Categoria: News


  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:
    • Martedì 7 febbraio alle ore 14:30, a Firenze, si svolgerà la riunione congiunta delle cooperative sociali di tipo B aderenti a Confcooperative Toscana e Legacoop Toscana.

  • sanità italia

    La metà degli italiani non riesce ad arrivare a fine mese e per rimediare deve ricorrere ai propri risparmi; altri per sopperire agli effetti della crisi si rifugiano nell’aiuto dei genitori o tagliano le spese mediche. Non ci sorprende, dunque, se un italiano su quattro dichiara di sentirsi “abbastanza” o “molto” povero.

    Quelli appena riportati sono i principali risultati del Rapporto Italia 2017, elaborato come ogni anno da Eurispes. L’indagine è stata effettuata su un campione di 1.084 persone di genere, età e provenienza territoriale diversa.
    Il Rapporto Eurispes ci dice in sostanza che gli italiani non riescono ad elaborare vedere un progetto di vita chiaro e coerente nonostante la situazione dei consumi sia migliorata e la disoccupazione stia lentamente diminuendo.
    Gli italiani vivono ormai sempre più nel presente, lo dimostra il fatto che solo una persona su quattro riesce a mettere qualcosa da parte. La propensione al risparmio diminuisce progressivamente perché bisogna affrontare le spese quotidiane, divenute ormai stringenti e oppressive.

    sanità italiaUno dei costi principali è la casa. Secondo il rapporto Eurispes, infatti, “le rate del mutuo per la casa sono un problema nel 28,5% dei casi, mentre per il 42,1% di chi è in affitto lo è pagare il canone“.
    Ci sono poi da affrontare gli imprevisti, quegli eventi che riducono inevitabilmente la propria capacità di spesa e ti costringono a prendere delle contromisure drastiche. Tra le cause dell’impoverimento la principale è la perdita del lavoro (76,7%), seguita da una separazione o un divorzio (50,6%) e da una malattia propria o di un familiare (39,4%). Non vanno sottovalutate, inoltre, la dipendenza dal gioco d’azzardo (38,7%) e la perdita di un componente della famiglia (38%).
    Per rimediare, dunque, alla difficoltà ad arrivare a fine mese gli italiani ricorrono innanzitutto ai propri risparmi. Il 44,9%, infatti, è costretto ad utilizzare ciò che ha messo da parte negli anni precedenti per affrontare le spese mensili. Alcuni scelgono soluzioni più “radicali”.
    “Il 32,6% del campione analizzato – dice Eurispes – ha dovuto ricorrere al sostegno economico della famiglia d’origine“, mentre il 13,8% degli intervistati è tornato a vivere a casa dei genitori.

    Il periodo di recessione ha portato quindi gli italiani a rinunciare a prestazioni, prodotti e servizi che erano diventati quasi quotidiani e scontati prima della crisi. Accade, ad esempio, che molti (23%) decidano di rinunciare alla babysitter e di affidare di conseguenza i propri figli a nonni e parenti.
    Ma uno degli aspetti più preoccupanti della ricerca riguarda i tagli alle prestazioni sanitarie. Il 38% del campione analizzato ha deciso, infatti, di ridurre le spese mediche contro il 34% del rapporto 2016. In generale la sanità non trova grande apprezzamento tra gli italiani.
    Il 54% (al Sud il 70%) non è soddisfatto del sistema sanitario nazionale a causa soprattutto delle lunghe attese per effettuare interventi ed esami medici. Il 42,2% degli italiani, inoltre, parla di strutture mediche fatiscenti ed il 41,8% si scaglia contro condizioni igieniche insoddisfacenti. C’è poi addirittura un 34% che dice di avere subito degli errori medici nella sanità pubblica.
    Il quadro generale, dunque, è tutt’altro che incoraggiante. Urge un intervento per porre freno all’impoverimento della classe media e migliorare i livelli essenziali delle prestazioni sanitarie, ricorrendo – se è necessario – ad un sistema di welfare misto.



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:

    • Lunedì 30 gennaio, alle ore 9:30, presso l’Università di Torino, si svolgerà l’evento dal titolo “Servizio Civile Nazionale: un progetto di cittadinanza” organizzato da Confcooperative Piemonte.


  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:
    • Sabato 28 gennaio e domenica 29 gennaio, presso l’Officina degli esordi a Bari, si terrà il primo Laboratorio sull’Arteterapia organizzato dalla Scuola Di Arti Terapie Artedo di Bari.

  • corruzione italia

    L’Italia si trova al 60° posto nella graduatoria del Corruption Perceptions Index, il rapporto sulla percezione della corruzione nelle amministrazioni pubbliche realizzato da Transparency International.

    Il nostro Paese migliora il proprio score per il terzo anno consecutivo totalizzando un punteggio di 47 su 100 rispetto ai 44 punti dell’anno scorso.
    corruzione italiaSi tratta, però, di un miglioramento marginale soprattutto se rapportato agli altri paesi europei. L’Italia è, infatti, la terzultima nazione Ue per corruzione percepita, davanti solo a Grecia e Bulgaria.
    La corruzione viene considerata come uno dei principali problemi della società italiana, un fenomeno che ha portato ad una crescita della sfiducia nei confronti della politica e delle istituzioni democratiche. Non è però un problema solo nostrano.
    Secondo Transparency International, infatti, “il 69% dei 176 Paesi analizzati nell’Indice di Percezione della Corruzione nel settore pubblico e politico del 2016, ha ottenuto un punteggio inferiore a 50, su una scala da 0 (molto corrotto) a 100 (per nulla corrotto), mostrando come la corruzione nel settore pubblico e nella politica sia ancora percepita come uno dei mali peggiori che infesta il mondo“.

    Ai primi posti come prevedibile, ci sono i paesi dell’Europa del Nord. Al vertice c’è la Danimarca, davanti a Nuova Zelanda, Finlandia, Svezia e Svizzera, ovvero le nazioni che hanno una legislazione più avanzata in materia di trasparenza dell’attività della PA e di controlli.
    Nelle ultime posizioni, invece, troviamo la Somalia, preceduta da Sud Sudan, Corea del Nord e Siria.
    Combattere la corruzione significa innanzitutto aumentare la qualità della nostra democrazia. Un sistema democratico con uno scarso livello di fiducia nei confronti delle istituzioni e di chi le dirige è un sistema de-legittimato.
    Ripristinare, dunque, la cosiddette rule of law deve essere una priorità per migliorare il rapporto tra rappresentati e rappresentanti, arginare la crescita dei populismi e favorire gli investimenti nel nostro Paese.

     



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:
    • Giovedì 16 febbraio, alle ore 10:30 a Milano, ci sarà l’incontro dal titolo “Cultura e inclusione sociale. La sfida della rigenerazione urbana”.


  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    • Innovazione – Crowdfunding: raccolta a 90 milioni nel 2016. Nel 2017 possibile boom delle piattaforme di equity.
    • Innovazione – La polemica sugli home restaurant. Inserito obbligo di prenotazione e pagamento online.
    • Terzo settore – Istituite 64 società benefit: i numeri del nuovo istituto ad un anno dall’approvazione della legge.
    • Agroalimentare – Latte: ad aprile parte l’etichetta obbligatoria. Necessario inserire il paese di mungitura e di trasformazione.
    Gli appuntamenti:
    • Il 26 gennaio 2017, alle ore 9:30, presso la sala Basevi di Legacoop, a Roma, si svolgerà l’Assemblea costitutiva del Settore Cultura Turismo Comunicazione di Legacoop.


  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:
    • Mercoledì 8 febbraio alle ore 9 a Padova si terrà l’evento dal titolo “Welfare aziendale. La questione organizzativa e la cura delle persone” organizzato dalla casa editrice Este.


  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:
    • Sabato 28 gennaio alle ore 10, presso l’Auditorium Credem di Reggio Emilia, si svolgerà l’evento dal titolo “Città, Persone, Futuro. Un modello di smart city tra tecnologie e innovazione sociale” organizzato dal Comune di Reggio Emilia.


  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:
    • Venerdì 20 gennaio alle ore 11, presso la sala conferenza della Camera di Commercio di Ferrara si terrà l’incontro “La responsabilità sociale d’impresa come modello produttivo territoriale inclusivo e sostenibile” organizzato dalla cooperativa sociale Il Germoglio.


  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:
    • Giovedì 26 gennaio, alle ore 18, presso l’Università Bocconi a Milano, ci sarà la presentazione del libro Imprese ibride, scritto da Paolo Venturi e Flaviano Zandonai.

  • istruzione-italia

    L’Italia fatica a crescere e quando lo fa non riesce ad includere la fasce più deboli della popolazione. Non a caso il nostro Paese si trova addirittura al 27° posto nella classifica sull’”Inclusive Development Index” nei 30 paesi più industrializzati, elaborata dal World Economic Forum.

    Negli ultimi giorni si parla tanto della crescita delle povertà e delle disuguaglianze, sia in Italia che su scala globale. Il Governo darà il via libera nei prossimi giorni al Reddito di Inclusione sociale, uno strumento di assistenza per i più poveri con l’obiettivo di contrastare la povertà ed aumentare il livello di inclusione di chi sta ai margini della società.
    La classifica del WEF è solo l’ennesima dimostrazione di come l’Italia abbia trascurato i problemi legati alla crescita inclusiva, sottovalutando le conseguenze della crisi sulla classe media. Uno degli effetti della recessione è stato proprio l’allargamento della fascia di persone a rischio povertà assoluta.
    Oggi i nuovi poveri sono i giovani e chi ha un lavoro ma non percepisce una retribuzione adeguata per poter beneficare dei servizi medici o per acquistare beni essenziali come quelli alimentari.

    istruzione-italiaMa quali sono gli aspetti che condannano l’Italia nelle retrovie della graduatoria sull’Inclusive Development Index? Sono cinque, nello specifico, gli indicatori per i quali l’Italia fa registrare il secondo peggiore risultato tra gli stati analizzati: infrastrutture digitali, inclusione finanziaria, occupazione produttiva, etica della politica e delle imprese e proprietà di case e asset finanziari.
    Preoccupa, però, anche la situazione di scuola e sanità. L’Italia, infatti, è solo 28esima per qualità dell’istruzione e per i servizi e le infrastrutture sanitarie.
    Ritornano, dunque, i soliti problemi strutturali del nostro Paese, ovvero la qualità dei servizi e la diffusione su tutto il territorio delle infrastrutture, non solo quelle legate ai trasporti ma anche quelle digitali.
    Secondo il rapporto vanno innanzitutto rivisti gli indicatori per misurare la crescita: da questo punto di vista sarebbe molto utile inserire degli strumenti che misurino l’impatto sociale dell’azione imprenditoriale.
    L’Italia fa meglio, invece, per quanto riguarda il livello delle retribuzioni (nono posto), l’accesso all’istruzione (14°) e le disposizioni fiscali (19°).
    Ai primi posti della graduatoria troviamo la Norvegia, davanti a Lussemburgo, Svizzera, Islanda, Danimarca e Svezia.