Categoria: News

  • servizio civile

    Servizio Civile: con Confcooperative 1595 operatori volontari impegnati in 109 progetti

    Pubblicato il bando per il servizio civile. Con confcooperative 1595 posti disponibili per i 109 progetti presentati.

    Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, delle Regioni e Province autonome, ha pubblicato il bando per la selezione di 52.236 volontari per il Servizio Civile Nazionale. 

    Scade il 15 febbraio 2024, entro e non oltre le ore 14, il termine ultimo per presentare la propria candidatura per uno dei 1595 posti come operatori volontari del Servizio Civile Universale nei 109 progetti presentati da Confcooperative nei settori dell’assistenza, educazione e promozione culturale, agricoltura sociale, patrimonio ambientale e riqualificazione urbana, patrimonio storico artistico e culturale, protezione civile.

    Inoltre, 336 sono i posti riservati in 74 progetti ai giovani con minori opportunità (bassa scolarizzazione, difficoltà economiche e giovani con temporanea fragilità personale e sociale).

    Tutti i progetti prevedono un periodo dedicato all’attività di tutoraggio, un percorso (da 1 a 3 mesi) di ‘accompagnamento’ nel mondo del lavoro dove un tutor illustrerà i canali per accedervi e mostrerà al giovane volontario come compilare correttamente un curriculum vitae evidenziando skills, esperienze e titoli.

    Come presentare la domanda

    Gli aspiranti operatori volontari (tra i 18 anni compiuti e i 28 anni non superati) devono presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it. Grazie ad un sistema di ricerca con filtri, si può scegliere il progetto per il quale candidarsi. 

    È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto ed un’unica sede. Ai giovani selezionati, che saranno poi avviati al servizio civile, è riconosciuto un assegno mensile pari a 507,30 euro.

    Sui siti internet del Dipartimento www.politichegiovanili.gov.it e www.scelgoilserviziocivile.gov.it è disponibile la Guida per la compilazione e la presentazione della Domanda on-line con la piattaforma DOL.

    Per ulteriori informazioni è possibile consultare la pagina del sito web del Servizio civile della Confcooperative: https://www.serviziocivile.coop/News/ArtMID/578/ArticleID/3500/BANDO-VOLONTARI-2023. Infine su  https://www.serviziocivile.coop/Progetti  si possono trovare tutte le opportunità offerte dall’organizzazione.


  • natale-confcooperative

    Per il cenone di Natale gli italiani spenderanno 2,9 miliardi di euro: 400 milioni in più dello scorso anno e 200 milioni più del Natale pre Covid. L’impennata nella spesa è determinata, però, non dai maggiori consumi, ma dagli aumenti generalizzati dei prezzi.

    Salgono dell’8% le tredicesime, dai 45,7 miliardi dello scorso anno ai 50 miliardi di quest’anno grazie al miglior andamento dell’occupazione, al minor impatto della CIG, ma le retribuzioni sono erose dall’andamento inflattivo che è stato alto tutto l’anno e che secondo lo studio Censis Confcooperative è costata 100 miliardi di potere d’acquisto.

    Il trend dice che primeggiano le spese personali, si erodono i risparmi a causa dell’inflazione a due cifre e all’impennata della bolletta energetica. Continua ad allargarsi la forbice tra chi può spendere e risparmiare e chi scivola sempre più in povertà. Abbiamo 1 italiano su 3 che andrà in vacanza, in aumento rispetto allo scorso anno quando c’era 1 italiano su 4 a partire per le vacanze e l’esercito dei poveri assoluti e relativi che sfonda il muro dei 10 milioni di persone.  

    Paese segnato da egoismo, difficoltà economiche e polarizzazione delle diseguaglianze, dall’agio al disagio si acuiscono le differenze

    L’Italia della paura e dell’egoismo è segnata dalla polarizzazione delle posizioni tra chi ce la fa e chi ha problemi a sbarcare il lunario. Un solco sempre più profondo divide chi può da chi non può. È forte il clima di incertezza per i morsi dell’inflazione che mina la capacità di acquisto di 2 italiani su 4. È quanto emerge da un’indagine condotta dal Centro studi di Confcooperative.  

    La spesa a tavola

    Il cenone vedrà aumentare il numero di partecipanti. In media si passerà dai 6 agli 8 componenti che, nella maggior parte dei casi, esalteranno le eccellenze dell’agroalimentare Made in Italy. Le bollicine italiane, preferite a quelle d’oltralpe, si confermano le immancabili superstar dei cenoni con circa 60 milioni di tappi pronti a saltare da bottiglie di spumante e prosecco Made in Italy.

     Per il menù di Natale, nel piatto in pole position la tradizione: vongole e frutti di mare per i primi piatti (165 milioni di euro, sui frutti di mare pesa l’effetto granchio blu che ha decimato le coltivazioni soprattutto nell’alto Adriatico); pesce per i secondi piatti (495 milioni di euro); carne, salumi e uova (510 milioni di euro); vini, spumanti e prosecchi (430 milioni di euro); frutta, verdura e ortaggi (385 milioni di euro). Pasta, pane, farina e olio (320 milioni di euro). Non mancherà il tagliere dei formaggi freschi e stagionati italiani (155 milioni). Chiuderà il paniere il ricco carrello dei dolci composto da panettone e pandoro in primis, oltre alle tantissime specialità dolciarie regionali (400 milioni di euro). 

    Per Natale in viaggio più di 1 italiano su 3.

    Per Natale saranno in 19.000.000 a fare i bagagli. Tra le destinazioni vincono montagna e agriturismo, seguono le città d’arte e le destinazioni termali. I più facoltosi viaggeranno verso mete esotiche.


  • Imprese, Bitonci (Mimit): Nel 2024 la riforma del sistema di vigilanza

    Cooperative promotrici di sviluppo. Nel 2024 verrà attuata un’importante riforma del sistema di vigilanza.

    «La cooperazione è promotrice dello sviluppo nazionale con il suo impatto sul Pil che è pari all’8%. Il ruolo dei revisori non è solo ispettivo ma deve essere anche di accompagnamento. Attueremo nel 2024 un’importante riforma del sistema di vigilanza, le cooperative sane di Confcooperative e dell’Alleanza, non possono essere tacciate di mala gestione, combatteremo lavoro nero e false cooperative».

    Lo dice Massimo Bitonci sottosegretario al Mimit intervenendo alla cerimonia di assegnazione dei tesserini di abilitazione all’albo dei nuovi revisori di Confcooperative. Alla cerimonia è intervenuto Giulio Mario Donato Direttore Generale per la vigilanza sugli enti cooperativi e sulle società.

    Lotta senza quartiere alle false imprese

    «Abbiamo eseguito il 99,96% delle revisioni previste. Ce ne sono mancate 6 su 17.000. Ispezioniamo – dice Maurizio Gardini presidente di Confcooperative – la totalità delle nostre cooperative portandole a sanare le eventuali irregolarità o denunciandole al Mimit laddove le irregolarità sussistano. Siamo disponibili – aggiunge Gardini – a offrire le nostre competenze, la nostra forza e la nostra capacità per fare vigilanza alle cooperative non aderenti».

    «Assolviamo pienamente alla funzione di controllo Che i padri costituenti ci hanno assegnato nell’art.45 della costituzione. Ma non basta. Occorre – conclude Gardini – una lotta senza quartiere contro le false imprese di qualsiasi natura giuridica esse siano, senza riserve intoccabili: false Spa e scatole cinesi, false Srl semplificate, false cooperative, false imprese semplici e artigiane. colpendo le false imprese e altrettanto duramente anche chi utilizza consapevolmente le imprese criminali per lucrare nelle proprie aziende e trarre illegalmente un vantaggio competitivo».


  • Marche, Confcooperative in campo per ricostruzione post-sisma

    ‘Dalle norme all’attuazione: progetti per la ricostruzione e la crescita sociale’. Confronto per fare il punto sul sisma del 2016

    ‘Dalle norme all’attuazione: progetti per la ricostruzione e la crescita sociale’ è il titolo del convegno che si è tenuto lunedì 27 novembre, nella Sala della Regione a Palazzo dei Capitani ad Ascoli Piceno.

    Un momento di confronto tra cooperative aderenti, consorzi e soci con il mondo istituzionale, ecclesiastico, accademico e imprenditoriale, organizzato da Confcooperative Lavoro e Servizi, Confcooperative Marche con il patrocinio del comune di Ascoli Piceno.

    L’incontro è stata l’occasione per fare il punto su quanto è stato fatto e quanto resta ancora da fare dai tragici eventi del 2016.

    Dopo i saluti del Sindaco di Ascoli Piceno Fioravanti, dell’Arcivescovo Mons. Palmieri e del Presidente CCIAA Marche, il tema è stato affrontato dal Presidente Confcooperative Lavoro e Servizi Massimo Stronati insieme al Sen. Guido Castelli – Commissario Straordinario alla Ricostruzione e da numerose altre personalità del mondo economico e politico.

    Collaborazione e coinvolgimento dei territori: formula per la ricostruzione

    «Come cooperazione siamo pronti a facilitare reti di impresa sul territorio mettendo a disposizione il know how e le competenze provenienti dalle esperienze imprenditoriali del paese. Per la ricostruzione crediamo in una formula di collaborazione integrata e completa che passi attraverso il coinvolgimento dei territori, delle comunità per fare bene e creare lavoro buono». È questo il messaggio che il presidente Confcooperative Lavoro e Servizi Massimo Stronati ha lanciato nel corso dei lavori.

    «Oggi il tema del salario minimo e del lavoro sono al centro del dibattito politico – ha proseguito il presidente Stronati – e la prima risposta può essere rappresentata dal nuovo codice dei contratti pubblici che con l’articolo 11 lega il CCNL all’oggetto dell’appalto. Si crea così lavoro qualificato, salari adeguati e acquisti/servizi efficienti».

    Il Commissario alla Ricostruzione del Cratere, Guido Castelli ha ricordato come: «la fase iniziale del commissariamento sia partita in modo lento ma che molto si è lavorato per sburocratizzare le procedure per far partire i lavori – e ha sottolineato – come in questo momento sia necessario mettere in campo imprese qualificate e che rispondano ai bandi di gara che purtroppo stanno andando deserte. Contesto, quello della ricostruzione, in cui – ha detto Castelli – occorre puntare sulla transizione ambientale e tenere conto della crisi climatica».

    Molto interessante la proposta del presidente della Camera di Commercio delle Marche e vice presidente Unioncamere nazionale Gino Sabatini «di far interagire nel caso della ricostruzione imprese e committenza in una piattaforma digitale».

    Emozionante il contributo del Monsignor Palmieri, Arcivescovo di Ascoli che, parlando della cooperazione, ha citato l’episodio degli amici che aiutano il paralitico di Cafarnao, dal Vangelo. 


  • Cestino con pere.

    L’allarme dell’Alleanza delle Cooperative: produzione di pere crollata del 75%

    Il mercato delle pere italiane è in grave crisi. Lo denunciano l’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Italiane e Nomisma nel corso di un evento organizzato al Masaf.

    Il mercato delle pere italiane è in grave crisi. Lo denunciano l’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Italiane e Nomisma nel corso di un evento organizzato al Masaf che ha visto la partecipazione del sottosegretario Patrizio La Pietra.

    Secondo le stime dell’organizzazione di rappresentanza delle cooperative agricole italiane, negli ultimi cinque anni c’è stato un crollo del 75% della produzione di pere e un contestuale calo delle superfici (-35% negli ultimi dodici anni). Le cause della crisi del settore sono da ricercare negli eventi atmosferici che hanno danneggiato le produzioni e costretto diversi agricoltori ad abbondonare i terreni.

    Crisi mercato delle pere: le regioni colpite

    Sono soprattutto le regioni del nord, principale bacino produttivo del pero in Italia, quelle che hanno patito maggiormente la crisi produttiva. Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia, che detengono il 74% delle superfici hanno registrato tutte un netto calo di ettari coltivati, con la sola eccezione del Piemonte.

    L’impatto delle calamità naturali e dei parassiti

    “Le rese produttive – spiega Ersilia Di Tullio di Nomisma – sono passate da una media di 20,6 tonnellate per ettaro del 2022 alle 7,5 di quest’anno”. Situazione negativa anche in Europa dove il calo produttivo è del 12,2% dal 2020 al 2022, a fronte di una crescita esponenziale di paesi extra-Ue, come l’Argentina (+13,8% negli ultimi due anni)”.

    Non ci sono solo le alluvioni, le gelate tardive e in generale gli agenti atmosferici tra i responsabili della crisi produttiva del mercato delle pere. Davide Vernocchi, Coordinatore Ortofrutta di Alleanza cooperative, individua anche un’altra problematica che ha condizionato la resa produttiva.

    “Se negli anni addietro i nostri problemi erano il mercato e l’apertura di nuovi sbocchi commerciali, quest’anno purtroppo non siamo proprio riusciti a produrre“, spiega Vernocchi “Troppo numerose le calamità che hanno causato questo drastico calo produttivo, connesse al cambiamento climatico e all’impatto di insetti e parassiti: nel 2019 la cimice asiatica, nel 2021 le gelate tardive, nel 2022 la siccità, per finire nel 2023 con nuove gelate e i danni dell’alluvione“.



  • “Un grande giorno per gli agricoltori e per tutti i cittadini europei. Il voto in plenaria del Parlamento Ue ha rigettato una proposta irrazionale e ideologica, che pur muovendo da obiettivi di sostenibilità ambientale pienamente condivisibili, era stata scritta senza un’adeguata valutazione di impatto. Se fosse stata approvata nella sua formulazione originaria, con gli obiettivi fissati di riduzione dei fitofarmaci per le varie colture, la riforma avrebbe comportato tra le altre cose un aumento delle importazioni di prodotti alimentari di paesi extra Ue, che non vengono sottoposti ai controlli rigidi già oggi obbligatori in Europa. Un vero e proprio salto nel buio che avrebbe messo a rischio intere produzioni strategiche del nostro made in Italy agroalimentare, con un conseguente impatto occupazionale ed economico devastante per il nostro paese”.

    Così il Presidente di Confcooperative Fedagripesca Carlo Piccinini commenta il voto odierno del Parlamento europeo che ha respinto in votazione plenaria a Strasburgo la proposta di riforma dei fitofarmaci presentata dalla Commissione.

    Con la bocciatura da parte dell’europarlamento, si attende ora il pronunciamento del Consiglio.

    “Presto sarà possibile pertanto – prosegue Piccinini – riaprire un confronto sulla questione con la nuova Commissione e il nuovo Parlamento che usciranno dalle prossime elezioni. Il nostro auspicio è che si possa riformulare una proposta che non sia influenzata dall’ideologia e dal populismo”.

    “Gli agricoltori non possono continuare ad essere considerati nemici dell’ambiente”, ha concluso il presidente di Confcooperative Fedagripesca. “È infatti sotto gli occhi di tutti il grande impegno profuso negli ultimi anni dalle aziende agricole e dalle imprese agroalimentari, che hanno fatto grandi sforzi per ridurre il loro impatto sull’ambiente, sia nelle fasi di coltivazione che in quelle di trasformazione industriale”.

    Il Presidente di Confcooperative Fedagripesca commenta anche il risultato del voto in plenaria sulla normativa imballaggi esprimendo “apprezzamento per le modifiche introdotte dal Parlamento Ue, senz’altro migliorative del testo proposto dalla Commissione, ben sapendo che la parola definitiva ci sarà solo dopo il passaggio al Consiglio UE”.

    Tra gli emendamenti approvati, da segnalare quello che elimina il divieto di utilizzo di confezioni monouso per l’ortofrutta al di sotto di un chilo e mezzo”.


  • Donne, Manca vicepresidente Confcooperative: «Rafforzare la rete dei centri antiviolenza, siano inseriti tra i Lea»

    «Rafforzare la rete dei centri antiviolenza, siano inseriti tra i Lea», Anna Manca, in occasione della giornata di contrasto alla violenza contro le donne.

    «Riconoscere tra i Lea (Livelli essenziali di assistenza) i servizi di accoglienza, protezione e tutela garantiti dai centri antiviolenza così che ogni donna vittima di abusi possa trovare risposte concrete e immediate in ogni parte d’Italia».

    È la richiesta che Anna Manca, vicepresidente di Confcooperative e presidente della Commissione dirigenti cooperatrici, lancia in occasione della giornata di contrasto alla violenza contro le donne.

    «La convenzione di Istanbul prevede 1 centro antiviolenza ogni 10.000 abitanti. Con una popolazione di 60 milioni, nel nostro Paese dovrebbero esserne attivi almeno 6.000. Tra centri violenza e case rifugio sono circa 1000».

    «Lo sdegno e il dolore persistono e siamo stanche di parole, siamo stanche di banalizzazione e di discorsi, molti fuori luogo, inutili passerelle per il 25 novembre. Sappiamo che serve un lavoro profondo e costante. Per questo continuiamo con determinazione la campagna #Fattisentirecontrolaviolenza lanciata da oltre due anni estendendo sempre più la rete delle collaborazioni con tutti i soggetti, le associazioni impegnate in azioni di contrasto o di promozione della cultura del rispetto e della non violenza. Ma soprattutto cerchiamo di far conoscere e valorizzare l’azione e le professionalità delle nostre cooperative impegnate in prima linea su tutto il territorio nazionale in servizi di accoglienza tutela e protezione, nonché di inclusione lavorativa delle donne vittime».

    «Ora però tocca agli uomini, tocca a loro assumersi la responsabilità dei loro comportamenti individuali e condannare sempre pubblicamente le situazioni in cui le donne non vengono rispettate. Solo così – aggiunge Maurizio Gardini presidente di Confcooperative – si potrà essere protagonisti del vero cambiamento culturale e aiutare le nuove generazioni a costruire relazioni sane».


  • I finalisti del premio BITAC 2023

    Il vincitore del premio Bitac 2023 è Stream scarl con il progetto “Casematte/32 aprile” a Taranto

    L’edizione 2023 della Bitac – Borsa italiana del turismo cooperativo e associativo si è conclusa a Ravenna, lasciando un’impronta significativa nel settore del turismo sostenibile. Con un focus su comunità, sviluppo sostenibile, e nuovi modelli di gestione, la BITAC ha evidenziato l’importanza delle aree interne e dei borghi, promuovendo l’occupazione e l’innovazione.

    Quest’anno, la Bitac ha ospitato numerose cooperative, offrendo formazione su temi specifici e facilitando tavoli di progettazione incentrati su argomenti come il turismo scolastico, enoturismo, ospitalità, turismo delle radici e accessibilità. Questi incontri hanno stimolato dialoghi costruttivi e idee innovative, dimostrando l’impegno della cooperazione nel rinnovamento del turismo.

    Il culmine dell’evento è stato il Premio BITAC 2023, che ha messo in luce progetti di elevata qualità da tutta Italia. Tra i finalisti:

    –B Life società cooperativa sociale onlus con “Corte Lusenzo – Inclusive Hotel” a Chioggia, un progetto che combina riqualificazione urbana e inserimento lavorativo di giovani.
    –Handicrea Handicap Ricerche e Attività scarl con “Trentino da esplorare per tutti”, rendendo il Trentino accessibile a tutti e omaggiando Graziella, anima del progetto.
    –Incastello società cooperativa di comunità con “Vivi da vicino” in Abruzzo, che valorizza l’animazione e il coinvolgimento comunitario nei borghi più belli d’Italia.
    –SimulArte Società Cooperativa con “Music System Italy” da Udine, che fonde formazione musicale e scoperta turistica.
    –Il vincitore del premio Bitac 2023 è Stream scarl con il progetto “Casematte/32 aprile” a Taranto, che si distingue per la valorizzazione delle persone, delle comunità e dei giovani, rendendo tutti protagonisti.

    Questo evento ha dimostrato ancora una volta come la cooperazione sia un attore sempre più influente nel settore del turismo, portando idee nuove e progetti rivoluzionari. Un ringraziamento va a tutti i partecipanti che hanno reso questa edizione della BITAC vivace, dinamica e ricca di ispirazione.


  • Premio BITAC 2023

    Prenderà il via il 23 novembre a Ravenna l’edizione 2023 della BITAC, Borsa Italiana del Turismo Cooperativo e Associativo.

    Prenderà il via il 23 novembre a Ravenna l’edizione 2023 della BITAC, Borsa Italiana del Turismo Cooperativo e Associativo, la manifestazione è promossa dalle articolazioni settoriali dedicate al turismo delle tre principali centrali cooperative italiane riunite nell’Alleanza delle Cooperative Italiane Turismo.

    Il Premio BITAC è stato ideato per far conoscere i tanti progetti di turismo che ogni anno le imprese cooperative realizzano, portandoci così alla scoperta di luoghi meno noti del nostro Paese, di differenti modalità di fruizione di mete già visitate, di proposte che valorizzano tradizioni antiche e nuove tendenze, sempre in un’ottica di turismo sostenibile e responsabile. Il Premio BITAC vuole dare testimonianza di questa ricchezza di idee e della capacità di tradurle in progetti concreti.

    Programma dell’evento

    La manifestazione si svolgerà in due luoghi simbolo di cultura e turismo per la città di Ravenna: la residenza nobiliare Palazzo Rasponi dalle Teste, dove si terranno i convegni del 23 novembre aperti al pubblico e i tavoli di co-progettazione del 24 novembre (dedicati agli iscritti), e il Mercato Coperto, dove si svolgerà la cerimonia di proclamazione del Premio Bitac 2023. 

    Il programma della giornata del 23 novembre, aperta al pubblico, si apre alle 10.30 a Palazzo Rasponi (piazza Kennedy, 12) e prevede una serie di convegni: ore 10.45 “Il PNRR per lo sviluppo turistico: nuovi sistemi di relazione tra pubblico e privato per la valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico”; ore 12.30 “Terra, Storia, Cultura, Identità, Autenticità e organizzazione del viaggio Enoturistico”; ore 14.30 “Intelligenza artificiale e turismo: nuove opportunità nella gestione dell’offerta turistica” e contemporaneamente “Piattaforme integrate multicanale di visitor journey, dalla vendita alla promozione”; ore 15.30 “Progettare prodotti, servizi e itinerari turistici accessibili, multiculturali interreligiosi” e contemporaneamente “Le PMI turistiche adottano tattiche di sostenibilità. Il progetto COSME First Mille crea una rete europea”; ore 16.30 “Turismo scolastico e città d’arte” e contemporaneamente “Manuale breve di gestione di una struttura ricettiva: valore, opportunità e difficoltà per le cooperative”. Alle 18 ci si sposterà poi al Mercato Coperto in piazza Andrea Costa per il Premio BITAC 2023. 

    Il 24 novembre sono invece previsti i tavoli tematici di co-progettazione, luogo i cui ci si confronta e nascono opportunità di collaborazione e business tra cooperative


  • Lavoro, Focus Censis-Confcooperative su mismatch, demografia e grandi dimissioni

    Nuovo Focus Censis-Confcooperative: Lavoro, il mercato contorto: l’Italia alle prese con mismatch, demografia e grandi dimissioni”.

    È stato pubblicato il Focus Censis-Confcooperative intitolato: “Lavoro, il mercato contorto: l’Italia alle prese con mismatch, demografia e grandi dimissioni”.

    Il dato più evidente emerso dal focus è quanto sia ancora difficile far coincidere offerta e domanda di lavoro. Un focus di grande ampiezza che stima le ricadute economiche della mancanza di lavoratori e anche fenomeni nuovi come le dimissioni volontarie.

    Il Presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ha dichiarato: «Il lavoro c’è, ma continuano a mancare i lavoratori. Il mismatch frena le imprese e presenta un conto salato per il Paese, un costo stimato che equivale a 28 miliardi di euro, l’1,5% del Pil. Servizi, industrie, costruzioni, trasporti ed energia sono i settori più colpiti. Anche le nostre 17.000 cooperative– ha continuato il Presidente- che occupano circa 540.000 persone, potrebbero assumerne almeno altre 30.000, ma non trovano personale qualificato, soprattutto nel welfare, nei servizi alla persona, nell’agroalimentare e nel turismo.»

    Preoccupa l’invecchiamento dei lavoratori

    Tra il 2012 e il 2022 gli occupati anziani sono aumentati di quasi 3 milioni, passando dai 6,3 milioni del 2012 ai 9 milioni del 2022. L’incremento è stato del 42,4%, tanto che oggi 1 lavoratore su 4 ha più di 50 anni. Sempre nel 2022, risultavano ancora occupati 687 mila individui con un’età uguale o superiore ai 65 anni. Considerando gli over 65 fra il 2012 e il 2022 la componente più anziana è, di fatto, cresciuta del 72,2%.

    Mentre, fra il 2012 e il 2022, i 15-34enni occupati si riducono, in termini assoluti, di 361 mila unità; in termini relativi la variazione negativa è di 6,5%. La quota dei giovani fra gli occupati passa dal 25,1% del 2012 al 22,6%.

    Un nuovo fenomeno: Le dimissioni volontarie

    A spaventare è anche il fenomeno dell’abbandono volontario del posto di lavoro. Secondo il Presidente Gardini sarebbe più opportuno parlare di “mobilità interna” del mercato del lavoro.

    «Nel 2022- ha evidenziato Gardini– il numero di lavoratori dipendenti che si sono dimessi è stato di 1.047.000. Di questi circa 700.000 si sono ricollocati nel giro di tre mesi.»

    Un trend decisamente in rialzo rispetto all’era pre-Covid, quando nel 2019 le dimissioni volontarie interessavano poco più di 810.000 lavoratori, ma entro tre mesi se ne ricollocava il 63,2%, quasi -4% rispetto al 2022. Il tasso di ricollocazione tende a crescere, in linea tenendo il passo dell’aumento dell’occupazione che si è registrata negli ultimi due anni.

    «In passato- ha sottolineato il Presidente Gardini– ci si dimetteva per guadagnare di più, oggi per svolgere un lavoro più qualificante per le proprie capacità e le proprie competenze.»

    Nel 2012 gli insoddisfatti del proprio lavoro rispetto alle competenze possedute era il 13,1%. Dieci anni più tardi la percentuale ha raggiunto il 36,1%.


  • Lo scioglimento delle cooperative inattive: un passo importante per la trasparenza e la lotta alla falsa cooperazione

    Confcooperative Calabria plaude all’iniziativa del MIMIT in merito allo scioglimento di 4.250 cooperative inattive.

    Nel comunicato stampa rilasciato di recente dal MIMIT e nelle dichiarazioni del Presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini, si è appreso con favore il provvedimento di scioglimento di 4.250 cooperative inattive. Questa misura è stata accolta positivamente anche da Confcooperative Calabria, che la considera fondamentale per promuovere la trasparenza e contrastare la falsa cooperazione.

    Il presidente di Confcooperative Calabria, Camillo Nola, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa per il sistema cooperativo italiano:

    “Questa misura, fortemente attesa dal sistema cooperativo, rappresenta un segnale chiaro e concreto di volontà di purificare il panorama cooperativo italiano. Da anni, Confcooperative Calabria ha chiesto maggiore vigilanza sulle false cooperative nella nostra regione, partecipando attivamente ai tavoli di lavoro degli Ispettorati Territoriali del Lavoro (ITL). È fondamentale che venga garantita trasparenza soprattutto per quelle cooperative che operano con il settore pubblico, spesso sottoposte a critiche generiche o ingenerose.  La lotta alla cattiva impresa, come ha ricordato anche il presidente Gardini, è essenziale per garantire lavoro di qualità e una sana economia. Con questo primo provvedimento, si fa un passo avanti significativo in questa direzione, anche nella nostra regione.”

    Confcooperative Calabria ribadisce la necessità di continuare su questa strada, con l’obiettivo di garantire sempre maggiore trasparenza e salvaguardia in un settore così rilevante e radicato nel tessuto socio-economico del Paese.

    La cooperazione, quando correttamente gestita, può contribuire in modo significativo al benessere e alla crescita delle comunità locali, pertanto è fondamentale contrastare le pratiche che ne alterano il principio fondante. La lotta alla falsa cooperazione e lo scioglimento delle cooperative inattive rappresentano un passo importante per ristabilire fiducia e credibilità nel settore cooperativo italiano.


  • latte prezzo

    Granlatte Granarolo e xFarm Technologies: una nuova piattaforma per una filiera del latte più avanzata e sostenibile

    Il Gruppo Granlatte Granarolo, in collaborazione con xFarm Technologies, ha annunciato un progetto rivoluzionario che mira a digitalizzare e ottimizzare la filiera del latte in Italia.

    Il Gruppo Granlatte Granarolo, in collaborazione con xFarm Technologies, ha annunciato un progetto rivoluzionario che mira a digitalizzare e ottimizzare la filiera del latte in Italia. Questa iniziativa coinvolge circa 600 produttori di latte distribuiti in dodici regioni italiane e si estenderà per un periodo di cinque anni.

    Digitalizzazione e Sostenibilità al centro

    La crescente necessità di monitorare e ridurre l’impronta ambientale, insieme al desiderio di migliorare il benessere animale e di valorizzare questi sforzi agli occhi del consumatore finale, ha spinto Granlatte Granarolo a intraprendere il percorso della digitalizzazione. xFarm Technologies, con il suo know-how, ha sviluppato una piattaforma personalizzata per la filiera di Granlatte Granarolo. Realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia, questa piattaforma integra dati e metriche di tutta la filiera, facilitando l’archiviazione e l’elaborazione delle reportistiche.

    Benefici tangibili per gli allevatori

    Grazie al sistema implementato da Granlatte e xFarm Technologies gli allevatori potranno avere una visione chiara e dettagliata delle loro attività, dalla gestione dei quaderni di campagna alle quantità di latte prodotto e alla sua qualità. Questo non solo semplifica la gestione dei dati, ma rende anche le attività di audit interno più efficienti. Gli allevatori potranno inoltre contare sul supporto costante dei consulenti di Granlatte Granarolo e sulla piattaforma sviluppata in collaborazione con xFarm Technologies.

    Verso un futuro sostenibile

    L’Università degli Studi di Brescia, partner di ricerca del progetto, avrà il compito di analizzare i dati raccolti e sviluppare nuovi algoritmi. L’obiettivo è identificare ulteriori indicatori (KPI) che possano guidare il miglioramento della sostenibilità ambientale e del benessere animale lungo la filiera, in un processo ispirato al miglioramento continuo.

    L’annuncio di questa collaborazione tra Granlatte Granarolo e xFarm Technologies segna un passo avanti significativo nella modernizzazione e sostenibilità della filiera del latte in Italia. Con l’adozione di tecnologie avanzate e l’attenzione alla sostenibilità, il futuro del settore lattiero-caseario italiano appare più luminoso e promettente che mai.