Secondo il 13° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione, presentato oggi a Roma, il 73,7% degli italiani è sul web.
La penetrazione di internet tra i cittadini italiani è cresciuta in maniera imponente, come era prevedibile, negli ultimi dieci anni. Dal 2007 al 2016, rileva l’indagine Censis-Ucsi, c’è stata una crescita degli utenti sul web pari al +28,4%. Tra gli under 30 la percentuale di chi usa Internet si avvicina addirittura al
100%, arrivando per la precisione a quota 95,9%.
È particolarmente interessante osservare i dati sui consumi tecnologici. In un periodo di crisi e di crollo dei consumi per quasi tutte le tipologie di beni, le vendite di prodotti tecnologici continuano ad andare a gonfie vele. “Tra il 2007 (l’anno prima dell’inizio della crisi) e il 2015 – sottolinea il rapporto sulla comunicazione – mentre i consumi generali flettevano complessivamente del 5,7% in termini reali, decollava la spesa per acquistare apparecchi telefonici (+191,6%, per un valore di 5,9 miliardi di euro nell’ultimo anno) e computer (+41,4%)”.
La tecnologia è considerata uno straordinario strumento di disintermediazione. Consente cioè di compiere tantissime operazioni come acquistare prodotti online, pagare le bollette, prenotare la propria vacanza, ricercare news e informazioni o svolgere in maniera più efficiente il proprio lavoro. Alle ragioni puramente strumentali, si aggiungono ovviamente quelle legate allo svago e alla possibilità di maturare relazioni personali.
Per questi motivi e per il fascino intrinseco del nuovo e del tecnologico, i consumi di smartphone, tablet e computer sono riusciti ad espandersi prepotentemente anche durante la fase più acuta della recessione.
Per quanto riguarda, invece, i social network, il più utilizzato dagli italiani continua ad essere Facebook, che ha un livello di penetrazione del 56,2% (+11,9% sul 2012), che diventa dell’89,4% tra gli under 30. Crescono anche YouTube, Instagram e Whatsapp, con quest’ultimo che è utilizzato dal 61,3% degli italiani e dall’89,4% dei giovani.
Tra i media tradizionali continua ad avere un ottimo rendimento la Tv, che ha un livello di penetrazione addirittura del 97,5% (+0.8% nell’ultimo anno). Male, invece, i quotidiani cartacei, letti solo dal 40,5% degli italiani (-1,4% nell’ultimo anno, -26,5% nel periodo 2007-2016). Crescono, infine, i quotidiani online (+1,9%) e gli altri siti web di informazione (+1,3%).

