Categoria: News


  • Questa mattina l’Europa ed il Mondo si sono svegliati con l’ennesima tragedia da raccontare e ricordare. 

    Si percepisce una certa rassegnazione tra la gente, vista l’amara puntualità con la quale questi eventi appaiono nella nostra quotidianità.
    Rassegnazione che si mescola ovviamente alla paura. Oggi, più che ieri, prendere la metro per andare a lavoro o presentarsi in aeroporto non è più un’operazione di routine. Non esiste più nulla di scontato quando la tua vita quotidiana subisce un trauma.
    Non si tratta di una ferita individuale, ma di una rottura che abbraccia l’intera comunità europea in un processo di dolore collettivo unico nel recente passato continentale.

    Oggi i giornali di tutto il mondo hanno provato a dare forma al dolore, un’operazione sempre estremamente complessa, che diventa ai limiti dell’impossibile quando il racconto riguarda stragi come quella di Bruxelles, Ankara o Parigi e quando all’orizzonte c’è un conflitto che ha i contorni quasi delineati della guerra civile.
    Vi proponiamo, dunque, alcune delle prime pagine dei principali quotidiani internazionali, dove prevale il silenzio ed il timore di essere davanti ad una situazione che porterà ad altro sangue in Europa e nel Mondo.
    Particolarmente incisiva l’immagine dei binari della metro, scelta dal britannico The Independent e dal francese Liberation. Il nero è il colore predominante anche della prima pagina dello spagnolo Abc, dove il protagonista è proprio il buio. Il quotidiano belga De Tijd sceglie, invece, una lacrima con i colori della bandiera belga, che esprime alla perfezione il lutto che sta vivendo una nazione, storicamente divisa, ma per un giorno unita nel dolore e nel ricordo.

     


  • bruxelles attentato

    Una delle vittima dell’attentato alla metro di Maelbeek, a Bruxelles, potrebbe essere una donna italiana. 

    La Farnesina ha fatto sapere che è in corso in questo momento la procedura di riconoscimento da parte dei familiari. La vittima sarebbe bruxelles attentatouna funzionaria delle istituzioni europee, data per dispersa nella giornata di ieri e solita prendere la metropolitana nella capitale belga.
    La fase di identificazione è resa difficile dalla violenza dell’attacco che ha reso pressoché irriconoscibili i volti delle vittime.
    «Il presidente del Consiglio ci ha informato che c’è una verifica in corso su una possibile vittima italiana – ha dichiarato Maurizio Lupi all’uscita da Palazzo Chigi – É in corso la fase di riconoscimento, i familiari sono con il console a Bruxelles. Era una donna che prendeva normalmente la metropolitana e dovrebbe essere tra le vittime della metro ma la violenza dell’esplosione ha reso le vittime irriconoscibili».

    Seguono aggiornamenti.


  • artificiere parigi

    La polizia belga, grazie alle telecamere di sicurezza dell’aeroporto di Zaventem, ha identificato tre attentatori dei fatti di Bruxelles. 

    Si tratta dei fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui, che si sono fatti esplodere proprio all’ingresso del desk dell’American Airlines. I due presentano diversi artificiere parigiprecedenti per violenza a mano armata e sono ritenuti vicini alla rete terroristica di Abdeslam Salah.
    Il terzo attentatore, invece, l’uomo che nella foto diffusa dalla polizia belga indossa una giacca grigia ed un cappello nero, sarebbe ancora in fuga e, come sospettato fin dal primo momento, si tratta di Najim Laachraoui, l’artificiere della strage di Parigi.
    Il suo Dna, infatti, era stato trovato su due cinture esplosive utilizzate il 13 novembre 2015, sia allo Stade de France che al Bataclan.
    Laachraoui è sfuggito alla polizia belga nel corso del blitz che venerdì scorso ha portato all’arresto di Salah.

    In questo momento sono in atto perquisizioni e posti di blocco in tutta Bruxelles, che hanno portato anche al ritrovamento di un ordigno esplosivo, prodotti chimici ed una bandiera dello Stato Islamico in un appartamento a Schaerbeek.
    Decisiva è stata la testimonianza di un tassista che ha riconosciuto due degli attentatori e ha raccontato di averli trasportati proprio dalla zona incriminata fino all’aeroporto.
    Nel suo racconto ha dichiarato di essere rimasto sorpreso dalla grande quantità di valigie che trasportavano i due terroristi, tanto da costringerli a lasciare alcuni bagagli nell’appartamento.
    Il blitz effettuato questa notte a Schaerbeek ha portato solamente al sequestro di ordigni e materiali legati all’Is, ma ancora non ci sono notizie su Laachraoui e sull’identità degli attentatori della metropolitana di Maelbeek.


  • renzi bruxelles

    Una mattina di primavera a Bruxelles si trasforma in un inferno. Un doppio attacco terroristico ha colpito due dei luoghi più frequentati della “capitale europea”: l’aeroporto internazionale e la fermata della metro di Maelbeek, a due passi dalle istituzioni europee.

    Più di 30 i morti, centinaia i feriti. Le notizie si susseguono tra smentite e conferme in quel turbinio confuso di immagini e suoni, che solo il terrore riesce a provocare.
    Momenti di orrore, panico e sgomento. Sensazioni provate e riprovate decine di volte negli ultimi anni, sussulti ai quali non ti abitui mai e che speri di dimenticare in fretta.

    Bruxelles, Ankara, Parigi, Tunisi, New York, Ghuta, Gaza sono i nomi del torpore nel quale stiamo affogando e dal quale è doveroso destarci.
    Nelle ore successive all’attentato di Bruxelles abbiamo assistito, come sempre, alle reazioni più disparate.
    salvini bruxellesLa rabbia è il primo sentimento che viene fuori di fronte ad atti di questo tipo. È il caso di Matteo Salvini, leader della Lega, presente a Bruxelles proprio nelle ore dell’attentato.
    Salvini, come spesso accade, ha avuto parole dure nei confronti del Governo italiano ed europeo, colpevole, a suo avviso, di attuare strategie inefficaci nella lotta al terrorismo. Con una serie di tweet e post sulla sua pagina Facebook, il leader leghista ha invitato l’Italia ad una reazione forte contro il terrorismo di stampo islamico e contro i flussi migratori, bersaglio frequente della sua propaganda politica.

    C’è chi, invece, ha lasciato il posto alla commozione, come avvenuto per Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Ue, che nel commentare i fatti di Bruxelles non è riuscita a trattenere le lacrime, lei che è solita operare nella capitale belga.
    Di diverso contenuto le dichiarazioni del premier Matteo Renzi dopo aver presieduto il Comitato nazionale di sicurezza: “Il nemico non è soltanto fuori da noi – dice Renzi – si renzi bruxellesnascone nelle città e nelle periferie europee. Occorre, dunque, un progetto di sicurezza e anche un progetto culturale per difendere le vite dei nostri connazionali europei. 
    L’Europa può e deve fare di più. Questo non è il momento delle reazioni impulsive, la rabbia deve guidarci per portare avanti un progetto concreto, ma ci vorranno mesi e forse anni. 
    Chi promette, oggi, soluzioni miracolistiche non si rende conto di quanto sarà lunga e complessa questa battaglia. Non è dunque il tempo degli sciacalli, ma neanche quello delle colombe. 
    È arrivato il momento di costruire un sistema di sicurezza unitario, i servizi segreti europei devono lavorare insieme. 
    Mettiamo a disposizione risorse non solo per la sicurezza, ma anche per riqualificare le periferie. La sicurezza si costruisce non solo con l’esercito ma anche con il sociale”. 

    Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Repubblica francese Francois Hollande. Il capo dello Stato ha posto l’accento sulla necessità di un intervento comune da parte dell’Unione Europea, una strategia di sicurezza organica che prevede una maggiore collaborazione tra i paesi membri: “Siamo difronte ad una minaccia globale che esige risposte globali. La guerra al terrorismo deve essere combattuta su scala mondiale, soprattutto a livello di intelligence. Oggi stesso il governo francese ha disposto un rafforzamento delle misure di sicurezza, ma questa guerra deve essere gestita con lucidità e freddezza perché sarà una guerra lunga”.

    Direttamente da Cuba è intervenuto anche Barack Obama: “Faremo tutto ciò che sarà necessario per aiutare i nostri amici belgi, individuando i responsabili. 
    schulzQuesto serve a ricordarci che il mondo deve restare unito, dobbiamo stare insieme a prescindere dalla nazionalità, dall’etnia o dalla religione nella battaglia contro il terrorismo. Sconfiggeremo queste minacce alla popolazione mondiale“.
    L’attacco alla stazione metro di Maalbeek si è svolto a poche centinaia di metri dalle istituzioni europee. Un atto che ha sconvolto naturalmente molti parlamentari europei e diversi funzionari che lavorano alla Commissione, al Parlamento e al Consiglio.
    Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha voluto esprimere a nome dell’Ue il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime: “Questi atti provocano in me rabbia e tristezza allo stesso tempo […] Bruxelles, come le altre città colpite da attacchi terroristici, si rialzerà più forte di prima“.

     


  • bruxelles attentato

    Attorno alle ore 8:00 una doppia esplosione ha colpito il terminal A dell’aeroporto internazionale di Bruxelles “Zaventem”. Secondo un primo bilancio sarebbero 28 le vittime e decine i feriti. 
    Fonti governative belghe parlano di un attentato di stampo terroristico. 

    Stando alle prime ricostruzioni, prima delle due esplosioni ci sarebbero stati colpi di arma da fuoco ed urla in arabo che fanno pensare ad un atto terroristico di stampo bruxelles attentatofondamentalista, poi confermato dalla rivendicazione dell’Isis.
    Secondo le autorità, a Zaventem sarebbero stati trovati altri ordini inesplosi.
    Ma ad essere colpito non è stato solamente l’aeroporto. In questi minuti è stata udita un’altra esplosione nella stazione metro di Maelbeek, in pieno centro a Bruxelles, proprio nei pressi delle istituzioni dell’Unione Europea.
    Il tutto dopo che venerdì la polizia belga ha arrestato Salah Abdeslam, uno dei dieci attentatori delle strage di Parigi del 13 novembre 2015.

    Aggiornamento del 23/03/2016

    12:01 Secondo la stampa belga è stato catturato Najim Laachraoui, uno dei tre terroristi protagonisti dell’attentato all’aeroporto di Zaventem.
    L’uomo sarebbe stato arrestato ad Anderlecht, proprio alle porte di Bruxelles. Laachraoui, 25 anni, è considerato dalla polizia belga come l’artificiere della strage di Parigi, dal momento che il suo Dna è stato ritrovato su due diverse cintura esplosive presenti sul luogo degli attentati parigini.
    La sua identità è stata rivelata da un’immagine delle telecamere di sicurezza dell’aeroporto poco prima dell’esplosione.
    Non sono ancora noti, invece, i nomi dei responsabili dell’attentato alla metro di Maelbeek, dove è rimasta uccisa anche una donna italiana.

    13:05 Il quotidiano belga Derniere Heure (Dh) ha smentito la notizia dell’arresto di Najim Laachraoui, che sarebbe, dunque, ancora a piede libero.
    Stando alle ricostruzioni dello stesso giornale, gli altri due attentatori sarebbero i fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui, con uno di essi fattosi esplodere all’aeroporto di Zaventem e l’altro protagonista dell’esplosione alla fermata di Maelbeek.

    Aggiornamento del 22/03/2016

    10:00 Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha convocato per le ore 15:00 il Comitato nazionale di sicurezza per valutare ulteriori misure preventive.

    10:02 Secondo la Polizia belga l’attentato all’aeroporto sarebbe opera di un kamikaze. Dopo l’arresto di Salah, si trovava ancora in città l’artificiere della strage di Parigi, la cui cellula aveva in programma un attentato proprio nella capitale belga.

    farnesina10:08 Attiva l’Unità di crisi della Farnesina, che raccomanda agli italiani presenti a Bruxelles di non effettuare spostamenti.
    Bruxelles ha attivato un numero di emergenza per i familiari delle vittime e dei feriti: 0032 25064711.

    10:15 Il bilancio ufficiale, al momento, parla di 13 morti. Secondo un testimone ci sarebbero una ventina di corpi a terra nella stazione metro di Maelbeek.

    10:23 I media belgi parlano di 10 morti alla fermata di Maalbeek. A Parigi nel frattempo è stata evacuata una stazione treno per il ritrovamento di un pacco sospetto.

    10:27 Sospesi a Bruxelles tutti i mezzi pubblici, chiusi anche i musei, le scuole, le università. L’aeroporto di Zaventem rimarrà chiuso fino alle ore 6:00 di domani mattina, sono stati cancellati tutti i voli.

    10:38 Secondo l’ambasciatore italiano a Bruxelles non dovrebbero esserci vittime italiane.

    10:49 Arrivano le prime ricostruzioni sull’attentato all’aeroporto internazionale di Zaventem. Attorno alle ore 8:20 c’è stata la prima esplosione al Raw 8, al Desk dell’American Airlines; qualche minuto dopo è avvenuta un’altra esplosione nella Zona T, al Desk della Brussels Airline.

    10:51 La polizia belga conferma ufficialmente che si è trattato di un atto terroristico. Non ci sono state, però, ancora rivendicazioni.

    mattarella bruxelles11:05 Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto esprimere il proprio “cordoglio per le vittime e la più decisa condanna per gli esecrabili atti di violenza”. Secondo il Capo dello Stato “occorre affrontare questa sfida decisiva con una comune strategia, che consideri la questione in tutti i suoi aspetti: di sicurezza, militare, culturale, di cooperazione allo sviluppo. In gioco ci sono la libertà ed il futuro della convivenza umana”.

    11:45 Un nuovo bilancio della Rete dei Trasporti parla di 15 morti nella metro; 13 vittime e 35 feriti, invece, all’aeroporto, ma c’è il timore che il numero dei morti possa crescere ulteriormente.
    L’esplosione più forte sarebbe avvenuta nella hall degli imbarchi, con il conseguente crollo del tetto sulle persone in attesa del proprio volo. Si tratterebbe di un attentato kamikaze.
    Secondo un testimone, invece, ci sarebbero state almeno 3 esplosioni in metro, non è chiaro se anche in questo caso sia stato un kamikaze a farsi esplodere o se sia stato attivato un ordigno.

    12:12 Il primo bilancio ufficiale parla di 15 morti, 10 feriti gravi e 45 feriti alla stazione di Maelbeek.

    12:14 Il governo francese smentisce la notizia della chiusure delle frontiere tra Francia e Belgio in seguito agli attentati.

    12:28 In questi minuti sta girando in rete un video dell’esplosione all’aeroporto di Bruxelles. Si tratta in realtà di un falso che risale ad un attentato a Mosca nel 2011.

    12:33 Il presidente della Repubblica francese Francois Hollande commenta così i fatti odierni: “Siamo difronte ad una minaccia globale che esige risposte globali. La guerra al terrorismo deve essere combattuta su scala mondiale, soprattutto a livello di intelligence. Oggi stesso il governo francese ha disposto un rafforzamento delle misure di sicurezza, ma questa guerra deve essere gestita con lucidità e freddezza perché sarà una guerra lunga”.

    12:46 L’Isis rivendica gli attentati di Bruxelles, minacciando ulteriori attacchi nei prossimi giorni.

    12:57 In corso nella regione di Bruxelles diverse perquisizioni, si sta seguendo la pista legata all’artificiere degli attentati di Parigi.

    13:01 Come in occasione della strage di Parigi, Facebook ha attivato “Safety Check”, la funzione che permette agli utenti che si trovano nei luoghi colpiti dagli atti terroristici di far conoscere le proprie condizioni agli amici Facebook. Questa volta, però, lo strumento è stato messo in funzione con oltre due ore di ritardo, scatenando la protesta degli utenti.

    13:10 Secondo le ultime indiscrezioni sarebbero già state identificati cinque sospettati grazie alle telecamere di sicurezza dell’aeroporto. A Zaventem sono state ritrovate anche armi da fuoco.

    13:16 L’Université libre di Bruxelles che ospita oltre 20.000 studenti è stata interamente evacuata.

    13: 20 Secondo i media belgi il bilancio delle vittime sale a 34 morti. Nel frattempo il livello di sicurezza nella città è arancione, con la polizia e l’esercito a presidiare le strade del centro.

    15:13 Ambasciatore Grassi: “Al momento nessuno è in grado di dire se tra le vittime ed i feriti ci siano italiani. La situazione negli ospedali è piuttosto caotica ed è difficile effettuare delle identificazioni. Per adesso incontrati solo italiani con ferite lievi”.

    terrorismo15:37 Il portale belga dhnet.be ha diffuso in esclusiva le prime immagini dei sospettati, tratte dalle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto di Zaventem. Non ci sono ancora conferme da parte della polizia belga sulla veridicità dell’informazione diffusa da uno dei mezzi d’informazione più popolari in Belgio.

    15: 53 Il Belgio decreta tre giorni di lutto nazionale.

    16: 02 Riaperta stazione di Gare du Nord con migliaia di persone in attesa di tornare a casa. Rimangono chiuse la stazione colpita, quella dell’aeroporto e quella di Bruxelles Luxembourg, vicino al Parlamento europeo.

    18:05 Secondo i media belgi sono 34 le vittime e oltre 200 i feriti. Nel frattempo è scattata la caccia all’uomo in ricercato bruxellesseguito alla foto di tre sospettati diffusa dalla polizia locale.
    Due persone sono state arrestate proprio nella zona adiacente a Maelbeek e altri cinque sono ricercati.

    18:32 La Polizia belga ha diffuso su Twitter e sui media una foto di uno dei possibili attentatori, chiedendo aiuto alla popolazione locale.
    Nell’immagine il sospettato si trova proprio all’aeroporto di Zaventem poco prima delle due esplosioni.

     

    Seguono aggiornamenti.


  • urban trees management

    Di cosa si occupa la vostra cooperativa e quando è nata l’idea di partecipare a Coopstartup?

    La nostra cooperativa si chiama U.T.M. (Urban Trees Management) e ci occupiamo della gestione dell’albero urbano, che va dall’impianto di nuovi boschi urban trees managementsperimentali urbani fino alla manutenzione, quindi la potatura e la valutazione della stabilità. Infine ci occupiamo anche della formazione degli operatori che vanno ad occuparsi della manutenzione del verde.
    Non siamo mai stati in forma associata e lavoravamo singolarmente, sapevamo che una forma societaria sarebbe stata un valore aggiunto. Come è uscito il bando Coopstartup abbiamo pensato che sarebbe stata l’idea giusta.

    Perché avete scelto la forma cooperativa per avviare una startup e non un altro tipo d’impresa?

    Perché ritenevamo fosse la forma migliore per unire le nostre competenze e anche a livello legale ci siamo trovati bene, soprattutto ci dà modo di far collaborare più professionalità e di poterci ampliare a seconda delle esigenze e per tutti i tipi di lavori per i quali noi siamo più carenti e possiamo avere la forza di altri professionisti.

    In cosa pensate possa aiutarvi essere inseriti all’interno di un progetto Coopstartup?

    Sicuramente è una grandissima vetrina e siamo già stati supportati fin dall’inizio con la formazione post-bando e questo ci ha dato le basi per creare la nostra cooperativa ed il nostro business plan. Sappiamo che ci aiuteranno sia nella costituzione che nella costruzione vera e propria della cooperativa.

    Quali sono state le difficoltà principali che avete incontrato nel momento dell’apertura della startup?

    Approcciarsi con un business plan, con un business model canvas ed indagini di mercato, per chi è alla prima esperienza come noi, è un po’ complicato. Studiando un poco e con l’aiuto di Legacoop siamo venuti a capo della situazione.

    Se poteste dare un consiglio ad un ragazzo che vuole aprire una startup, che tipo di consiglio gli dareste?

    Gli diremmo di crederci e allo stesso tempo di non farsi trasportare troppo dall’entusiasmo. Bisogna lavorare sodo, ma i risultati sicuramente arriveranno.


  • libera 21 marzo

    Sono oltre duemila le piazza italiane coinvolte nella Giornata della Memoria e dell’Impegna, l’appuntamento annuale organizzato da Libera per ricordare le vittime di tutte le mafie. 

    Ogni anno il 21 Marzo, primo giorno di primavera, c’è spazio per la rinascita delle coscienze e per l’impegno concreto di cittadini, istituzioni, imprese e associazioni contro chi utilizza la prepotenza e la violenza per affermare un potere illegittimo.
    LOGO_LIBERA1È il potere della camorra, dell’ndrangheta, di cosa nostra e di tutte le mafie e le organizzazioni criminali che quotidianamente gettano fango e sangue sul territorio italiano.
    Quest’anno la manifestazione principale della 21^ edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno si svolgerà a Messina, ma non sarà l’unica città ad ospitare eventi e cortei. Sono in programma, infatti, manifestazioni in tutta Italia e non solo (previste iniziative anche a Bruxelles, Parigi e Losanna) con oltre 350mila persone coinvolte.
    Collegandovi a questo link potete consultare l’elenco dei comuni, in giro per l’Italia e per il mondo, che ospiteranno iniziative a sostegno della legalità.
    È particolarmente importante che non sia solamente una la città protagonista della Giornata della Memoria e dell’Impegno. Il 21 Marzo sta diventando con il passare degli anni un momento universale di ricordo ed impegno civile, che abbraccia l’intera comunità nazionale.
    Perché per combattere la criminalità organizzata e la corruzione è necessaria prima di tutto la responsabilizzazione della società civile.
    L’eco della Giornata della Memoria e dell’Impegno diventa, dunque, sempre più forte e diffuso. E questo è già un buon punto di partenza.


  • latte soresina

    L’acquisto di prodotti alimentari online è in forte crescita.
    Lo confermano i dati che raccontano come nel 2016 il 19,3% degli italiani compri cibo e bevande in rete contro il 6,1% del 2015. 

    Latterie Soresina, uno dei gruppi leader del settore lattiero-caseario italiano, ha deciso allora di puntare sull’e-commerce approdando su Amazon.
    Si inizierà con il burro e, qualora la sperimentazione dovesse andare bene, si proseguirà con altri prodotti. In ogni caso, si tratta di una scelta che potremmo latte soresinadefinire pionieristica e coraggiosa, perché riguarda un comparto, quello lattiero caseario, caratterizzato da prodotti altamente deperebili e dunque difficilmente adattabili alla logica dei tempi di consegna, tipica degli acquisti online.
    Il servizio che mette a disposizione Amazon prova, però, ad ovviare a questo problema. Si chiama Amazon Prime Now e consentirà ai consumatori di ricevere i prodotti ordinati entro un’ora.
    Per adesso il servizio sarà disponibile solo per la città di Milano ed i 34 comuni dell’hinterland milanese, ma l’obiettivo è estendere Prima Now anche ad altre realtà italiane.
    Latterie Soresina intende trovare nuove strategie commerciali, che siano in grado di sopperire alla crisi del comparto, per effetto del ribasso dei prezzi e della chiusura del mercato russo.
    Il 30% del fatturato di Soresina viene realizzato attraverso le vendite all’estero. Di qui la decisione di rafforzare la propria presenza in mercati come quello tedesco, svizzero, olandese e statunitense. “Anche l’alimentare ormai deve accettare la sfida della globalizzazione – ha dichiarato Tiziano Fusar Poli, presidente di Soresina, al quotidiano Italia Oggi – e competere sui mercato, tagliando l’erba sotto i piedi alle contraffazioni“.


  • pomodoro-cooperative

    Il comparto del pomodoro, così come gran parte del settore ortofrutticolo, sta attraverso un periodo di estrema difficoltà. 

    C’è innanzitutto un problema legato alla situazione internazionale, con l’embargo russo che ha tolto ai nostri produttori uno sbocco di mercato fondamentale.
    È aumentata, inoltre, la concorrenza con la presenza massiccia di prodotti provenienti dal Nord Africa, generando una dinamica dei prezzi tendente al ribasso.
    Le aziende ortofrutticole italiane, dunque, soprattutto quelle di piccole dimensioni, non riescono più a sostenere i costi di produzione e le pratiche di aggregazione sono ancora poco diffuse.

    Per questo motivo l’Alleanza delle Cooperative agroalimentari italiane chiede degli interventi forti e duraturi da parte dell’Unione. Ne hanno parlato ieri Italia, Spagna e Francia nel corso del gruppo di contatto tenutosi presso il Ministero delle Politiche Agricole italiane.
    pomodoro-cooperativeI tre paesi hanno messo a punto delle strategie comuni da portare in sede europea per tutelare gli interessi dei produttori ortofrutticoli continentali.
    Il coordinatore  del settore ortofrutticolo dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, Davide Vernocchi, ha commentato in maniera positiva l’esito dell’incontro: “Siamo confortati dalla piena sintonia registrata oggi con la filiera spagnola e crediamo sia indispensabile presidiare insieme l’evoluzione dei lavori comunitari per arrivare in tempi rapidi alla definizione di una nuova proposta comunitaria di aumento dei prezzi di ritiro, differenziati per tipologia (tondo e ciliegino), così da far fronte nei prossimi mesi al permanere di una riduzione dei prezzi nel settore del pomodoro da mensa”.

    Nella giornata di lunedì, nel corso del consiglio straordinario dei ministri dell’agricoltura Ue, il commissario Phil Hogan ha confermato il prolungamento delle misure straordinarie di sostegno per il settore ortofrutticolo per far fronte all’embargo russo, oltre all’attivazione della clausola di salvaguardia e i nuovi meccanismi per rivedere il sistema di calcolo dei prezzi di entrata per arginare le importazioni dal Marocco.
    Provvedimenti che, secondo Vernocchi, devono estendersi anche ad altre filiere ortofrutticole, soprattutto quelle legata alla frutta estiva, dove le indennità per i produttori risultano ancora poco attraenti e lasciano il mercato in uno stato di estrema volatilità.


  • unicredit-coltivare-il-futuro

    “Coltivare il futuro” è il progetto di Unicredit e del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali a sostegno dell’agroalimentare italiano. 

    L’iniziativa, presentata oggi a Roma, mette a disposizione delle aziende agroalimentari 6 miliardi di euro in termini di finanziamenti più una serie di altre iniziative formative per accrescere il livello di conoscenza dei mercati internazionali e delle nuove tecnologie.
    unicredit-coltivare-il-futuroIl protocollo d’intesa è stato firmato oggi nella sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze alla presenza di Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giuseppe Vita, Presidente del Gruppo UniCredit, e Gabriele Piccini, Country Chairman Italy di UniCredit.
    Le scelta del Mef come sede di sottoscrizione dell’accordo ha un valore simbolico e conferma la volontà del Governo di rendere l’agroalimentare – settore che tra agricoltura, silvicoltura e pesca ed industria alimentare genera un fatturato di oltre 180 miliardi – uno dei volani dello sviluppo italiano.

    Sono tre, in particolare, i pilastri del progetto “Coltivare il futuro”:

    • Un plafond di 6 miliardi di euro per il triennio 2016-2018 attraverso finanziamenti specifici per gli imprenditori agricoli. L’agroalimentare è un mondo complesso e composto per lo più da piccole aziende, che hanno difficoltà di accesso al credito e nell’esportare i propri prodotti all’estero.
      L’intesa tra il Mipaaf e Unicredit ha come obiettivo proprio quello di creare un linea di credito specifica per il settore.
    • L’istituzione dell’Agri-Business School, una vera e propria scuola per la formazione degli agricoltori.
      Verranno approfonditi tre grandi temi: competenze di base in materia di finanza, export management per dare agli operatori le conoscenze essenziali in tema di internazionalizzazione ed innovazione tecnologica.
    • UniCredit, Cisco (azienda leader in tecnologia e apparati di networking) e Penelope (società specializzata nella tracciabilità degli alimenti e nel controllo e gestione della filiera produttiva) lanciano “Value for Food“, un’iniziativa per finanziare programmi di evoluzione tecnologica delle aziende agroalimentari, coniugando attività di comunicazione e marketing territoriali, digitalizzazione degli asset informatici ed efficientamento ed automazione dei processi di filiera.
      L’obiettivo di “Value for Italy” è per l’appunto valorizzare il Made in Italy, proteggendolo dalle contraffazioni ed implementando le nuove tecnologie nei processi produttivi.

  • sprechi alimentari

    La Camera dei Deputati ha approvato, oggi, la legge sugli sprechi alimentari, un provvedimento che dovrebbe consentire all’Italia di recuperate 550mila tonnellate di eccedenza in tutta la filiera. 

    La palla passa adesso al Senato per l’approvazione definitiva, ma si tratta comunque di un primo passo verso il raggiungimento degli obiettivi posti con la firma della Carta sprechi alimentaridi Milano. L’Italia, insieme ad altri Paesi, istituzioni e ONG, si è impegnata portare avanti azioni di contrasto agli sprechi alimentari abbracciando la Sfida Fame Zero, lanciata di recente dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon.
    La legge sugli sprechi renderà più facile per le imprese donare il cibo alle organizzazioni non profit anziché distruggere gli avanzi.

    Il valore degli sprechi arriva nel nostro Paese a quota 13 miliardi di euro; nel mondo è stato calcolato che un terzo del cibo prodotto viene sprecato, con una stima di 13 miliardi di tonnellate di cibo gettate via ogni anno.
    La nuova normativa semplifica le procedure di donazione, innalzando a 15mila euro la soglia che obbliga aziende e ristoratori ad effettuare una dichiarazione preventiva prima di donare gli avanzi. Quando la legge concluderà l’iter normativo basterà elaborare una rendicontazione a fine mese con le donazioni effettuate.
    “Il voto di oggi – commenta il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina – conferma l’Italia in prima linea nella lotta contro lo spreco alimentare. Ora bisogna arrivare presto all’approvazione definitiva. È un intervento necessario per contrastare un fenomeno che solo in Italia vale 12 miliardi di euro l’anno. Un Paese a spreco zero è un Paese con cittadini-consumatori consapevoli, un Paese che fa diventare le buone pratiche abitudini quotidiane e non eccezioni”.


  • lavoro

    C’era grande attesa per le elaborazioni dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps per il mese di gennaio, in modo da valutare il rendimento del mercato del lavoro all’inizio del 2016. 

    I primi risultati non sono certamente positivi. Secondo l’Inps, infatti, a gennaio 2016 si registrano 12.378 contratti a tempo indeterminato in meno rispetto ad un anno fa. Se consideriamo anche le trasformazioni di rapporti di lavoro a termine in contratti a tempo indeterminato, abbiamo una variazione negativa del 64% lavoronel confronto con gennaio 2015 e del -60% rispetto al 2014.
    L’Inps identifica le cause di questo crollo nella riduzione degli sgravi fiscali sui contratti stabili. Il Governo ha investito su questa misura circa 13 miliardi di euro, assicurando una decontribuzione fino a 8.060 euro alle imprese che stipulano nuovi contratti permanenti.

    Gli sgravi, validi per tutto il 2015, hanno portato ad un’imponente crescita delle assunzioni, specie a tempo indeterminato, con un picco nei primi mesi del 2015 e a dicembre.
    Nel dettaglio sono addirittura 1,54 milioni i contratti che hanno beneficiato delle agevolazioni.
    Ma cosa succederà nel 2016, dal momento che il Governo ha deciso di ridurre fortemente gli sgravi? Il timore di molti è che gli effetti positivi possano svanire, portando ad un nuovo aumento del tasso di disoccupazione.
    I primi dati dell’Inps sembrano andare proprio in questa direzione: terminati o comunque ridotti in misura significativa gli incentivi, le imprese hanno diminuito anche il numero di nuovi dipendenti. Del resto, come rilevato da un sondaggio Istat, il 50% delle aziende manifatturiere ed il 60% di quelle dei servizi dichiara che gli sgravi hanno avuto “molta” o “abbastanza” nella scelta di assumere o meno un nuovo addetto.
    E in questo senso si spiega anche l’impennata di assunzioni verificatasi a dicembre, ovvero l’ultimo mese di operatività degli sgravi contributivi.