Categoria: News


  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:
    • Mercoledì 18 gennaio, alle ore 9:30 a Base Milano, ci sarà la presentazione del primo anno di lavoro di Milano sei altro, il progetto di Welfare in azione e Fondazione Cariplo per la creazione di nuove soluzioni di welfare comunitario per la conciliazione vita/lavoro.

     



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:
    • Lunedì 16 gennaio e martedì 17 gennaio si svolgerà a Lecce l’evento “Seconda Borsa della Responsabilità sociale – Ri-generiamo la comunità. La Fondazione sfida il Salento” organizzato dalla Fondazione di Comunità del Salento.


  • Le notizie del giorno di CoopTG:

    Gli appuntamenti:

    • Domani alle ore 14:30 presso la Casa della cooperazione, a Torino, si terrà il seminario “Accettare il conflitto, risolverlo e trasformarlo in un processo condiviso: il caso del governo del territorio”. organizzato dall’Istituto nazionale di urbanistica con il patrocinio di Confcooperative Piemonte.

  • vino coop

    Ogni impresa vitivinicola dedica in media 100 giornate lavorative per adempiere alle pratiche burocratiche. Controlli sanitari, certificazioni e pratiche di vario genere portano allo sfinimento gli operatori del settore. 

    Il nuovo Testo unico del vino, entrato in vigore oggi, nasce proprio con l’obiettivo di ridurre la burocrazia per gli operatori del settore. Secondo Coldiretti con il nuovo provvedimento ci sarà un abbattimento del 50% dei tempi burocratici.
    Il Testo unico del vino effettua innanzitutto un’azione di razionalizzazione ricomprendendo in un’unica legge di 90 articoli tutte le disposizioni in materia di vino coopproduzione e commercializzazione del vino.
    Una delle principali novità riguarda i controlli. Sono circa 20 gli enti con i quali si devono confrontare quasi quotidianamente gli operatori vinicoli. Il Testo unico impone il coordinamento dei controlli e la condivisione delle informazioni per evitare che le aziende siano sottoposte a verifiche ripetute e ripetitive.
    Tutti i risultati dovranno confluire nel Registro unico dei controlli dove verrà riportata ogni informazione sugli operatori.
    Il principio della semplificazione viene adottato anche sul piano delle sanzioni. Viene introdotto, infatti, il cosiddetto “ravvedimento operoso” che trasforma in multe ridotte tutte le sanzioni amministrative comminate per irregolarità solo formali.

    Ma l’operazione effettuata dalle istituzioni italiane con il Testo unico non è solo di semplificazione burocratica, ma riguarda a 360 gradi tutto il comparto vinicolo. Si agisce, ad esempio, anche sul versante della tutela della tradizione dei vini italiani, con delle azioni per la salvaguardia dei vigneti eroici e storici. Sono previsti inoltre specifici interventi di ripristino, recupero e salvaguardia dei vigneti situati in aree a rischio idrogeologico o di particolare pregio paesaggistico.
    Migliorerà anche la tracciabilità: saranno introdotti, infatti, dei sistemi di informazione sull’etichetta che attraverso il Qr code aiuteranno il consumatore a capire la provenienza del vino.



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:
    • Inizierà domani alle ore 9, presso la sede di Irecoop a Faenza, un ciclo di sei seminari organizzato da Irecoop e Confcooperative Ravenna.


  • La Corte Costituzionale boccia il quesito del referendum sull’articolo 18 richiesto dalla Cgil. 

    Al termine di due ore di udienza la Consulta ha emesso il proprio verdetto ritenendo inammissibile il quesito referendario che chiedeva la re-introduzione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Tra le tante modifiche apportate al mercato del lavoro dal Jobs Act, quella più discussa è sicuramente la norma sui licenziamenti illegittimi. Per aumentare la flessibilità all’interno del singolo rapporto di lavoro, il Governo ha sostituito la reintegra in caso di licenziamento senza giusta causa con un indennizzo economico.
    La Cgil ha raccolto in questi mesi oltre 3 milioni di firme per “l’abrogazione delle disposizioni in materia di licenziamenti illegittimi“, chiedendo l’ampliamento delle tutele per i lavoratori. Nello specifico il sindacato richiedeva l’estensione della reintegra a tutte le aziende con più di 5 dipendenti e non solo alle imprese con più di 15 lavoratori.

    La Corte Costituzionale ha dato invece parere positivo sui due quesiti riguardanti l’abolizione dei voucher e la responsabilità in solido tra appaltante e appaltatore. Negli ultimi mesi c’è stato un vero e proprio boom dei voucher, strumenti che sono nati per regolamentare prestazioni di lavoro occasionali, soprattutto nel settore agricolo e per determinate categorie di lavoratori (studenti e pensionati), salvo poi diventare di fatto un meccanismo per regolare veri e propri rapporti di lavoro subordinati.
    L’estensione dei settori di applicazione a comparti come l’edilizia ed i trasporti e l’aumento del tetto salariale dei voucher percebili da 5.000 a 7.000 euro, ha portato ad un aumento incredibile delle vendite (addirittura +27.000% nel 2016 rispetto al 2008).

    L’ammissibilità del referendum sui voucher viene giudicata come un successo dalla Cgil che, nonostante il parere negativo sull’art.18, commenta in questi termini: “Siamo molto soddisfatti del risultato relativo ai referendum sui voucher e sulla responsabilità appaltante-appaltatore. Il primo in particolare – dichiara Vittorio Angiolini, avvocato che ha rappresentato la Cgil – è di estrema importanza e riguarda una vasta platea di persone. Sull’art. 18 prendiamo atto e rispettiamo la decisione della Corte Costituzionale, aspettando di conoscere le motivazioni nella sentenza, non appena sarà depositata”.



  • È attiva dal 2013 ma, fatta eccezione per gli operatori del settore, pochi la conoscono. Il Ministero dello Sviluppo economico ha elaborato una piattaforma dove è possibile controllare tutti i prezzi della benzina.

    Si chiama Osservaprezzi carburante e nasce per attuare l’articolo 51 della legge 23 luglio 2009 n. 99, recante Misure per la conoscibilità dei prezzi dei carburanti. In una prima fase l’obbligo di comunicazione riguardava solo gli impianti autostradali, dal 16 settembre 2013, invece, la norma interessa tutte le stazioni di benzina. Ciascun impianto dovrà comunicare i seguenti dati:

    • i prezzi praticati per tutte le tipologie di carburanti erogati.
    • con esclusivo riferimento ad una sola forma di vendita per ciascuna tipologia di carburante commercializzato e, se tale forma di vendita è presente presso l’impianto interessato durante l’intero orario di apertura e per la relativa tipologia di carburante, è riferito alla sola vendita effettuata mediante sistemi self service e senza avvalersi dell’operatore.

    La comunicazione dei prezzi dovrà essere effettuata con cadenza settimanale ed è obbligatoria anche per gli aumenti infrasettimanali. In caso contrario verranno applicate delle sanzioni ai danni dei responsabili degli impianti di distribuzione.
    La piattaforma permette anche di cercare il prezzo della benzina per zona e tipo di carburante. Le tante persone che viaggiano sulle autostrade italiane possono inoltre indicare il proprio percorso e consultare i prezzi delle diverse stazioni che incontreranno durante il tragitto.
    Si tratta, dunque, di un servizio molto utile perché consente ai cittadini e alle tante cooperative di trasporto di essere costantemente aggiornati sulle variazioni dei costi e sulla convenienza economica di una stazione rispetto ad un’altra. È disponibile anche l’App sia per i dispositivi Android che iOS (le valutazioni dell’App da parte degli utenti sono molto negative).
    Per comunicare i prezzi i responsabili degli impianti di distribuzione dovranno effettuare l’accreditamento sulla piattaforma e compilare l’applicativo fornito dal Mise.



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    • Cooperative – Federcasse: modificare norma su imposte differite. Le Bcc chiedono di essere equiparate alle altre banche.
    • Non profit – Adozioni in diminuzione in Italia. Cina primo paese di provenienza dei bambini adottati
    • Agroalimentare – Emergenza maltempo: distrutti 30mila ettari. Chiuso stabilimento Granarolo a Gioia del Colle, ortofrutta al collasso
    • Bandi – Un master su Economia, Management e Innovazione sociale. Il corso organizzato dall’Università Tor Vergata e Human Foundation.
    Appuntamenti:
    • Venerdì 13 gennaio, alle ore 17:00, presso la Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio, in Piazza Maggiore a Bologna, ci sarà “Le nostre radici del futuro”, l’evento per celebrare i 70 anni di Confcooperative Bologna.


  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:

    • Mercoledì 11 gennaio, alle ore 17:00 a Roma, la presentazione del libro “CON IL SUD – Visioni e storie di un’Italia che può cambiare” a cura di Andrea Di Consoli e Yari Selvetella, organizzato da Fondazione Con Il Sud.

  • mercuri fedagri

    Sarà Giorgio Mercuri, attuale presidente dell’Alleanza delle cooperative agroalimentari italiane, il nuovo coordinatore di Agrinsieme. 

    La sua nomina è arrivata stamattina nel corso della presentazione del programma di lavoro per l’anno 2017. Agrinsieme è una delle realtà più grandi dell’agroalimentare italiano, raggruppando al proprio interno Cia, Confagricoltura, Copagri e l’Alleanza delle cooperative agroalimentari italiani. Il nuovo presidente di Agrinsieme verrà direttamente dal mondo della cooperazione.
    Il foggiano Mercuri gestisce, infatti, da diversi anni la cooperativa agricola Giardinetto, impresa attiva nel campo della produzione degli ortaggi freschi (tra i quali spicca la coltivazione di asparagi) e che può contare su 150 soci produttivi, ai quali la cooperativa fornisce assistenza agronomica e logistica, mezzi tecnici, oltre ad occuparsi anche della commercializzazione dei prodotti orticoli. Nel 2007 Mercuri è stato eletto presidente di Confcooperative Foggia; dal 2013 invece è presidente di Fedagri e dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari, un universo da 5.000 cooperative, con 80.000 soci produttori e più di 35 miliardi di euro di fatturato.

    Mercuri succederà a Dino Scanavino, attuale presidente di Cia, che ha guidato Agrinsieme nell’ultimo anno e mezzo. Uno dei principali obiettivi del nuovo coordinamento sarà la lotta al caporalato. In merito verrà chiesto al Governo di rivedere tutte quelle norme che al momento penalizzano le imprese sane.
    Sarà fondamentale, inoltre, risollevare il settore agricolo dal punto di vista occupazionale “La strada per uscire dal tunnel nero di crisi profonda – dichiara Mercuri – è la specializzazione e l’innovazione. Solo così si possono abbassare i costi, ridurre gli sprechi, ad esempio dell’acqua, ottimizzare gli interventi e ridurre l’utilizzo anche di sostanze chimiche in difesa dell’ambiente”.
    In un momento così difficile per l’economia e l’agroalimentare italiano sarà fondamentale – secondo Mercuri – lavorare in maniera più stretta con i sindacati e l’industria alimentare, rendendo così la filiera agroalimentare un blocco unico in grado di valorizzare a pieno le produzioni italiane.

     



  • Nel mese di novembre aumentano le persone in cerca di lavoro e cresce in misura notevole il numero di disoccupati. 

    La nota mensile dell’Istat sugli occupati ed i disoccupati in Italia svela la vera identità del mercato del lavoro italiano. E non è un ritratto di bella fattura.
    Per mesi abbiamo invitato a guardare con cautela i dati sulla disoccupazione nel nostro Paese. La riduzione costante dei disoccupati ha avuto come motore principale gli sgravi contributivi. Ridotti gli incentivi si è spenta anche la spinta propulsiva del mercato del lavoro.
    Ma non finisce qui. I numeri positivi evidenziati nei mesi scorsi sono stati anche la diretta conseguenza dell’elevato tasso di inattività. Sempre più italiani, infatti, sono finiti nella bolla della sfiducia che li ha portati addirittura a smettere di cercare lavoro, causando in maniera indiretta la diminuzione del tasso di disoccupazione.

    L’inadeguatezza delle politiche attive è storicamente uno dei problemi più grandi del sistema Italia, una questione sottovalutata e rimasta irrisolta con il Jobs Act. Aumentare la flessibilità all’interno del singolo rapporto di lavoro senza inserire adeguati meccanismi di garanzia e di orientamento al lavoro rischia di portare a dei risultati negativi ed inattesi per l’esecutivo.
    La conferma viene proprio dagli ultimi dati. Non appena è aumentato il numero di persone in cerca di lavoro è aumentata in maniera esponenziale anche la quantità di disoccupati. Secondo l’Istat, nel mese di novembre, la stima degli inattivi è diminuita dello 0,7% (-93 mila unità) ed il tasso di inattività si attesta sul 34,8% (-0,2%).

    Il mercato del lavoro italiano dimostra al momento di non essere pronto ad accogliere la grande quantità di giovani e meno giovani in cerca di lavoro. La stima dei disoccupati risulta infatti in grande aumento (+1,9%, pari a +57 mila), dopo il calo dello 0,6% registrato nel mese precedente. Il tasso di disoccupazione è pari all’11,9%, nettamente il più alto degli ultimi dodici mesi. Per trovare un livello di disoccupazione più alto dobbiamo tornare a giugno 2015 (12,2%).
    Se analizziamo i dati su base annua le tendenze sono simili. Rispetto a novembre 2015, infatti,  aumentano i disoccupati (+5,7%, pari a +165 mila) e calano gli inattivi (-3,4%, pari a -469 mila).
    Appare evidente, dunque, che l’Italia fatichi ad intraprendere la strada della ripresa: le aziende sono ancora convalescenti per via della crisi della domanda interna e dell’elevato carico fiscale. Sarà fondamentale individuare le reali criticità del mercato del lavoro ed intervenire in maniera sistemica rifiutando la logica degli incentivi occasionali che hanno mostrato di generare effetti positivi sono nel brevissimo periodo.


  • migranti-cooperative

    È in netta crescita l’incidenza dei richiedenti asilo sul numero di migranti arrivati in Italia. Secondo l’Istat, infatti, il peso relativo dei nuovi permessi di soggiorno rilasciati per asilo e protezione umanitaria è passato dal 3,7% nel 2007 al 28,2% nel 2015. 

    Il conflitto in Siria e l’irrisolta crisi interna in Nigeria ha fatto aumentare in maniera esponenziale le migrazioni verso il nostro Paese di cittadini siriani e nigeriani che chiedono il riconoscimento dello status di rifugiato. Un fenomeno, quest’ultimo, che riguarda ovviamente non solo l’Italia tutta l’Europa.
    Secondo i dati di Eurostat, nel 2015 il numero di richiedenti asilo è arrivato a quota 1.257.030, raddoppiando la cifra dell’anno precedente. Le politiche di accoglienza dei rifugiati portate avanti dalla Merkel hanno reso la Germania il paese con il più alto numero di richieste di asilo e protezione umanitaria (441.800), con un aumento quasi del 600% rispetto al 2014. Seguono a ruota Ungheria, Svezia, Austria ed Italia.
    Mentre, però, nella maggior parte dei paesi europei i richiedenti asilo vengono soprattutto dalla Siria, in Italia è la Nigeria ad avere questo primato.

    Nel nostro Paese c’è un’altra tendenza da analizzare. Ad un aumento cospicuo delle richieste di asilo (+384% rispetto al 2014) corrisponde una contemporanea migranti-cooperativeriduzione delle richieste di permesso di soggiorno per motivazioni di lavoro.
    Come riporta l’Istat, infatti, il peso relativo delle persone che arrivano in Italia per lavoro è passato dal 23% del 2014 al 9,1% del 2015. Al 31 ottobre 2016, inoltre, è stato calcolato che sono più 150mila i nuovi ingressi in Italia, di questi solo il 7,7% arriva in territorio italiano per ragioni di lavoro. La percentuale di richiedenti asilo, invece, supera il 35%.

    È evidente, dunque, come sia sempre più forte il peso della situazione internazionale sui flussi migratori. Sappiamo benissimo come le migrazioni siano spesso legate a fatti contingenti che ne modificano la natura e le motivazioni. E i recenti flussi sono la più grande dimostrazione della velocità con la quale si evolve questo fenomeno.
    Per quanto riguarda, invece, le singole province italiane, sono Crotone e Caltanissetta quelle con la più alta incidenza di richiedenti asilo (rispettivamente 65,5% e 55,5%). C’è da segnalare, infine, che con l’aumento delle richieste di asilo e protezione internazionale cresce anche il numero di migranti per i quali l’Italia è solo una tappa intermedia del loro viaggio verso un altro paese.