Categoria: Agroalimentare


  • Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha predisposto un bando per le azioni d’informazione e promozione dei prodotti agricoli sul mercato interno.
    Il provvedimento invita a presentare proposte ai sensi del Regolamento CE del Consiglio 3/2008 e del regolamento di esecuzione (UE) n. 1085/2011 della Commissione che modifica il Regolamento (CE) della Commissione 501/2008.

    06112014Vengono specificati, innanzitutto, i soggetti che possono partecipare all’iniziativa. Il riferimento è alle organizzazioni professionali agricole e rappresentanti di categoria che possiedano determinati requisiti.
    A tal proposito il bando specifica che possono presentare un progetto di promozione dei prodotti agricoli solamente:

    • OP, AOP, che abbiano ottenuto un riconoscimento specifico per i settori oggetto del progetto e che siano riconosciute in almeno tre Regioni.
    • OI, OC e Unioni nazionali  che abbiano ottenuto un riconoscimento specifico per i settori oggetto del progetto e che siano riconosciute in almeno tre Regioni.
    • Società e associazioni che presentino, anche attraverso i propri soci, strutture produttive operanti in almeno tre Regioni diverse e che abbiano una produzione commercializzata del valore di almeno 1.000.000 di euro.
    • Consorzi di tutela.

    Il bando sottolinea che verrà data precedenza a quei progetti che coinvolgano più associazioni operanti nello stesso settore, nonchè iniziative volte a promuovere più prodotti e che interessino più Stati membri.
    Quanto ai criteri da seguire nei rispettivi programmi, bisogna innanzitutto predisporre un piano strategico con la redazione degli obiettivi (che devono essere uguali a quelli dei regolamenti) e degli strumenti utilizzati per perseguirli. Particolare attenzione verrà riservata inoltre a costi, tempi e modalità dei programmi, in relazione anche alle singole esigenze dei settori di riferimento.

    Per quanto riguarda l’Italia, i contributi sono finanziati per un 50% dalla Commissione Europea, 30% dallo Stato Membro e 20% dall’Organismo proponente.
    Le domande vanno inviate entro e non oltre le ore 14,00 del giorno 28 febbraio 2015 al seguente indirizzo: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; Via XX Settembre n.20 – 00185 ROMA; Ufficio accettazione corrispondenza.
    I progetti possono essere presentati a mano, tramite corriere espresso o a mezzo raccomandata.


  • latte granarolo

    Il processo di lavorazione del latte fresco pastorizzato di Alta Qualità è estremamente accurato in tutte le sue fasi. Una sequenza rigorosa che porta sulle nostre tavole un prodotto dall’elevato valore biologico e dal sapore fresco e genuino.

    latte_fresco_Questo tipo di latte può essere prodotto solo da aziende con determinati requisiti disciplinati dalla legge n. 169 del 3/5/1989. Tra le caratteristiche più importanti rientra il tipo di mungitura, lo stato di salute dei bovini e le condizioni igieniche delle stalle. Tutti elementi imprescindibili per avere un alimento di Alta Qualità.

    Il latte fresco pastorizzato di Alta Qualità deve, innanzitutto, arrivare crudo nella fabbrica di lavorazione ed essere trattato non oltre 48 ore dalla mungitura. A differenza del latte pastorizzato, esso subisce un solo trattamento termico di pastorizzazione con l’obiettivo di ridurre al minimo la perdita di sostanze proteiche e di mantenere intatta la freschezza tipica di questo prodotto.

    Il procedimento di pastorizzazione consiste in un trattamento del latte ad una temperatura di 72° per circa 15 secondi. Questo tipo di lavorazione consente l’eliminazione di alcune sostanze come la flora microbica, presente, invece, in un tutti i tipi di latte crudi.

    Una volta pastorizzato, si procede con il confezionamento che può avvenire in bottiglie di vetro, di plastica o in un buste di Tetra-Pak. Risulta molto importante per il latte fresco pastorizzato di Alta Qualità il processo di etichettatura. La legge n.204 del 3/08/2004 stabilisce, infatti, che possano essere etichettati come tipi di latte fresco solo quei prodotti che rispettano i requisiti disciplinati dalla legge n. 169 del 3/5/1989. In base alla normativa vigente l’etichettatura deve riportare la data di scadenza del latte che non può essere superiore a sei giorni dal momento della pastorizzazione.

    La legge stabilisce, inoltre, l’obbligo di indicare la stalla di provenienza del latte. In questo modo si favorisce la tracciabilità del prodotto e viene data la certezza al consumatore che il latte provenga da aziende certificate e che, dunque, si tratti a tutti gli effetti di un alimento di Alta Qualità.

     

     



  • La Calabria ha un suo piccolo oro bianco, il latte fresco, materia pregiata di cui Asso.La.C. tratta oltre 40 milioni di litri all’anno, coinvolgendo in questo processo produttori di tutte le province calabresi, coprendo quasi il 75% del territorio e raccogliendo il 70% del latte prodotto in Calabria.

    Latte che con una filiera corta e sicura diventa il latte fresco che troviamo nel banco frigo dei nostri supermercati e dei piccoli negozi di alimentari e gastronomie. Dunque, consumare latte fresco, oltre a far bene a noi stessi, poiché al sapore fresco e delicato, aggiunge una serie di sostanze nutrienti importanti per il nostro organismo, che lo speciale procedimento di pastorizzazione e di lavorazione consente, di mantenere del tutto intatte. Tanto che nel latte fresco è possibile trovare Sieroproteine solubili: ± 15,5 (% proteine totali), Proteine totali (g/100ml) ± 3,2, Grasso (g/100g) ± 3,5 e Carboidrati Lattosio (g/100ml): ± 4,8. Come emerge da questi dati, una delle caratteristiche principali del latte fresco pastorizzato di Alta Qualità è la perdita minima del numero di proteine (32 gr di proteine/litro sono quelle che troviamo nel latte appena munto,  29 gr di quello fresco pastorizzato), per via del particolare processo termico al quale è sottoposto. Per questo motivo risulta essere il latte dal più alto valore organolettico.

    Come si diceva in precedenza, per la Calabria il latte fresco oltre alle proprie qualità alimentari e nutritive, ha una grande valenza economica, visto il numero di produttori e la distribuzione degli stessi sul territorio regionale, consumare latte fresco calabrese aiuta l’economia ed è un supporto fondamentale in questo momento di crisi per il mondo agroalimentare.