• Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali non esisterà più; a fargli posto sarà il nuovo Ministero dell’agroalimentare.

    Ad annunciarlo è il premier Matteo Renzi nel corso della presentazione dell’accordo tra il Mipaaf ed Intesa San Paolo che sancisce l’investimento di 6 miliardi di euro in crediti speciali per le aziende agricole.
    “L’agricoltura – ha dichiarato il premier – non è più un ministero di serie b, ma è centrale per lo sviluppo dell’italia e la sua identità”.
    biodiversitàIl riassetto avverrà attraverso i decreti attuativi della riforma della pubblica amministrazione, attesi in Consiglio dei Ministri questa settimana o al più tardi settimana prossima.
    Per quanto riguarda le competenze dipenderanno dal contenuto dei decreti.
    L’idea, dunque, è di rafforzare il made in Italy agroalimentare, creando un ministero specifico in grado di creare politiche per l’internazionalizzazione delle imprese del settore e l’implementazione di strumenti innovativi.
    I recenti risultati positivi dell’export agroalimentare ed il successo internazionale di Expo hanno convinto l’esecutivo ad investire nel mondo agricolo (come dimostrato dall’ultima Legge di Stabilità).
    Nel 2015 l’export del settore agricolo ha raggiunto quota 36 miliardi di euro, stabilendo una cifra record per l’Italia.
    L’obiettivo, però, secondo Renzi, deve essere superare i 50 miliardi: “Non è possibile che l’Italia con i numeri che ha non arrivi a quei livelli – rilancia il Primo Ministro – Ci arriviamo, ci metteremo qualche anno ma ci arriviamo” .
    “Il passaggio al ministero dell’Agroalimentare è il nostro approdo naturale per valorizzare al massimo la spinta di Expo –
    ha commentato il ministro Martina – Stiamo parlando di un lavoro strategico per il Paese e sono contento che il 2016 possa essere fino in fondo l’anno di questa svolta utile”.