Categoria: Cooperative

  • 8-marzo

    La cooperativa è la forma d’impresa più amata dalle imprenditrici italiane. Lo afferma Maurizio Gardini, presidente dell’Alleanza delle Cooperative italiane, che attraverso i dati sull’occupazione femminile fa luce sulle capacità inclusive del mondo delle coop. 

    “La cooperazione – dichiara Gardini – resta la formula imprenditoriale più amata dalle imprenditrici italiane. Registra, infatti, il maggior numero di donne 8-marzonelle posizioni apicali: il 26% contro il 16% degli altri modelli. Anche l’occupazione è a predominanza rosa: su 1,3 milioni di occupati delle cooperative italiane il 53,8% sono donne. Questo perché le cooperative favoriscono la conciliazione vita – lavoro“.
    Per aumentare il numero di occupati nell’universo femminile e di conseguenza la competitività delle imprese italiane è fondamentale sviluppare modelli contrattuali flessibili, contemplando le esigenze personali dei lavoratori. Ancora oggi le donne sono costrette a rimandare la maternità per paura di non vedere rinnovato il proprio contratto di lavoro e a subire in merito pressioni costanti in merito da parte del datore di lavoro.

    Lo stesso Gardini sottolinea come una donna su quattro non cerca o perde addirittura il lavoro proprio per l’impossibilità di conciliare la vita privata con le mansioni lavorative. È evidente, dunque, come le politiche di conciliazione siano ancora piuttosto deboli ed inefficaci.
    I problemi, purtroppo, non si fermano qui. La disuguaglianza riguarda, infatti, anche le differenze salariali e la presenza femminile nei ruoli apicali delle aziende e della PA.
    Come riporta Oxfam, una donna in media guadagna il 23% in meno di un uomo. Una differenza sostanziale che Oxfam prevede possa essere colmata tra (forse) 170 anni!

    Capiamo benissimo, dunque, quanto sia ancora distante la piena parità di genere sul luogo di lavoro, un valore nel quale il mondo della cooperazione crede fortemente e che proverà a perseguire anche a livello europeo: “Questa stessa sensibilità e cultura – ha dichiarato Gardini – la portiamo anche in Europa perché sia più coesa, più unita, tanto che stiamo lavorando attivamente per la costruzione di un network di donne cooperatrici all’interno di Cooperatives Europe, fortemente voluto dalla Commissione Donne e Parità dell’Alleanza Cooperative”.



  • Si è svolta ieri, a Roma, l’assemblea dei delegati di Legacoop, che ha visto la partecipazione anche del presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, e del neo-presidente dell’Alleanza delle Cooperative italiane, Maurizio Gardini. 

    I due si sono soffermati sul presente e soprattutto sul futuro del mondo della cooperazione. L’ultima indagine dei centri studi di Agci, Confcooperative e Legacoop ha evidenziato una sostanziale stabilità nel rendimento delle cooperative, evidenziando però allo stesso tempo una buona performance dal punto di vista occupazionale. Dal 2008 al 2016, infatti, le cooperative hanno aumentato del 6% il numero di posti di lavoro, mentre l’Italia ha fatto registrare una perdita dell’1,7%.
    Rimangono, però, diversi problemi. Le cooperative intervistate denunciano infatti la debolezza della domanda interna e i ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione, questioni che minacciano seriamente il futuro delle coop.

    Per uscire da questa fase di stasi, è necessario incentivare l’aggregazione e l’innovazione ed avviare il ricambio generazionale. Su questo punto Lusetti è chiaro: “Più giovane, più hi tech e con un ruolo: è questa la direzione dove la cooperazione sta andando. Il volto della cooperazione del futuro sarà anche questo con un forte ricambio di genere e generazione“.
    Il presidente di Legacoop è consapevole della necessità di compiere un processo di auto-riforma, dotando così le organizzazioni di rappresentanza degli anticorpi necessari per combattere le false cooperative. “Vogliamo lavorare con il Governo per costruire una revisione delle forme di vigilanza, con l’obiettivo di avere cooperative autentiche e genuine. Anche sul prestito sociale non intendiamo consegnarci all’immobilismo: vogliamo definire in tempi rapidi, spero entro marzo, una nostra proposta di autoregolamentazione dell’istituto per le cooperative che ne fanno uso“.
    Combattere la cooperazione spuria significa restituire dignità all’immagine pubblica delle cooperative e salvaguardare quelle imprese che subiscono la concorrenza sleale portata avanti da chi di cooperativo ha solo il vestito giuridico.

    Nel corso dell’assemblea de delegati di Legacoop è intervenuto anche il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, che ha parlato dell’Alleanza delle Cooperative definendola un progetto di popolo e non di elite e rivolgendo un appello agli associati di Legacoop “Vi sento compagni di viaggio di un percorso che abbiamo deciso di cominciare e continuare insieme per costruire, con l’Alleanza, il progetto di una società diversa che si faccia sempre più carico dei bisogni delle persone e delle comunità dove non c’è solo necessità di creare lavoro, reddito e occupazione, ma di rispondere a esigenze nuove, complesse in rapido divenire. La sfida delle cooperative è riuscire a interpretare per tempo queste istanze a cui dare risposte, confermando di essere le sentinelle del territorio“.


  • internet-italia

    L’Alleanza delle Cooperative, settore Comunicazione, ha deciso di aderire alla campagna #bastabufale, l’iniziativa lanciata in queste settimane dalla presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini per combattere la diffusione delle fake news sul Web.

    La campagna contro le bufale non riguarda solo la sfera dell’informazione italiana, ma interessa da vicino la qualità della nostra democrazia. Il consenso dei cittadini può essere infatti alterato da una notizia falsa, gettando discredito su un attore politico, una personalità pubblica, internet-italiaun partito o un’intera classe professionale. Il Web consente la diffusione su larga scala di questi contenuti, grazie soprattutto alla condivisione di massa sui social media.
    Solo di recente Mark Zuckerberg ha annunciato dei cambiamenti nell’algoritmo di Facebook che serviranno ad arginare questo fenomeno, provando a distinguere una notizia vera da una inventata.
    Oltre all’impegno dei media e delle istituzioni, serve però anche una presa di coscienza della società civile nella sua interezza: i cittadini devono essere consapevoli dei “rischi” che si corrono in rete e dell’importanza di scegliere le giuste fonti di informazione.

    Secondo l’Alleanza Comunicazione le fake news non generano solo un danno alla nostra democrazia e al nostro diritto di essere correttamente informati, ma rappresentano anche un elemento di concorrenza sleale nei confronti di chi opera in maniera trasparente.
    Tra le vittime ci sono pure le cooperative “Nel novero delle imprese da noi rappresentate – ha dichiarato Roberto Calari, presidente dell’Alleanza Comunicazione – sono numerose le cooperative di giornalisti che vivono in prima persona l’impatto della fabbricazione delle false notizie sulla loro attività quotidiana“.
    Nel rispetto di questi operatori, l’organizzazione di rappresentanza delle cooperative dei settori Cultura, Turismo e Comunicazione, si impegna a diffondere il documento #bastabufale tra tutti i soci ed i lavoratori delle coop associate.
    Qui trovate per intero la lettera di adesione alla campagna inviata alla presidente Boldrini.



  • Il presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, ed il rettore dell’Università Tor Vergata, Giuseppe Novelli, hanno firmato un accordo per la creazione del primo Centro di Eccellenza per l’Impresa Cooperativa. 

    Il progetto prevede una serie di iniziative didattiche e non con l’intento di formare i futuri dirigenti del mondo della cooperazione e stimolare la nascita di nuove imprese cooperative. Sono diversi i master esistenti sull’impresa sociale e nello specifico sulle cooperative. Proprio l’Università Tor Vergata, in collaborazione con Human Foundation, realizza, ad esempio, il Master in Economia, Management ed Impresa sociale, al quale è possibile iscriversi da pochi giorni.
    Il Centro di Eccellenza per l’Impresa Cooperativa agirà invece come una vera e propria Business School per le cooperative, fornendo ai partecipanti tutti gli strumenti per gestire al meglio la propria impresa generando valore per il proprio territorio.

    scuola cooperativeDal punto di vista formativo, il Centro di Eccellenza prevede un vero e proprio corso universitario sulla governance cooperativa più altre attività post lauream come dei master e una business school. Verranno investite anche delle risorse sulla ricerca, promuovendo indagini ed approfondimenti scientifici e cercando di elaborare modelli di business utili alle imprese sociali.

    Si proverà inoltre a far conoscere il mondo cooperativo ai più giovani attraverso dei tirocini specifici.
    Il Centro di Eccellenza offre infine una serie di servizi alle coop già esistenti e a chi fa ricerca. Sono previsti, ad esempio, spazi di co-working, dove cooperatori, ricercatori e studenti potranno confrontarsi ed attivare dei proficui processi contaminazione delle idee.
    L’Università fornirà, inoltre, servizi di mentoring e scouting per la ricerca di nuovi bandi e di finanziamenti.


  • coopup roma

    Si svolgerà domani, alle ore 11:00, presso il Palazzo della Cooperazione a Roma, la conferenza stampa di presentazione di CoopUp Roma, lo spazio di co-working promosso da Confcooperative Roma Capitale,  con la collaborazione di Federcasse, dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, dell’Associazione NeXt (Nuova Economia per Tutti) e della Lumsa, con il contributo della Camera di Commercio di Roma. 

    Nasce così il diciottesimo CoopUp della rete di Confcooperative. Negli ultimi due anni hanno visto la luce diversi spazi di co-working, creati per ospitare le coopup romastartup cooperative ed aiutarle a sviluppare le loro idee d’impresa.
    L’obiettivo del progetto è diffondere il modello cooperativo tra le giovani generazioni e tra chi decide di avviare un’attività di impresa ed intende utilizzare la formula cooperativa. All’interno degli spazi di CoopUp, gli aspiranti imprenditori possono beneficiare di una serie di servizi utili per affrontare al meglio i primi mesi di attività; c’è anche la possibilità di fare rete con altri professionisti ed imprese ospitate nel co-working attivando così quello di scambio di idee, conoscenze e competenze vitale per lo sviluppo di un ecosistema innovativo.
    Non mancheranno, infine, i momenti di formazione con una serie di corsi tenuti da esperti del settore.

    Per entrare all’interno di CoopUp Roma è necessario partecipare alla call che verrà lanciata ufficialmente l’1 marzo e che si rivolge sia a cooperative già costituite che ad aspiranti imprenditori che vogliono sviluppare la loro idea d’impresa.
    Verranno privilegiati i seguiti ambiti di attività:

    • Servizi innovativi per il turismo e per la valorizzazione del patrimonio culturale;
    • Innovazione in agricoltura e servizi per l’agricoltura;
    • Mobilità sostenibile;
    • Servizi innovativi per l’inclusione e la coesione sociale;
    • Logistica integrata.

    Si può partecipare alla call compilando l’apposito form che verrà inserito sul sito di Confcooperative Roma. La scadenza è fissata per il 31 marzo.


  • legge-di-stabilita-imprese

    L’Alleanza delle Cooperative ha pubblicato la decima indagine congiunturale sull’andamento delle coop italiane nell’ultimo quadrimestre del 2016. 

    I risultati del rapporto non sono particolarmente positivi, anche se emergono alcune tendenze incoraggianti. Una su tutte riguarda i processi di aggregazione.
    Cooperare significa affrontare insieme i rischi impliciti nello stare sul mercato.
    Durante i periodi di crisi è ancora più importante aggregarsi e condividere risorse ed energie per sopperire alla debolezza della domanda interna e alle difficoltà nel trovare finanziamenti. Lo hanno capito tanti cooperatori.

    legge-di-stabilita-impreseSecondo la congiunturale dell’Alleanza, nel primo quadrimestre del 2017 una cooperativa su dieci si è posta come obiettivo quello di dare vita ad aggregazioni, in particolare attraverso processi di fusione, alleanze strategiche o tramite l’adesione a forme organizzative allargate.
    L’aggregazione è dunque la chiave combattere la crisi, tagliare i costi ed innovare i modelli organizzativi. La costituzione di un’unica organizzazione di rappresentanza delle cooperative è solo dei tanti esempi che potremmo fare.

    Un altro dato positivo viene dall’occupazione. Il 62% delle cooperative ha mantenuto stabili i livelli occupazionali nell’ultimo quadrimestre dell’anno, mentre il 24% ha aumentato il numero degli addetti ed il 14% ha ridotto il personale. Ci sono, in particolare, tre settori che mostrano un andamento positivo: cooperazione sociale, agroalimentare e servizi. Continua, invece, il momento nero del manifatturiero e delle costruzioni; male anche distribuzione e pesca.
    In generale l’indagine congiunturale dell’Alleanza delle Cooperative segnala una sostanziale stabilità all’interno dell’universo cooperativo. Per sette cooperative su dieci, ad esempio, la domanda rimane stabile; discorso simile per il fatturato, rimasto invariato per il 50% delle coop intervistate.
    Non migliorano i tempi di pagamento della pubblica amministrazione: 7 coop su dieci segnalano una situazione invariata su questo fronte, per il 13% c’è stato addirittura un peggioramento.

    Le cause di questo periodo difficile derivano, secondo il 50% delle coop, dalla stazionarietà della domanda, mentre il 18% soffre soprattutto la concorrenza sleale di altre imprese come le cooperative spurie.
    Le previsione per l’inizio del 2017 non sono incoraggianti. Il 72% delle cooperative, infatti, non prevede significative correzioni al rialzo per l’economia italiana per i prossimi mesi, con un andamento negativo per tutti i settori fatta eccezione per i servizi.


  • vincitori coopstartup

    Nelle prossime settimane partirà Coopstartup Romagna, il bando per la creazione di startup cooperative indetto da Legacoop Romagna insieme a Coopfond, Coop Alleanza 3.0 e Legacoop Emilia-Romagna. 

    In questi giorni sono in corso le riunioni operative per stabilire i dettagli dell’avviso e capire quali cooperative già esistenti sono disposte ad offrire supporto ed attività di mentoring alle aspiranti startup. Al momento hanno già offerto la loro disponibilità CMC, Alleanza Coop 3.0, Federcoop Nullo Baldini, Apofruit, Formula Servizi, Deco Industrie, CBR, Zerocento, REVI.Coop, Cooperativa 134, Centofiori, Innovacoop, Cooperdiem e la rete di Imprese Treseiuno.
    Il bando si rivolge a gruppi informali di età inferiore a 40 anni che intendono costituire una startup cooperativa con sede nel territorio romagnolo. Legacoop Romagna mette a disposizione dei vincitori 48.000 euro attraverso contributi e sostegno per le spese di avviamento.

    vincitori coopstartupCoopstartup è nata nel 2013 e ha attraversato varie regioni: dal Lazio all’Emilia Romagna, passando per la Calabria, la Puglia e le Marche. Fin qui grazie a questo progetto sono nate 22 cooperative, ma il vero obiettivo dell’iniziativa è avvicinare i giovani al modello cooperativo.
    Negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio boom delle startup innovative, considerate dalle giovani generazioni come lo strumento migliore per esprimere le proprie idee imprenditoriali e realizzare un progetto con la collaborazione di amici e di figure professionali diverse tra di loro. Meno del 2% delle startup, però, presenta la forma cooperativa.

    L’intento di Coopstartup è dunque cambiare questo paradigma, mostrando ai giovani che la cooperazione è il modello imprenditoriale migliore per stare insieme condividendo rischi, successi e fallimenti.
    In una recente intervista rilasciata al Corriere Romagna, Alfredo Morabito, direttore generale di Coopfond, ha spiegato bene la filosofia e gli obiettivi dell’iniziativa: “I centri di ricerca e di innovazione non legavano il nostro mondo alloro. Ma non volevamo essere esclusi e, soprattutto, volevamo proporre un modello che fosse diverso da quello stile “Silicon valley” per intenderci: crescita repentina, posizionamento sul mercato e successiva vendita, con una ricaduta occupazionale minima. Nulla di tutto ciò, noi vogliamo esperienze solide“.
    La cooperazione può essere quindi un modello alternativo a quello capitalista: gli occhi del cooperatore devono essere rivolti al territorio e all’impatto sociale della sua azione piuttosto che al mero guadagno. Solo così è possibile creare occupazione stabile e sviluppo per le comunità locali.



  • Legacoop Lazio termina ufficialmente il periodo di commissariamento iniziato dopo lo scoppio dallo scandalo Mafia Capitale. 

    L’obiettivo dell’operazione era restituire credibilità ad un mondo, quello delle cooperative del Lazio e di Roma in particolare, finito sotto la gogna mediatica in seguito alle attività portate avanti dalla cooperativa 29 Giugno di Salvatore Buzzi.
    Legacoop Nazionale ha deciso di intervenire, come più volte ribadito dal suo presidente Lusetti, avviando azioni di responsabilità solo verso gli amministratori coinvolti e di salvaguardare, al contrario, le cooperative e con esse i lavoratori.
    In quest’ottica agisce anche il commissariamento di Legacoop Lazio nell’intento di ricostruire la classe dirigente dell’organizzazione di rappresentanza risanando al contempo i conti di un’associazione fortemente indebitata.

    In questi due anni di commissariamento, Legacoop Lazio è stata guidata da Placido Putzolu che proprio ieri è stato eletto all’unanimità presidente di Legacoop Lazio. Potrà, dunque, dare seguito all’attività intrapresa in questi anni, un operato che ha già portato ad un deciso miglioramento dei conti e ad un rinnovamento della struttura organizzativa interna.
    Putzolu può vantare una grande esperienza nel mondo della dirigenza cooperativa. È stato infatti dirigente dell’Ancd (Associazione nazionale cooperative fra dettaglianti Conad) e vicepresidente dell’Associazione nazionale delle cooperative turistiche.

    Nella presidenza di Legacoop Lazio sono stati eletti anche Massimo Pelosi (Consumo), Anna Vettigli (Sociali),Andrea Laguardia (Produzione e Servizi), Daniele Del Monaco (Distretto Sud-Sociali), Giuseppe La Rocca (Agorà-Agroalimentare), Claudio Alibrandi (Conad), Silvia Galante (Unicoop Tirreno-Consumo), Elso Colarossi (Didasco-Sociali), Riccardo Bonanni (Isola-Sociali), Pina Rozzo (Speha Fresia-Prod. Servizi), Salvatore Manfredi (Fenix Pharma-Prod. Servizi), mentre resta ancora da definire il nominativo per il settore Cultura Turismo Comunicazione. Sono, inoltre, invitati permanenti alla presidenza Letizia Casuccio (Presidente Assemblea Delegati) e Marta Micheli (Generazioni Legacoop).

    Nel corso del congresso, svoltosi il 15 ed il 16 febbraio, è intervenuto anche il presidente di Legacoop Mauro Lusetti che ha espresso la propria soddisfazione per il processo di ricostruzione interna affrontato da Legacoop Lazio e culminato con il congresso definito da Lusetti come una “bella prova di democrazia interna e di voglia di riprendere piena agibilità da parte dell’Organizzazione“. Sarà fondamentale, infine, continuare a ricostruire anche la reputazione di tutto il mondo cooperativo laziale attraverso azioni di responsabilità personale verso l’intera comunità e verso la stessa organizzazione di rappresentanza.


  • welfare-cooperative

    L’Alleanza delle Cooperative Italiane Lombardia, settore Welfare, alza voce nei confronti dello Stato italiano e della Regione Lombardia. Lo fa riunendo oltre 200 rappresentanti della cooperazione sociale e sanitaria lombarda nel corso dell’incontro “Dieci milioni di ragioni. A rischio servizi sociali e sanitari per migliaia di cittadini”. 

    La Legge di Stabilità 2016 ha provocato gravi danni economici alle cooperative sociali. Nel merito dell’Alleanza c’è l’aumento dell’Iva che ha messo in ginocchio welfare-cooperativediverse realtà lombarde, causando un buco da 10 milioni di euro. Il danno economico si potrebbe ripercuotere anche sulle persone.
    Rischiano, infatti, di saltare circa 10mila posti di lavoro e di venire meno i servizi sociali e sanitari che le coop forniscono ad anziani, minori, disabili ed in generale soggetti in difficoltà.
    La cooperazione sociale rappresenta allo stato attuale il baluardo del welfare italiano. Lo è ancora di più dopo che negli ultimi anni è stata certificata la crisi del welfare state. Le istituzioni non sono più in grado di garantire ai cittadini quelle prestazioni di natura assistenziale fondamentali per avere un’elevata qualità della vita.
    In questo modo cresce sempre di più il numero di poveri ed emarginati e diventa problematico il progressivo impoverimento della classe media.

    Le cooperative sociali sono quindi una straordinaria risorsa, perché in grado di sopperire alle mancanze dello Stato. Il tutto, però, a patto che la fiscalità non diventi opprimente, costringendo le coop a ridurre gli organici e tagliare di conseguenza le prestazioni erogate.
    In Lombardia le cooperative offrono servizi sociali e sanitari a più di 1 milione di cittadini. Un numero cospicuo che rischia però di subire una grossa erosione.
    Valeria Negrini, presidente di Alleanza Cooperative Lombardia Welfare, oltre a denunciare il gravoso aumento dell’aliquota Iva dal 4 al 5%, ha parlato anche di un quadro concorrenziale anomalo che danneggia le cooperative: “Assieme all’incremento dal 4 al 5% dell’aliquota, le cooperative sono ulteriormente penalizzate dall’impossibilità di optare, così come previsto dalla nuova legge, per il regime di esenzione, strumento ancora valido per altri soggetti erogatori come onlus, fondazioni, enti profit e no profit, con l’inevitabile effetto dumping“.

    L’Alleanza delle Cooperative ha inizio da diversi mesi un dialogo con la Regione Lombardia per trovare delle soluzioni all’aumento dell’Iva e agli altri problemi di natura concorrenziale.
    Era presente all’incontro anche il presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, che ha manifestato l’impossibilità della Regione di porre rimedio ad una decisione che è arrivata dal Governo Centrale. “Quello che posso dire – ha dichiarato Cattaneo – è che sul breve periodo sicuramente la Regione interverrà economicamente. Ma sul lungo periodo la battaglia è da fare con il Governo, e noi saremo al vostro fianco”.
    Si prospetta, dunque, un periodo complesso per il mondo della cooperazione sociale lombarda e nazionale.


  • welfare-aziendale

    L’Assessorato al Lavoro della Regione Sardegna ha pubblicato un avviso rivolto alle imprese cooperative per l’accesso ai finanziamenti del Fondo per lo sviluppo del sistema cooperativistico in Sardegna. 

    Come esplicitato nel bando, la Regione Sardegna ritiene la cooperazione uno strumento fondamentale per il progresso socio-economico dell’Isola e per questo intende promuovere la nascita di nuove coop e lo sviluppo di quelle già esistenti. Di qui la scelta di istituire un Fondo per le imprese cooperative e di potenziare in particolare le risorse a favore dei workers buyout.
    L’obiettivo principale dell’avviso è agevolare il processo di capitalizzazione delle imprese sarde, facilitando la crescita del patrimonio netto. Le cooperative vincitrici del bando potranno beneficiare di un prestito partecipativo, ovvero quello strumento finanziario che consente alla società cooperativa di ottenere, sin dall’inizio, le risorse finanziarie necessarie per l’attuazione di un programma di investimento che deve prevedere obbligatoriamente anche l’incremento del livello di capitalizzazione della cooperativa. Al momento della stipula del contratto i soci della coop devono assumersi l’obbligo di rimborsare la cifra erogata dal Fondo alla cooperativa.

    welfare-aziendalePossono partecipare all’iniziativa le cooperative, anche ne-costituite, o costituende che abbiano sede operativa in Sardegna, e i workers buyout, ovvero quelle coop nate sotto l’impulso dei lavoratori in seguito al fallimento di società di capitali.
    Ciascun partecipante dovrà presentare un piano di investimento accompagnato da un progetto di capitalizzazione.
    Per quanto riguarda, invece, i settori di appartenenza delle coop, queste ultime devono essere attive in uno dei seguenti ambiti:

    • turismo;
    • attività di biblioteche, archivi, gestione aree archeologiche, musei ed altre attività culturali;
    • tutela dell’ambiente;
    • energie rinnovabili;
    • welfare;
    • manifatturiero;
    • ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione).

    Quanto infine all’entità del finanziamento, il prestito partecipativo sarà di minimo 21.000 euro e massimo 120.000 per le cooperative esistenti, anche neo-costituite, o costituende, mentre sarà di 50mila euro per ogni socio-lavoratore per i workers buyout.
    Per la ricezione delle domande si seguirà la procedura a sportello. Le richieste possono essere presentate tramite PEC all’indirizzo fondofse.sfirs@legalmail.it oppure tramite raccomandata all’indirizzo “Fondo per lo sviluppo del sistema cooperativistico in Sardegna FSE c/o SFIRS S.p.A. Via Santa Margherita, 4 – 09124 Cagliari”.


  • Lusetti coopstartup

    L’intervento del presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, nel corso dell’assemblea di metà mandato di Legacoop Emilia Ovest, è destinato a fare discutere all’interno del mondo della cooperazione. 

    Lusetti non ha risparmiato toni e parole dure nei confronti di chi rinnega i valori cooperativi e agisce come se fosse un’impresa di tipo capitalista. “Non ce l’ha ordinato il dottore di essere cooperative” ha detto Lusetti in merito alle peculiarità delle coop, sancite tra l’altro dalla Costituzione.
    Lusetti coopstartupNei momenti di crisi le cooperative devono rispettare la loro funzione sociale e di tutela del territorio. Non possono pensare di de-localizzare o di tagliare il personale, hanno altresì il compito di rimediare ai fallimenti dell’economia capitalista attraverso strumenti come i workers buyout.
    Le coop non possono essere come le imprese tradizionali. Su questo punto Mauro Lusetti è categorico: “Chi si definisce un cooperatore-capitalista non è più un cooperatore – ha dichiarato il vertice dell’organizzazione di rappresentanza delle cooperative – Chi ha detto questa cosa, se ha voluto fare una battuta, ha fatto una battuta molto infelice”.
    Il riferimento, come riportato dal portale 7per24, sembra essere a Claudio Levorato, presidente di Manutencoop, che nei mesi scorsi ha gettato fango sull’operato di Legacoop e ha, per l’appunto, equiparato le cooperative alle società private.

    Lusetti è tornato a parlare anche di Mafia Capitale e di altri scandali giudiziari che hanno coinvolto cooperative associate a Legacoop. I danni d’immagine sono stati ovviamente enormi, sia per la lega delle cooperative che per tutto il mondo della cooperazione.
    In casi come quelli della Cooperativa 29 giugno e Cpl Concordia, Legacoop ha scelto di promuovere azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori e di salvare invece le cooperative coinvolte: solo così è stato possibile salvare migliaia di lavoratori.
    La tutela del lavoro e del territorio è un principio cardine del movimento cooperativo e deve essere promosso e difeso sempre e comunque. Come ribadito dallo stesso Lusetti, molte aziende capitaliste rivendicano per motivi di marketing alcuni valori cooperativi.
    Le coop hanno il dovere quindi di essere i portavoce di questi principi, evitando di inseguire le società private sul loro campo, ovvero il mercato.


  • gardini confcooperative calabria

    Nella giornata di mercoledì, nel corso dell’audizione alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, il presidente dell’Inps Tito Boeri ha fornito i dati sull’utilizzo dei voucher, dichiarando che tra i maggiori utilizzatori, in rapporto al numero di committenti, ci sono le organizzazioni sindacali e le cooperative. 

    In base ai dati a disposizione dell’Inps, 408 cooperative e mutue assicuratrici hanno utilizzato 2.397.995 buoni lavoro, corrispondenti a 5.877 voucher per committente. Solo i sindacati, con 7.777 voucher per committente, ne fanno un utilizzo più intenso.
    gardini confcooperative calabriaIl presidente dell’Alleanza delle Cooperative, Maurizio Gardini, è intervenuto sul tema spiegando la posizione del mondo della cooperazione: “Denunciamo da anni l’azione delle false cooperative che usano le forme di lavoro più variegate per fare dumping sul mercato“.
    Il tema delle false cooperative è centrale all’interno del dibattito interno alle organizzazioni di rappresentanza di matrice cooperativa. Oltre a provocare un danno d’immagine enorme a tutto il mondo della cooperazione, le false cooperative innescano meccanismi di concorrenza sleale ai danni delle altre coop e delle imprese tradizionali.
    Per questo motivo è fondamentale dotarsi degli anticorpi giusti. Gardini a tal proposito ha auspicato che venga approvata al più presto la proposta di legge sulle false cooperative, presentata dall’Alleanza, che prevede controlli più forti e l’espulsione immediata di chi non si sottopone alla revisione delle centrali di rappresentanza.

    Gardini si è dichiarato, inoltre, favorevole ad un utilizzato tracciato e limitato dei voucher, utili soprattutto alle coop agricole nei periodi di raccolta. I voucher, sono nati proprio come una forma di lavoro accessorio per regolamentare il lavoro nero stagionale, praticato soprattutto in agricoltura, e per dare la possibilità a giovani ed anziani di essere occupati in limitati periodi dell’anno.
    Nelle ultime legislature, però, è stato via via innalzato il limite di utilizzo provocando un vero e proprio boom dello strumento, soprattutto in settori come quello dell’edilizia, del commercio e del turismo.
    In tante aziende, i buoni lavoro hanno quasi del tutto sostituito il lavoro subordinato. Per questo motivo il Governo starebbe pensando ad una modifica della normativa, mentre la Cgil ha promosso un referendum per l’eliminazione completa dei voucher. La consultazione è stata approvata dalla Corte Costituzionale e dovrebbe svolgersi la prossima primavera.