stato di salute in seguito ad eventi di questo tipo.
    Safety Check era stato lanciato in occasione dell’attentato di Parigi e riproposto in questa occasione. Ci sono state, però, diverse proteste per il ritardo con il quale Facebook ha attivato il servizio. Solamente dopo le 11:00, infatti, ovvero tre ore dopo il primo attentato, è stato possibile utilizzare questa funzione.
    Su Twitter, invece, attraverso vari hashtag come #Brussels, #BrusselsUnderAttack, #BrussellsAttack molti utenti hanno cercato soccorsi e riferito informazioni utili su quanto stava accadendo.
    Altri strumenti come Periscope, Whatsapp e Telegram sono, invece, serviti per avere delle comunicazioni video, audio e testuali circa le condizioni di salute di chi si trovava sul luogo.

     


  • telegram-italia

    La notizia della settimana è che anche Wired e Vice News hanno aperto un canale Telegram. 
    Attraverso l’app di messaggistica istantanea sarà possibile, infatti, iscriversi ai loro canali dedicati e ricevere aggiornamenti sulle principali news quotidiane. 

    Si tratta di uno strumento dalle enormi potenzialità, considerata anche la crescita costante di Telegram, preferito da molti alla più celebre Whatsapp per le maggiori funzioni di cui dispone.
    telegram-italiaA fine febbraio erano oltre 100 milioni gli utenti attivi sull’app.
    Un’implementazione dei canali Telegram consente di intercettare in maniera immediata e con a costi ridotti la platea di utenti che naviga attraverso mobile.
    Telegram fornisce, inoltre, la possibilità personalizzare la chat con video, gif, immagini e contenuti extra rispetto alle classiche Url delle notizie.
    Oltre a Wired e Vice News, ci sono altre tre testate italiane, che hanno aperto di recente un canale Telegram. Si tratta de La Stampa Tecnologia, Libero e Il Gazzettino di Treviso.
    Il numero di iscritti è ancora piuttosto limitato (si va dalle 50 alle 400 iscrizioni), ma la scelta appare comunque lungimirante: il mondo della comunicazione giornalistica viaggia in maniera spedita verso i contenuti fruibili da mobile, come dimostra la recente implementazione, da parte di Facebook, di Instant Articles.
    Vi ricordiamo che anche Cooperative Italia è su Telegram: potete seguire tutti gli aggiornamenti del portale seguendo il nostro canale.


  • festival del giornalismo

    Il Festival del giornalismo è giunto alla sua decima edizione e, come di consueto, anche quest’anno propone una serie di ospiti di caratura nazionale ed internazionale da far invidia a qualsiasi evento sul tema. Non a caso, come raccontano gli organizzatori, si tratta del più grande media event annuale in Europa.

    L’edizione 2016 si svolgerà a Perugia dal 6 al 10 aprile 2016 e vedrà la partecipazione di oltre 500 relatori, tra giornalisti, blogger, professori ed altri esperti del settore.
    festival del giornalismoNel corso dei 200 incontri previsti, tra workshop, documentari, panel, presentazioni di libri e hackaton, verranno declinati i principali temi riguardanti la professione giornalistica.
    Verrà dato grande spazio, come è lecito aspettarsi, alla nuova era digitale. I protagonisti offriranno degli spunti di analisi e riflessione su come usare i tool che il Web mette a disposizione: dagli strumenti di analisi dei dati, ai social media, passando per il crowdsourcing al mondo del SEO.
    Basta guardare l’infinito l’elenco degli speaker per rendersi conto della portata e dell’importanza dell’evento. Per chi vuole intraprendere la strada impervia della professione giornalistica il Festival del giornalismo rappresenta una fonte dalla quale attingere per apprendere alcune nozioni e soprattutto per fare rete.
    L’iniziativa consente, infatti, di stare a contatto con esperti del settore e di avere con loro anche un dialogo informale.
    L’evento è totalmente gratuito. Di seguito vi proponiamo il video di presentazione, dove si può ammirare il contesto di svolgimento, ovvero la città di Perugia, vera e propria patria del giornalismo italiano.
    Per ulteriori informazioni potete consultare il sito ufficiale del Festival.


  • gif twitter 1

    Quante volte avete visto un tweet con un’immagine animata, che sia un gatto che balla, una scena di un film o un giocatore di basket che si esibisce in una schiacciata spettacolare?
    Le GIF sono diventate una componente imprescindibile di Twitter; non a caso, come comunica il social creato da Jack Dorsey, nel 2015 sono state condivise più di 100 milioni di GIF.

    twitter gifNumeri incredibili che hanno convinto l’azienda a rendere più facile inserire un’immagine animata nei tweet e nei messaggi diretti.
    A partire dalle prossime settimane sarà disponibile su iOS, Android e www.twitter.com una funzione che permetterà di cercare una GIF in base al tema e alla categoria di tuo interesse e di condividerla con i tuoi followers.
    Ci sarà, infatti, una speciale libreria con milioni di GIF disponibili grazie alla partnership con GIPHY e Riffsy, due dei più grandi contenitori di immagini animate al mondo.
    La direzione intrapresa da Twitter è chiara: coinvolgere maggiormente l’utente attraverso l’utilizzo di foto e video. I dati dimostrano come i tweet con immagini incorporate realizzano un livello di coinvolgimento del +313% rispetto ai tweet senza alcuna immagine.

    twitter gif 1

    Il social di San Francisco è soprattutto questo: comunicazione immediata e se è possibile divertente.
    I confronti con Facebook, effettuati anche da molti addetti ai lavori, non hanno ragione di esistere. Si tratta di due veicoli comunicativi diversi e rivolti ad un pubblico con esigenze ed interessi differenti.
    Twitter ha annunciato, inoltre, che ci saranno ulteriori novità da qui all’inizio dei Giochi Olimpici di Rio (Agosto 2016). Verranno implementate ulteriori funzioni per creare e condividere più facilmente video ed immagini.
    Le Olimpiadi rappresenteranno anche un’opportunità di business per le aziende oltre che di visibilità per gli atleti. Twitter darà loro, ad esempio, la possibilità di inserire degli stickers con il proprio brand all’interno sfruttando la potenza delle immagini.



  • Un emendamento di Annalisa Pannarale (Sel) alla proposta di legge sui contributi pubblici ai giornali inserisce una nuova tassa sulle grandi concessioni pubblicitarie della televisione, della radio, della stampa quotidiana e periodica e di Internet.

    Il provvedimento prevede che le concessionarie versino nelle casse dello Stato lo 0,1% del loro reddito complessivo, risorse che andranno a finanziare il Fondo per l’editoria.
    storytelling digitaleOltre a ricevere 100 milioni dal recupero dell’evasione del canone Rai e altre risorse provenienti dalle multe che il Garante per le Comunicazioni (AgCom) comminerà nel prossimo anno, il Fondo per l’editoria si arricchisce, dunque, di nuovi finanziamenti.
    Le concessionarie televisive hanno, però, espresso le proprie perplessità sulla nuova imposta che, a loro dire, potrebbe avvantaggiare i grandi colossi di Internet, che rappresentano ormai i veri punti di riferimenti in materia di advertising.
    In realtà la normativa specifica che anche le piattaforme elettroniche saranno sottoposte alla nuova tassazione.
    C’è da chiedersi più che altro come saranno destinate le risorse del Fondo per l’editoria. La speranza è che i nuovi finanziamenti servano a redistribuire in maniera più equa i soldi disponibili, dando spazio anche ai piccoli editori.
    Il Fondo per l’editoria deve essere, infatti, anche uno strumento per aiutare quelle realtà emergenti che spesso devono scontrarsi con un mercato dominato da pochi big players.

     



  • Quali sono i leader più seguiti su Facebook? Un’analisi svolta dalla società Burson-Marsteller ci aiuta a capire il ruolo svolto dai social media nell’era della politica 2.0 e soprattutto quali personaggi politici sono in grado di interpretarli al meglio.

    L’indagine analizza 512 pagine Facebook appartenenti a 169 governi. Il social di Menlo Park è ormai universalmente riconosciuto come una piattaforma indispensabile per intercettare nuovi elettori, mantenere i propri sostenitori e simpatizzanti e comunicare l’attività svolta dal Governo.
    obama facebookMa Facebook non è solo uno strumento per veicolare contenuti politico-istituzionali in senso stretto, viene utilizzato, infatti, anche per comunicati spaccati della vita privata e familiare del leader in questione.
    Mostrare il carattere più intimo del capo significa renderlo più vicino ai cittadini. In un’epoca in cui c’è un rifiuto quasi endemico della politica e dei partiti, rendere i leader più “umani” diventa essenziale. È un processo insito nella personalizzazione della politica ormai sempre più evidente ed inevitabile.

    Uno dei primi leader a comprendere il ruolo dei social è stato senza dubbio Barack Obama, il quale nel lontano 2007, quando era ancora senatore dell’Illinois, aprì una pagina Facebook personale.
    Oggi quel profilo può vantare oltre 46 milioni di “mi piace”, risultando il primo tra i personaggi politici che ricoprono incarichi istituzionali. La comunicazione politica di Obama è sempre stata molto efficace, come dimostra la prima campagna presidenziale, dove i social hanno svolto un ruolo predominante ai fini della vittoria della competizione.
    La pagina Facebook del presidente degli Stati Uniti è ricca di contenuti, sia di carattere pubblico che privato. Non mancano le frasi ad effetto (celebre è il “Love wins” dopo la sentenza della Corte Suprema che ha legalizzato i matrimoni gay) ed il ricorso continuo a video ed immagini, considerati come veicoli comunicativi più efficaci delle parole.

    Al secondo posto troviamo, invece, il Primo Ministro indiano, Narendra Modi, con più di 31 milioni di likes sulla propria pagine ufficiale. Seguono il presidente indonesiano Joko Widodo, l’egiziano Abdel Fattah al-Sisi e il turco Recep Tayyip Erdogan che risulta essere il leader europeo più social.
    Bene anche Matteo Renzi, che si classifica ai primi dieci posti dietro, tra i leader europei, alla regina Elisabetta, Angela Merkel e David Cameron.
    Se analizziamo, invece, il livello di influenza dei capi politici, calcolato in base al numero di mi piace ai post, di interazioni e condivisioni, al primo posto troviamo il Primo Ministro indiano Narendra Modi con una media di 186mila interazioni per ogni post nel 2015.
    Seguono Erdogan ed Obama, con Renzi al venticinquesimo posto tra i leader europei.


  • twitter down

    Impossibile accedere a Twitter. Questa mattina milioni di utenti che utilizzano il celebre social network per motivi di lavoro o anche per semplice svago non riescono a collegarsi con i propri account.

    Nel momento in cui si prova ad accedere compare il seguente messaggio: “Si è verificato un problema tecnico. Grazie per la segnalazione, risolveremo il problema e twitter downriporteremo tutto alla normalità il più presto possibile”.
    Il problema riguarda anche le altre applicazioni collegate a Twitter. Una delle più celebri è certamente Tweetdeck, uno strumento che consente di effettuare più operazioni contemporaneamente. È possibile, ad esempio, monitorare le proprie menzioni e l’attività dei propri contatti, creare delle liste, programmare i tweet e seguire l’andamento di un determinato hashtag, il tutto nello stesso momento.
    Una volta digitato il proprio nome utente e la propria password, Tweetdeck impedisce di effettuare l’accesso.
    Un disagio non da poco, soprattutto per chi utilizza quotidianamente Twitter per ragioni aziendali.


  • fondo editoria

    È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, in data 7 gennaio 2016, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 novembre 2015 che finanzia il Fondo straordinario per l’Editoria attraverso 6,5 milioni di euro.

    Il decreto prevede sgravi, contributi e finanziamenti di vario tipo riferiti alla attività svolta dalla piccola e media editoria nel corso dell’anno 2015.
    fondo editoriaL’intento del provvedimento è fornire nuovo slancio ad un settore in gravissima crisi: negli ultimi anni abbiamo assistito ad un vero e proprio crollo dei ricavi che ha portato numerosi giornalisti al licenziamento, costringendoli a vivere in una situazione di precarietà perenne.
    Nel dettaglio il decreto del Consiglio dei Ministri prevede:

    • Incentivi agli investimenti in innovazione tecnologica e digitale: sono stati stanziati 3.450.000 euro per il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese editoriali a sostegno degli investimenti in innovazione tecnologica e digitale.
      È previsto anche lo stanziamento di 1 milione di euro per un bando di imminente pubblicazione che fornisce contributi ai progetti innovativi delle piccole e medie imprese editoriali di recente costituzione;
    • Ammortizzatori sociali a favore dei giornalisti disoccupati o interessati da una sostanziale riduzione dell’attività lavorativa attraverso Cassa integrazione o da contratti di solidarietà.
      In questo caso il Fondo stanzia un importo massimo di 2 milioni di euro che è vincolato all’erogazione da parte dell’impresa editoriale di una cifra almeno pari a quella fornita dal Fondo.
    • Sgravi per le assunzioni a tempo determinato: il provvedimento copre gli oneri affrontati dalle aziende fino ad un massimo di 65.000 euro per l’assunzione a tempo determinato di giornalisti effettuate dal 1°gennaio al 30 aprile 2015.

    Per poter accedere a queste misure è necessaria l’iscrizione all’elenco dei quotidiani e dei periodici, delle agenzie di stampa e delle emittenti radiotelevisive, garantendo ai propri addetti un equo compenso; le imprese interessate dai contributi non devono avere attivato, dalla data di emanazione del decreto e per tutto il periodo di durata degli incentivi, misure premiali in favore dei propri dirigenti.



  • The Year in News è un’indagine effettuata da Echelon Insights che analizza i topics più utilizzati negli Stati Uniti nel corso dell’anno.
    Per il 2015 sono stati presi in considerazione circa 459,9 milioni di menzioni su 150 trending topics.

    Ne viene fuori, come al solito, una classifica estremamente interessante che ci aiuta a comprendere quali questioni hanno scatenato la discussione social degli utenti americani e qual è la forza comunicativa dei singoli personaggi, soprattutto quelli politici.
    topics usaQuello che ha ricevuto più menzioni è ovviamente il Presidente Barack Obama con più di 55 milioni di interazioni. Se escludiamo Obama, però, la personalità più discussa è stata Donald Trump (43 milioni di menzioni), soprattutto per via della sua campagna elettorale per le primarie repubblicane, caratterizzata da uno stile politically incorrect e da affermazioni forti contro l’immigrazione di stampo musulmano.
    Ecco di seguito la classifica dei personaggi più discussi su twitter:

     

    1. Donald Trump: 43.0 milioni
    2. Hillary Clinton: 31.5 milioni
    3. Iraq & ISIS: 24.0 milioni
    4. Bernie Sanders: 19.2 milioni
    5. #BlackLivesMatter: 15.0 milioni
    6. Iran: 14.8 milioni
    7. Freddie Gray: 13.1 milioni
    8. Jeb Bush: 12.5 milioni
    9. Guns: 11.8 milioni
    10. Abortion & Planned Parenthood: 11.2 milioni

    Nel corso del 2015 ci sono stati anche una serie di eventi che hanno colpito l’opinione pubblica americana, portando gli utenti di Twitter ad invadere il celebre social di tweet, foto e video sull’argomento.
    Sono quattro in particolare i topics più utilizzati:

    1. L’attacco terroristico di Parigi, Nov. 8–15: 8.9 milioni
    2. Freddie Gray & Baltimora, Apr. 26-Mag. 3: 7.1 milioni
    3. Donald Trump e le sue affermazione sull’immigrazione musulmana, Dic. 6: 5.0 milioni
    4. La decisione della Corte Suprema di legalizzare i matrimoni gay, Giu. 21: 4.9 milioni.

    Mentre i fatti di Parigi, la questione Donald Trump e quella relativa alle coppie omosessuali hanno avuto una risonanza internazionale, la morte di Freddie Gray in quel di Baltimora, l’uomo di colore scomparso dopo essere stato arrestato dalla polizia, ha avuto un forte impatto sull’opinione pubblica nazionale, dove la questione dei diritti degli afroamericani e della violenza delle forze dell’ordine è un’issue molto sentita dal ceto popolare americano.
    Il grafico riportato da Echelon Insights mostra come Parigi e Freddie Gray siano stati per lo più dei topics molto utilizzati in periodi di tempo limitati, mentre Obama e Donald Trump, per la loro posizione politica ed influenza sociale, sono riusciti a distribuire le proprie menzioni lungo tutto l’arco dell’anno, con Trump che ha letteralmente dominato la scena da Luglio in poi.