L’Italia si trova al terzo posto nella classifica dei consumi di vino, pubblicata nei giorni scorsi dall’Organizzazione mondiale del vino e della vite (Ouiv).
Nel 2015 gli italiani hanno consumato 20,5 milioni di ettolitri, gli stessi dei tedeschi. La Germania raggiunge così l’Italia ai piedi del podio e considerate le
tendenze degli ultimi anni a breve potrebbe scalzare il nostro Paese dalla top 3 del vino.
Al primo posto troviamo, invece, gli Stati Uniti con 30,1 milioni di ettolitri bevuti nell’anno appena trascorso, seconda la Francia (27,2 milioni di ettolitri).
I consumi mondiali di vino, invece, rimangono sostanzialmente stabili, 240 milioni di ettolitri nel 2015 contro i 239 milioni del 2014.
Nonostante, dunque, ci sia una crescita dei consumi soprattutto nei paesi dell’Asia, la concorrenza di altre bevande alcoliche impedisce al vino di effettuare il boom auspicato dai produttori.
Proprio l’Italia potrebbe essere il miglior esempio delle tendenze attuali del mercato. I consumi di vino sono in forte calo, per effetto soprattutto della crescita della birra e dello spumante, specie tra i giovani.
Recentemente vi abbiamo mostrato i risultati di un’indagine dell’Iri, presentata al Vinitaly, che testimonia proprio come il vino rosso sia una bevanda particolarmente diffusa tra le persone di età compresa tra i 51 ed i 69 anni, mentre i millennials prediligono il bianco, il vino spumante, oltre alla birra.
In base all’analisi dell’Organizzazione mondiale del vino e della vite, in Italia, negli ultimi dieci anni, i consumi di vino sono diminuiti del 25%.
Il nostro Paese è riuscito ad attutire la crisi dei consumi interni grazie alla crescita delle esportazioni. Nel 2015, ad esempio, l’export del vino è aumentato del 5%, con una crescita sostenuta soprattutto in Cina (+18%), Stati Uniti (+13%) e Gran Bretagna (+11%).


Le ultime tendenze rivelano un rallentamento dei rapporti commerciali con i paesi extra Ue. Rispetto al mese precedente, infatti, il numero di importazioni diminuisce di 2 punti percentuali, mentre le esportazioni si riducono dello 0,3%.
connotati dell’azienda in maniera radicale.
Oggi, però, a Washington, in corrispondenza dell’Earth Day, i 195 paesi partecipanti a Cop21 firmeranno l’accordo ratificato a dicembre scorso. Per rafforzare l’impegno preso, tutte le nazioni hanno organizzato migliaia di eventi ed iniziative.






possiedono dai 26 ai 36 anni e che hanno dovuto fronteggiare le criticità del mercato del lavoro italiano ed una riforma delle pensioni che ha innalzato l’età pensionabile e ha penalizzato la discontinuità contributiva.
lavoro culturale, fare impresa qui e farlo attraverso la cooperazione, vuol dire abbattere una serie di steccati e barriere che esistono. Molti, anche altri soggetti economici, non capiscono e non comprendono che fare cooperativa è fare impresa, questa è la realtà. È chiaro, dei passi in avanti sono stati fatti e perciò anche gli aspetti normativi sono fondamentali. Una delle scommesse di questo mio mandato è quella di far sì che il nostro posizionamento, non nei tavoli, ma nella realtà quotidiana sia un posizionamento riconosciuto e competenziale. La vera scommessa che io vorrei portare avanti, assieme agli altri amici della presidenza, del consiglio, assieme a tutti gli altri amici aderenti a Confcooperative e anche al mondo dell’ACI con cui si ragiona quotidianamente per la prossima unione, è lavorare affinchè in Campania, una terra difficile, con tanti contesti complicati e contaminati, riesca ad essere riferimento di una cultura positiva e propositiva.
Di Massa, sia con il Consorzio di tutela del pomodoro San Marzano DOP, quindi con Tommaso Romano, perché come lei diceva il mondo della qualità e quindi la qualità dei nostri prodotti è uno dei pochi che in questa regione dà soddisfazione dal punto di vista economico. Noi su questo argomento siamo in prima linea, stiamo partecipando ai tavoli con persone competenti, ci stiamo confrontando e stiamo lavorando in tutti i modi affinchè ci sia una salvaguardia dell’unico vero pomodoro e pomodorino San Marzano. C’è poco da dire: il nome e il luogo, quindi la qualità è quella. Non possiamo fare il San Marzano al Laceno, per essere chiari. Poi ci sono anche le storie perché dietro quel pomodorino ci sono le storie di famiglie, di contadini, di imprenditori agricoli che hanno investito negli anni e noi dobbiamo imparare non solo a rispettare i luoghi, ma anche chi ha lavorato affinchè San Marzano diventasse tale e riconosciuto in tutta Italia. Noi ci siamo, siamo presenti ai tavoli, siamo promotori di iniziative sia in Fedagri che in Agrinsieme. Agrinsieme è il soggetto che racchiude varie sigle del mondo sindacale cooperativistico agricolo, il cui presidente è Alfonso Di Massa. Noi ci siamo, battagliamo, facciamo squadra, facciamo comunicati sperando che anche le istituzioni ci sostengano.
Europea, davanti solo a Cipro, Grecia e Bulgaria.
la prima espressione di moneta senza Stato. Ma dato che in rete abbiamo a che fare con anonimi, come possiamo essere sicuri che non stiano provando a truffarci?


dell’industria 4.0, internet delle cose, intelligenza artificiale, robotica. Questa è la frontiera in questo momento e su questa frontiera, al contrario di quello che succedeva nella precedente versione, quella consumer, quella nella quale prevalevano i device di connessione o le macchine delle telecomunicazioni, l’Italia è tra i protagonisti mondiali nella sua automazione industriale, nella robotica nella generazione dei prodotti che possono essere arricchiti con sensori e altri oggetti intelligenti. Qui l’Italia deve e può dire la sua dal punto di vista dell’innovazione tecnologica e certamente lo può fare con una mentalità e una cultura sua. La vostra televisione mi fa venire in mente un episodio, la robotica può essere pensata con una mentalità diciamo americana, finanziaria, per sostituire le persone con dei robot perché fa fare più profitto, oppure può essere pensata per migliorare la produttività delle persone che sanno fare le cose, infatti in una situazione nella quale parlavo in una cooperativa di queste cose, mi hanno detto, osservando rispetto a quello che avevo appena detto di questo tipo, cioè che ci sono i robot che sostituiscono gli umani e i robot che migliorano la vita degli umani: eh già gli americani fanno Robocop, noi facciamo RoboCoop!