Nel corso dell’incontro con gli assessori all’agricoltura delle Regioni italiane, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha presentato le proposte dell’Italia per il prossimo Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura in merito alla crisi del settore lattiero caseario.
Il nostro Paese chiede un intervento più convinto da parte dell’Unione europea per salvaguardare un comparto che rappresenta un pilastro fondamentale dell’agroalimentare italiano ed europeo.
Sono quattro, in particolare, i capisaldi delle misure che il ministro Maurizio Martina porterà in sede comunitaria:
- Etichettatura del latte: l’Italia richiede il rafforzamento delle misure sull’etichettatura in modo da consentire ai consumatori di effettuare una scelta consapevole nel momento di acquisto del prodotto.
Il Mipaaf rileva come azioni di questo tipo, nel settore della carne, abbiano portato dei risultati positivi e siano dunque in grado di garantire la
qualità del prodotto e la trasparenza verso i consumatori. - Soglia de minimis per i produttori: il Ministero delle Politiche agricole propone il raddoppio degli aiuti de minimis ai produttori lattiero caseari per i prossimi tre anni.
- Indicizzazione dei prezzi: vengono richiesti maggiori e migliori controlli sui contratti stipulati tra i produttori e le altre componenti della filiera lattiero casearia, verificando se i rapporti stipulati siano sufficientemente chiari nei parametri fissati per stabilire il prezzo.
Con l’obiettivo, inoltre, di fornire al comparto una maggiore chiarezza e stabilità, l’Italia propone di fissare dei meccanismi di indicizzazione parziale o totale dei prezzi che prendano in considerazione i costi della materia prima ed i diversi contesti di riferimento. - Promozione e comunicazione: per aumentare il consumo di latte è necessario, secondo l’Italia, effettuare una migliore strategia di comunicazione che riguardi soprattutto il latte fresco. Queste campagne potrebbero essere realizzate direttamente dalla UE, oppure dagli Stati membri, attraverso il cofinanziamento di specifici programmi condivisi a livello europeo.


L’intento del provvedimento è dare ulteriore slancio al settore agricolo attraverso un deciso ricambio generazionale. Gli ultimi dati ci mostrano come sia sempre più forte l’interesse dei giovani verso l’agricoltura.
Non accadeva, infatti, dal 2011 che il fatturato dell’industria italiana facesse registrare un andamento positivo su base annua. Nel 2013 e nel 2014, ad esempio, c’era stata una flessione del -3,3% e del -0,1%.
Il successo di Kore deriva principalmente dalla capacità di comprendere la mutata sensibilità del mercato, sempre più attento ai prodotti altamente benefici per il nostro organismo.
naturali.
insufficienti e di una gestione scarsamente rappresentativa degli interessi delle rappresentanze agricole.
Il 55% delle stalle si trova, infatti, in aree montane o svantaggiate. Diventa a questo punto fondamentale dotare queste zone di tutte le infrastrutture necessarie per poter limitare i costi di produzione, soprattutto in un periodo particolarmente difficile per il settore.
econdo Hogan, però, gli investimenti nel settore primario sono ancora piuttosto limitati: la Commissione ha calcolato come nel 2014 siano stati investiti dai 2 ai 9 miliardi di euro, variando di paese in paese.
Una situazione che ha provocato la chiusura di molte stalle , gettando il comparto in una situazione di crisi pressoché perenne.
evidente di prodotti quali la birra ed il caviale.
Come riporta l’istituto di statistica la diminuzione congiunturale più marcata interessa i prezzi della divisione di spesa Trasporti (-1,1%), mentre l’altra flessione congiunturale rilevante è quella dei prezzi di Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,6%).
milioni di fondi europei) e stabilendo quattro parametri di indicizzazione per evitare un’eccessiva fluttuazione dei prezzi: prodotti a medio-bassa stagionatura (Provolone Val Padana fresco e maturo, Mozzarella, Gorgonzola, Italico); prodotti a elevata stagionatura (Parmigiano Reggiano e Grana Padano in vari gradi di stagionatura); prodotti esteri (Latte scremato in polvere Francia, Oceania e Germania, Edamer Germania, Latte intero in polvere Germania); input di produzione (mais, farina di soia, sorgo, crusche, farinacci).