Sarà Vincenzo Boccia, 52 anni, salernitano, il nuovo presidente di Confindustria.
A votarlo è stato, oggi, il Consiglio generale di Confindustria: su 198 aventi diritto, Boccia ha ottenuto 100 voti contro i 91 dell’altro candidato Alberto Vacchi.
Il 28 aprile il Consiglio si riunirà per votare la squadra del nuovo presidente, mentre il 25 maggio la nomina verrà formalizzata dall’assemblea dei delegati.
Boccia viene dal mondo della grafica: è l’amministratore delegato, infatti, dell’azienda di famiglia Arti grafiche Boccia.
In questi anni è stato una delle figure chiave della presidenza Squinzi, per la quale ha avuto la delega per il settore credito e finanza.
La sua vittoria per soli nove voti evidenzia una spaccatura all’interno di Confindustria, una divisione che Boccia si augura non influenzi negativamente il futuro dell’organizzazione di rappresentanza: “Le complessità che abbiamo di fronte – ha dichiarato il nuovo vertice di via dell’Astronomia – non ci permettono il lusso di litigare all’interno: questa Confindustria riuscirà a costruire un percorso di evoluzione, continuità e di cambiamento”.
Sono arrivati commenti positivi da parte del presidente attuale Giorgio Squinzi, che dopo quattro anni concluderà il suo incarico il 24 maggio, e dell’ex vertice di Confindustria Emma Marcegaglia.
Di diverso tenore le dichiarazioni di Luca Cordero di Montezemolo che ha parlato di un’opportunità di cambiamento persa e di una votazione che testimonia una spaccatura in atto nella centrale di rappresentanza.
La Camera dei Deputati ha approvato una legge sulla tracciabilità del Made in Italy.
Il provvedimento, prossimo alla votazione in Senato, si pone come obiettivo quello di salvaguardare la qualità dei prodotti italiani, con riferimento non solo alle specialità dell’agroalimentare, ma anche a quelle dell’abbigliamento, dell’auto e dell’industria farmaceutica.
La legge ha una lunga storia nel nostro Paese. Una proposta simile è stata presentata per la prima volta, infatti, nel 2013, ma si è dovuta scontrare con la normativa europea sull’etichettatura dei prodotti, che identifica provvedimenti di questo tipo come lesivi della libera concorrenza.
La nuova formulazione è incentrata sulla tutela del consumatore difronte alle contraffazioni e sulla promozione della qualità.
Ogni prodotto avrà un Qr code, leggibile anche attraverso mobile, contenente informazioni sull’origine dei prodotti, sulla qualità e sulla provenienza dei componenti, delle materie prime, sul processo di lavorazione delle merci e dei prodotti intermedi e finiti.
Si tratta di un sistema di tracciabilità e certificazione volontario, che oltre a far conoscere al consumatore dati sul prodotto, conterrà anche informazioni sul produttore e sull’ente certificatore della filiera.
In questo modo sarà possibile avere un quadro a 360 gradi sulle modalità di produzione e sulle caratteristiche del prodotto acquistato.
Lo Stato fornirà alle aziende dei contributi per implementare tale sistema di tracciabilità. Nello specifico, il provvedimento si rivolge a micro, piccole e medie imprese, a distretti produttivi, a forme aggregative di imprese, quali consorzi, anche in forma di società, a raggruppamenti temporanei di impresa, a contratti di rete, alle start-up innovative, nonché a imprese agricole e della pesca, fornendo loro contributi fino a 20 milioni di euro.
Sono previste anche delle sanzioni per chi appone sull’etichetta riferimenti non corrispondenti al vero.
La legge rappresenta un passo decisivo verso la lotta contro le contraffazioni e si va ad inserire all’interno di una serie di sperimentazioni sulla tracciabilità, che dovranno necessariamente trovare un riconoscimento giuridico in sede europea.
Si chiama In Oleo Veritas ed è il sistema messo a punto da Samer (azienda della Camera di Commercio di Bari), Innovative Solutions (spin-off del Politecnico di Bari) e di Retelab (la rete nazionale dei laboratori delle Camere di Commercio) per contrastare le contraffazione dell’olio extravergine d’oliva.
Negli ultimi anni si sono moltiplicate le truffe in questo settore. Diverse aziende hanno venduto olio vergine spacciandolo per olio extravergine, dando vita a veri e propri scandali ed inchieste giudiziarie.
Il mercato dell’olio italiano deve, inoltre, fronteggiare l’invasione dell’olio proveniente dal Nord Africa, specie dalla Tunisia, e dagli altri paesi europei.
Un trend che penalizza i prodotti italiani, conosciuti per la loro qualità in tutto il mondo.
Per tutelare l’olio extravergine d’oliva italiano è stato messo a punto un sistema che permette di riconoscere la provenienza del prodotto e le sue caratteristiche organolettiche, facendo emergere l’eventuale utilizzo di prodotti chimici e di materia prima proveniente da altri paesi europei.
Ogni bottiglia d’olio conterrà un Qr Code; dopo avere inserito sul portale di In Oleo Veritas il codice contenuto sulla bottiglia, il consumatore potrà osservare i dati dell’olio ricavati attraverso analisi di laboratorio effettuati prima della commercializzazione del prodotto.
La nuova piattaforma rappresenta una vera e proprio certificazione di qualità e sono già diverse le aziende che hanno scelto di “sottoporre” il proprio olio all’analisi dei laboratori, certificandone così la provenienza e la qualità.
Il costo delle analisi è di circa 500 euro, ma sono previsti per i prossimi mesi dei bandi promossi dalla Camera di Commercio di Bari per agevolare i piccoli produttori.
Innovative Solutions e Retelab hanno già creato 60 laboratori, distribuiti in otto paesi europei diversi per dare così la possibilità alle aziende che volessero effettuare questo investimento di certificare i propri prodotti.
Si tratta di un’innovazione che potrebbe avere un impatto positivo sull’intero mercato, sia in termini di credibilità di fronte ai consumatori che di crescita della qualità del comparto.
Sono 18 milioni le pensioni erogate nel nostro Paese. A rivelarlo è l’Inps attraverso i dati dell’Osservatorio delle pensioni dei primi mesi del 2016, che mostrano il livello degli assegni, le differenze di genere e le diverse tipologie di pensione.
Le elaborazioni non prendono in considerazione i trattamenti pubblici ed ex Enpals, ma rimangono comunque delle stime attendibili che ci permettono di valutare lo stato del sistema pensionistico in Italia.
Come detto sono 18 milioni gli assegni erogati, di questi il 63,5% – quindi più di 11 milioni – sono inferiori a 750 euro. Si rileva, dunque, un livellamento verso il
basso dei trattamenti pensionistici, un fenomeno che secondo le previsioni recenti degli esperti del settore dovrebbe diventare sempre più pervasivo negli anni a venire.
A preoccupare non è solo il livello generale degli assegni. Dai dati pubblicati dall’Osservatorio Inps, emerge, infatti, un’allarmante disparità di trattamento tra uomo e donna.
Sono soprattutto queste ultime a ricevere un assegno pensionistico di scarsa entità. Nel caso delle donne, la percentuale di pensioni inferiori a 750 euro sale addirittura al 77,5%.
Tra gli uomini, invece, un terzo degli assegni è compreso tra i 1.500 ed i 3.000 euro, mentre solamente il 45,2% percepisce meno di 750 euro.
Il problema della diseguaglianza di genere nel mercato del lavoro italiano emerge in tutta la sua drammaticità proprio attraverso questi dati.
Le difficoltà delle donne di accedere a cariche di alto livello, sia all’interno delle imprese che nel settore pubblico, impedisce loro, di fatto, di percepire stipendi e pensioni elevate.
Il tema della diffusione della povertà diventa, quindi, anche una questione di diseguaglianza e di pari opportunità.
Il futuro non è certo più roseo. Come dimostrato da una recente indagine Ocse, saranno soprattutto i giovani e le mamme a pagare la crisi del mercato del lavoro italiano.
Le elaborazioni dell’Osservatorio delle pensioni mostrano, infine, com’era lecito aspettarsi, una crescita dell‘età media dei pensionati, che allo stato attuale è di 73,6 anni (71 anni gli uomini e 75,5 le donne).
Le grandi industrie di trasformazione del latte sono pronte ad inviare ai produttori i nuovi contratti.
Ma i prezzi di conferimento non sono quelli che speravano gli allevatori.
Il prezzo stabilito dall’Osservatorio europeo è di 29 centesimi al quale vanno aggiunti 4 centesimi di premio per i prodotti italiani.
Si arriva, dunque, a 33 centesimi, ovvero un prezzo addirittura inferiore rispetto a quello che ha scatenato la protesta dei produttori lo scorso mese di
novembre.
Dopo una dura battaglia, con manifestazioni in tutta Italia ed il blocco dello stabilimento di Lactalis, si era arrivati ad un compromesso che ha portato il prezzo a 37 centesimi, 36 pagati da Lactalis ed 1 dall’Unione attraverso i 25 milioni stanziati per sostenere il comparto.
In questi mesi la situazione non è migliorata. Gli osservatori hanno rilevato un eccesso di produzione in tutta Europa, stimabile attorno al +7%, a fronte di un evidente riduzione dei consumi.
Il crollo dei prezzi, dunque, è stato ancora più cospicuo e trovare un accordo che soddisfi i produttori sarà più complicato.
Nel frattempo Granarolo, per bocca del proprio presidente, nonché coordinatore latte dell’Alleanza delle Cooperative, Giampiero Calzolari, ha dichiarato di essere disposta a pagare un prezzo maggiore, utilizzando i profitti ottenuti per effetto della diversificazione produttiva.
La situazione resta comunque preoccupante, tant’è che, come abbiamo riportato nei giorni scorsi, molti paesi, tra cui Francia ed Italia, stanno ponderando di ridurre volontariamente la produzione per provare ad incidere sul livello dei prezzi.
L’Italia attraverso le organizzazioni dei produttori ed il Mipaaf, chiede degli interventi decisi all’Unione Europea. Le misure proposte nel Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura, svoltosi un paio di settimane fa, non basteranno per lenire la crisi del settore.
C’è anche Domenico Lucano nella classifica dei 50 leader più grandi del mondo, elaborata dalla rivista Fortune.
Il sindaco di Riace, in provincia di Reggio Calabria, riceve così un importante riconoscimento da parte di una delle riviste economiche più conosciute a livello internazionale per la sua attività a sostegno dei migranti.
Da diversi anni ormai è attivo il progetto lanciato da Lucano quando era ancora un professore universitario. Per far fronte all’emergenza immigrazione l’attuale
sindaco di Riace ha offerto ai migranti di utilizzare le case abbandonate dagli abitanti del piccolo paese calabrese, andati a cercare fortuna e lavoro al Nord Italia o all’estero.
In questo modo, una realtà per lo più disabitata durante l’anno, è diventata un esempio di cooperazione ed accoglienza. I migranti arrivati a Riace si sono cimentati in attività economiche tipiche della cittadina calabrese: hanno dato vita ad esperimenti di lavoro artigiano, recuperando alcune tradizioni locali, e hanno iniziato a praticare la pastorizia, la pesca e l’agricoltura.
Oggi a Riace, insieme ai 1200 riacesi, vivono circa 400 migranti provenienti da 16 nazionalità diverse. Il paese calabrese rappresenta un punto di riferimento per le politiche di accoglienza ed integrazione.
Al primo posto della classifica stilata da Fortune, che raccoglie le maggiori personalità politiche, economiche, religiose e sportive, troviamo Jeff Bezos, Ceo di Amazon.
Al secondo c’è, invece, Angela Merkel, seguita da Aung San Suu Kyi, Papa Francesco e Tim Cook.
La presenza di Lucano in questa classifica è resa ancora più significativa dal fatto di essere l’unico italiano presente nella top 50.
Un aereo della compagnia Egypt Air, partito alle 8 dal Cairo e diretto ad Alessandria d’Egitto, è stato dirottato e fatto atterrare a Larnaka, la capitale di Cipro.
Secondo le prime indiscrezioni provenienti dall’autorità egiziane, a bordo ci sarebbe almeno un kamikaze con una cintura esplosiva addosso e con un paio di
complici che avrebbero aiutato l’attentatore a dirottare l’aereo.
Come riportato dall’Egyptair in un tweet pubblicato qualche minuto fa, a bordo ci sarebbero 81 persone.
Una volta atterrati, però, gli attentatori hanno liberato tutti i passeggeri di origine egiziana, tra i quali erano presenti numerose donne e bambini, mentre sono ancora in ostaggio quattro passeggeri stranieri e tutto l’equipaggio composto da 7 persone.
Secondo la televisione di stato egiziana, il dirottatore sarebbe Ibrahim Samaha, un uomo di origine libica che avrebbe richiesto asilo politico a Cipro.
Sono in corso le trattative per la liberazione degli ostaggi.
10:45 Secondo la Farnesina a bordo dell’aereo c’è anche un passeggero italiano, che insieme a tre britannici ed un irlandese è ancora tenuto in ostaggio dal dirottatore.
10:52 Arrivano conferme sul nome dell’attentatore. Si tratterebbe di Ibrahim Samaha, professore di veterinaria dell’università di Alessandria.
Dietro al folle gesto non ci sarebbero motivazioni di carattere politico o religioso, ma solo personali. Nella lettera scritta dal dirottatore e pervenuta all’autorità, Samaha non ha richiesto asilo politico, ma di poter incontrare l’ex moglie.
11:53 Liberato il passeggero italiano a bordo dell’aereo. Secondo l’Ansa dovrebbe chiamarsi Andrea Bianchetti.
Seguono aggiornamenti.
Anche Salah Abdeslam avrebbe dovuto partecipare agli attentati di Bruxelles.
A rivelarlo sono i media belgi che diffondono i dettagli del piano originario degli attentatori prima che la polizia portasse a compimento l’arresto di Salah.
Lo schema dell’attacco era grossomodo simile a quello della strage di Parigi. L’intento, infatti, era di realizzare una serie di attentati quasi in contemporanea per le strade di Bruxelles.
Oltre agli attacchi all’aeroporto e alla metropolitana il piano prevedeva anche una serie di azioni a colpi di arma da fuoco per le strade del centro di Bruxelles, con Salah Abdeslam e altri due terroristi (Mohamed Belkaid e Amine Choukri) come protagonisti. La data fissata per l’attentato era il 28 marzo, giorno di Pasquetta.
L’uccisione di Belkaid, però, in seguito alla retata avvenuta nel covo di Forest ha ritardato l’azione degli attentatori, facendola diventare inattuabile dopo l’arresto di Salah.
In base alle indiscrezioni emerse in queste ore e confermate dalla polizia belga, dunque, Ibrahim e Khalid El Bakraoui e Najim Laachraoui avrebbero messo in atto solamente una parte dell’attacco previsto, che nelle intenzioni originarie sarebbe dovuto essere di proporzioni simili ai fatti di Parigi.
Tra gli obiettivi degli attentatori c’erano anche le centrali nucleari belghe, come dimostra un filmato recuperato dalla polizia a a casa di di Mohamed Belkaid.
Nel frattempo diversi blitz delle autorità belga, effettuati nel corso della notte, hanno portato all’arresto dei sei persone legate agli attentati di Parigi e Bruxelles. Nella capitale francese è stato arrestato un altro presunto attentatore, che secondo gli inquirenti aveva in programma un nuovo attacco.
Non ci sono ancora notizie, invece, sugli altri protagonisti dell’attentato di martedì scorso, ovvero Najim Laachraoui ed un altro uomo, presente insieme Khalid El Bakraoui nella fermata di Maelbeek senza però entrare nel vagone esploso.
Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali rende nota l’entrata in vigore del primo Piano olivicolo nazionale in seguito all’approvazione della Conferenza Stato Regioni.
È la prima volta che un Governo, di concerto con gli locali, decide di sostenere un settore, come quello olivicolo, investendo 32 milioni di euro, risorse che potranno essere alimentate dai Psr delle singole regioni.
La scelta di sostenere il comparto arriva dopo la pessima campagna 2014-2015 a causa dell’epidemia Xylella e a pochi giorni dalla discussa decisione dell’Unione Europea di aumentare le importazioni di olio tunisino senza apportare dazi doganali.
Il settore olivicolo, dunque, necessitava di misure urgenti per aumentare la competitività delle imprese italiane e rilanciare l’immagine di uno dei prodotti cardine della dieta mediterranea.
Vediamo nel dettaglio le azioni inserite nel Piano olivicolo nazionale:
“Con l’approvazione per la prima volta del Piano olivicolo nazionale – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – iniziamo a definire una strategia produttiva che mancava da troppi anni in Italia. L’obiettivo condiviso con tutta la filiera è migliorare sotto il profilo della qualità e della quantità. Abbiamo deciso di investire 32 milioni di euro per aiutare la riorganizzazione del settore olivicolo e oleario italiano, con un piano che potrà essere ulteriormente supportato con le risorse regionali dello sviluppo rurale. Il nostro lavoro non si ferma qui. Con l’accordo di filiera siglato poche settimane fa ci sono tutte le premesse per dare futuro al comparto, guardando anche alle opportunità e al lavoro da fare a livello internazionale”.
Le centrali nucleari del Belgio erano il primo obiettivo dei terroristi.
A rivelarlo è il portale belga Derniere Heure che racconta come la decisione di cambiare velocemente strategia sia legata all’arresto di Salah e alla volontà di vendicare la sua cattura.
C’è un video, in particolare, che svela i piani di Ibrahim e Khalid El Bakraoui, i kamikaze che si sono fatti esplodere all’aeroporto e nella metropolitana.
Il 30 novembre la polizia belga ha sequestrato un video registrato dai due terroristi grazie ad una telecamera nascosta vicino alla casa del direttore del programma di ricerca e sviluppo nucleare belga.
La durata del video è addirittura di 10 ore; i due fratelli volevano controllare i movimenti del direttore e trovare un modo per portare a compimento un attentato che avrebbe rappresentato un vero e proprio disastro per il Belgio intero.
La polizia, però, è riuscita a sequestrare il materiale a casa di Mohamed Bakali e da lì in poi è stato piazzato l’esercito di fronte alla centrale nucleare, impedendo
di fatto qualsiasi tipo di attentato.
L’arresto di Salah ha poi definitivamente fatto dirottamente i piani dei fratelli Ibrahim e Khalid El Bakraoui verso obiettivi più accessibili come l’aeroporto e la fermata della metro di Maelbeek.
Non ci sono novità sulla caccia all’uomo in atto in queste ore. Najim Laachraoui, l’artificiere degli attentati di Parigi e Bruxelles, l’uomo che nell’immagine diffusa dalla polizia belga veste una giacca grigia ed un cappello nero, è ancora in fuga, mentre spunta l’ipotesi che nella metro insieme a Khalid El Bakraoui ci fosse un altro uomo, ripreso dalle telecamere di sorveglianza di Maelbeek.
La polizia ha diffuso il suo identikit nella speranza che qualcuno possa venire in soccorso ad indagini che finora hanno portato a scarsi risultati.
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