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  • Si è conclusa ieri a Napoli la sesta edizione della Social Cooperatives International School, l’evento di Confcooperative Federsolidarietà che ogni anno richiama persone da tutto il mondo a confronto su cooperazione sociale, inclusione e innovazione. La Sostenibilità è stato il tema cardine su cui si sono potute confrontare esperienze di rilievo e anche innovative.

    “Lo spirito è quello del cooperare, una scuola del cooperare a tutti gli effetti, è la costruzione di Network intorno a progetti imprenditoriali, che però vuole tenere a cuore non solo i temi della sostenibilità, ma anche dell’integrazione e dell’inclusione sociale. Tutto si è potuto sviluppare in un contesto che è quello di Napoli, potendo visitare anche alcune delle bellezze della città gestite da alcune delle nostre cooperative, e soprattutto la possibilità di avere un confronto su alcuni casi studio proposti da esperienze di eccellenze della cooperazione sociale italiana“. Ha dichiarato Stefano Granata, Presidente di Confcooperative Federsolidarietà.

    “Una sesta edizione celebrata con successo– ha continuato il Presidente di Confcooperative Federsolidarietà– e possiamo dire alla fine di questi quattro giorni che sicuramente ci sarà un rilancio e il tentativo di ampliare, in quanto le domande sono state tante e da tanti paesi. Il Network si sta evidentemente ampliando e quindi nasce la normale ambizione di poterlo espandere e di rispondere alle domande di tutti”.

    “È stata un’esperienza molto intensa-ha concluso Stefano Granata– tra i partecipanti e anche tra colori che sono intervenuti, diversi relatori importanti, tanti imprenditori provenienti da tutto il mondo, una sessantina di partecipanti, che ha visto protagonisti anche i cooperatori italiani. È nata la volontà che anche piccoli semi dati dalla scuola possono dare grandi frutti“.



  • Gardini «Cooperative di comunità sono scatto in avanti, ma serve legge ad hoc»

    Oltre 250 cooperative, più di 6.500 soci, 335.000 tra utenti e beneficiari garantite da circa 1000 persone occupate, in prevalenza donne. È questo l’identikit di un fenomeno che sta ridando speranza e un futuro ai territori delle aree interne: le cooperative di comunità. Imprese promosse da chi vive nei territori che rischiano lo spopolamento con l’obiettivo di creare opportunità di sviluppo per contrastarne il declino economico, sociale e demografico.

    Se ne è parlato a Roma al Palazzo della Cooperazione nel corso del workshop promosso da Confcooperative Dall’economia dell’io all’economia del noi: le cooperative di comunità alla presenza del  sottosegretario al ministero delle Imprese del Made in Italy, Massimo Bitonci.

    «Con le cooperative di comunità – ha sottolineato Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – la cooperazione fa un ulteriore salto evolutivo, dal mutualismo degli albori, tra gli anni 80 e-90 del secolo scorso siamo approdati al solidarismo e oggi arriviamo al comunitarismo. La cooperazione si adegua ai tempi e amplia il suo orizzonte aggiungendo un altro tassello alla cura della fragilità, da quella delle persone con la cooperazione sociale e sanitaria, a quella dei territori di cui con le cooperative di comunità si fa carico oggi dello sviluppo di intere comunità e territori a rischio abbandono».

    Un esempio di sussidiarietà, in pieno spirito cooperativo che per crescere ha bisogno di norme che ne favoriscano lo sviluppo. «Al legislatore – ha aggiunto Gardini – chiediamo un quadro normativo certo con regole che sappiamo sostenere la nascita e la crescita di queste nuove esperienze cooperative, uno dei pochi argini al rischio dell’abbandono di territori».

    «Stiamo lavorando su una legge quadro per riprendere un percorso che si era interrotto purtroppo con la scorsa legislatura, per una diversità di visioni dello scorso governo e quello del sistema della cooperazione. Le cooperative di comunità sono una pedina fondamentale per valorizzare tutte le potenzialità di un territorio dalle eccellenze agroalimentari, alla cultura al turismo. Contiamo entro un anno di arrivare all’approvazione della legge». Lo dice Massimo Bitonci, sottosegretario al Mimit, intervenendo al workshop.

    «La fragilità dei territori dipende da tante cose. La stessa connessione internet dove in molti territori non arriva determina l’arretratezza di un territorio. Occorre rovesciare, schemi e modelli. Va rivista la piramide. Ripartire dalle periferie per arrivare al centro, non sempre partendo dal centro si arriva alle periferie». Lo dice monsignor Felice Accrocca, Arcivescovo di Benevento – coordinatore aree interne Conferenza Episcopale Italiana. 

    «La comunità è la protagonista dei modelli di crescita e di sviluppo. I modelli non vanno calati dall’alto devono partire dalle comunità che va rimessa al centro e resa capace di crescere. La chiesa, il governo, ognuno deve fare la sua parte. Noi – ha detto don Mario Pagniello direttore Caritas Italiana – faremo la nostra parte insieme a Confcooperative».


  • Granchio blu, Alleanza Cooperative: “Apprezziamo l’azione del Governo per contenere il fenomeno e sostenere le imprese”

    Alleanza delle Cooperative apprezza gli interventi governativi per contenere il fenomeno dei granchi blu e sostenere le imprese danneggiate.

    “Apprezziamo l’azione del Governo per contenere il fenomeno dei granchi blu e sostenere le imprese danneggiate. Gli strumenti messi in campo dal ministro Lollobrigida accolgono molte delle richieste della cooperazione e sono un segno tangibile di vicinanza al settore. Per questo la manifestazione di protesta in programma domani a Ferrara è stata sospesa anche se resta lo stato di agitazione”. Così Paolo Tiozzo copresidente dell’Alleanza delle Cooperative pesca e acquacoltura al termine del tavolo convocato presso il Masaf sull’emergenza granchio blu alla presenza del ministro Lollobrigida e del presidente della Commissione agricoltura del Senato De Carlo che sta seguendo i lavori di conversione in legge del decreto asset con i primi stanziamenti per il granchio.

    Gli interventi governativi, spiega la cooperazione, puntano ad un sostegno concreto per i danni subiti e al via libera all’attività di pesca in aree attualmente non battute per valutare lo stato delle risorse e contenere l’espansione del granchio.

    “Bene l’impegno per rendere accessibili alle imprese i primi 2,9 milioni di euro stanziati ad agosto e lo stanziamento di ulteriore 10 milioni di euro, nuove risorse desinate per risarcire i costi del seme delle vongole che è stato mangiato dai granchi. Positive anche le aperture sulla pesca a strascico nelle tre miglia, ma resta da valutare con attenzione l’applicazione alla pesca degli strumenti previsti dal decreto legislativo 102/2004, ora appannaggio solo dell’agricoltura, che dovrebbero trasformare i pescatori, come detto dal ministro, in agricoltori del mare. Uno strumento questo che in agricoltura viene usato per la gestione, tra le altre cose, degli oneri sociali”, prosegue l’Alleanza.

    C’è attesa anche per l’incontro con l’ABI voluto per capire come affrontare la questioni dei mutui e delle rate. “Fornire un aiuto in questo momento consente alle nostre cooperative e ai nostri consorzi di non chiudere le attività. Subito dopo dobbiamo capire come tornare a produrre nelle aree maggiormente colpite che vanno prima bonificata e poi rese nuovamente operative immettendo nuovo seme”, conclude l’Alleanza.



  • Luca Rigotti, Coordinatore vino, “Standard di sostenibilità e tracciabilità tra i prossimi obiettivi”

    “Dobbiamo lavorare per fare in modo che non si ripeta un caso Irlanda che ha messo in discussione i principi del mercato unico e dell’Organizzazione Comune di mercato, quest’ultima nata proprio per garantire un’applicazione condivisa dei principi e delle regole europee in tutti gli Stati membri. L’approccio ideologico e mistificatorio degli health warnings in etichetta scarica la responsabilità sui consumatori e non risolve il problema, mentre noi dobbiamo invece lavorare per definire una politica di prevenzione condivisa, basata sul consumo moderato, campagne di educazione e di adeguata e corretta informazione a favore dei consumatori, facendo le dovute distinzioni in relazione alle modalità di consumo ed alle quantità, ribadendo che c’è differenza tra abuso e consumo responsabile”.

    Lo ha dichiarato Luca Rigotti, Coordinatore del settore vitivinicolo dell’Alleanza delle Cooperative, a margine degli organi dell’Alleanza in corso a Roma per fare il punto sulle principali questioni del comparto.

    In relazione al tema sostenibilità, Luca Rigotti ha sostenuto la necessità di andare avanti sul fronte dello standard unico di sostenibilità, atteso da tempo dalla filiera vitivinicola ma rimasto incompiuto per quanto riguarda le regole di armonizzazione degli schemi volontari esistenti e la predisposizione di un marchio: “Abbiamo bisogno di un marchio distintivo dello standard unico di sostenibilità per poter distinguere il vino italiano sui mercati internazionali – ha detto Luca Rigotti – il marchio dovrà comunicare ai consumatori che il vino italiano, oltre alla qualità, rispetta più rigorosi standard ambientali e sociali.

    Sempre sul fronte estero, Rigotti chiede un passo avanti rispetto al sistema alternativo di tracciabilità dei vini Doc e Igt, “in grado di assicurare un più puntuale monitoraggio e riscontro tra la base produttiva ed i volumi posti in commercio, in particolare sui mercati esteri”.

    Sono tanti, a parere del Presidente Rigotti, gli spazi di lavoro ed i dossier aperti sia a livello europeo che nazionale ma occorre garantire un confronto costante e costruttivo. “Dobbiamo lavorare insieme ed essere capaci, con un approccio scientifico e non ideologico, di tracciare un percorso di futuro del settore, moderno e sempre più sostenibile, nella consapevolezza che molto è stato fatto anche in termini di tutela e di mantenimento dei territori viticoli”.



  • Si è svolto il 4 ottobre 2023 al Ministero dell’Agricoltura un incontro tra una delegazione di cooperative biologiche e il sottosegretario Masaf Luigi D’Eramo

    Alla vigilia del via libera definitiva al Piano d’azione nazionale per la produzione biologica previsto per dare attuazione alla legge nazionale sul bio (L.23 del 2022), l’Alleanza delle Cooperative Agroalimentare ha incontrato il sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo per fare il punto sulle azioni e sugli strumenti che sono stati inclusi nel piano, ribadendo la necessità “che sia data la priorità a misure che contribuiscano ad aumentare la domanda di prodotti biologici e che rafforzino le filiere”.

    “Abbiamo ribadito – ha dichiarato il Coordinatore del settore Biologico Francesco Torriani – come abbiamo già fatto nei diversi tavoli di confronto avuti al ministero, la nostra valutazione positiva sul documento, che è stato ben concepito e dettagliato, sottolineando tuttavia l’importanza di individuare delle priorità stabilendo un ordine con diversi tempi di attuazione per le varie attività previste”.

    Nel corso dell’incontro, nel quale il presidente Torriani è stato accompagnato da una delegazione di imprese cooperative biologiche operanti in diverse filiere produttive, dal vino alla pasta all’ortofrutta, è stata anche evidenziata l’importanza che si lavori affinché le aziende che usufruiscono dei contributi comunitari a superficie, che sono finalizzati com’è noto a raggiungere l’obiettivo del 25% di superficie biologica entro il 2027 fissato dalla nuova Pac, non escano dal sistema di certificazione del biologico una volta finiti i 5 anni previsti per la conversione.

    Per scongiurare questo rischio, occorre secondo Torriani, “supportare filiere forti e strutturate, basate sulla capacità di progettazione e innovazione che, in una situazione di crisi economica come quella attuale, garantiscano una maggiore resilienza rispetto alle distorsioni del mercato. Servono quindi organizzazioni efficienti, capaci di redistribuire il valore lungo tutta la filiera per resistere alle distorsioni ed alle speculazioni”.

    Tra i temi affrontati nel colloquio con il Sottosegretario D’Eramo, anche la questione delle contaminazioni da fosfiti, che vede l’Italia in una condizione di svantaggio rispetto agli altri Paesi europei. Solo in Italia esistono infatti soglie di contaminazione massima al di sopra delle quali i prodotti bio vengono decertificati. 

    L’Alleanza delle cooperative agroalimentari ha sollecitato un’ulteriore riflessione in merito alla possibilità che tale materia non venga più normata a livello nazionale e che la discussione si riporti a livello comunitario, al fine di poter discutere sul tema alla pari con gli altri Paesi europei.


  • Fnec: La cooperativa sociale “Felici da Matti” nominata Ambasciatrice 2023

    La Cooperativa Sociale Felici da Matti è stata selezionata come Ambasciatrice dell’Economia Civile 2023. 

    La cooperativa sociale Felici da Matti di Roccella Jonica (RC), nata vent’anni fa da un’iniziativa di sei donne, per promuovere l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, è stata selezionata come Ambasciatrice 2023 nell’ambito del Festival nazionale dell’economia civile e oggi, a Palazzo Vecchio a Firenze, racconterà la propria storia.

    La presidente Maria Teresa Nesci ha dichiarato: “Felici da Matti è stata la scommessa di sei donne e un sacerdote. È una cooperativa sociale che nasce da un percorso portato avanti nella nostra Diocesi, dalla Pastorale Sociale e del lavoro, e dopo aver visto quello che poteva essere un bisogno del nostro territorio, abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e realizzare questa impresa“.

    “Noi abbiamo adottato sempre e solo un criterio: quello delle porte aperte. Abbiamo accolto sempre tutti, anche chi ci prendeva un po’ per “matti”, non a caso abbiamo scelto questo nome per la nostra cooperativa. Però con tenacia abbiamo dimostrato che è possibile creare lavoro e lavorare anche con soggetti svantaggiati. Felici da Matti è entrata nel carcere di Locri e sta portando avanti un progetto insieme alla Caritas diocesana, con l’obiettivo di coinvolgere i giovani detenuti, che si stanno occupando di confezionare saponi e realizzare porta saponi in legno d’ulivo“.

    “Probabilmente la giuria ha pensato di assegnarci questo titolo importante- ha concluso Nesci- in quanto una realtà come la nostra lavora a più ampio raggio, facciamo inserimento sociale ma contemporaneamente ci occupiamo di tutela ambientale con la nostra attività“.


  • Gamberini nominato per i prossimi cinque anni Consigliere CNEL e membro del Consiglio di presidenza

    Gamberini nominato per i prossimi cinque anni Consigliere CNEL e membro del Consiglio di presidenza

    Il Presidente di Legacoop Nazionale Simone Gamberini è stato nominato per i prossimi cinque anni Consigliere e membro del Consiglio di presidenza del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), che il 22 settembre 2023 ha inaugurato la sua XI consiliatura.

    Saranno 64 i Consiglieri che, assieme al Presidente, il Prof. Renato Brunetta, comporranno l’Assemblea del CNEL. I Consiglieri rappresentano i lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi, le imprese e le associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato. Tra i Consiglieri, infine, figurano anche 10 Esperti, di cui 8 nominati dal Presidente della Repubblica, e due proposti dal Presidente del Consiglio dei ministri.  

    Alla cerimonia di insediamento, a cui ha partecipato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, erano presenti anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e la ministra del Lavoro Marina Calderone.


  • Gardini interviene alla CISL

    Intervento di Maurizio Gardini al convegno “Un lavoro a misura della persona” organizzato a Roma dalla CISL.

    «Al CNEL sono depositati oltre 1.000 contratti. È una giungla da disboscare. Perché quando si è nella giungla non si intravede l’orizzonte». Lo dice Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative intervenendo a “Un lavoro a misura della persona” organizzato a Roma dalla CISL. 

    «Sul lavoro e lo sviluppo non è l’ora della contrapposizione, ma della costruzione. La soluzione al salario povero – aggiunge Gardini – non è nel salario minimo ma nell’esaltazione della contrattazione. Nel rafforzamento dello strumento contrattuale».

    «Ci sono dei tavoli aperti di rinnovo contrattuale, penso per esempio a quello delle cooperative sociali, dove vanno alzate le retribuzioni, ma questi aumenti devono passare attraverso il riconoscimento della PA delle giuste tariffe. Non si può pensare che le imprese – conclude Gardini – siano erogatrici di servizi senza che vengano loro riconosciute qualità e tariffe adeguate».


  • Dall’economia dell’io all’economia del noi: le cooperative di comunità

    Dall’economia dell’io all’economia del noi: le cooperative di comunità, martedì 3 ottobre alle ore 10.30 al Palazzo della Cooperazione

    Dall’economia dell’io all’economia del noi: le cooperative di comunità vuole accendere un faro sullo sviluppo locale che trova nelle cooperative di comunità uno strumento fondamentale, capace di valorizzarne i patrimoni. L’obiettivo dei lavori è sensibilizzare il legislatore sull’approvazione delle norme che riconoscano e abilitino le cooperative di comunità.

    Se ne parlerà martedì 3 ottobre alle ore 10.30 al Palazzo della Cooperazione (Via Torino 146 – Roma) con Massimiliano Monetti, presidente Cooperative di Comunità di Confcooperative Habitat; Maria Vittoria Ventura responsabile ufficio Promozione Attuazione e Affari Societari FondoSviluppo; Laura Cantarella e Martha Quiroz Cooperativa di Comunità Viso A Viso – Ostana (Cuneo); Viviana Rizzuto e Alberto Santangelo, Cooperativa di Comunità Identità e Bellezza – Sciacca (Agrigento); Giovanni Teneggi, responsabile promozione Cooperative di Comunità Confcooperative; S. E. Mons. Felice Accrocca Arcivescovo Benevento – coordinatore aree interne Conferenza Episcopale Italiana; Don Marco Paniello, direttore Caritas Italiana; Vincenzo Luciano vicepresidente Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità ed Enti Montani); Alessandra Bonfanti Responsabile nazionale Piccoli Comuni Legambiente; Antonino La Spina, presidente UNPLI-Pro Loco (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia).

    Interviene Massimo Bitonci, sottosegretario al Ministero delle Imprese del Made in Italy. Conclude i lavori Maurizio Gardini, presidente Confcooperative.


  • Premio Bitac 2023: aperte le candidature

    Giovedì 23 e venerdì 24 novembre 2023, si svolgerà a Ravenna la XVI edizione di BITAC.

    Giovedì 23 e venerdì 24 novembre 2023, si svolgerà a Ravenna la XVI edizione di BITAC.

    Il Premio BITAC è stato ideato per far conoscere i tanti progetti di turismo che ogni anno le imprese cooperative realizzano, portandoci così alla scoperta di luoghi meno noti del nostro Paese, di differenti modalità di fruizione di mete già visitate, di proposte che valorizzano tradizioni antiche e nuove tendenze, sempre in un’ottica di turismo sostenibile e responsabile.

    Il Premio BITAC vuole dare testimonianza di questa ricchezza di idee e della capacità di tradurle in progetti concreti.

    Da oggi è possibile scaricare il regolamento e compilare la domanda di partecipazione al Premio BITAC 2023 che mette in palio € 3.000 per il miglior Progetto di turismo cooperativo realizzato/avviato o ancora in corso nel 2023.

    Saranno inoltre selezionate fino a 10 buone pratiche che si distinguono per aspetti specifici, quali ad es. l’innovatività, l’impatto territoriale, l’accessibilità, alle quali sarà assegnato il Certificato di Eccellenza TOP EXPERIENCE BITAC 2023

    C’è tempo sino alle ore 23:59 del 30 ottobre 2023.

    La premiazione avverrà in presenza a Ravenna il giorno 23 novembre 2023 

    Di seguito il Regolamento https://tinyurl.com/Regolamento-Premio-BITAC-23

    e la domanda di partecipazione https://tinyurl.com/Premio-BITAC-2023 


  • Fedagripesca e Consumo Utenza aderiscono al patto anti inflazione del Mimit

    Confcooperative Fedagripesca e Consumo Utenza firmeranno il patto anti inflazione del Mimit

    Carlo Piccinini, presidente di Confcooperative Fedagripesca e Roberto Savini, presidente di Confcooperative Consumo e Utenza, hanno annunciato la firma delle federazioni di Confcooperative al patto anti inflazione proposto dal ministero.

    Il presidente del Consiglio e il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, firmeranno il patto fra produttori e distributori il 28 settembre alle 15, a palazzo Chigi, insieme alle associazioni aderenti della distribuzione e dell’industria del largo consumo.

    Lo scopo del patto anti inflazione, è quello di offrire, nel periodo compreso tra il 1° ottobre ed il 31 dicembre 2023, un paniere di prodotti del carrello della spesa e di prima necessità con prezzi calmierati.

    «Le cooperative associate operano da leader nell’agroalimentare, nella pesca, nell’acquacoltura e nel settore della distribuzione organizzata e del commercio di prossimità svolgendo un’importante azione di servizio nelle comunità, una funzione di coesione economica e sociale e di valorizzazione soprattutto nelle aree interne del Paese».

    «Il quadro di incertezza, determinato in particolare dalle imprevedibili accelerazioni dei costi dell’energia e delle materie prime, preoccupa i nostri cooperatori e impone un’azione congiunta di maggiore tutela ed accompagnamento del sistema imprenditoriale al fine di poter attivare le iniziative utili alla difesa delle imprese, delle famiglie e dei territori nei quali operano».

    «Per tali ragioni – concludono Piccinini e Savini – confermiamo la disponibilità di Confcooperative Fedagripesca e Confcooperative Consumo e Utenza a collaborare con il Mimit ai tavoli che intenderà promuovere per il contenimento degli effetti dell’inflazione ed avviare iniziative a tutela e difesa delle famiglie e della filiera produttiva e in particolare modo dei nostri soci agricoli e della pesca».


  • Abitazione: l’analisi di Maggioni sull’andamento del settore

    Analisi sull’andamento del settore abitativo di Alessandro Maggioni, presidente di Confcooperative Habitat,

    Negli ultimi anni il settore abitativo italiano è stato fortemente influenzato da diverse dinamiche, tra cui il super bonus e l’aumento dei tassi d’interesse. Alessandro Maggioni, presidente di Confcooperative Habitat, ha espresso preoccupazione riguardo al trend del settore, sottolineando le criticità legate all’inflazione nel settore delle costruzioni e dell’edilizia residenzile.

    Il superbonus, sebbene fosse una misura ben intenzionata, ha creato distorsioni nel mercato, contribuendo ad una contrazione della capacità di acquisto delle famiglie. Inoltre, l’innalzamento dei tassi di interesse dei mutui ha aggiunto ulteriori pressioni al settore abitativo. Tale combinazione di fattori non lascia intravedere un futuro rosee per il settore. Nonostante tutto, Maggioni sottolinea che questo trend potrebbe portare ad un aumento dell’interesse per i territori finora trascurati dal mercato, favorendo la crescita di mercati più sostenibili.

    Inoltre, secondo il Presidente di Confcooperative Habitat: “Bisognerebbe avere il coraggio di riguardare la legge urbanistica, che può essere una leva per la rigenerazione, connessa alle bonifiche che attualmente risultano costose e ideologiche”.

    Maggioni solleva anche la questione della natalità evidenziando che non è semplice, data la situazione, incoraggiare gli italiani a fare figli e una soluzione potrebbe essere, secondo il Presidente, che il governo consideri la regolarizzazione dei giovani nati in Italia da genitori stranieri, un’azione che potrebbe dimostrare coraggio politico.

    “Come Confcooperative Habitat- ha dichiarato Maggioni- abbiamo attivato, con il patrocinio del Ministero dell’infrastrutture e della Casa, due concorsi di architettura a Torino e presto a Roma. Le nostre cooperative sono impegnate nel contenimento dei costi di accesso alle abitazioni e nella fornitura di servizi connessi all’abitare”.

    Infine, un’altra questione fondamentale sollevata riguarda la necessità di aprire un mercato dell’affitto regolamentato, al fine di soddisfare la domanda di alloggi.