Categoria: News

  • Ue: produzione manifatturiera in ripresa, +5% nel 2022

    La produzione manifatturiera dell’Unione Europea ha segnato una significativa ripresa

    La produzione manifatturiera dell’Unione Europea ha segnato una significativa ripresa dopo due anni di flessione causati dalla pandemia di Covid-19. Dopo un calo del 7% nel 2020, il settore manifatturiero ha registrato un incremento del 5% nel 2022. A renderlo noto è Eurostat, l’istituto di statistica europeo.

    “Il Covid e le relative misure di contenimento ampiamente introdotte dai Paesi membri hanno avuto un impatto significativo sulla produzione industriale nel 2020, ma il 2021 e il 2022 hanno mostrato aumenti della produzione in tutti i gruppi di attività industriali”, evidenzia l’istituto di statistica europeo. 

    In termini nominali, il valore della produzione manifatturiera venduta dell’Ue è balzato da 5.209 miliardi di euro nel 2021 a 6.179 miliardi di euro nel 2022, indicando un aumento del 19%.

    Secondo Eurostat, tutti i gruppi di attività industriali hanno mostrato un aumento della produzione, evidenziando una ripresa generalizzata del settore manifatturiero. Osservando i primi sette gruppi di attività manifatturiere, a registrare la performance più elevata della produzione venduta è stata quella di metalli di base e prodotti in metallo, passata da 788 miliardi di euro nel 2021 a 1.118 miliardi nel 2022, con un aumento percentuale a prezzi correnti del 42%. Seguono la produzione di alimenti, bevande e tabacco (da 872 miliardi di euro nel 2021 a 1.021 miliardi nel 2022, +17%) e di prodotti chimici (da 460 miliardi di euro a 547 miliardi di euro, +19%). La produzione di prodotti in gomma e plastica (da 437 miliardi di euro a 508 miliardi) è aumenta del 16% e i macchinari e le attrezzature (da 512 miliardi di euro a 562 miliardi) del 10%.

    Il settore manifatturiero rappresenta una parte significativa dell’economia europea e la sua ripresa, oltre a contribuire alla crescita economica complessiva, può stimolare investimenti e dimostrarsi un buon trampolino di lancio nella creazione di nuovi posti di lavoro.


  • Maltempo, FedAgriPesca Fvg: la crisi climatica presenta il conto agli agricoltori

    La zona del Friuli colpita dal maltempo degli ultimi due giorni è veramente vasta e abbraccia parecchi chilometri quadrati di territorio reginale.

    Il maltempo che colpisce sempre più spesso alcune regioni d’Italia è la prova tangibile dei cambiamenti climatici che stanno avvenendo nel nostro pianeta. Gli eventi metereologici estremi stanno diventando sempre più frequenti e intensi, mettendo a dura prova le attività agricole e l’intera comunità rurale.

    Negli ultimi giorni una forte ondata di maltempo ha colpito il Friuli, causando ingenti danni alle cooperative agricole della regione. Il presidente di FedAgriPesca, Veneziano Francescutti, ha dichiarato che la zona colpita è molto vasta, coprendo diversi chilometri quadrati di territorio regionale. Difficile fare una stima precisa dei danni, ma si segnala che i vigneti, il kiwi e i vivai di barbatelle sono tra le colture più colpite, con conseguenze che si ripercuoteranno sulle stagioni successive.

    Francescutti ha anche evidenziato che molte stalle sono state danneggiate e le vacche sono rimaste senza protezione. «In alcuni luoghi è venuta meno la corrente elettrica con difficoltà o impossibilità di eseguire per tempo la mungitura degli animali».

    «In positivo si può dire – conclude Francescutti – che siamo certi che la Regione, come sempre, sarà vicina ai nostri produttori; dall’altra parte non possiamo più negare che tutti noi, collettivamente, abbiamo un ruolo nella crisi climatica e ne subiamo le conseguenze (in primis i produttori agricoli) e dobbiamo urgentemente capire il da farsi e intervenire per bloccare la spirale peggiorativa, con politiche adeguate e pure con modifiche quotidiane sui nostri stili di vita».


  • Pesca: Granchi blu invadono la laguna di Orbetello

    La laguna di Orbetello e la costa toscana sono attualmente afflitte dall’invasione dei granchi blu

    La laguna di Orbetello e la costa toscana sono attualmente afflitte da un grave problema ecologico ed economico: l’invasione dei granchi blu, una specie aliena che sta causando enormi danni all’ecosistema marino e all’attività della pasca.

    Di fronte a questa situazione catastrofica, Andrea Bartoli, vicepresidente e referente pesca Confcooperative Fedagripesca Toscana, ha lanciato un appello per dichiarare un immediato stato di emergenza.

    “Sono molto aggressivi – sottolinea Bartoli – e mangiano tutto quello che trovano. I pesci d’allevamento rischiano di essere decimati in poco tempo, ma è a forte rischio anche tutta la costa. Stanno devastando un habitat in cui non sono nati, perché non sono tipici del Mediterraneo, ma dentro al quale sono proliferati. Serve subito un tavolo tecnico con la Regione e, come conseguenza, la dichiarazione dello Stato d’emergenza da parte del Governo, così come è accaduto nell’alto Adriatico per il medesimo problema”. 

    La situazione è degenerata rapidamente, come sottolinea Pierluigi Piro, presidente della Cooperativa Orbetello pesca lagunare: “Un anno fa erano appena centinaia – osserva – mentre ora sono quintali. Attaccano i nostri pesci e le strutture per la pesca. Mangiano le orate più piccole, oltre a vongole e cozze, che sarebbero proprio gli alimenti delle orate, creando un cortocircuito alimentare. Anche la pesca delle anguille è già diminuita del 30%, perché recidono tutte le reti. Abbiamo bisogno di risposte urgenti dal Ministero dell’Agricoltura, e di sostegni economici”. 

    Le contromisure a questo problema si prospettano complicate

    “Ci troviamo davanti a una specie nuova – conclude Piro – che stiamo studiando adesso. L’unico modo pare essere quello di pescarli tutti, ma poi si pone anche il problema dello smaltimento, perché hanno un mercato ancora ristretto. In vita mia non ho mai assistito ad un fenomeno del genere. Penso che siano arrivati con delle navi cargo, poi hanno trovato un clima favorevole per riprodursi. Se non reagiamo in fretta distruggeranno il nostro ambiente e la nostra economia”.

    La situazione richiede un’azione immediata da parte delle autorità competenti. L’adozione di misure di controllo e bonifica sono indispensabili per arginare il danno causato dai granchi blu e ripristinare l’equilibrio ecologico nella laguna di Orbetello e lungo la costa toscana.


  • riforma forestale

    Confcooperative Fedagripesca: “Il Cluster Legno è strategico”

    La costituzione del Cluster Legno è un tassello fondamentale per l’attuazione alla strategia forestale nazionale.

    La costituzione del Cluster Italia Foresta Legno è “un tassello fondamentale per l’attuazione alla strategia forestale nazionale: mettendo in rete diversi soggetti del mondo associativo, accademico, istituti di ricerca ed enti pubblici si potrà contribuire attivamente ad un rilancio delle filiere”.

    Lo dichiara Mario De Angelis, presidente settore foreste Fedagripesca Confcooperative, che ha partecipato alla sottoscrizione al Masaf dell’Atto costitutivo che la vede tra i soggetti costituenti.

    “Con oggi speriamo di dar avvio ad una nuova narrazione del settore forestale – prosegue De Angelis – dalle grosse potenzialità e che può contribuire attivamente al sistema produttivo italiano”.

    Tra i principali valori aggiunti del nuovo Cluster, secondo De Angelis, oltre agli obiettivi di tutela e valorizzazione del sistema forestale e di riduzione della dipendenza dall’estero, c’è anche “la creazione e il sostegno di iniziative di networking tra il mondo forestale della prima e della seconda trasformazione, oltre alla gestione concordata di politiche di filiera e di azioni di promozione e comunicazione per la valorizzazione del settore“.

    Il presidente ricorda che soltanto il 15,3% delle superfici a bosco sono dotate di piani di gestione forestale, mentre più di un terzo non registra alcun intervento.

    “La cooperazione si candida in tal senso a svolgere un ruolo di primo piano – conclude il presidente – puntando soprattutto sulla valorizzazione delle filiere forestali per incoraggiare e rafforzare i legami tra imprese, istituzioni territoriali ed enti di ricerca, favorendo il trasferimento di competenze e innovazione”.


  • gardini virus

    “L’interesse dell’Alleanza delle Cooperative è che il PNRR venga attuato e abbia successo, mantenga alta l’ambizione e l’obiettivo da conseguire che è quello di un cambiamento strutturale del Paese per sostenere crescita ed inclusione sociale nel lungo periodo”.

    Così il presidente Maurizio Gardini, anche a nome dei due copresidenti Simone Gamberini e Giovanni Schiavone, nel corso dell’incontro della Cabina di regia sul Pnrr nel corso della quale l’Alleanza ha avuto modo di evidenziare alcune proposte utili ad affrontare parte delle criticità e contribuire al raggiungimento dei target. 

    Le proposte dell’Alleanza per affrontare le criticità del PNRR

    “Per evitare il rischio di “nuove cattedrali nel deserto” – ha ricordato Gardini – riteniamo utile riorientare parte delle risorse PNRR a favore della gestione delle stesse, così da migliorare anche la capacità di spesa puntando sulla co-programmazione e co-progettazione delle principali scelte attuative, in particolare per gli investimenti a livello locale e sull’avvio di un confronto sul funzionamento, soprattutto a livello locale, dei servizi. Occorre poi che si realizzi una sinergia tra le diverse linee di finanziamento e di politiche UE, ed in particolar modo tra i Fondi per la Coesione ed il PNRR. Serve, inoltre, un sistema più efficace, tempestivo e trasparente di open data sul PNRR per aumentare anche il coinvolgimento, la partecipazione ma anche la consapevolezza, la valutazione per implementare miglioramenti in itinere”.

    La posizione dell’Alleanza sulle tempistiche e le risorse del Piano

    L’Alleanza ha ribadito di non condividere l’idea di posticipare e allungare post 2026 l’attuazione delle riforme e degli investimenti previsti, né l’idea di ridurre le risorse complessive del Piano, rinunciando a parte dell’attuazione, mentre ha confermato di condividere la possibilità che per circostanze oggettive si rimodulino internamente le scadenze intermedie senza modificare i target finali o si rifinanzino misure che hanno avuto overbooking o comunque che hanno ricevuto un alto livello di domanda e fondi insufficienti a copertura.

    L’opportunità e la sfida dell’attuazione del PNRR per l’Italia

    L’Alleanza delle Cooperative è consapevole che l’attuazione del PNRR rappresenta una opportunità irripetibile per l’Italia ma anche una sfida per “difendere” politiche comuni a livello europeo per fronteggiare crisi temporanee ed emergenze economico-sociale, attraverso meccanismi comuni di solidarietà. Tutti siamo pronti a fare la nostra parte. La realizzazione di tutti gli Investimenti del PNRR è una sfida non solo per il governo e per il sistema istituzionale territoriale (Regioni, Province, Comuni e Città Metropolitane) ma chiama in causa il protagonismo attivo delle forze economiche, delle imprese e del lavoro.

    Andare avanti con il Piano REPower EU accelerare sugli investimenti infrastrutturali volti ad accrescere l’autonomia e la sicurezza energetica del Paese e della UE anche attraverso i piani di investimento dei grandi player, ma di pari passo bisognerà investire anche sulle comunità energetiche non lucrative e sulle aree interne.

    “Siamo pronti a fare la nostra parte, in tutti i settori, le filiere ed i territori nei quali la cooperazione opera, produce innovazione, realizza investimenti, genera posti di lavoro (più equamente distribuiti anche verso giovani e donne), coerenti con le finalità di Next generation EU” – ha concluso Gardini.


  • Sostenibilità, Stronati: servono imprese più competitive e lavoratori più competenti

    Si è tenuto nella giornata di ieri il workshop “Le imprese e la transizione ambientale. L’evoluzione del diritto ambientale tra norme comunitarie e nazionali”, organizzato da Confcooperative Lavoro e Servizi.

    Si è tenuto nella giornata di ieri il workshop “Le imprese e la transizione ambientale. L’evoluzione del diritto ambientale tra norme comunitarie e nazionali”, organizzato da Confcooperative Lavoro e Servizi, a Bruxelles presso la sede del CESE – Comitato Economico e Sociale Europeo.

    Durante l’incontro Massimo Stronati, presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi, ha ribadito: “Abbiamo bisogno di imprese più competitive e lavoratori più competenti quindi meglio retribuiti”.

    “Si deve partire dal distinguere cioè che è impresa da ciò che non lo è”, ha ripreso Stronati.

    “L’economia sociale non può divenire un concetto etereo attraverso cui mischiare soggetti che sono differenti. L’economia sociale deve rimanere ancorata al mercato e alla capacità di fare impresa“.

    “L’articolo 3 del trattato costitutivo della UE richiama alla necessità di un economia sociale di mercato fortemente competitiva con un elevato livello di tutela. Bene tra la competitività e la tutela ci siamo noi, c’è la cooperazione. L’impresa cooperativa capace di competere sui mercati e allo stesso tempo partecipata mutuale e solidale. Per questo motivo come rappresentanti di cooperative di lavoro siamo oggi qui per mettere all’attenzione su un modello di fare impresa competitivo e solidale“.


  • Ucraina, le proposte di Confcooperative per la ricostruzione

    L’11 luglio, al palazzo della Cooperazione a Roma, si è svolto un interessante incontro sulla ricostruzione dell’Ucraina.

    L’11 luglio, al palazzo della Cooperazione a Roma, si è svolto un interessante incontro sulla ricostruzione dell’Ucraina, organizzato dall’Ufficio Internazionalizzazione di Confcooperative per il Comitato Grandi Imprese.

    Secondo l’Ambasciatore Davide La Cecilia, Coordinatore della task force per la ricostruzione e la resilienza dell’Ucraina, le Cooperative italiane possono svolgere un ruolo importante nella ricostruzione, sia nella fase dell’emergenza, cioè quella attuale, che della fast ricovery, della ripresa immediata.

    “Si tratta di ricostruire un po’ le infrastrutture civili e sociali di questo paese- ha dichiarato Davide La Cecilia– che è stato martoriato in quelli che sono ormai 500 giorni di guerra, sia poi nella fase successiva, quando verrà adottato da parte del governo di Kiev, il piano di ricostruzione. Ho sentito di contributi che vanno dalla salute, in termini di formazione e di sostegno alle infrastrutture ospedaliere, alla realizzazione di città intelligenti, alla protezione dei bambini e delle donne, al sostegno psico-sociale, alla ripresa dell’agricoltura, soprattutto del ruolo dei piccoli produttori agricoli. Tutti ambiti nei quale il governo italiano e la nostra cooperazione, la cooperazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è impegnata a lavorare. Abbiamo il ministro Tagliani che ha costituito una task force per la resilienza e la ricostruzione dell’Ucraina e, questi tipi di contributi come quello che ho ricevuto dal sistema delle cooperative e da confcooperative, è assolutamente prezioso, in termini di idee, proposte e iniziative che cercheremo di mettere a frutto”.

    “Una guerra- ha sottolineato La Cecilia– che resta senza senso e senza spiegazioni. L’Italia ha messo in piedi una collaborazione totale per sostenere l’Ucraina. Finora abbiamo speso 70 miliardi di euro per garantire sostegno finanziario, umanitario, sanitario e militare”.

    Il Presidente Gardini, nell’intervento di chiusura dei lavori su “Le proposte di Confcooperative per la ricostruzione e la resilienza dell’Ucraina ha dichiarato: “Ci sentiamo fortemente impegnati a sostenere lo sviluppo dell’Europa e della ricostruzione dell’Ucraina. Una ricostruzione che richiede una task force molto strutturata che non può puntare solo a ricostruire le infrastrutture. È una guerra che lascerà ferite profonde, vanno curate al pari della ricostruzione delle infrastrutture. Penso ai 4 milioni di sfollati, donne e bambini vittime di tante violenze. Le cooperative ci sono nelle loro multi settorialità, con il loro know how con la loro capacità di mettere le persone al centro”.


  • Festival Nazionale dell’Economia Civile 2023

    la V edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile si terrà a Firenze, nella prestigiosa cornice del Salone dei Cinquecento di palazzo Vecchio, dal 28 settembre al 1 ottobre con oltre 40 panel.

    Oltre i limiti: l’impegno che (ci) trasforma” è il tema della V edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile che si terrà a Firenze, nella prestigiosa cornice del Salone dei Cinquecento di palazzo Vecchio, dal 28 settembre al 1 ottobre con oltre 40 panel.

    Il Festival Nazional dell’Economia Civile è promosso da Federcasse  e Confcooperative, organizzato e progettato con NeXt, con la collaborazione di SEC  e il contributo di Fondosviluppo, Assimoco, UCID, Mus.e – Firenze, Federazione Toscana delle BCC, Coopersystem e Assicoper. 

    Ospiti d’eccezione saranno Joseph Stiglitz, economista e vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2001, Shirin Ebadi, avvocatessa iraniana e Premio Nobel per la Pace nel 2003 e Kaushik Basu, ex capo consigliere economico del Governo dell’India e capo economico della Banca Mondiale dal 2012 al 2016.

    Per iscriversi alla V edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile Clicca qui

    I protagonisti del festival

    In attesa delle conferme della premier Giorgia Meloni; di Giancarlo Giorgetti ministro delle Imprese e del Made in Italy;  Raffaele Fitto, ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e PNRR e Paolo Gentiloni Commissario Europeo all’Economia.

    È prevista la partecipazione tra gli altri di: Orazio Schillaci, ministro della Salute; Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali; Dario Nardella, sindaco di Firenze; Augusto Dell’Erba, presidente di Federcasse – Federazione delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali; Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative; Leonardo Becchetti, direttore del Festival Nazionale dell’Economia Civile e co-fondatore NeXt;  Alessandra Petrucci, Rettrice Università di Firenze; Luigino Bruni, professore di Economia all’Università Lumsa di Roma e Presidente SEC – Scuola Economia Civile; Eraldo Affinati, scrittore; Domenico De Masi, sociologo; Stefano Zamagni, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali; Vanessa Pallucchi, portavoce Forum Terzo Settore; Marcella Mallen, presidente ASviS; Ruggero Frecchiami, direttore generale di Assimoco; Gianluca Galletti, presidente UCID; Matteo Spanò, presidente MUS. e Luigi Corradi, AD e Direttore Generale Trenitalia.

    Il programma completo è disponibile sul sito del Festival.


  • vino coop

    La viticoltura è essenziale in Europa

    La viticoltura è essenziale in Europa. Lo affermano le Associazioni di rappresentanza del settore vitivinicolo circa le conclusioni dello studio sull’impatto del regolamento SUR

    Il vino rappresenta un elemento fondamentale per l’Europa, sia dal punto di vista economico che culturale e, per tale ragione, merita il pieno sostegno per continuare a prosperare e preservare il patrimonio unico che esso rappresenta.

    Le Associazioni di rappresentanza italiane, francesi e spagnole hanno a tal proposito deciso di ribadire l’importanza di questo settore in risposta alle conclusioni del recente studio della Commissione europea sull’impatto del c.d. regolamento SUR “Sustainable Use of pesticides Regulation” sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

    Secondo lo studio, la produzione di uva subirà una diminuzione a causa della riduzione dei fitosanitari, che si stima raggiungerà il 18% in Spagna, il 20% in Italia e il 28% in Francia, senza nemmeno valutare l’impatto del cambiamento climatico che andrebbe aggiunto a questa cifra. La Commissione europea aggiunge nello studio che la produzione di uva non è una coltura essenziale per la sicurezza alimentare europea, ignorando completamente il contributo economico, sociale e culturale del settore vitivinicolo nelle varie regioni dell’UE.

    Le organizzazioni del settore vitivinicolo spagnole, francesi e italiane trovano questa posizione totalmente inaccettabile e chiedono una presa di posizione da parte degli Stati membri e degli eurodeputati. Il vino è un importante prodotto economico e culturale in Europa e il settore vitivinicolo merita di essere sostenuto per poter continuare sulla strada della transizione ecologica.

    I produttori e le aziende vitivinicole sono già da tempo impegnati nella sostenibilità ambientale e proseguiranno su questa strada. È fondamentale che vengano fornite regolamentazioni realistiche e un calendario operativo, che permetta l’implementazione delle soluzioni alternative efficaci esistenti e in arrivo. I protagonisti del settore vitivinicolo europeo sono pronti a continuare a lavorare per contribuire alla sostenibilità ambientale senza dover affrontare inutili polemiche.

    Rigotti: “Le ultime dichiarazioni della Commissione andrebbero riviste“

    Luca Rigotti, Coordinatore del settore vino di Alleanza Cooperative, ha dichiarato: “A livello europeo sul vino c’è molto lavoro e molta discussione a partire da vino e salute, dagli Health warning, per quanto riguarda l’Islanda c’è in discussione il discorso sull’etichettatura, sull’uso sostenibile dei fitofarmaci. Oggi noi chiediamo alla Commissione, parlando di uso sostenibile dei fitofarmaci, un analisi più attenta dei fattori negativi che verrebbero a manifestarsi sulla produzione vitivinicola europea se l’iniziativa sull’uso sostenibile dei fitofarmaci venisse adottata così come proposta oggi dalla Commissione. Questo a lungo andare- ha aggiunto Rigotti– porterebbe ad un calo della produzione e aprirebbe le porte a prodotti che vengono fuori Europa, dunque i fattori negativi sarebbero molteplici”.

    “Inoltre- ha concluso il Coordinatore– le ultime dichiarazioni della Commissione, sul fatto che la produzione di uva non sia una produzione agricola fondamentale per l’economia europea, andrebbero riviste, in quanto dietro alla produzione di uva non c’è solo il produttore e i collaboratori che lavorano in campagna e nelle cantine, ma c’è un indotto extra produzione di uva che va dai macchinari nelle cantine, dalla stampa di settore, alla produzione di imballaggi, la produzione di vetro. C’è un indotto collegato al settore che è veramente importante per l’economia”.


  • Prorogati i termini per partecipare alla III edizione del Concorso “Sostenibilità in cooperativa”

    prorogati i termini per partecipare alla terza edizione del concorso “sostenibilità in cooperativa”

    Al via la terza edizione del concorso di Confcooperative “La sostenibilità in cooperativa” che ha l’obiettivo di valorizzare il contributo delle cooperative al raggiungimento dei 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

    Il concorso, aperto a tutte le cooperative aderenti a Confcooperative, prevede una selezione territoriale delle opere da inviare al nazionale per la classifica dei vincitori.

    La premiazione avverrà il prossimo 25 ottobre  a Roma, al Palazzo della Cooperazione, sede nazionale di Confcooperative in Via Torino, 146 durante la Giornata della Sostenibilità Cooperativa. Per partecipare, le cooperative aderenti dovranno inviare all’Unione territoriale di riferimento entro il 4 settembre (prorogati i termini precedentemente previsti al 5 luglio) – a questo link la mappa degli uffici di Confcooperative https://www.confcooperative.it/LAssociazione/Noi-sul-territorio – una foto, un cortometraggio, un racconto (o canzone) che ne testimoni le attività riconducibili a uno dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 oppure in generale alla sostenibilità.

    Saranno 27 le opere vincitrici – per inconfutabile giudizio della Giuria tecnico-artistica designata da Confcooperative – e alle cooperative che le avranno inviate saranno attribuiti dei premi economici.

    Le opere che saranno ammesse al concorso dovranno avere le caratteristiche tecniche descritte nel Regolamento e dovranno mostrare con creatività e sensibilità il percorso verso la Sostenibilità, nei suoi aspetti sociali, ambientali ed economici.

    Il concorso è indetto in collaborazione con Fondosviluppo.

    Segui il tutorial per realizzare foto e video https://www.youtube.com/watch?v=8WOFKirYpDM


  • Biologico: Torriani, “Per aumentare offerta e domanda fondamentale puntare su filiere cooperative”

    Sono stati resi noti i numeri del bio nel 2022 nel corso del convegno Appuntamento con il “Bio”, organizzato da Ismea a L’Aquila, presso la sede del Consiglio Regionale alla presenza del Sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo.

    Sono stati resi noti i numeri del bio nel 2022 nel corso del convegno Appuntamento con il “Bio”, organizzato da Ismea a L’Aquila, presso la sede del Consiglio Regionale alla presenza del Sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo. L’occasione ha rappresentato un importante momento di confronto tra le associazioni e le istituzioni, in vista dell’adozione del Piano nazionale per la produzione biologica, che guiderà il settore verso gli obiettivi di sviluppo richiesti dalla strategia europea Farm to Fork e ribaditi nella legge nazionale del 9 marzo 2022.

    il Coordinatore del settore Biologico di Alleanza Cooperative Agroalimentari Francesco Torriani nel corso del suo intervento ha dichiarato: «I dati sui consumi dei prodotti biologici del 2022, che vedono scendere l’incidenza delle vendite bio sulla spesa agroalimentare complessiva dal 3,9% al 3,6%, rendono ancora più impellente la richiesta avanzata dalla cooperazione di promuovere e incentivare la crescita delle produzioni biologiche sul territorio, sostenendo contestualmente anche la domanda. Un obiettivo duplice, che può essere conseguito solo puntando sull’aggregazione, poiché in un contesto caratterizzato da una riduzione del potere di acquisto delle famiglie, sono solo le filiere efficienti quelle in grado di mettere sul mercato prodotti di qualità a prezzi competitivi».

    Visto il ruolo strategico che le filiere rivestono per la promozione del biologico, secondo il coordinatore di Alleanza Cooperative «assume grande rilevanza l’impegno che ci attendiamo venga mantenuto dal Masaf di destinare il 25% delle risorse del V Bando alle filiere biologiche. Sarebbe veramente grave se tale impegno venisse disatteso e contraddirebbe gli obiettivi del Piano d’Azione nazionale recentemente varato dal Ministero a sostegno dell’agricoltura biologica”. Per quanto riguarda l’obiettivo di far crescere i consumi di bio, che risultano in stagnazione da almeno un paio d’anni, è auspicabile– secondo Torriani– che sia le istituzioni pubbliche, che il privato, si impegnino in programmi promozionali d’impatto rivolti ai consumatori anche attraverso partenariati tra produttori, impiegando al meglio le risorse messe a disposizione della politica agricola comune».

    Torriani ha anche evidenziato un dato emerso dalla rilevazione Ismea, relativo alle aziende agricole biologiche, che risultano avere una dimensione media quasi tre volte più grande rispetto a quelle dell’azienda agricola convenzionale (28,4 ettari rispetto a 11 ettari).

    «Ciò smentisce la tesi comunemente diffusa – commenta Torriani – secondo la quale le aziende biologiche sono di piccole dimensioni, poco strutturate e adatte soprattutto a vendere nel raggio di pochi chilometri dall’azienda. Le aziende agricole biologiche hanno invece superfici coltivate importanti e una dimensione maggiore delle aziende convenzionali. Dal momento che incentivare la produzione con metodo biologico è una degli obiettivi principali che si è posta la Commissione Europa, risulta pertanto di fondamentale importanza sostenere tali imprese, che concentrano gran parte del valore della produzione, incrementando la domanda di prodotti biologici».


  • linarello goel

    Innescare percorsi di cambiamento e riscatto in aree della Calabria dove è forte la presenza di criminalità organizzata. Questo l’obiettivo del gruppo cooperativo Goel (RC), che compie venti anni. 

    “ Goel- ha dichiarato, Il presidente, Vincenzo Linarello– nasce venti anni fa in Calabria con un obiettivo molto ambizioso, quello di innescare percorsi di cambiamento e di riscatto. Chiaramente produrre il cambiamento e il riscatto in Calabria vuol dire fare i conti con chi rema esattamente nella direzione opposta, cioè la ndrangheta, ma anche le massonerie deviate, ormai da più di 40 anni, alleate con la ndrangheta”.

    Tanti i progetti, dal sociale al turismo passando per la moda, per creare sul territorio imprese etiche efficaci.

    “Negli anni- ha continuato il presidente Linarello– siamo riusciti a portare avanti non solo attività di tipo sociale, noi lavoriamo con i minori, nell’accoglienza dei migranti, nell’ambito della salute mentale e della psichiatria, ma soprattutto siamo riusciti ad aggregare quelle donne e quegli uomini che in Calabria hanno deciso di opporsi alla Ndrangheta. Lo abbiamo fatto nel turismo, mettendo su un tour operator di turismo responsabile “I viaggi del Goel”. Lo abbiamo fatto nell’agricoltura, accogliendo e raccogliendo le aziende agricole che si oppongono alla Ndrangheta, molte delle quali sono state anche colpite. Ma lo abbiamo fatto anche con le donne calabresi che stanno recuperando l’antica tradizione della tessitura a mano, dando vita al primo marchio di moda etica di fascia alta in Italia che è Cangari“.

    “L’attività imprenditoriale stessa- ha sottolineato Linarello– diventa strumento per affermare dei messaggi di cambiamento. Il messaggio più forte di cambiamento di questi anni è l’idea sulla quale abbiamo anche scritto e appena pubblicato un libro “Manuale dell’etica efficace”. L’etica non può più accontentarsi di essere solo giusta ma deve diventare efficace“.