• L’Italia ha provato nel corso degli anni ad approvare una serie di leggi sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione.
    Nonostante questo, non fa parte ancora della lista di 95 paesi che possiedono una legislazione FOIA.
    Un vuoto normativo che pare possa essere colmato prima di Natale, con l’approvazione in Consiglio dei Ministri di una legge sul FOIA all’interno della più ampia riforma della Pubblica Amministrazione.

    Ma che cos’è esattamente un FOIA? E perché è così importante tanto da aver causato la nascita di un appello per l’adozione del suddetto modello legislativo e di una serie di iniziative sul tema come il #Foia4Italy.
    Il Freedom of Information Act prende il nome da una legge sulla libertà di informazione emanata dal presidente degli Stati Uniti d’America Lyndon B. Johnson.
    condivisioneRappresenta, oggi, il diritto universale dei cittadini da accedere a tutti gli atti dello Stato, fatta eccezione per quelli coperti da segreto di Stato e che riguardano la sicurezza nazionale e la privacy.
    La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha riconosciuto l’accesso alle informazioni detenute dai governi come diritto di natura internazionale, ma ancora non tutti i paesi, tra i quali l’Italia, possiedono una normativa di questo tipo.
    Non è un caso che il nostro Paese sia addirittura al 97° posto su 102 nazioni nella cosiddetta “RTI rating”, ovvero la classifica sul livello di trasparenza.
    Conoscere gli atti della P.A. è un presupposto fondamentale per lo sviluppo di una democrazia sana e per aumentare il grado di fiducia verso le istituzioni.

    In Italia c’è un enorme sfiducia verso la pubblica amministrazione, alimentata dai numerosi scandali giudiziari che non hanno fatto altro che acuire questo sentimento di diffidenza.
    Ecco perché approvare finalmente una legge sul FOIA sarebbe un enorme passo in avanti. All’interno della delega per la riforma sulla P.A. il Governo ha ricevuto anche la delega a scrivere un testo sul FOIA.
    Non sarà un’operazione banale: ci saranno, infatti, una serie di questioni spinose da regolamentare con attenzione. Bisognerà stabilire, ad esempio, quali soggetti possono richiedere l’accesso ai documenti (nella bozza vengono indicati come fruitori solo i cittadini italiani), delineare i confini del segreto di Stato e soprattutto stabilire una procedura semplificata per richiedere l’accesso, evitando ulteriori complicazioni e lungaggini burocratiche.