Siamo agli sgoccioli per il nuovo decreto anti-corruzione.
Il ministro della Giustizia Orlando ha annunciato un imminente arrivo del Ddl in Parlamento, forse già la prossima settimana ci sarà la discussione in commissione giustizia al Senato.
Nel frattempo si rincorrono le voci sui contenuti del decreto. Tra indiscrezioni e dichiarazioni ufficiali, possiamo trarre un breve bilancio delle principali novità in materia di corruzione e reati contro la Pubblica Amministrazione.
Il tema principale è sicuramente il falso in bilancio. Questa fattispecie verrà punita in tutte le sue forme, dalla più lieve alla più grave.
Si ragiona sulle pene in base all’entità del reato. Si andrà con ogni probabilità da 1-4 anni per le violazioni minori a 2-6 anni per quelle più gravi.
In generale il Governo adotterà una ratio ben precisa: inasprimento delle pene per tutte le fattispecie di reato contro la P.A. e sconti delle sanzioni per chi denuncerà le pratiche corruttive.
Una norma, quest’ultima, fortemente voluta dalle autorità giudiziarie e che prenderà come punto di riferimento quella sui pentiti di mafia.
Chi denuncerà un accordo di carattere corruttivo, facilitando l’attività investigativa, potrà avere, infatti, uno sconto che va da un terzo a metà della pena.
Sarà più difficile, invece, ottenere il patteggiamento. Quest’ultima è la forma più utilizzata dai corrotti per ridurre la propria sanzione.
D’ora in poi il patteggiamento o la sospensione della pena potranno essere concordati solo se il corrotto restituisce quanto sottratto all’amministrazione.
Ci sono importanti novità anche sui rapporti tra imprenditori e Pubblica Amministrazione. Un imprenditore, infatti, che corrompe un dipendente pubblico non potrà più partecipare alle gare d’appalto per 5 anni. La legge Severino circoscriveva, invece, il termine a 3 anni.
Viene allargata, infine, la pletora di dipendenti pubblici che possono essere accusati di concussione. Tale fattispecie di reato non riguarderà più solamente i pubblici ufficiali, ma qualsiasi incaricato di pubblico servizio.
Dunque tutti i soggetti che detengono un rapporto di servizio con la P.A. possono essere sanzionati con il reato di concussione, indipendentemente dalla posizione che ricoprono all’interno dell’organico.

