Il Prodotto Interno Lordo è cresciuto dello 0,1% nell’ultimo trimestre del 2015 e dello 0,6% in tutto il 2015.
A riportarlo è l’Istat attraverso la stima preliminare del Pil diffusa oggi.
Si tratta della prima variazione positiva degli ultimi quattro anni. Nel 2012, infatti, il Prodotto Interno Lordo era diminuito del 2,8%, nel 2013 dell’1,7% e nel 2014 dello 0,4%.
La crescita fatta registrare nel 2015 non si vedeva dal 2011 quando c’era stato un aumento del Pil proprio del +0,6%.
Se ci concentriamo, invece, sui valori congiunturali nell’ultimo trimestre del 2015 c’è stata una variazione positiva dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2014.
Questo dato, fa sapere l’Istat, è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’industria e di aumenti in quelli dell’agricoltura e dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte), più che compensato dall’apporto positivo della componente estera netta.
Se confrontiamo, infine, i risultati dell’Italia in termini di crescita con quelli di Stati Uniti, Germania e Francia, troviamo delle sostanziali differenze.
Nell’ultimo trimestre del 2015 si è registrato, infatti, un aumento tendenziale dell’1,9% nel Regno Unito, dell’1,8% negli Stati Uniti e dell’1,3% in Francia.


È evidente che in un contesto tariffario del genere sia difficile arrivare per i nostri prodotti.
L’adozione di parametri qualitativi potrebbe addirittura far peggiorare la situazione, portando la trattativa su prezzi ben al di sotto rispetto a quelli precedenti: “Il prezzo di riferimento dell’accordo per la precedente campagna era 92 euro a tonnellata“, spiega Confagricoltura “dobbiamo perseguire l’obiettivo comune di favorire il dialogo all’interno dell’intera filiera al fine di governare domanda e offerta, e in questo le Op devono fare molto di più, limitando un’offerta che se lasciata a se stessa comprometterà la redditività dell’intero comparto, a partire da quella agricola”.
L’altro segnale negativo viene dall’industria alimentare. Il comparto, infatti, perde ben 1,7 punti percentuali su base annua anche se, a differenza della produzione industriale, fa segnare un andamento positivo nell’ultimo mese (+0,7%).
particolare: sicurezza alimentare, biodiversità, stili di vita ed enogastronomia.


Romano Prodi, che di certo di economia globale se ne intende, ha svelato all’AGI le proprie preoccupazioni, parlando di fatto di una situazione critica, da affrontare come un’emergenza globale, di cui si devono fare carico tutti i Paesi delle grandi economie, con un incontro internazionale che sancisca una strategia comune per mettere un freno alla speculazione, ai debiti bancari e alle continue bolle che si creano per poi esplodere nei diversi Paesi. L’ex presidente del consiglio, connette alla situazione economica globale anche le crisi in atto in Siria, Libia e molte regioni mediorientali, che possono essere l’innesco di qualcosa di catastrofico, proprio per scongiurare questo, il professore vede come soluzione un incontro che tracci delle nuove basi per l’economia globale.
All’interno dello stesso Partito Democratico non mancano i distinguo, per una legge che in alcuni passaggi mette in crisi l’area cattolica dei Dem, che oltre a chiedere libertà di coscienza, parlano chiaramente di voto contrario su almeno 3 emendamenti; quello più discusso sarà certamente quello sulle adozioni e sull’inasprimento delle pene per l’utero in affitto, pratica già vietata per legge nel nostro Paese.
In questo modo, il mondo Repubblicano, cerca di togliere anche ossigeno a Hillary Clinton che fa del tema della salute pubblica e della sanità per tutti un proprio cavallo di battaglia, tanto da arrivare a parlare di una vera e propria Hillary’s Care, cioè una norma che estenda la così detta “Obamacare”.
E per il mercoledì delle Ceneri, primo giorno di Quaresima, è proprio la voce di Papa Francesco ad inaugurare l’iniziativa. Il Pontefice per l’occasione ha commentato il seguente passo del Vangelo «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro. Quando fai l’elemosina non suonare la tromba davanti a te. Il Padre tuo, che vede nel segreto ti ricompenserà (Matteo 6, 1-6. 16-18)».
Come sottolinea l’Istat a dicembre l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,7% rispetto a novembre; se consideriamo, inoltre, gli effetti del calendario (21 giorni lavorativi contro i 20 di dicembre 2014) la variazione diventa ancora più negativa.