Categoria: Cooperative

  • latte agrinsieme

    Agrinsieme chiede al ministro Patuanelli di riattivare il tavolo tecnico sul settore lattiero-caseario

    Negli ultimi mesi il settore lattiero caseario ha visto un aumento del costo delle materie prime e una minore redditività del prodotto, complice la chiusura del canale Ho.Re.Ca.

     Il Coordinamento Nazionale di Agrinsieme, in una lettera indirizzata al ministro per le Politiche Agricole Stefano Patuanelli, ha chiesto di riattivare il ‘Tavolo Zootecnico’, coinvolgendo gli altri ministeri interessati, Sviluppo economico e Salute, e le organizzazioni della produzione e della trasformazione, che rappresentano l’agroalimentare italiano e la grande distribuzione. Avviando così un confronto costruttivo sulle difficoltà che il settore zootecnico sta affrontando, con particolare riguardo al comparto lattiero-caseario e sugli strumenti idonei per superarle.

    I problemi del settore lattiero-caseario

    Già in una recente audizione presso l’Ufficio di Presidenza della Commissione Agricoltura del Senato, il coordinamento di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari aveva posto in evidenza come l’aumento dei costi delle materie prime e la minore redditività della produzione (a causa dell’emergenza sanitaria e della chiusura pressoché totale che si è avuta a lungo del canale Ho.Re.Ca. in Italia ed in molti Paesi), rischiano di accentuare una situazione di crisi che interessa intere aree, la cui economia si basa su questa filiera. A ciò si aggiunga la crescente disaffezione dei consumatori verso il latte vaccino – a causa di campagne mediatiche denigratorie e della promozione del consumo di proteine vegetali – con un calo degli acquisti del 5% annuo.

    I numeri della filiera del latte

    Agrinsieme ricorda l’importanza del settore lattiero-caseario, con un fatturato di circa 16,5 miliardi di euro, che rappresenta 11,5% del totale del fatturato industriale dell’agroalimentare. La spesa annua delle famiglie sui prodotti del settore si aggira sui 20 miliardi di euro. La produzione di latte del 2020 è stata di circa 12,6 milioni di tonnellate.


  • mercuri fedagri

    DL Sostegni, Alleanza Cooperative: bene gli aiuti al settore bieticolo-saccarifero, insufficienti fondi per i danni delle gelate

    Nel DL Sostegni ci sono anche misure per le cooperative agroalimentare in particolare quelle attive nel settore bieticolo-saccarifero, vitivinicolo e agrituristico.

    Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri il cosiddetto Decreto Sostegni Bis, ovvero l’insieme di aiuti per le attività economiche che hanno subito perdite a causa delle restrizioni imposte dal Governo. Tra gli interventi previsti dall’esecutivo e più attesi dall’opinione pubblica, ci sono i nuovi contributi a fondo perduto per le imprese che non prenderanno più in considerazione solo i cali di fatturato, ma anche il criterio dell’utile. Un meccanismo che dovrebbe rendere più corretta la ripartizione delle risorse.

    In tutto il provvedimento stanzia 40 miliardi di euro, di cui 17 a imprese e professioni, 9 alle imprese per aiuti sul credito, 4 ai lavoratori e alle fasce in difficoltà.

    Gli interventi per le cooperative agroalimentari

    Nel DL Sostegni ci sono anche misure per le cooperative agroalimentare in particolare quelle attive nel settore bieticolo-saccarifero, vitivinicolo e agrituristico. 

    “Esprimiamo soddisfazione per l’istituzione del Fondo per il sostegno del settore bieticolo-saccarifero, fortemente sostenuta e sollecitata dalla nostra organizzazione e per le altre misure introdotte a favore dei settori più colpiti dalla pandemia come il vitivinicolo e il settore agrituristico, che potranno beneficiare di un esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali per il mese di febbraio, e il settore zootecnico, per il quale sono riviste le percentuali di compensazioni IVA sulle cessioni di animali vivi. Giudichiamo invece insufficiente lo stanziamento delle risorse per coprire i danni subiti dalle aziende colpite dalle gelate”.

    Così il presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri commenta le principali novità per il comparto agroalimentare contenute nel testo definitivo del Decreto Sostegni Bis approvato dal Consiglio del Ministri.

    “La dotazione di 105 milioni di euro con la quale è stato rifinanziato il Fondo di solidarietà nazionale – commenta Mercuri – non è affatto proporzionata all’ammontare dei danni provocati dalle gelate alle aziende agricole e in particolare a quelle ortofrutticole. I danni al comparto della frutta estiva e primaverile causati dalle gelate tardive di marzo e aprile 2021 ammontano infatti a più di 860 milioni di euro, secondo l’analisi realizzata dal CSO Italy Centro Servizi Ortofrutticoli su indicazione dell’Alleanza Cooperative Agroalimentari”.

    “Non possiamo non auspicare ora che il Parlamento rimedi in fase di conversione – conclude il presidente Mercuri – provvedendo al più presto ad un irrobustimento della dotazione del Fondo di solidarietà nazionale”.


  • formaggi italiani export

    Crolla l’export dei formaggi nei primi mesi del 2021

    Dopo anni di crescita, l’export di formaggi italiani ha iniziato il 2021 con un calo significativo che rischia di danneggiare tante coop agricole.

    Dopo anni di crescita, l’export di formaggi italiani ha iniziato il 2021 con un calo davvero significativo, soprattutto in valore: il dato cumulato del primo bimestre 2021/2020 registra un -8,3% in quantità e un -9,3% in valore. Più in dettaglio, a gennaio si è registrato un -11% in volume e un -18% in valore rispetto al gennaio 2020, più ridimensionato è stato il calo di febbraio.

    Il settore lattiero-caseario è da sempre uno dei comparti trainanti del Made in Italy, soprattutto grazie alle esportazioni dei nostri formaggi DOP in tutto il mondo. Dovrà dunque essere analizzato con particolare attenzione il quadro venuto fuori dalle elaborazioni di Alleanza Cooperative Agroalimentari sui dati del commercio con l’estero relativi ai primi due mesi del 2021.

    Sono tantissime, infatti, le cooperative che operano nel settore e che fanno dell’internazionalizzazione uno dei loro asset strategici principali. 

    I dati dell’Alleanza delle cooperative sull’export dei formaggi

    L’andamento negativo è dovuto principalmente al crollo registrato nei primi due mesi dell’anno nei mercati USA (-30% in valore e -35% in volume) e Giappone (-38% in valore), oltre che a un significativo calo di quello europeo, finora punto di riferimento per la stabilità e la crescita delle esportazioni italiane. A calare sono tutte le principali destinazioni UE: Francia (-4,1%), Germania (-5,9%), Spagna (-19,3%).

    “I dati di febbraio – commenta il Coordinatore del settore lattiero-caseario di Alleanza Cooperative Agroalimentari Giovanni Guarneri – confermano le difficoltà commerciali collegate alla chiusura dei canali del food service, dove i prodotti italiani sono principalmente distribuiti, ma confidiamo in una graduale ripresa collegata alle riaperture. C’è da sottolineare, infatti, il segnale positivo proveniente dagli Stati Uniti, dove si è registrato nel mese di febbraio un aumento significativo di ordini di formaggi italiani. La ripresa del mercato USA, gli effetti positivi dell’ottima campagna vaccinale statunitense e delle conseguenti riaperture, e non ultimo la sospensione dei dazi sui formaggi italiani grazie al nuovo approccio dell’amministrazione Biden fa ben sperare in vista dei risultati del primo trimestre”.

    Nei primi mesi del 2021 le esportazioni italiane risultano in crescita in Cina, paese in cui aumentano in particolare gli acquisti di Grana e Parmigiano, e in Canada, dove si consolida la crescita del mercato dei formaggi italiani dopo il crollo del 2019.


  • meeting coopstartup

    Il meeting nazionale di Coopstartup sbarca a Bologna. L’evento che riunisce tutte le cooperative vincitrici dei bandi di Coopstartup si terrà nel capoluogo emiliano dal 22 al 24 Novembre, presso FICO Eataly World, il più grande parco agroalimentare del mondo. 

    Sono più di 30 le coop avviate all’interno del progetto sulle startup cooperative lanciato da Legacoop e Coopfond. Negli ultimi quattro anni l’organizzazione di rappresentanza ha provato a promuovere l’innovazione cooperativa, veicolando un modello di sviluppo basato sulla sostenibilità, l’innovazione sociale e l’alto livello tecnologico. Il titolo dell’iniziativa è “Visioni”, una parola che dà forma all’obiettivo futuro di Legacoop che è quello di dare spazio ai giovani cooperatori e fornire loro gli strumenti per eccellere dentro un mercato sempre più competitivo ed internazionale.

    meeting coopstartupDurante il meeting nazionale di Coopstartup ci saranno diversi tavoli di confronto su tematiche come il digitale ed industria 4.0, il marketing e la comunicazione a matrice cooperativa, la finanza sociale e la sostenibilità ambientale e sociale. I protagonisti della tre giorni saranno proprio i vincitori dei bandi di Coopstartup: ciascuno di loro, infatti, potrà raccontare la propria storia ed esporre la propria idea d’impresa di fronte ad una platea composta prevalentemente da cooperatori ed imprenditori sociali.

    Questo consentirà loro di attivare processi virtuosi di scambio di idee e conoscenze, elemento essenziale per avere un ecosistema innovativo degno di questo nome.
    Sul sito dell’iniziativa potete trovare tutte le informazioni sul programma e sulle modalità di iscrizione. La partecipazione al Meeting dà accesso a servizi e tariffe agevolate per i viaggi in treno, i soggiorni in hotel e i trasferimenti da e verso la sede dell’evento.



  • Mercoledì 25 ottobre si è svolta l’assemblea nazionale di Oop – Giovani Imprenditori di Confcooperative che ha deliberato il rinnovo del coordinamento ed effettuato il resoconto delle attività realizzate nel 2017. 

    Sono quattro i nuovi membri del coordinamento di Oop: Valentina Pascucci, Nicoletta Daminato, Caterina Cortese e Giusy Guarino. A loro il compito di proseguire la strada intrapresa in questi mesi dai giovani cooperatori lavorando sul fronte della formazione e della comunicazione dei valori e dell’identità cooperativa verso il mondo esterno.
    Proprio questi temi sono stati al centro del dibattito assembleare. Per far crescere l’impresa cooperativa è necessario, infatti, rafforzare e ripulire l’immagine del mondo della cooperazione e saperla comunicare al meglio. Oggi le cooperative possono essere uno strumento importante per uscire dalla crisi, generare valore economico e sociale ed aumentare i livelli di giustizia all’interno della società.

    Ne è convinto anche il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, che nel corso dell’assemblea ha voluto lanciare un messaggio a quei giovani che scelgono la forma d’impresa cooperativa: “La risposta al bisogno. La cooperativa è sostanzialmente questo, che sia il bisogno di un giovane che deve trovare lavoro o di un ragazzo disabile che necessita di un servizio. Dobbiamo riportare al centro questo concetto per creare un paese più giusto e più equo. 
    Nelle cooperative – ha aggiunto Gardini – l’Italia può trovare uno straordinario strumento di giustizia sociale e di ripresa dopo la crisi. Noi non vogliamo essere dei soggetti passivi, ma veri e propri creatori di un’economia più inclusiva e partecipativa“.

    Per diventare un punto di riferimento dell’economia nazionale il mondo della cooperazione ha bisogno, però, di portare avanti il processo di riforma interna. L’intento delle associazioni di rappresentanza è, a tal proposito, continuare lungo la strada dell’Alleanza delle Cooperative, un percorso intrapreso con convinzione anche dai giovani cooperatori di Agci, Confcooperative e Legacoop che nel prossimo mese di dicembre daranno vita alla seconda edizione della Winter School dell’Alleanza delle Cooperative Giovani, un appuntamento imprescindibile per chi vuole migliorare le proprie competenze sul mondo dell’impresa sociale e partecipare alla costituzione della nuova organizzazione.


  • gardini confcooperative calabria

    Sì alla digitalizzazione, a patto che vengano tutelati il lavoro e le persone. È questo il pensiero dell’Alleanza delle Cooperative italiane, espresso a Milano nelle parole del suo presidente Maurizio Gardini nel corso del workshop “La cooperazione nella trasformazione digitale del lavoro: tra innovazione e resilienza” , organizzato dall’organizzazione di rappresentanza delle cooperative nell’ambito del G7 Italia “Innovation Week”.

    Il tema dell’innovazione digitale è al centro del dibattito sulle imprese. Proprio quest’anno il governo ha lanciato il piano Industria 4.0, prevedendo una serie di agevolazioni per quelle aziende che decidono di investire nei processi di automazione industriale e nelle nuove tecnologie produttive.
    La priorità, però, secondo Gardini, dovrebbe essere la persona. Il rischio, infatti, segnalato da molti, è che i processi di automazione portino alla perdita di diversi posti di lavoro. Su questo punto il presidente dell’Alleanza delle Cooperative è molto chiaro: “Le cooperative nascono per rispondere ai bisogni delle comunità, creare lavoro buono e di qualità. Non si possono sacrificare le persone sull’altare del profitto nel nome della digitalizzazione”.

    Il digitale è senza dubbio una risorsa fondamentale per consentire alle imprese italiane di essere competitive sul mercato mondiale. Anche il mondo della gardini confcooperative calabriacooperazione si sta facendo trovare pronto alla nuova sfida. Proprio in occasione dell’Innovation Week l’Alleanza ha presentato tre progetti altamente innovativi: un sistema che consente la diagnostica preventiva delle malattie della terza età, un sistema gestionale per migliorare i processi produttivi nella filiera del Grana Padano ed una piattaforma che gestisce ed eroga i servizi di materia di arte e spettacolo.
    Investire, dunque, nelle nuove tecnologie significa anche migliorare i servizi per i cittadini, rispondere a nuovi bisogni ed intervenire per ridurre le disuguaglianze: “Noi siamo per un Paese digitale – ha dichiarato Gardini – che sa redistribuire anche le ricchezze e nel momento in cui produce innovazione produce anche lavoro“.

    Il presidente dell’Alleanza delle Cooperative ha sottolineato, inoltre, quanto sia importante investire in formazione ed istruzione per aumentare le competenze digitali dei lavoratori, rimarcando come la formazione non sia una spesa ma un investimento per il futuro.
    Gardini, infine, ha invitato il Governo ad aprire la cabina di regia sull’Agenda 4.0 anche alle cooperative e alle PMI, perché sono queste il cuore del tessuto imprenditoriale italiano: “Richiamiamo l’esigenza che il piano italiano sia aperto, nella sua cabina di regia e non solo formalmente, anche all’Alleanza delle cooperative italiane. Dedicare un programma del governo alle imprese di dimensioni medio – grandi che premia gli investimenti di grandi dimensioni accentuerebbe la polarizzazione tra poche grandi imprese e l’ossatura imprenditoriale delle pmi italiane”.


  • mattia affini alleanza delle cooperative

    Mattia Affini è stato nominato come nuovo coordinatore dell’Alleanza delle Cooperative Giovani. La designazione è arrivata al termine dell’assemblea nazionale di Aci Giovani, svoltasi a Napoli il 25 luglio, con la presenza tra gli altri del presidente di Confcooperative Maurizio Gardini. 

    Affini, 34 anni, presidente di Aldia Cooperativa Sociale e di Confcooperative Pavia, nonché membro del Coordinamento uscente e rappresentante dei Giovani mattia affini alleanza delle cooperativedell’Alleanza nell’Intenational Cooperative Alliance – Youth, lavorerà a stretto contatto con i referenti di Agci, Confcooperative e Legacoop per la creazione di un’unica squadra cooperativa che superi le divisioni dettate dalle sigle diverse, portando allo stesso tempo le istanze italiane anche nelle organizzazioni di rappresentanza europee. «Sono felice di questa elezione – ha detto il neo coordinatore a margine dell’Assemblea – che arriva da un percorso condiviso dai tre gruppi che hanno ragionato su un modello di governance snello, operativo e nuovo che vede un coordinatore terzo rispetto ai ruoli apicali delle rispettive organizzazioni giovanili. Rappresentanza, comunicazione e formazione, territori e valori, i temi sui quali lavoreremo e con i quali andremo a promuovere la buona cooperazione”. 

    Il coordinamento di Aci Giovani sarà composto anche da Umberto Caputi (Agci), Fabio Dubolino (Confcooperative) e Katia De Luca (Legacoop). La scelta dei coordinatori arriva alla fine di una due giorni molto intensa, iniziata con una Summer School di formazione e di creazione della nuova identità cooperativa, tenutasi sempre a Napoli.
    I partecipanti hanno svolto diverse attività di gruppo, confrontandosi sui valori che la nuova Aci Giovani dovrà divulgare e soprattutto mettendo a punto le strategie e gli strumenti per veicolare al meglio l’identità cooperativa.

    L’Alleanza delle Cooperative avrà bisogno dell’energia e dell’entusiasmo dei giovani cooperatori. Ne è convinto anche il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini. Nel suo discorso di chiusura dell’assemblea, Gardini ha ammesso il momento difficoltà di tutto il mondo della cooperazione, generato da diversi scandali giudiziari che hanno fatto crollare la fiducia dell’opinione pubblica verso le cooperative e il non profit.
    Per superare questo momento è necessario fare squadra, rinnovando il patto inter-generazionale che da sempre contraddistingue chi fa cooperazione. Gardini delinea il futuro dell’Alleanza con una metafora calzante: “Oggi mi mandate via con uno zainetto pieno di responsabilità. C’è bisogno di una buona dose di generosità – ha dichiarato il Presidente Maurizio Gardini – e di un forte ricambio generazionale. Io non penso all’immagine della staffetta, sono più affezionato a quella del tandem. Con la staffetta tu parti e consegni il testimone al tuo compagno dopo esserti fermato. Corri sempre da solo. 
    Con il tandem, invece, distribuisci la fatica ed è quello che sta dietro a dare vigore alla pedalata“.

    Da questi giorni, dunque, dovrà ripartire tutto il mondo della cooperazione, cercando di disperdere la carica trasmessa dai giovani cooperatori e di pedalare insieme verso un obiettivo comune: lo sviluppo di un’economia che metta al centro le persone e i principi della solidarietà e dell’inclusione sociale.



  • In occasione della Giornata Internazionale delle Cooperative e dell’Assemblea dell’Alleanza delle Cooperative italiane, svoltasi oggi a Roma, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto inviare un messaggio a tutto il mondo della cooperazione, rimarcando il ruolo dell’universo cooperativo nel processo di lo sviluppo del Paese. 

    “Il movimento cooperativo in Italia – ha dichiarato Mattarella – ha una lunga tradizione di attenzione alla persona e allo sviluppo della sua dignità. Negli ultimi anni ha saputo contribuire allo sviluppo del Paese creando occupazione, con un modello di impresa che sa valorizzare l’apporto dei giovani e del lavoro femminile, e un approccio inclusivo, attento alle persone svantaggiate”.
    I temi principali dell’assemblea dell’Alleanza delle Cooperative sono stati quelli dell’inclusione sociale e dello sviluppo sostenibile. La riduzione delle diseguaglianze (in questo momento sono oltre 4 milioni le persone che vivono in condizioni di povertà assoluta) e l’adozione di modelli economici attenti alle ricadute ambientali e sociali saranno due questioni essenziali nei prossimi anni. Ne è convinto anche il Capo dello Stato: “L’attenzione alle fasce più vulnerabili e la responsabilità per l’ambiente in cui viviamo sono fondamentali per una società giusta e una crescita equilibrata. Il recente inserimento di indicatori di benessere equo e sostenibile nel ciclo del bilancio pubblico – ha aggiunto Mattarella – è, in questo senso, un progresso nel riconoscimento di questi valori anche nelle scelte delle politiche pubbliche“.

    Il mondo della cooperazione è sempre stato attento alle tematiche della disuguaglianza e della povertà, fornendo, ad esempio, un’opportunità di lavoro alle categorie svantaggiate e sostituendo spesso lo Stato e il privato nell’erogazione di servizi sanitari ai più poveri.
    Ai saluti del presidente della Repubblica si sono aggiunti anche quelli del Presidente del Senato, Pietro Grasso, il quale ha posto l’accento sugli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, impegni sottoscritti nel 2015 dall’Italia e raggiungibili solo grazie all’impegno attivo del mondo della cooperazione: “Di fronte alle sfide della globalizzazione – ha dichiarato Grasso – le cooperative, mettendo al centro dei loro interessi la persona con i suoi bisogni e il territorio, e impegnandosi verso modelli di produzione e consumo orientati al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030, con le loro poliedriche attività rappresentano un importante punto di forza della nostra economia, in quanto contribuiscono a rafforzare l’immagine dell’Italia anche all’estero“.

     



  • Nasce Cooperjob, la piattaforma per la ricerca del lavoro “con valore sociale” creata dal gruppo cooperativo CGM.

    Il progetto si inserisce all’interno di un mondo, quello delle agenzie di somministrazione, con molte lacune. L’obiettivo di CGM è sopperire ad alcune di esse, creando una piattaforma radicata sul territorio, open data e capace di creare un rapporto diretto tra domanda e offerta di lavoro.
    Il progetto è nato attraverso un autofinanziamento di 40mila euro e con una quota del 20% del fatturato di CGM destinato alla creazione della piattaforma. L’ambizione di Cooperjob, però, è diventare una public company partecipata attraverso un azionarato su base nazionale.
    Tra giugno e luglio, hanno annunciato i vertici del gruppo cooperativo, saranno emesse le prime azioni da 100 euro, senza ulteriori costi di transazione per chi le acquisisce.

    Il progetto

    Cooperjob, come detto, favorisce la disintermediazione. Per questo motivo, sia le aziende che i lavoratori possono trovare in maniera autonoma il candidato o l’offerta di lavoro che fa per loro. Le imprese dispongono di una piattaforma professionale di Hr, con disponibilità di anagrafica dettagliata, ricerca libera, pubblicazione di vacancies e connessione con i propri social media aziendali.
    I lavoratori, invece, possiedono un browser attraverso il quale filtrare le offerte di lavoro ed inviare la propria candidatura. Uno degli aspetti più innovativi di Cooperjob è la possibilità di effettuare dei video di presentazione attraverso i quali descrivere le proprie competenze o la propria attività. All’interno della piattaforma, infatti, è presente anche una web TV dove saranno raccontate le storie delle aziende e dei lavoratori e soprattutto si cercherà di raccontare l’Italia del lavoro, con i suoi successi, i suoi fallimenti e le sue prospettive.
    La web TV presenta anche una sezione news, dove vengono pubblicate informazioni sulle ultime novità legate al mondo del lavoro e forniti consigli in merito a possibili investimenti da effettuare.



  • Il terremoto che ha devastato nei mesi scorsi il Centro Italia ha creato enormi danni anche al mondo cooperativo. 

    Centinaia di allevatori hanno visto distrutte le proprie stalle e i propri macchinari, mentre diversi cooperatori sociali si trovano oggi senza una struttura dove poter operare e offrire i propri servizi ai soggetti svantaggiati.
    Per dare una mano ai cooperatori colpiti dal sisma Legacoop ha istituito un fondo da 10 milioni di euro attraverso il quale verranno forniti contributi agli imprenditori in difficoltà.
    In questi giorni il presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, è stato nelle zone coinvolte nello sciame sismico e ha incontrato, tra gli altri, i sindaci di Norcia ed Amatrice e i rappresentanti della Cooperativa Zootecnica Grisciano e la Cooperativa Rinascita 78, entrambe operanti ad Accumoli (Lazio) ed attive nel settore dell’allevamento e della produzione di formaggi e carne.
    Legacoop ha fornito alle due coop un contributo di 50mila euro che la Cooperativa Zootecnica Grisciano impiegherà per l’acquisto di un trattore, mentre la Cooperativa Rinascita 78 lo utilizzerà per riparare la struttura gravemente danneggiata in seguito al terremoto.

    “Vogliamo essere vicini ai nostri soci – ha dichiarato Lusetti – e ridare una certezza di sviluppo alle cooperative attraverso il sostegno economico e morale: questa è la nostra missione e questo il nostro obiettivo”. In questi mesi sia Legacoop che Confcooperative hanno partecipato attivamente al processo di ricostruzione, raccogliendo fondi poi utilizzati per la distribuzione degli alimenti alle persone sfollate e per la costruzione di ludoteche, biblioteche e scuole.
    Un contributo, dunque, quello del mondo cooperativo che non si ferma alle associate delle organizzazioni di rappresentanza, ma si estende al contrario a tutta la comunità.



  • La segretaria cittadina della Lega Nord di Orzinuovi, Federica Epis, è stata condannata per condotta discriminatoria dal tribunale di Brescia. In un post su Facebook dello scorso 12 giugno, Epis aveva accusato tre organizzazioni che si occupano di migranti di lucrare sul traffico di clandestini. 

    I soggetti coinvolti sono la cooperativa K-Pax di Breno, l’associazione Puerto Escondido di Calvagese della Riviera e l’Asgi, l’associazione studi giuridici sull’immigrazione. Tutte e tre hanno querelato l’esponente della Lega Nord vincendo il ricorso in tribunale. Secondo il giudice Lucia Cannella “il post ha valenza irridente e sbeffeggiante ove indica le associazioni che danno ospitalità al soggetto come di chi opera ‘con la faccetta misericordiosa’ di chi fa la beneficenza attributivo di un fine illecito”.

    Nel citato post su Facebook (eliminato una volta ricevuto il ricorso), infatti, Federica Epis riprendeva un articolo del quotidiano “Brescia Oggi” sul tema dell’immigrazione scrivendo “Questo è l’elenco di tutte le cooperative, fondazione e altri operatori che con la faccetta misericordiosa di chi fa beneficenza stanno invece lucrando sul traffico di clandestini“.
    Il Tribunale ha definito il post denigratore e offensivo anche per l’utilizzo del termine “clandestini” in quanto degrada i richiedenti asilo “al rango di chi viola il Testo Unico sull’immigrazione“.
    La segretaria della Lega Nord di Orzinuovi è stata quindi condannata a risarcire K-Pax, Puerto Escondido e l’Asgi attraverso il pagamento delle spese processuali e della cifra di 2.000 euro ciascuno. Le tre organizzazioni hanno già fatto sapere che utilizzeranno le risorse per iniziative di carattere culturale a sostegno del Comune di Orzinuovi.

    Non è certo la prima volta (e probabilmente non sarà l’ultima) che cooperative, associazioni e fondazioni vengono screditate attraverso i social media per presunte attività illecite legate all’accoglienza dei migranti. Il sentiment nei confronti del mondo delle cooperative sociali probabilmente non è mai stato così negativo e questo porta alcune forze politiche a fare propaganda su questo tema, consapevoli che le aiuterà far crescere il proprio consenso elettorale.
    Sta adesso al mondo del non profit e, in alcuni casi, alle autorità giudiziarie ripristinare la legalità e creare un netto distinguo tra chi opera per l’inclusione sociale e chi, invece, sceglie la strada dell’affarismo.



  • Legacoopsociali, ovvero l’organizzazione di rappresentanza delle cooperative sociali iscritte a Legacoop, esprime la propria contrarietà nei confronti di alcune delle novità del decreto immigrazione, prossimo alla discussione in Senato.

    Uno degli aspetti più problematici del provvedimento riguarda i cooperatori sociali che gestiscono le strutture di accoglienza. In merito il testo recita che “nello svolgimento delle operazioni di notificazione di cui al comma 3-ter, il responsabile del centro o della struttura è considerato pubblico ufficiale ad ogni effetto di legge”.
    Attribuire una funzione pubblica ad un cooperatore significa svuotare di senso il concetto stesso di cooperatore sociale, ovvero una figura che ha il compito lavorare per l’integrazione del migrante attraverso un’operazione di mediazione tra le istituzioni locali, la società ospitante ed il migrante stesso.
    Assegnargli il ruolo di pubblico ufficiale significa, secondo Legacoopsociali, effettuare “una sovrapposizione impropria in termini di opportunità poiché lesiva della relazione fiduciaria fondante l’efficacia dell’agire sociale che deve operare in un’ottica di sensibilizzazione bidirezionale migrante – società ospitante, assicurando al primo la necessaria equidistanza dalle istituzioni funzionale all’esercizio della propria cittadinanza attiva nella comunità locale”.

    L’aspetto, però, più reclamizzato del nuovo decreto immigrazione è l’aumento del numero dei cosiddetti Cie, (Centri di identificazione ed espulsione), strutture che si sono fatte conoscere quasi solo per le violazioni dei diritti umani e per i loro costi elevati.
    A causa della scarsa collaborazione dei paesi di provenienza in merito alle richieste di identificazione degli ospiti da parte dello Stato italiano, i migranti sono costretti a rimanere nei Cie vivendo tra l’altro in condizioni igienico sanitarie estremamente precarie.
    Il sovraffollamento delle strutture e la cattiva gestione da parte degli operatori privati trasformano così i Cie in vere e proprie prigioni per migranti.

    Con il decreto immigrazione i Cie cambieranno nome diventando Cpr, Centri di permanenza per il rimpatrio, e soprattutto si moltiplicheranno, passando dai 6 attuali a 20, uno per regione. Dovrebbe aumentare anche il numero complessivo degli ospiti, che passerà dagli attuali 700 a circa 2.000.
    Alla luce di tutti questi elementi Legacoopsociali ritiene che il potenziamento dei centri di espulsione, così come “ogni tipo di azione o di provvedimento che determini l’incremento di provvedimenti amministrativi di espulsione caratterizzati da automatismo e da assenza di adeguata valutazione delle situazioni individuali”, sia una misura inefficace per la gestione dei flussi migratori, soprattutto se non accompagnata da un maggiore e migliore dialogo con i paesi di provenienza che di fatto ostacolano le procedure di rimpatrio.