Giorni frenetici sull’asse Italia-Bruxelles. Il nostro paese aspetta le decisioni ufficiali della Bce in merito alle misure di politica monetaria da adottare.
Vedremo se effettivamente Mario Draghi opterà per l’acquisto dei titoli di stato dei paesi membri.
Il cosiddetto Quantitative easing sembra ormai una certezza. Saranno da verificare più che altro le modalità con le quali verrà effettuato e in che misura l’Italia potrà beneficiarne.
Nel frattempo si fa sempre più fitto il dialogo tra Roma e Bruxelles in materia di flessibilità e di interpretazione del Patto di Stabilità e Crescita. Sul tema è intervenuto nella giornata odierna Pierre Moscovici, commissione Ue agli Affari economici, frenando in parte gli entusiasmi italiani.
L’Italia, secondo Moscovici, dovrà comunque ridurre il disavanzo nel rapporto deficit/Pil, anche se in misura minore. Si passerà, infatti, dallo 0,5% iniziale allo 0,25% attuale.
C’è comunque fiducia verso la volontà riformatrice del governo Renzi. L’Italia beneficerà delle tre clausole dettate dalla Commissione, che le consentiranno deviazioni temporanee dagli obiettivi di natura contabile: investimenti, riforme e situazione economica.
In un periodo “low-low” come questo, ovvero di recessione ed inflazione, l’Unione Europea permetterà momentanei scostamenti dalle politiche di austerity. Il tutto, però, deve essere subordinato ad un programma di riforme strutturali che porti il paese alla crescita nel medio-lungo periodo.
Saranno molto importanti in tal senso le comunicazioni che il Governo italiano invierà alla Commissione questa settimana. L’esecutivo fornirà indicazioni sul ciclo economico italiano e spiegherà il piano attuativo delle riforme. Nelle prossime settimane la Commissione sarà a Roma per analizzare da vicino la situazione italiana, prima di esprimere un parere definitivo a Marzo, quando si stabilirà se l’Italia dovrà mettere in atto ulteriori misure per riequilibrare il proprio bilancio.

