Qual è il profilo dei giovani under 35? Difficile elaborare un ritratto di questo tipo.
L’istituto di ricerca Censis ha provato, però, ad effettuare un’operazione del genere attraverso un’indagine intitolata “Vita da Millennials: web, new media, startup e molto altro. Nuovi soggetti della ripresa italiana alla prova”.
I Millennials sono per l’appunto i ragazzi under 35, protagonisti, secondo questa ricerca, della rinascita del nostro Paese.
Dall’analisi di Censis emerge innanzitutto un dato importante, che riguarda le nuove imprese nate nel secondo trimestre del 2015. In questo periodo di tempo, ogni giorno sono state aperte 300 nuove imprese, create dagli under 35.
Sono in tutto 32mila le nuove aziende aperte dai Millennials tra aprile e giugno ed in tutto sono 592.000 le realtà imprenditoriali sviluppate dai giovani, corrispondenti al 9,8% delle imprese presenti nel nostro paese.
Si tratta di numeri importanti che, a dispetto del senso comune, dimostrano come sia tanta la voglia di mettersi in gioco da parte dei giovani.
Ma il dato sulle nuove imprese è solo una piccola molecola dell’universo giovanile.
I Millennials sono creativi, innovatori ed intraprendenti, ma dimostrano anche una grande etica del lavoro. Del resto è il mercato che li costringe a lavorare anche più di quanto stabilito dai propri contratti, in condizioni spesso precarie e con mansioni che non corrispondono alle proprie competenze e sono inferiori al proprio titolo di studio.
Secondo Censis, infatti, 3,8 milioni di under 35 hanno svolto un’attività lavorativa oltre l’orario di lavoro formale, 1,7 milioni hanno ricevuto contratti della durata inferiore ad un mese e addirittura 4,4 milioni hanno svolto stage non retribuiti.
Insomma, pur di entrare nel circuito occupazionale e di accrescere le proprie competenze, i giovani sono disposti anche a lavorare più del previsto ed in alcuni casi a non ricevere neppure un compenso o a riceverlo solo occasionalmente (1,7 milioni).
La flessibilità, inoltre, è un altro carattere distintivo dei cosiddetti Millennials, se pensiamo che 2,3 milioni svolgono un lavoro più basso rispetto alla loro qualifica e che un milione ha cambiato almeno due lavori nel corso dell’anno.
Capiamo benissimo da questi dati quanto sia complesso per un giovane under 35 entrare in maniera stabile nel mercato del lavoro. La forza contrattuale di un Millennials è molto bassa, per cui è spesso disposto ad accettare delle condizioni contrattuali ed informali, che violano, di fatto, i diritti dei lavoratori e contribuiscono ad aumentare il loro grado di instabilità ed incertezza.

