Un cambio al vertice della Commissione bicamerale antimafia. Stando alle ultime indiscrezioni, la segreteria del Partito Democratico avrebbe deciso di non rinnovare l’incarico a Rosy Bindi in vista della scadenze intermedie dei ruoli delle Commissioni Parlamentari.
Una decisione che potrebbe essere collegata alle polemiche sulle elezioni regionali campane.
Proprio qualche giorno prima delle consultazioni, la Commissione bicamerale antimafia guidata da Rosy Bindi presentò un dossier con la lista dei cosiddetti “incandidabili” in quanto oggetto di procedimenti giudiziari. Tra di essi era presente anche il candidato governatore del Pd ed attuale presidente della regione Campania Vincenzo De Luca.
Aldilà delle polemiche sulla questione De Luca, il partito democratico pare non essere soddisfatto dell’operato dell’attuale presidente della Commissione antimafia, alla quale viene attribuita una certa “timidezza” in merito ad alcune recenti inchieste sulla ‘ndrangheta calabrese.
Il suo posto dovrebbe essere preso da Emanuele Fiano, deputato del Partito Democratico e Responsabile nazionale PD con delega alle Riforme. Tra gli altri incarichi ricoperti in passato da Fiano c’è anche quello di segretario del Copasir.
Figlio di Nedo Fiano, uno dei pochi sopravvissuti alle deportazioni nel campo di concentramento di Auschwitz, Emanuele Fiano è particolarmente attivo sul fronte della promozione dei dialogo tra Israele e Palestina grazie all’attività dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dell’associazione Sinistra per Israele.


AGECONTROL Spa. Viene previsto, ad esempio, l’obbligo di pubblicazione annuale dei dati economici, finanziari e patrimoniali delle attività svolte da ciascun Ente, società e agenzia.
Da tempo sono in corso degli accertamenti da parte dell’istituto sul versamento di contributi riguardanti l’esodo incentivato tra il 2006 e il 2015 di lavoratori del gruppo.
Il nostro Paese, però, può ancora migliorare se consideriamo che le prime 20 Dop e Igp nazionali sviluppano il 90% del fatturato. Tra queste ricordiamo il parmigiano reggiano, il grana padano, l’aceto balsamico di Modena, la mela dell’Alto adige, il prosciutto di Parma, il pecorino romano, il gorgonzola, la mozzarella di bufala campana, lo speck Alto Adige, il prosciutto San Daniele, la mela Val di non, il toscano, la mortadella Bologna, la bresaola della Valtellina Igp ed il taleggio.
La quarta edizione del rapporto Agromafie 2016 sui crimini agroalimentari in Italia, realizzato da Coldiretti, Eurispes ed Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema dell’agroalimentare, prova a fare chiarezza sul fenomeno e sulle evoluzioni del sistema dei controlli.
Con la legge regionale n. 11 del 2003 la Regione Calabria ha costituito nuovi consorzi gestiti dalle rappresentanze agricole, trasferendo a queste ultime, insieme alla gestione, anche i debiti contratti fino a quel momento.
L’arroganza del potere arriva al culmine quando, all’indomani dell’insediamento di Bilotta, nominato dal centrodestra che allora governava la Regione, si riaprì all’improvviso la partita del debito; lo stesso commissario dichiarò che il debito era almeno di 156 mln di euro, non più di 36 mln.
senza la certezza dell’articolo 23, sono certo che avrebbero l’opinione pubblica a favore;
La seconda amara considerazione è che anche gli organismi intermedi non battono colpi da diverso tempo. Quelli che dovrebbero filtrare le istanze dei cittadini e delle categorie verso la politica, il sale della democrazia. Invece, producono tutti i giorni solo convegni per interrogarsi sulle ricette per lo sviluppo.
“Rispetto a 12 mesi fa – ha dichiarato Martina – oggi l’agroalimentare ha un segno unico distintivo, che lo rappresenta in maniera univoca ed è stato protagonista anche di una campagna mirata su un mercato strategico come quello degli Usa, e un piano di azioni che porta tutto il sistema a fare squadra. Se non fosse stato per gli effetti dell’embargo russo avremmo certamente superato i 37 miliardi. Questi risultati sono la prova che possiamo raggiungere quota 50 miliardi entro il 2020″.
Il Ministro Martina ha ribadito in sede europea la necessità di intervenire tutelando il reddito dei produttori con delle misure specifiche per i singoli comparti:
Come dichiarato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, la piattaforma consentirà ai cittadini di esercitare un maggiore controllo sociale sul Ministero ed in generale sulla compagine governativa.
C’è, invece, una netta diminuzione delle ore di cassa integrazione ordinaria richieste, stimabile attorno al -80,7%. L’Inps specifica, però, che questo dato è da attribuire al blocco autorizzativo deliberato dallo stesso Istituto in attesa di conoscere i nuovi parametri degli ammortizzatori sociali disciplinati nel Jobs Act.
dialogo con le istituzioni dei due paesi, cercando di aprire nuove frontiere per i prodotti dell’agroalimentare italiano.
Negli ultimi mesi le autorità giudiziarie hannoindividuato numerose frodi ai danni dei consumatori. Una delle più eclatanti ha interessato