Il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha presentato oggi in Consiglio dei Ministri la relazione su Mafia Capitale e sul conseguente procedimento di risanamento del Comune di Roma.
Non ci sarà alcuno scioglimento né commissariamento, al contrario è stata demandata una stretta collaborazione tra il prefetto Gabrielli ed il sindaco Marino per risanare i settori più delicati.
Nonostante, dunque, le numerose polemiche sull’amministrazione Marino e le richieste di dimissioni, arrivate da più parti, l’esecutivo non ha ritenuto ci fossero i presupposti per un commissariamento.
«Intendo incaricare il prefetto di Roma – ha dichiarato Alfano nella conferenza di stampa successiva al Consiglio dei Ministri – di assicurare proposte e indicazioni per pianificare insieme al sindaco interventi di risanamento in otto ambiti, in particolare nei settori dell’amministrazione risultati più compromessi con Mafia Capitale: il verde pubblico e l’ambiente, l’emergenza abitativa, l’immigrazione, i campi nomadi».
Il Governo ha stabilito anche lo scioglimento del comune di Ostia, chiesto maggiori ispezioni e controlli e deliberato la possibilità anche di trasferire dirigenti e dipendenti comunali con conseguente procedimento disciplinare come previsto dal comma 5 dell’articolo articolo 143 del Testo unico sull’ordinamento degli Enti locali.
Gabrielli, oltre ad operare per il risanamento del Comune di Roma, dovrà anche seguire da vicino le gare ad evidenza pubblica per il Giubileo, il cui inizio è previsto per l’8 dicembre 2015.
Si tratta di un appuntamento storico e prestigioso per la città di Roma, che lo vivrà, però, in una situazione disastrata a livello amministrativo, politico, finanziario e probabilmente anche morale.
Il Ministero dell’Interno ha deliberato una riduzione dei tempi per le procedure ad evidenza pubblica, con il controllo sui lavori e sugli appalti che verrà effettuato dall’Autorità anti corruzione così come è avvenuto per l’Expo.
Gabrielli avrà in sostanza gli stessi poteri posseduti dal prefetto di Milano per l’organizzazione della manifestazione internazionale in corso di svolgimento nel capoluogo lombardo. Il Governo, dunque, ha ritenuto opportuno un intervento statale per gestire la difficile situazione capitolina, senza però procedere con provvedimenti più forti come lo scioglimento o il commissariamento vero e proprio.

