Categoria: Fisco

  • 5-per-mille-volontariato

    Sono 45.332 gli enti che beneficeranno della ripartizione delle risorse del 5 per mille per l’anno 2014. 
    L’Agenzia delle Entrate ha reso noto il nome degli enti di volontariato, degli enti impegnati nella ricerca scientifica e delle associazioni sportive dilettantistiche che sono state scelte dai contribuenti. 

    Il totale delle risorse ammonta a quasi mezzo miliardo di euro. Il 68% degli destinatari del 5 per mille è rappresentato dalle associazioni di volontariato.
    5-per-mille-volontariatoPer la precisione sono 37.904 gli enti coinvolti e al primo posto si conferma ancora una volta Emergency, che è stata scelta da quasi 400.000 persone e che riceverà un importo complessivo vicino ai 14 milioni di euro.
    In seconda posizione troviamo Medici senza frontiere, scelta da 240.000 contribuenti dai quali riceverà circa 9 milioni di euro.
    L’associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), l’Ail e la Lega del filo d’oro completano le prime cinque posizioni.

    L’Airc non è solo impegnato nel campo del volontariato, ma anche in quello sanitario e della ricerca. Non a caso è prima nella classifica degli enti di ricerca.
    Se sommiamo le cifre che riceverà per l’attività svolta in questi tre settori, arriviamo a circa 65 milioni di euro.
    Sono, invece, quasi 7.000 le associazioni sportive dilettantistiche che avranno diritto a ricevere il 5 per mille per una cifra complessiva di 11,2 milioni di euro. Tra di esse quelle più selezionate sono due associazioni della provincia di Reggio Calabria, ovvero l’Unione sportiva di palmese e l’Associazione sportiva dilettantistica Bovalino calcio a cinque, capaci di raccogliere, rispettivamente, 4.000 e 3.000 preferenze.
    Qui trovate l’elenco completo delle associazioni di volontariato ammesse al 5 per mille per l’anno 2014.

     


  • 730-detrazioni

    A partire dal 15 aprile, lavoratori dipendenti e pensionati potranno consultare il proprio 730 precompilato nell’area personale sul sito dell’Agenzia delle Entrate. 

    Si tratta del secondo anno di sperimentazione del precompilato, dopo le numerose polemiche dell’anno precedente, quando le grandi responsabilità gravate sulle spalle di Caf e sostituti d’imposta e l’assenza di alcuni voci, come quella sulle spese mediche, resero il processo di semplificazione di fatto incompiuto.
    730-detrazioniQuest’anno l’Agenzia delle Entrate ha provato a migliorare il sistema, anche se saranno necessari nei prossimi anni ulteriori azioni per rendere la semplificazione e la digitalizzazione realmente efficiente.
    A pochi giorni dalla pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi, vi riportiamo un elenco delle spese detraibili. Per poter usufruire della detrazione è, però, necessario consegnare al Caf o al professionista, la ricevuta della spesa sostenuta in formato originale.
    Spetterà poi a questi comunicare i dati all’Agenzia delle Entrate. Ogni errore nell’invio delle spese graverà sulle spalle dei sostituti d’imposta.

    Ecco di seguito l’elenco dei costi per i quali i contribuenti potranno beneficare di uno sconto:

    • spese mediche: per la prima volta fanno il loro ingresso nel precompilato le spese sanitarie, che potranno avere una detrazione del 19%.
      Tra le spese detraibili troviamo, ad esempio, quelle per le analisi di laboratorio, la spese per i farmaci, le prestazioni mediche e i certificati, le spese per i ricoveri e gli interventi chirurgici, le diete e le spese per i disabili;
    • mutui prima casa: ci sono delle agevolazioni anche per chi decide di acquistare la prima casa. Per poterle ottenere sarà necessario, però, che l’intestatario del mutuo sia anche il proprietario della casa e che si trasferisca nello stabile entro dodici mesi.
      È prevista, ad esempio, una detrazione delle spese per il pagamento dell’agenzia immobiliare fino ad un massimo di 1.000 euro e per il pagamento degli interessi del mutuo fino a massimo 4.000 euro;
    • famiglia e istruzione: sono diverse le spese per la famiglia e l’istruzione dei figli che possono essere detratte. C’è una detrazione del 19% se il documento di spesa è intestato ad uno dei due genitori, del 50% se è intestato ai figli.
      Potranno essere detratti i costi per l’asilo nido; le spese scolastiche fino ad un massimo di 400 euro; le spese universitarie, con l’importo che verrà deciso da un apposito decreto; le spese per gli studenti fuori sede che studiano fuori dalla propria regione di residenza o comunque almeno 100 km distanti dalla propria residenza;
    • ristrutturazioni e risparmio energetico: la scorsa Legge di Stabilità ha inserito una detrazione del 50% per le spese di ristrutturazione ed efficientamento energetico a prescindere se si tratti della prima o della seconda casa;
    • assicurazioni;
    • previdenza;
    • altre spese: tra le ultime novità riportiamo la detrazione del 19% per le spese dei funerali, anche se il defunto non è un familiare; segnaliamo, invece, uno scontro del 19% sullo stipendio delle badanti per le persone non autosufficienti in possesso di certificato medico.

  • tasse luce gas

    Giù le bollette di luce e gas. A partire da oggi, 1 aprile, è operativa la decisione dell’Autorità per l’energia di abbassare i costi delle bollette. 

    Nello specifico la luce vedrà una riduzione del 5% ed il gas del 9,8%. Già per il primo trimestre del 2016 l’Autorità aveva disposto l’abbassamento delle tariffe.
    L’ulteriore crollo del prezzo del gas naturale, dettato da una maggiore concorrenza nel mercato energetico, ha portato ad un’altra revisione al ribasso delle tasse luce gasbollette.
    Si tratta di una vera e propria manna dal cielo per consumatori ed imprese, se consideriamo, tra le altre cose, che l’Italia è il leader in Europa in tema di tasse sull’energia: la tassazione sulla luce è, infatti, del 37% e quella sul gas del 34%.
    La media europea è del 32% sulla luce e addirittura del 23% sul gas.
    Capiamo benissimo come fosse necessario un adeguamento dei costi che rimarrà tale, dicono gli esperti del settore, fino a quando l’economia non intraprenderà in maniera decisa la strada della ripresa.

    Gli effetti benefici saranno soprattutto sui consumi grazie all’aumento del potere d’acquisto dei consumatori; ma anche le imprese, soprattutto quelle del settore agroalimentare, potranno risparmiare ingenti risorse, considerata l’incidenza della pressione fiscale di luce e gas.
    Sono stati calcolati anche i risparmi per una famiglia media. Nel periodo che va dall’1 luglio 2015 al 30 giugno 2016, un nucleo familiare che consuma in media  2.700 kWh all’anno e una potenza impegnata di 3 kW, spenderà per la bolletta della luce 502 euro, con un risparmio dell’1,6% rispetto all’anno precedente, attestabile attorno a 8 euro.
    Più grande il risparmio per la bolletta del gas, dove la famiglia tipo spenderà 59 euro in meno. In totale, dunque, il risparmio in un anno dovrebbe essere di 67 euro. 


  • 5-per-mille-volontariato

    Anche quest’anno sarà possibile destinare il 5 per mille dell’Irpef agli enti di volontariato e alle associazioni sportive dilettantistiche. 

    L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato tutte le istruzioni per le organizzazioni che vogliono beneficiare delle risorse derivanti dai contribuenti. Devono ancora essere note le indicazioni per devolvere il 2 per mille ad una specifica associazione culturale, come stabilito di recente dal Governo.
    Per quanto riguarda, invece, l’elenco degli enti che possono presentare la domanda per il 5 per mille troviamo:

    • organizzazioni di volontariato di cui alla legge n. 266 del 1991;
    • Onlus – Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (articolo 10 del Dlgs 460/1997);
    • cooperative sociali e i consorzi di cooperative sociali di cui alla legge n. 381 del 1991;
    • organizzazioni non governative già riconosciute idonee ai sensi della legge n. 49 del 1987 alla data del 29 agosto 2014 e iscritte all’Anagrafe unica delle ONLUS su istanza delle stesse (art. 32, comma 7 della Legge n. 125 del 2014);
    • enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti accordi e intese, considerate Onlus parziali ai sensi del comma 9 dell’art. 10 del D. Lgs. n. 460 del 1997M;
    • associazioni di promozione sociale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’Interno, considerate Onlus parziali ai sensi del comma 9 dell’art. 10 del D. Lgs. n. 460 del 1997;
    • associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali (articolo 7, commi da 1 a 4, legge 383/2000);
    • • le associazioni e fondazioni di diritto privato che operano nei settori indicati dall’articolo10, comma 1, lettera a) del Dlgs 460/1997.

    Ma il sostegno al reddito degli enti di volontariato non è l’unica finalità possibile del 5 per mille. La legge stabilisce che le risorse possono essere destinate anche 5-per-mille-volontariatoper il finanziamento agli enti della ricerca scientifica e dell’università, finanziamento agli enti della ricerca sanitaria, sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente, sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal Coni a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.
    Di recente è stata inserita anche la possibilità di finanziare le attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici. 

    A partire dal 31 marzo, sia gli enti di volontariato che le associazioni sportive dilettantistiche possono inviare la domanda d’iscrizione per accedere al riparto delle risorse del 5 per mille . Il termine per presentare la richiesta è fissato per il 9 maggio 2016.
    La domanda dovrà essere inviata esclusivamente online.
    Ricordiamo, infine, che dal 15 aprile i contribuenti potranno consultare nella propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate il proprio 730 precompilato. Dal 2 maggio al 7 luglio, i contribuenti avranno l’opportunità di inviare la dichiarazione dei redditi direttamente dal proprio Pc o attraverso un sostituto d’imposta, modificandola se necessario.


  • 730-precompilato

    La Legge di Stabilità 2016 ha investito 617 milioni di euro per il credito d’imposta rivolto alle imprese che investono nel Mezzogiorno. 

    Nei giorni scorsi l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello attraverso il quale, a partire dal 30 giugno 2016, sarà possibile richiedere l’agevolazione circoscritta agli investimenti in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.
    730-precompilatoI destinatari della misura sono soggetti titolari di reddito d’impresa con riferimento agli investimenti legati all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio. Sono esclusi dal beneficio i soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo.

    La domanda dovrà essere inviata esclusivamente per via telematica tramite i servizi online Fisconline o Entratel a partire dal 30 giugno 2016.
    L’intento della misura è rilanciare gli investimenti nelle regioni del Mezzogiorno, con particolare riferimento all’acquisto di beni che servono ad innovare le strutture produttive delle imprese meridionali. L’agevolazione sarà valida per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2019 e si va ad aggiungere al super-ammortamento del 140% per i beni strumentali acquistati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016.
    Nei prossimi mesi, dunque, le imprese potranno acquistare beni come computer ed altri macchinari legati alla propria attività, sfruttando le risorse messe a disposizione del Governo.
    Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, troverete tutte le informazioni sui modelli da presentare e sulle modalità di presentazione delle domande.


  • 730-precompilato

    Sono 62 milioni le certificazioni uniche inviate all’Agenzia delle Entrate dai sostituti d’imposta.
    Si tratta di un numero in aumento rispetto all’anno precedente, a testimonianza del fatto che le novità in materia introdotte nel 2015 stanno iniziando ad essere assimilate dai contribuenti.

    Il 7 marzo era il termine ultimo per gli enti previdenziali ed i datori di lavoro per presentare le certificazioni uniche contenti i redditi da lavoro dipendente ed assimilati ed i redditi da lavoro autonomo.
    In base a queste informazioni l’Agenzia delle Entrate elaborerà il 730 precompilato e l’Unico.
    730-precompilatoSecondo le prime stime effettuate negli ultimi giorni, saranno predisposte 30 milioni di precompilate per il 2016, di cui 20 milioni 730 e 10 milioni Unici.
    Il contribuente sarà facilitato nella scelta tra i due modelli grazie all’aiuto della stessa Agenzia delle Entrate. Una volta effettuato l’accesso nella propria area riservata, infatti, troverà un foglio informativo ed una serie di domande che serviranno ad identificare le sue caratteristiche e di conseguenza comprendere quale modello, tra 730 ed Unico, sia più adatto alle sue esigenze.

    Questo tipo di innovazione rientra all’interno del processo di semplificazione introdotto con il precompilato, con un fisco volutamente più vicino alle istante del contribuente.
    Nel frattempo abbiamo già i primi risultati della sperimentazione dello scorso anno. Uno degli obiettivi principali del nuovo 730 è limitare l’evasione fiscale.
    Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore nel 2015 sono stati recuperati 40 milioni di euro.
    Il tutto grazie alle lettere inviate dall’Agenzia a quei contribuenti che hanno “dimenticato” di inviare la propria dichiarazione dei redditi.
    Per evitare sanzioni, che in alcuni casi sono molto esose, il 48% dei contribuenti ha sanato la propria posizione, inviando successivamente il 730 o l’Unico e permettendo così all’erario di recuperare una cifra non indifferente.
    Ricordiamo, invece, che a partire dal 15 aprile sarà possibile scaricare la precompilata 2016 accedendo alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.


  • 2 per mille cultura

    È fissata per oggi la scadenza dei termini per la trasmissione della Certificazione Unica ai lavoratori percettori di reddito. 

    All’interno della CU, oltre ad inserire il reddito percepito da lavoratori dipendenti e autonomi, potrà essere trasmessa una scheda unica per la scelta della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef.
    Nello specifico il contribuente può destinare:

    • l’otto per mille del gettito IRPEF allo Stato oppure ad una Istituzione religiosa;
    • il cinque per mille della propria IRPEF a determinate finalità;
    • il due per mille della propria IRPEF in favore di un partito politico;
    • il due per mille della propria IRPEF in favore di una associazione culturale.

    Risulta particolarmente interessante proprio l’ultima opzione. Recentemente, attraverso il pacchetto Cultura, il Governo ha introdotto la possibilità di destinare il 2 per mille ad un’associazione culturale.
    2 per mille culturaLa normativa precedente prevedeva che il contribuente destinasse il 5 per mille del proprio Irpef al settore della cultura, senza poter scegliere un destinatario specifico. Spettava altresì al Ministero della Cultura distribuire le somme giunte all’erario tra le singole associazioni.
    Il nuovo quadro legislativo prevede, invece, che il contribuente possa destinare il proprio 2 per mille ad un’associazione culturale specifica iscritta in un apposito elenco istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Come riporta l’Agenzia delle Entrate in una nota con le istruzioni per la compilazione della Certificazione Unica, “il contribuente deve apporre la propria firma nell’apposito riquadro presente nella scheda indicando il codice fiscale dell’associazione cui vuole destinare la quota del due per mille. La scelta deve essere fatta per una sola delle associazioni culturali beneficiarie”.


  • certificazione unica scadenza

    I sostituti d’imposta, ovvero gli enti previdenziali ed i datori di lavoro, avranno tempo fino a tutta la giornata di oggi per inviare la Certificazione Unica 2016 ai lavoratori percettori di reddito.
    La scadenza per trasmettere la CU all’Agenzia delle Entrate, invece, è il 7 Marzo 2016.

    Non c’è stato, dunque, il tanto sperato rinvio del termine che avevano richiesto Caf e professionisti. La scadenza, inizialmente prevista per il 28 febbraio, è stata rinviata solamente di un giorno, in quanto il 28 febbraio cadeva quest’anno di domenica.
    certificazione unica scadenzaSi tratta del secondo anno di sperimentazione della Certificazione Unica che sostituisce il vecchio Cud. In base alle informazioni contenute nella Certificazione, l’Agenzia delle Entrate costituirà poi il 730 precompilato, disponibile a partire dal 15 aprile 2016.
    Anche quest’anno la CU è costituita da due parti: la prima relativa ai redditi da lavoro dipendente e assimilati, la seconda per i redditi da lavoro autonomo. Nel dettaglio dovranno essere indicati: i redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati o i redditi di lavoro autonomo professionale; le provvigioni e i redditi diversi che sono soggetti a ritenuta; le somme liquidate in conseguenza di procedure di pignoramento presso terzi; le somme corrisposte a titolo di indennità di esproprio, altre indennità ed interessi.

    I sostituti d’imposta potranno limitarsi ad inviare ai percettori di reddito la cosiddetta versione sintetica della certificazione, mentre all’Agenzia delle Entrate dovrà essere trasmesso il modello ordinario per via telematica. L’Agenzia mette a disposizione dei soggetti obbligati alla presentazione della CU uno specifico software basato sulla tecnologia Java.
    All’interno della Certificazione Unica, ricorda l’Agenzia delle Entrate, bisognerà inserire la destinazione dell’8 per mille, 5 per mille e 2 per mille dell’IRPEF.
    Ricordiamo che in base all’ultima novità legislativa è possibile destinare il 2 per mille ad una specifica associazione culturale, non solo, dunque, ai partiti politici.
    Si tratta di un’innovazione importante per il mondo della cultura, perché si dà l’opportunità ai cittadini di finanziare una specifica associazione che opera con profitto al servizio del territorio.


  • ricetta online

    Parte domani la rivoluzione delle prescrizioni mediche. 
    Non vedremo più, infatti, la vecchia ricetta medica con i suoi classici colori rosso e bianco. Al suo posto ci sarà una ricetta elettronica o “dematerializzata”. 

    D’ora in poi il medico di famiglia dovrà collegarsi attraverso il proprio computer ad un portale dedicato ed inserire gli estremi del paziente e il medicinale prescritto.
    ricetta onlineNel documento elettronico sarà presente anche il Nre (Numero ricetta elettronica), al quale sarà associato il codice fiscale del paziente stesso.
    Il numero della ricetta contenente tutte le indicazioni sul nome del paziente e sul medicinale prescritto sono visibili anche sul portale delle farmacie.
    Per adesso, però, non verrà del tutto abbandonato il formato cartaceo: per ovviare ad eventuali problemi del sistema o di assenza di connessione internet, il medico stamperà un piccolo promemoria da consegnare in farmacia.
    Solamente nei prossimi mesi, dunque, quando l’intero meccanismo sarà perfezionato, potremo assistere all’eliminazione totale della carta e ad un procedimento interamente digitale.
    A breve, inoltre, anche gli esami e le visite specialistiche saranno prescritte online: pure le cliniche private, le Asl e gli ospedali, infatti, saranno dotate di un portale dedicato alle prescrizioni mediche.
    L’innovazione rientra all’interno del programma di semplificazione e di digitalizzazione portato avanti attraverso il 730 precompilato. Nonostante alcuni ritardi nella trasmissione dei dati, da quest’anno saranno disponibili anche le spese mediche che consentiranno così ai contribuenti di inserire nella dichiarazione dei redditi anche eventuali esenzioni.


  • credito d'imposta sud

    La Legge di Stabilità 2016 prevede una serie di agevolazioni fiscali per le imprese, in particolare per quelle del Mezzogiorno.

    Sono due gli strumenti che potranno utilizzare imprese e professionisti nel 2016: il super ammortamento al 140% ed il credito di imposta per le aziende del Sud.
    Sono, infatti, due tipi di agevolazioni compatibili tra di loro, nonostante entrambe siano riferite all’acquisto di beni strumentali che rappresentano il core credito d'imposta sudbusiness dell’attività di un’impresa o di un professionista. Ma vediamo nel dettaglio come è possibile cumulare questi due strumenti.
    Come abbiamo riportato nei giorni scorsi, la Legge di Stabilità prevede un super ammortamento del 140% per i beni strumentali acquistati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016.
    Per beni strumentali si intende macchine aziendali, computer, arredamento professionale e tutto ciò che è inerente all’attività di un’azienda o di un professionista. Il bonus riguarda i beni acquistati in forma di proprietà o di leasing; sono esclusi, invece, beni quali i fabbricati e le costruzioni, gli aerei, i beni con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5% (silos, serbatoi, ecc.), i beni immateriali e i beni usati.
    Le imprese potranno così effettuare una maggiorazione del prezzo d’acquisto valida solp per l’imputazione delle quote di ammortamento deducibili.
    Su una quota di ammortamento del 10%, ad esempio, andrà aggiunto il 40%. Il bene verrà così ammortizzato al 14%.

    Per tutto l’anno 2016 le imprese del Mezzogiorno potranno cumulare questo vantaggio fiscale con il credito d’imposta previsto per le aziende (il beneficio non è valido per i professionisti) che acquistano macchinari, attrezzature ed impianti da destinare in strutture produttive situate in Abruzzo, Campania, Puglia, Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Il bonus è valido per gli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2019.
    Non viene non effettuata alcuna precisazione riguardo ad un’eventuale incompatibilità tra le due misure; la Legge di Stabilità sottolinea solo che il credito d’imposta non è cumulabile ad altri aiuti di Stato come la Sabatini.
    Il super ammortamento, al contrario, non è qualificato come aiuto di Stato, ma come misura di carattere generale mancando il requisito della selettività.
    Oltre alla maggiorazione fiscale del 40% sul prezzo d’acquisto di un bene strumentale, le imprese che investono al Sud, dunque, potranno usufruire anche del credito d’imposta maturato sull’acquisto.


  • agenzia delle entrate logo

    Le spese farmaceutiche potrebbero non essere ricomprese nel prossimo 730 precompilato.
    Sarebbe il contribuente, in questo caso, a doverle inserire senza il supporto della dichiarazione precompilata.

    A dichiararlo è il direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi: “C’è un problema con le farmacie, alcune associazioni di categoria nonostante la legge hanno equivocato sul termine e non hanno conservato parte degli agenzia delle entrate logoscontrini. C’è una difficoltà oggettiva della categoria, la memoria è stata cancellata e le informazioni sono irrecuperabili“.
    A differenza dell’anno scorso, invece, saranno ricomprese, invece, nel 730 precompilato le spese mediche.
    Proprio questo era stato uno dei punti maggiormente critici dell’innovazione apportata l’anno scorso, definita da molti come una semplificazione solo apparente, considerate le numerose falle del nuovo sistema di dichiarazione dei redditi.
    Quest’anno, invece, tutto l’apparato della tessera sanitaria è stato inserito ed i contribuenti avranno tempo fino al 31 gennaio per trasmettere i dati ed eventualmente eliminare alcune voci.

    L’Agenzia delle Entrate, come dichiarato dalla stessa Orlandi, sta valutando inoltre se concedere ai contribuenti una proroga di quindici giorni, nonostante una scelta di questo tipo possa provocare ulteriori ritardi nel trattamento dei dati.
    Misure come il 730 precompilato e la fatturazione elettronica dovrebbero nell’intento del Governo semplificare e digitalizzare il rapporto contribuente-fisco, aiutando anche lo Stato ad identificare gli evasori.
    Secondo il direttore dell’Agenzia delle Entrate i primi risultati effettivi si avranno, però, solamente tra due-tre anni, quando le innovazioni entreranno pianamente a regime ed il processo di cambiamento culturale inizierà a radicarsi tra i cittadini. Nel frattempo sottolinea Rossella Orlandi, nel 2015 sono stati recuperati 14,2 miliardi di euro, una cifra che colloca l’Italia ai primi posti in Europa per recupero evasione fiscale.



  • Semplificazione e digitalizzazione del rapporto tra fisco e contribuenti.
    Dopo l’istituzione del 730 precompilato parte anche il processo tributario telematico con una fase di sperimentazione che si svolgerà in Toscana ed Umbria.
    L’innovazione consiste nella possibilità di depositare online tutti i documenti relativi al contenzioso tributario, permettendo ai giudici e alle parti in causa di consultare gli atti del procedimento dal proprio computer di casa o in ufficio.

    L’obiettivo del provvedimento è ridurre i tempi processuali, oltre ad aumentare il livello di trasparenza del procedimento.
    lavoro italiaSecondo il ministro dell’Economia Piercarlo Padoan l’innovazione digitale rappresenta uno strumento essenziale per riportare l’Italia sulla strada della crescita ed attuare le riforme pensate dall’esecutivo: «Noi stiamo utilizzando questa leva anche per tutte le fasi di gestione dei tributi – ha commentato Padoan – e da oggi l’innovazione riguarda anche la gestione del contenzioso. Il processo tributario telematico porterà benefici a tutti gli attori coinvolti: giudici, commissioni, contribuenti, professionisti enti impositori, agenti, società di riscossione. La gestione del contenzioso sarà più semplice, meno costosa e più veloce con vantaggi per cittadini e imprese».
    Attraverso il portale www.giustiziatributaria.gov.it sarà possibile accedere al sistema informativo e depositare tutti i documenti relativi all’atto processuale.
    L’intento dell’esecutivo, espresso oggi dal sottosegretario Enrico Zanetti, è estendere nei prossimi mesi la sperimentazione ad altre 5-6 regioni seguendo un’equa distribuzione geografica.
    Entro il 2017 il nuovo processo tributario telematico sarà disponibile in tutte le regioni.