Categoria: StartUp


  • La Commissione europea ha deliberato lo stanziamento di 16 miliardi di euro in ricerca ed innovazione per il biennio 2016-2017.
    Il provvedimento rientra all’interno di Horizon 2020, il programma Ue che punta a far crescere il livello di innovazione degli stati membri.
    Aumento dell’occupazione, prevenzione per il cambiamento climatico, miglioramento delle infrastrutture e del sistema sanitario, studi e strategie per risolvere il problema dell’immigrazione. Sono queste le tematiche che saranno oggetti di bandi e progetti innovativi in tutta Europa.

    Ricerca ed innovazione sono considerati due asset essenziali per la crescita dell’Unione. Lo ha ribadito più volte il presidente della Commissione Jean-Claude horizon 2020Juncker.
    Lo stanziamento di 16 miliardi di euro rappresenta un’opportunità importante per chi fa innovazione.
    Sono addirittura più di 600 i temi che possono essere oggetto di progetti innovativi.
    Saranno effettuati dei grossi investimenti soprattutto per ammodernare l’industria continentale: è previsto uno stanziamento di 1 miliardo di euro per per l’ammodernamento dell’industria manifatturiera, 139 milioni per la digitalizzazione delle industrie Ue e ben 670 milioni per progetti di economia circolare, volti a sviluppare città ed economie più sostenibili.
    Non mancano, inoltre, le risorse per i programmi di smart city (232 milioni) e gli investimenti per prevenire le emergenze fitosanitarie. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto sono stati previsti 5 milioni di euro per combattere il virus Xyella che quest’anno ha devastato le colture olivicole pugliesi.



  • Gianluca Dettori, fondatore e presidente della società di capital venture dPixel, lancia il Barcamper Garage, un acceleratore destinato ad ospitare circa 50 start up innovative provenienti da tutta Italia.

    L’iniziativa rientra all’interno di un progetto più ampio che vede come tappa conclusiva la costituzione di Primo Miglio, un fondo di investimenti per imprese innovative sul quale il Fondo Italiano d’Investimento intende investire molti milioni di euro.
    La sede del Barcamper Garage saranno gli ex laboratori di edilizia dell’Istituto di Istruzione Superiore Aldini Valeriani Sirani, ovvero uno degli istituti gianluca dettori acceleratoretecnici più prestigiosi d’Europa.
    Proprio i ragazzi dell’Aldini Valeriani saranno parte integrante dell’iniziativa: l’intenzione di Vettori e degli altri ideatori del Barcamper Garage è, infatti, di coinvolgerli nelle attività dell’acceleratore sfruttando le loro competenze nelle materie tecnich, fondamentali all’interno di una start up.
    Ci saranno seminari, workshop e soprattutto attività di mentoring e supporto tecnico alle imprese innovative.
    L’obiettivo è sviluppare i progetti proposti dai giovani startupper e creare una cultura imprenditoriale.
    «Abbiamo sentito l’esigenza – commenta Dettori- di collocare le startup con le quali lavoriamo in luoghi fisici. Se vuoi fare accelerazione hai bisogno di una casa».
    Il Barcamper Garage sarà un luogo di innovazione e di contaminazione di idee: creare un acceleratore dove lavorano ed interagiscono alcune delle migliori start up italiane è il modo migliore per sviluppare un tessuto imprenditoriale dinamico e creativo.
    Si viene a creare, infatti, un sano spirito competitivo ed un forte desiderio di migliorare le proprie competenze, assorbendo il know-how di alcuni dei mostri sacri dell’innovazione italiana.

     

     



  • Prove di dialogo e di collaborazione tra l’Europa e la Silicon Valley. Dal 21 al 25 settembre una delegazione europea composta da policy makers, imprenditori e una selezione delle migliori scaleup si recherà negli Stati Uniti per rafforzare la sinergia con la patria delle startup.

    L’evento si chiama Startup Europe comes to Silicon Valley (SEC2SV) e si ispira a VC2UK – Silicon Valley Comes to United Kingdom.
    La settimana si aprirà con silicon valleyl’European Innovation Day (21 settembre) nel corso del quale verranno presente le migliori realtà europee nel campo dell’innovazione e della tecnologia.
    Nei giorni successivi ci saranno una serie di incontri per valutare eventuali opportunità di business tra gli operatori presenti.
    La Silicon Valley rappresenta certamente un punto di riferimento per i paesi europei, un vero e proprio modello di economia dal basso difficilmente replicabile.
    Startup Europe comes to Silicon Valley non intende apprendere e provare ad applicare nel Vecchio Continente il sistema americano, ma si propone semplicemente di instaurare un rapporto di policy e di business che sia sempre più diretto e proficuo.
    Del resto anche il mondo della Silicon Valley ha interesse ad investire in Europa, ovvero in un continente sempre più sensibile alla tematica dell’innovazione e dove il numero delle startup è in continua crescita.
    Tra i partecipanti dell’evento ci sarà anche il il Commissario europeo per l’agenda digitale, Gunther Oettinger, il presidente dell’Estonia Toomas Hendrik Ilves, Nicola Brusson di Blablacar ed il Digital Champion Riccardo Luna.



  • La Corte dei Conti ha dato l’ok al regolamento d’attuazione della delega sull’autoimprenditorialità.
    Le misure per favorire l’apertura di nuove startup saranno presto in Gazzetta ufficiale.

    Abbiamo riportato, ieri, come il numero di startup nel nostro paese sia in netta crescita, raggiungendo quota 4.248 nel secondo trimestre del 2015. L’Italia ha bisogno, però, di un’ulteriore crescita delle imprese innovative sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.
    Costruire le condizioni ideali per lo sviluppo dell’autoimpresa significa creare nuovi posti di lavoro e dare maggiori opportunità soprattutto ai giovani.
    È proprio alle nuove generazioni che si rivolge la legge delega sull’autoimprenditorialità. Il Ministero dello Sviluppo fornisce finanziamenti a tasso agevolato per società individuali o collettive, anche cooperative, a composizione prevalente o totale di giovani under 35 o donne.
    start upLe imprese che invieranno la propria candidatura, inoltre, non dovranno essere attive da più di un anno.
    L’intento del Governo è evidentemente creare lavoro per i giovani, dando spazio alle loro idee e alla loro capacità di fare impresa.
    La ripresa del nostro Paese passa anche dal rinnovamento della classe imprenditoriale e da uno sviluppo che possa partire dal basso.
    Le risorse per le misure sull’autoimpresa vengono dal Fondo rotativo istituito con il decreto del 30 Novembre 2014 e potranno essere ulteriormente incrementate in base alla programmazione europea e ad eventuali accordi stipulati dalle singole regioni.
    Il decreto prevede un finanziamento fino ad un massimo del 75% delle risorse necessarie alla realizzazione del progetto ed un importo massimo finanziabile di 1,5 milioni di euro.
    Con l’approvazione della Corte dei Conti e la prossima pubblicazione in Gazzetta ufficiale i giovani under 35 e le donne potranno iniziare a presentare i propri progetti, la cui realizzabilità ed il cui grado di innovazione verrà valutato da Invitalia.



  • Infocamere ha fornito i dati sulle startup innovative nel secondo trimestre 2015, il cui numero continua a crescere anche nei mesi di aprile, maggio e giugno.

    Secondo il rapporto di Infocamere sono, infatti, 4.248 le imprese innovative nel nostro paese, in aumento di 537 unità (+14,4%) nel confronto con il precedente trimestre.
    Il capitale sociale complessivo ammonta a 212 milioni, in crescita anch’esso di 20 milioni, e corrisponde a circa 50.000 euro medi ad impresa.
    C’è, dunque, un aumento graduale della sensibilità verso le tematiche e le pratiche dell’innovazione anche nel nostro Paese.
    italia start upCom’era lecito aspettarsi, stando alle elaborazioni di Infocamere, all’interno delle startup italiane c’è una forte componente giovanile: le imprese innovative, infatti, composte principalmente da under 35 sono 1.005 ovvero il 23,7% del totale.
    Per fare un paragone, le società di capitali a prevalenza giovanile sono solamente il 6,7% del totale, mentre le start up con almeno un under 35 nella componente societaria rappresentano addirittura il 40,6% del totale.

    Per quanto riguarda invece i settori di competenza il 72,7% “ fornisce servizi alle imprese (in particolare, prevalgono le seguenti specializzazioni: produzione software e consulenza informatica, 29,9%; attività di R&S, 15,9%; attività dei servizi d’informazione, 8,3%), il 18,5% opera nei settori dell’industria in senso stretto (su tutti: fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, 3,8%; fabbricazione di macchinari, 3,3%; fabbricazione di apparecchiature elettriche, 2,3%), il 4,1% nel commercio”.
    La regione, infine, con il maggior numero di startup innovative è la Lombardia con 918 (21,6% del totale), seguita dall’Emilia Romagna con 501 (11,8%), Lazio con 416 (9,8%) e Veneto con 323 (7,6%).
    Tra le città, invece, la prima è Milano che fa registrare ben 607 startup innovative, poi Roma (361) e Torino (224): la sola città di Milano, dunque, può vantare più imprese innovative di tutte le altre regioni italiane.
    Un dato che, se da una parte tende a risaltare la vivacità del capoluogo lombardo, dall’altra racconta come ancora la maggior parte delle regioni nostrane debbano fare un salto di qualità in tema di innovazione, creatività ed impresa.



  • Cresce in maniera significativa il numero di soci e lavoratori nelle start up innovative.
    I numeri riportati da InfoCamere parlano chiaro: nei primi sei mesi del 2015 c’è stato un aumento cospicuo delle persone che si occupano di innovazione, segno evidente che lentamente anche in Italia sta crescendo la sensibilità verso questo tema.

    cookie lawMa veniamo ai numeri. Secondo Infocamere sono più di ventimila i soggetti occupati all’interno delle start up innovative. Cresce soprattutto il numero dei dipendenti: nell’ultimo trimestre del 2015 la quantità di addetti è aumentata del 30%, con 899 dipendenti in più rispetto ai dati di fine marzo.
    Una variazione positiva che interessa anche i soci: duemila soggetti in più ed un aumento del 13,5% rispetto al periodo gennaio-marzo 2015.
    Il fenomeno delle start up innovative è una realtà che potremmo definire emergente nel nostro paese, quando in Europa del Nord e negli Stati Uniti si tratta del più florido sistema di economia bottom-up.

    Nel 2015 l’Italia è riuscita a superare quota 4.000 start up iscritte nella sezione speciale del Registro Imprese, fino ad arrivare a quota 4.248 a fine giugno 2015.
    Rispetto al precedente trimestre c’è stato un aumento di 537 imprese innovative iscritte. Il ritmo di crescita è però inferiore rispetto al passato: +14,5% contro variazioni positive anche oltre il 20% che hanno caratterizzato i passati confronti trimestrali.
    Ovviamente maggiore sarà il numero delle start up e più difficile sarà sostenere questi ritmi di crescita. Sarà necessario, invece, migliorare la comunicazione in merito ai finanziamenti pubblici e privati disponibili per chi vuole avviare una start up innovativa, oltre a sviluppare piattaforme di crowdfunding che consentano ai nostri innovatori di sperimentare e di far crescere il tessuto economico italiano.



  • Nutrire il pianeta attraverso idee innovative. Potrebbe essere questo lo slogan della settimana appena iniziata ad Expo 2015. Dal 29 giugno al 5 Luglio, l’esposizione universale sarà dedicata all’innovazione.

    Ogni giorno saranno presenti nei vari padiglioni incubatori, co-working ed imprese che racconteranno la propria esperienza, fungendo da stimolo per la nascita di nuove realtà imprenditoriali.
    expoExpo 2015 vuole essere, dunque, un veicolo promozionale per l’innovazione, in un paese come l’Italia che sul tema paga ritardi importanti rispetto agli altri paesi.
    Saranno presenti per la precisione nove incubatori, un coworking e 24 imprese. Tra gli incubatori più importanti annoveriamo H-Farm e Luiss Enlab, mentre le start up saranno tutte italiane: Le imprese selezionatr operano in diversi settori: dall’agricoltura all’e-commerce, passando al car-sharing.
    Sarà una grande opportunità per scoprire il livello di creatività dei giovani imprenditori italiani e comprendere che è possibile innovare anche in Italia.

    Pure il mondo della cooperazione parteciperà alla settimana dell’innovazione. Domani alle 15:30 presso l’auditorium di Cascina Triulza è prevista la presentazione di Coop Up, il progetto di incubazione lanciato da Confcooperative e già attivo in diverse città italiane (Firenze, Bologna, Bergamo, Torino e Rovigo).
    Attraverso questa iniziativa Confcooperative intende sviluppare su tutto il territorio nazionale start up di tipo cooperativo e progetti di co-working, improntati sui valori della mutualità, del rispetto del territorio, de profitto sociale e della democrazia economica.
    Sono già decine le imprese sociali nate sotto l’impulso di Coop Up, esperienze innovative che verranno raccontate dai protagonisti nella giornata di domani.



  • “A new social wave” è un concorso che premia idee progettuali volte a migliorare l’impatto sociale e l’efficacia delle imprese sociali.
    Il contest è promosso da Con.Solida, il sistema delle cooperative sociali trentine, e ha come propri partner Trentino Social Tank, Iris Network e Fondazione Italiana Accenture.

    “A new social wave” si rivolge a giovani italiani di età inferiore ai 35 anni o a gruppi di massimo 5 persone, nei quali almeno il capo-team abbia meno di 35 anni.
    a new social waveLe idee che verranno presentate dovranno riguardare uno dei seguenti tre temi:

    • Inspire: il progetto dovrà ispirare innovazioni di prodotto in due settori in particolare: salute e transizione scuola-lavoro.
      Si tratta di due ambiti che sono stati sconvolti dalla modernità. Gli stili di vita, la qualità del cibo, l’orientamento a lavoro sono oggetto di profondi cambiamenti, che spesso trovano impreparati le imprese sociali stesse.
      Sarà compito dei partecipanti trovare idee che possano essere utili alle imprese per risolvere le questioni più problematiche, soprattutto nei settori appena citati.
    • Engage: vengo invitati i partecipanti redarre di progetti che facilitino la partecipazione attiva degli stakeholders delle imprese sociali, ovvero istituzioni, lavoratori e comunità locali.
      Le imprese sociali vivono in maniera molto intensa il rapporto con il proprio territorio. Per questo motivo è loro compito dialogare con gli attori esterni all’impresa e coinvolgerli ad esempio attraverso attività di crowdfunding.
    • Models & Tools: verranno premiati quei progetti in grado di migliorare l’efficacia e l’impatto sociale delle imprese (creazione di mezzi di rendicontazione sociale ed altre innovazioni tecnologiche che riguardano l’aspetto organizzativo dell’azienda).

    Il contest premierà le migliori tre idee assegnando al primo classificato un contributo di 4.500 euro, al secondo 2.500 euro e al terzo 1.500.
    I tre vincitori potranno inoltre svolgere un programma di incubazione presso l’incubatore Trentino Social Tank. Durante questo periodo della durata di tre mesi, i vincitori potranno sviluppare la propria idea e venire a contatto con le imprese interessate ad implementare il progetto proposto all’interno della propria organizzazione.
    Le domande di partecipazione potranno essere inviate entro le ore 17:00 del 17 luglio 2015.
    Per ulteriori informazioni potete consultare il sito del contest.



  • Un portale contenente tutti i finanziamenti pubblici per le start up, divisi per regione. L’iniziativa è di Italia Start Up, l’associazione che unisce tutte le imprese innovative italiane, e di Warriant Group, una società di consulenza associata ad Italia Start Up.

    Le idee innovative certamente non mancano nel nostro paese. Molte di queste, però, spesso devono scontrarsi con un contesto normativo e finanziario poco favorevole che impedisce lo sviluppo di un florido tessuto imprenditoriale.
    italia start upGli startupper italiani devono fare i conti, inoltre, con una scarsa conoscenza dei bandi e dei finanziamenti rivolti a chi vuole avviare un’attività d’impresa ad alto contenuto innovativo.
    Il nuovo portale, messo a punto da Italia Start Up, rivolve questo problema. D’ora in poi chi è alla ricerca di un finanziamento per lanciare la propria idea creativa potrà consultare l’elenco dei bandi europei, nazionali e regionali linkati sul sito.
    La piattaforma suddivide gli aiuti in base alla regione in cui il bando è stato indetto e specifica inoltre il tipo di finanziamento e la data di scadenza per presentare la domanda.
    L’utente potrà così avere le idee più chiare sulle opportunità offerte dal contesto regolatore italiano e comprendere il grado di realizzabilità della proprio progetto innovativo.
    Le start up stanno lentamente diventando una realtà positiva anche nel nostro paese. Gli ultimi dati parlano di un aumento del numero di giovani imprese innovative del +16,7% rispetto all’anno scorso, per un totale di oltre 4.000 start up iscritte nel registro dedicato.
    La sensibilità, dunque, verso la tematica dell’innovazione è in fase ascendente e questo non può che essere un bene per la ripresa dell’Italia.



  • Social Roots è una piattaforma per l’innovazione sociale che raccoglie idee e progetti innovativi nel settore dell’agrifood. All’interno di questo progetto la Fondazione Giacomo Brodolini, con il sostegno del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, ha indetto un bando internazionale rivolto a start up, cooperative, aziende, ONG, imprenditori sociali che operano nel settore dell’agricoltura.
    Dovranno essere presentate idee che siano in grado di promuovere nuovi modelli di business per il settore, processi di innovazione sociale nei territori, innovazioni tecnologiche per la sostenibilità ambientale.
    Un apposito comitato scientifico valuterà i progetti ed indicherà i 20 vincitori che avranno l’opportunità di partecipare all’Expo camp. L’organizzazione provvederà a pagare viaggio e soggiorno ai primi 10 classificati.

    social rootsExpo può essere una grande opportunità per l’Italia e per l’intero settore agro-alimentare. Per questo motivo è stata scelta la grande vetrina dei Padiglione Italia e di Cascina Triulza per presentare le migliori idee venute fuori dal bando.
    Sono sette le tematiche proposte sulle quali dovranno concentrarsi i progetti degli imprenditori sociali:

    • La scienza per la sicurezza e la qualità alimentare
    • L’ innovazione nella filiera alimentare
    • La tecnologia per l’agricoltura e la biodiversità
    • L’educazione alimentare
    • La solidarietà e la cooperazione alimentare
    • L’alimentazione per migliori stili di vita
    • L’alimentazione nelle culture e nelle etnie

    Ogni progetto dovrà avere delle finalità di natura sociale oppure proporre tecnologie tecnologie che riducano l’impatto ambientale, implementare soluzioni di sviluppo delle comunità locali o veicolare una produzione ed una distribuzione alimentare sostenibile.
    I 20 progetti vincitori avranno la possibilità di frequentare l’Expo camp e di conoscere, dunque, la realtà internazionale dell’innovazione sociale. Sarà un momento di grande formazione perché consentirà ai protagonisti di sviluppare le proprie idee e di venire a contatto con possibili partners e finanziatori.
    Un aspetto essenziale di questa esperienza è senza dubbio il dialogo ed il confronto con altri innovatori, utile ad innescare quel processo di contaminazione che tanto manca al nostro paese.
    La Fondazione Giacomo Brodolini offre, inoltre, l’opportunità ai primi tre classificati di partecipare ad un programma di accelerazione ed incubazione delle durata di tre mesi che si svolgerà a Milano presso FabriQ, l’incubatore di innovazione sociale del Comune di Milano, ed Alimenta, l’acceleratore per le imprese hi-tech nel settore agrifood.
    I progetti dovranno essere inviati entro il 30 giugno. Troverete ulteriori informazioni sul sito ufficiale.



  • Kickstarter, la piattaforma di crowdfunding per progetti innovativi sbarca finalmente in Italia.
    La notizia è delle più positive per i creativi italiani. Finora per ricevere finanziamenti attraverso Kickstarter era necessario scrivere i progetti in inglese, limitando così il bacino di utenza.
    Il suo arrivo in Italia cambia totalmente la prospettiva di fare impresa. Le idee ed i progetti innovativi potranno finalmente essere scritti in italiano, ricevere finanziamenti in euro e su conti correnti italiani.
    Kickstarter ha riconosciuto il grande appeal dei programmi innovativi italiani sul mercato mondiale. Non ci riferiamo solo al settore dell’hi-tech, ma anche a quello del cibo, della moda, della musica, del cinema e della letteratura.
    Gli italiani hanno sempre avuto una grande tradizione nel campo artistico e della creatività, il più delle volte frenata da un contesto normativo e burocratico non al passo con le esigenze attuali.

    kickstarterMa cos’è nello specifico Kickstarter e perché in concreto rivoluzionerà il settore delle start up e delle piccole e medie imprese innovative?
    Kickstarter è una piattaforma di crowdfunding che nasce negli Stati Uniti nel 2009. Consente, nello specifico, all’innovatore di presentare la propria idea innovativa online attraverso testi, video o immagini e di chiedere a chi è interessato di finanziare il proprio progetto.
    Ci sono, poi, diversi tipi di finanziatori: dai veri e propri sponsor fino ad arrivare ai semplici sostenitori. Grazie alla risorse raccolte in rete, il creativo può dare avvio alla propria attività d’impresa innovativa.
    Grazie a Kickstarter si viene ad instaurare un rapporto diretto tra produttore e consumatore, perché sarà quest’ultimo ad accertare la portata innovativa dell’idea e di conseguenza a finanziarla. Non è necessaria l’intermediazione di una banca o la partecipazione ad un bando per ottenere un finanziamento.
    Kickstarter offre a clienti ed innovatori un modo più immediato per rispondere ai bisogni degli utenti.
    È ovvio, inoltre, come una piattaforma di questo tipo sia particolarmente importante nel contesto italiano, dove l’accesso al credito risulta sempre più difficile e la via del successo per le piccole e medie imprese innovative il più delle volte risulta preclusa.

     



  • Nei giorni scorsi vi abbiamo parlato del cosiddetto “Italian Sounding“, ovvero lo sfruttamento a fini commerciali dell’assonanza di determinati prodotti di provenienza straniera con quelli italiani. Accade, ad esempio, che il “Parmesan” venga spacciato per il formaggio parmigiano, senza che sia mai stato prodotto o lavorato in terra italiana.
    Ma potremmo presentarvi decine di altri esempi, per un fenomeno ricorrente soprattutto in Asia e nei mercati maggiormente distanti dall’Europa. Si tratta ovviamente di una pratica commerciale estremamente dannosa per il nostro made in Italy, un marchio che allo stato attuale rappresenta il principale volano dell’export agroalimentare italiano.
    Uno degli obiettivi principali del padiglione “Cibus è Italia”, presente ad Expo 2015, è proprio la lotta contro l’”Italian Sounding” e la diffusione del vero made in Italy, come sinonimo di qualità e di produzione locale.

    it for italyL’operazione di contrasto alle imitazioni mal riuscite dei prodotti nostrani potrà servirsi di una nuova “arma” letale. Parliamo di un’applicazione messa a punto da ItforItaly, una start up toscana, e scaricabile su smartphone a partire dal 1° Maggio 2015.
    L’amministratore, Lorenzo Guariento, ha presentato l’attività della start up presso la Tenuta Reffino di Poggio Casciano, specificando le modalità di utilizzo dell’applicazione.
    Ogni azienda produttrice potrà inviare (gratuitamente il primo anno, con un contributo simbolico a partire dal secondo anno) tutte le informazioni relative ai propri prodotti che verranno poi inserite in un apposito database.
    Il consumatore che acquista un prodotto dalla provenienza italiana dubbia potrà servirsi dell’applicazione di ItforItaly, scannerizzando il codice a barre o inserendo l’etichetta.
    Se il prodotto risulterà italiano, si aprirà la relativa scheda informativa, altrimenti verrà segnalata la sua provenienza “estera”. Le segnalazioni dei consumatori verranno inviate ad un’autorità specifica che cercherà di verificarne la provenienza effettiva del prodotto ed eventuale a riportare il tutto agli enti competenti.
    Certamente ci vorrà del tempo prima che il database possa essere completo e contenere quante più informazioni possibili sulle aziende italiane, ma si tratta comunque di uno strumento importante a tutela dei consumatori e per combattere l’”Italian Sounding”.