A gennaio 2016 cresce in maniera sensibile la produzione industriale.
Secondo le elaborazioni pubblicate oggi sul sito dell’Istat, l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenta, rispetto a dicembre 2015, dell’1,9%.
Su base tendenziale la crescita è ancora più cospicua: rispetto a gennaio 2015, infatti, la produzione industriale aumenta del 3,9%.
Il settore dell’industria, dunque, mostra dei segnali positivi che abbracciano tutti i comparti. Nel confronto con dicembre 2015 aumentano, infatti, i beni strumentali (+5,7%), i beni intermedi (+2,5%), l’energia (+1,8%) e i beni di consumo (+0,5%).
Su base annua i beni strumentali presentano una variazione positiva maggiore (+9,5%); stessa dinamica per l’energia (+2,8%), settore in ripresa dopo la crisi dell’anno appena trascorso.
Se analizziamo i singoli settori di attività economica, i comparti che registrano i maggiori aumenti tendenziali sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+10,9%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+10,3%) e della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+7,9%). Le diminuzioni maggiori si registrano, invece, nei comparti dell’attività estrattiva (-3,9%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-1,6%) e delle industrie alimentari, bevande e tabacco (-0,6%).


-0,40% e la marginal lending facility dallo 0,30 allo 0,25%.
Le elaborazioni dell’Istituto di Statistica rivelano dati positivi in quasi tutti gli indicatori relativi all’occupazione.
Nei primi tre mesi dell’anno, secondo l’Istituto di statistica, il nostro Paese seguirà l’andamento mondiale che vede una lieve rallentamento della fase di crescita.
Come evidenziato da Agrinsieme, il prezzo dei suini da macello è passato da 1,46 euro/kg di settembre 2015 a 1,2 euro/kg di febbraio 2016, con una variazione negativa del 17,8% in soli cinque mesi; ancora più cospicua la diminuzione del prezzo delle scrofe, passato da 0,55 euro/kg a 0,43 euro/kg ed una variazione percentuale del -21,8%.
La variazione più cospicua è avvenuta nell’ultimo trimestre dell’anno, con 243.206 licenziamenti effettuati ed una diminuzione di 42.487 unità rispetto allo stesso periodo del 2014.
cosiddetto “brunieiettu” e lo “iermanu”, il pane tipico del luogo.
quello delle concessioni.
Le misure inserite dal Governo nel pacchetto 
Ci sono, dunque, dei segnali parizlamente positivi che giungono dal mercato del lavoro italiano e che diventano ancora più evidenti se analizziamo il numero di occupati e di inattivi.
lavoro italiano si distingue, in particolare, per le difficoltà in entrata dei giovani e delle persone che hanno perso il posto di lavoro.
Intermarché, la terza catena di supermercati francese, ha deciso allora di lanciare un progetto ambizioso e al momento vincente.