• Il 12° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione ci fornisce alcuni interessanti spunti di riflessione sui consumi mediatici degli italiani.
    Sappiamo benissimo come il mondo dei media abbia subito una vera e propria rivoluzione negli ultimi anni: l’avvento di Internet e dei digital devices ha stravolto il modo di diffondere le notizie e quello di recepirle.
    L’analisi effettuata da Censis-Ucsi conferma le tendenze recenti ed offre soprattutto alcuni dati sulla fruizione delle news da parte dei giovani e sul loro atteggiamento nei confronti dei media tradizionali.
    Ma andiamo con ordine.

    Il primo elemento che balza all’occhio è la diffusione capillare di Internet in tutta la popolazione italiana. Nel 2015, infatti, il 70,9% degli italiani utilizza Internet (+7,4% rispetto al 2013), di questi però solamente il 5,2% si connette attraverso banda ultralarga.
    E qui torniamo ad un problema cronico del nostro paese, collocato all’ultimo posto tra i paesi Ue per diffusione della connettività veloce. Se è vero che la popolazione italiana si trova sempre di più in Rete, bisognerebbe dotarla degli strumenti adeguati per produrre valore attraverso la fruizione del Web.
    I recenti investimenti del Governo e quelli programmati da parte di alcuni operatori telefonici saranno fondamentali per colmare il gap con gli altri paesi europei in materia di banda ultralarga.
    Sono in forte crescita, com’era lecito aspettarsi, sia i social network che smartphone e tablet.
    Il 50,3% della popolazione italiana è iscritto a Facebook (il 77,4% dei giovani under 30), YouTube raggiunge il 42% di utenti (il 72,5% tra i giovani) e il 10,1% degli italiani usa Twitter. Più della metà degli italiani (52,8%), invece, ha uno smartphone, con una crescita rispetto al 2013 del 12,9%, ed il 26,6% possiede un tablet.

    umanitàEffettuata una mappa dell’utilizzo dei media digitali da parte dei cittadini italiani, è interessante verificare quali strumenti mediatici vengano usati per reperire informazioni.
    Qui emerge in tutta la sua ampiezza la crisi dei quotidiani cartacei, i quali perdono 1,6 punti percentuale rispetto al 2013, al cospetto di una lieve crescita dei quotidiani online (+2,6%).
    Nonostante la rivoluzione mediatica degli ultimi anni, la televisione continua ad essere il media più utilizzato (il 96,7% degli italiani ne possiede una).Merito soprattutto della crescita della web tv, mobile tv e smart tv. Bene anche la radio (utenza complessiva del 42,4%), anche qui è in crescita la percentuale di italiani che ascolta la radio attraverso cellulari ed Internet (+2% per entrambi).

    Per quanto riguarda l’informazione, invece, è in forte ascesa quella personalizzata. I telegiornali rimangono la fonte più usata (76,5%), seguita dai giornali radio (52%), ma già al terzo posto troviamo i motori di ricerca quali Google (51,4%), al quarto le tv all news (50,9%) e al quinto Facebook (43,7%).
    Proprio Facebook è la prima fonte di informazione per i giovani con un sorprendente 71,1%, in seconda posizione troviamo Google (68,7%) e solo in terza i telegiornali (68,5%), con YouTube che guadagna terreno (53,6%); bene anche le app per smartphone (46,8%).
    Agli ultimi posti troviamo, invece, siti web informazione (28,4%) e quotidiani (25,1%), a dimostrazione di una certa riluttanza da parte dei giovani nel reperire notizie attraverso i media tradizionali, fatta eccezione per i telegiornali che coprono comunque una buona parte della popolazione giovanile.