• Il Presidente di Legacopp Mauro Lusetti è intervenuto ai microfoni di Radio 3 nel corso di una trasmissione dedicata alla situazione delle cooperative italiane dopo lo scandalo di Mafia Capitale. Tante le opinioni espresse dai radioascoltatori, ognuno con la propria esperienza ed il proprio punto di vista su cosa voglia dire fare cooperazione in Italia. Sono molte, ovviamente, le critiche mosse all’Alleanza delle cooperative. Lusetti ha avuto l’opportunità di rispondere  e di condannare quanto emerso nell’inchiesta della Procura di Roma.

    legacoopUn punto centrale del discorso del presidente di Legacoop sono le cosiddette false cooperative. Si tratta di realtà non conformi alla legge; questo permette loro, paradossalmente, di non essere revisionate nè dalle centrali di rappresentanza nè dal Ministero dello Sviluppo economico. Tale fenomeno è in crescita negli ultimi anni e rischia di gettare fango sull’altra faccia del mondo cooperativo, quello sanno che offre servizi ai più bisognosi e all’intera comunità.
    Lusetti non accetta che si valuti l’attività delle cooperative in maniera parziale e miope. Per questo motivo richiede una maggiore trasparenza ai propri associati ed un maggiore coinvolgimento dei soci.

    Uno dei punti più discussi della vicenda Mafia Capitale è il rapporto tra cooperative e politica. Su questo punto, Lusetti è molto chiaro: il mondo delle cooperative deve mantenere la propria autonomia; niente più finanziamenti leciti, ma solo dialogo costruttivo con le istituzioni politiche. Non deve più esistere alcun equivoco, soprattutto quando si ha a che fare con appalti pubblici. Bisogna garantire la leale concorrenza tra le imprese e liberarsi del circolo vizio della corruzione.
    Un’ultima riflessione Lusetti la esplicita sul concetto di prestito sociale che, secondo alcuni, metterebbe le cooperative sullo stesso piano delle banche senza però essere sottoposti al controllo della Banca d’Italia. Il presidente di Legacoop specifica che il controllo di Bankitalia è escluso per legge, ma che l’Alleanza delle cooperative non avrebbe alcun problema se la normativa venisse modificata su questo importante punto.