Nel mese di gennaio 2016, secondo i dati Istat, diminuiscono sia le esportazioni che le importazioni.
Le elaborazioni delle istituto di statistica offrono un quadro poco incoraggiante per l’economia italiana. Il perdurare dell’embargo russo ed il rallentamento della
crescita degli Stati Uniti e di alcuni paesi del Sud America, su tutti il Brasile, ha portato l’Italia a diminuire il numero di prodotti esportati all’estero.
In particolare, rispetto al mese precedente, a gennaio 2016 l’export diminuisce del 2,2% e l’import dello 0,6%, con un saldo commerciale pari a +35 milioni.
La variazione negativa su base mensile deriva da un calo dell’export verso l’area extra Ue (-6,3%), mentre le vendite di prodotti verso i paesi europei sono aumentate dell’1,1%.
Il calo è imputabile soprattutto al crollo dell’export di prodotti energetici (-22,2%).
In termini tendenziali a gennaio 2016 si rileva una flessione sia dell’export (-3,5%) sia dell’import (-3,2%), determinata principalmente dal marcato calo delle vendite (-8,0%) e degli acquisti (-6,6%) con l’area extra Ue.
In questo caso, però, bisogna valutare gli effetti del calendario: a gennaio 2016, infatti, i giorni di lavoro sono stati 19 contro i 20 di un anno fa. Se consideriamo questa specificità, la flessione diventa solo del -0,3% per l’export e del -1,1% per l’import.
La variazione negativa delle esportazioni dipende soprattutto dal crollo delle vendite verso la Russia (-24,2%) e i paesi MERCOSUR (-18,8%), mentre crescono in maniera sostenuta le esportazioni verso i Paesi Bassi (+15,0%) e la Spagna (9,2%).
Diminuiscono, inoltre, le importazioni di prodotti dalla Russia (-14,2%) e dai paesi OPEC (-12,6%).
I dati, dunque, sono fortemente condizionati dalla crisi energetica e dall’embargo russo, legato alle vicende ucraine.
Per quanto riguarda, infine, l’analisi dei singoli prodotti per paese, l’Istat rileva che le vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti verso Svizzera, Stati Uniti e paesi OPEC, contribuiscono per oltre un punto percentuale alla flessione tendenziale dell’export. La diminuzione dell’export, invece, è attenuata dall’aumento delle vendite verso la Spagna di mezzi di trasporto (autoveicoli esclusi) e di autoveicoli verso il Regno Unito e la Germania.





Il Food Act prevede una serie di misure per la promozione della dieta mediterranea, il potenziamento della distribuzione del vero Made in Italy, un’implementazione del credito per i giovani chef italiani ed il rafforzamento del legame tra cucina e turismo.
miliardi di esportazioni nel 2020.
C’è da dire che, in questo caso, il confronto diretto è con il mese di febbraio 2015, quando tutte le tipologie di prodotto fecero segnare un aumento dei prezzi.
Il Consiglio ha annunciato l’aumento temporaneo degli aiuti di stato, fuori dal regime de minimis, che permetterà ai singoli paesi di erogare ai singoli agricoltori risorse fino a 15mila euro.
Confcooperative Calabria mette a confronto i dati Istat dell’Italia e quelli del Calabria dell’anno 2007 ed il 2014, cercando di individuare le maggiori differenze.
Per questo motivo il nostro Paese si presenterà alla riunione dei ministri dell’agricoltura, chiedendo misure efficaci per salvaguardare il settore.
Per raggiungere questo ambizioso traguardo è doveroso e fondamentale partire con provvedimenti che favoriscano una migliore distribuzione del cibo.



