Proporsi sul mercato del lavoro comporta più di un’azione. Prima di affrontare (prossimamente) un nuovo strumento, il bilancio delle competenze, e partendo dalla rosa delle competenze, che abbiamo imparato ad elaborare e che ci ha offerto un quadro sommario dei nostri punti di forza e dei nostri punti di debolezza, per la crescita e lo sviluppo delle stesse, si tratta ora di dargli un orientamento. Vale a dire una visione attorno alla quale sviluppare la formazione.
La domanda di partenza è la seguente: “qual è la nostra idea di leader e di leadership?”. Proviamo ad elaborare un breve testo, non più di 200 parole, rispondendo a questa “semplice” domanda. Nello scrivere può tornarci utile rispondere anche alla domanda “cos’è che rende grande un leader?”: fare memoria di qualche figura del passato o del nostro presente, unitamente ad un personaggio appreso attraverso la lettura di un libro o la visione di un film, può tornare utile in questa fase. “Chi sono i nostri eroi? Quali caratteristiche li contraddistinguono da tutti gli altri uomini-donne?”.
Della serie <non è vero ma ci credo> ma, ciascuno di noi, nell’agire, in modo più o meno consapevole, si rifà ad un modello appreso nel corso della propria esistenza. E di modelli ce ne sono tanti e, spesso, capita di abbracciarne più di uno. Qual è quello che più è coerente alla nostra identità? Quale quello che più di ogni altro orienta il nostro agire?
Non deve sembrare strano ma, proprio in fase di colloquio e di selezione del personale, sono sempre più numerosi gli imprenditori attenti a questo aspetto. Talvolta anche in misura prevalente alle professionalità ricercate. Il vostro eroe qual è? Fatemi sapere… magari torno ad orientare la mia visone.
