• Lavoro, Focus Censis-Confcooperative su mismatch, demografia e grandi dimissioni

    Nuovo Focus Censis-Confcooperative: Lavoro, il mercato contorto: l’Italia alle prese con mismatch, demografia e grandi dimissioni”.

    È stato pubblicato il Focus Censis-Confcooperative intitolato: “Lavoro, il mercato contorto: l’Italia alle prese con mismatch, demografia e grandi dimissioni”.

    Il dato più evidente emerso dal focus è quanto sia ancora difficile far coincidere offerta e domanda di lavoro. Un focus di grande ampiezza che stima le ricadute economiche della mancanza di lavoratori e anche fenomeni nuovi come le dimissioni volontarie.

    Il Presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ha dichiarato: «Il lavoro c’è, ma continuano a mancare i lavoratori. Il mismatch frena le imprese e presenta un conto salato per il Paese, un costo stimato che equivale a 28 miliardi di euro, l’1,5% del Pil. Servizi, industrie, costruzioni, trasporti ed energia sono i settori più colpiti. Anche le nostre 17.000 cooperative– ha continuato il Presidente- che occupano circa 540.000 persone, potrebbero assumerne almeno altre 30.000, ma non trovano personale qualificato, soprattutto nel welfare, nei servizi alla persona, nell’agroalimentare e nel turismo

    Preoccupa l’invecchiamento dei lavoratori

    Tra il 2012 e il 2022 gli occupati anziani sono aumentati di quasi 3 milioni, passando dai 6,3 milioni del 2012 ai 9 milioni del 2022. L’incremento è stato del 42,4%, tanto che oggi 1 lavoratore su 4 ha più di 50 anni. Sempre nel 2022, risultavano ancora occupati 687 mila individui con un’età uguale o superiore ai 65 anni. Considerando gli over 65 fra il 2012 e il 2022 la componente più anziana è, di fatto, cresciuta del 72,2%.

    Mentre, fra il 2012 e il 2022, i 15-34enni occupati si riducono, in termini assoluti, di 361 mila unità; in termini relativi la variazione negativa è di 6,5%. La quota dei giovani fra gli occupati passa dal 25,1% del 2012 al 22,6%.

    Un nuovo fenomeno: Le dimissioni volontarie

    A spaventare è anche il fenomeno dell’abbandono volontario del posto di lavoro. Secondo il Presidente Gardini sarebbe più opportuno parlare di “mobilità interna” del mercato del lavoro.

    «Nel 2022- ha evidenziato Gardiniil numero di lavoratori dipendenti che si sono dimessi è stato di 1.047.000. Di questi circa 700.000 si sono ricollocati nel giro di tre mesi

    Un trend decisamente in rialzo rispetto all’era pre-Covid, quando nel 2019 le dimissioni volontarie interessavano poco più di 810.000 lavoratori, ma entro tre mesi se ne ricollocava il 63,2%, quasi -4% rispetto al 2022. Il tasso di ricollocazione tende a crescere, in linea tenendo il passo dell’aumento dell’occupazione che si è registrata negli ultimi due anni.

    «In passato- ha sottolineato il Presidente Gardini– ci si dimetteva per guadagnare di più, oggi per svolgere un lavoro più qualificante per le proprie capacità e le proprie competenze.»

    Nel 2012 gli insoddisfatti del proprio lavoro rispetto alle competenze possedute era il 13,1%. Dieci anni più tardi la percentuale ha raggiunto il 36,1%.


  • Lo scioglimento delle cooperative inattive: un passo importante per la trasparenza e la lotta alla falsa cooperazione

    Confcooperative Calabria plaude all’iniziativa del MIMIT in merito allo scioglimento di 4.250 cooperative inattive.

    Nel comunicato stampa rilasciato di recente dal MIMIT e nelle dichiarazioni del Presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini, si è appreso con favore il provvedimento di scioglimento di 4.250 cooperative inattive. Questa misura è stata accolta positivamente anche da Confcooperative Calabria, che la considera fondamentale per promuovere la trasparenza e contrastare la falsa cooperazione.

    Il presidente di Confcooperative Calabria, Camillo Nola, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa per il sistema cooperativo italiano:

    “Questa misura, fortemente attesa dal sistema cooperativo, rappresenta un segnale chiaro e concreto di volontà di purificare il panorama cooperativo italiano. Da anni, Confcooperative Calabria ha chiesto maggiore vigilanza sulle false cooperative nella nostra regione, partecipando attivamente ai tavoli di lavoro degli Ispettorati Territoriali del Lavoro (ITL). È fondamentale che venga garantita trasparenza soprattutto per quelle cooperative che operano con il settore pubblico, spesso sottoposte a critiche generiche o ingenerose.  La lotta alla cattiva impresa, come ha ricordato anche il presidente Gardini, è essenziale per garantire lavoro di qualità e una sana economia. Con questo primo provvedimento, si fa un passo avanti significativo in questa direzione, anche nella nostra regione.”

    Confcooperative Calabria ribadisce la necessità di continuare su questa strada, con l’obiettivo di garantire sempre maggiore trasparenza e salvaguardia in un settore così rilevante e radicato nel tessuto socio-economico del Paese.

    La cooperazione, quando correttamente gestita, può contribuire in modo significativo al benessere e alla crescita delle comunità locali, pertanto è fondamentale contrastare le pratiche che ne alterano il principio fondante. La lotta alla falsa cooperazione e lo scioglimento delle cooperative inattive rappresentano un passo importante per ristabilire fiducia e credibilità nel settore cooperativo italiano.


  • latte prezzo

    Granlatte Granarolo e xFarm Technologies: una nuova piattaforma per una filiera del latte più avanzata e sostenibile

    Il Gruppo Granlatte Granarolo, in collaborazione con xFarm Technologies, ha annunciato un progetto rivoluzionario che mira a digitalizzare e ottimizzare la filiera del latte in Italia.

    Il Gruppo Granlatte Granarolo, in collaborazione con xFarm Technologies, ha annunciato un progetto rivoluzionario che mira a digitalizzare e ottimizzare la filiera del latte in Italia. Questa iniziativa coinvolge circa 600 produttori di latte distribuiti in dodici regioni italiane e si estenderà per un periodo di cinque anni.

    Digitalizzazione e Sostenibilità al centro

    La crescente necessità di monitorare e ridurre l’impronta ambientale, insieme al desiderio di migliorare il benessere animale e di valorizzare questi sforzi agli occhi del consumatore finale, ha spinto Granlatte Granarolo a intraprendere il percorso della digitalizzazione. xFarm Technologies, con il suo know-how, ha sviluppato una piattaforma personalizzata per la filiera di Granlatte Granarolo. Realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia, questa piattaforma integra dati e metriche di tutta la filiera, facilitando l’archiviazione e l’elaborazione delle reportistiche.

    Benefici tangibili per gli allevatori

    Grazie al sistema implementato da Granlatte e xFarm Technologies gli allevatori potranno avere una visione chiara e dettagliata delle loro attività, dalla gestione dei quaderni di campagna alle quantità di latte prodotto e alla sua qualità. Questo non solo semplifica la gestione dei dati, ma rende anche le attività di audit interno più efficienti. Gli allevatori potranno inoltre contare sul supporto costante dei consulenti di Granlatte Granarolo e sulla piattaforma sviluppata in collaborazione con xFarm Technologies.

    Verso un futuro sostenibile

    L’Università degli Studi di Brescia, partner di ricerca del progetto, avrà il compito di analizzare i dati raccolti e sviluppare nuovi algoritmi. L’obiettivo è identificare ulteriori indicatori (KPI) che possano guidare il miglioramento della sostenibilità ambientale e del benessere animale lungo la filiera, in un processo ispirato al miglioramento continuo.

    L’annuncio di questa collaborazione tra Granlatte Granarolo e xFarm Technologies segna un passo avanti significativo nella modernizzazione e sostenibilità della filiera del latte in Italia. Con l’adozione di tecnologie avanzate e l’attenzione alla sostenibilità, il futuro del settore lattiero-caseario italiano appare più luminoso e promettente che mai.


  • granarolo

    Granarolo S.p.A., uno dei principali attori nel settore lattiero-caseario italiano, ha annunciato oggi l’approvazione di un audace piano strategico per il periodo 2024-2027. Il programma del gruppo cooperativo emiliano prevede investimenti significativi, superiori ai 300 milioni di euro, con una chiara enfasi su progetti che mirano a stimolare la crescita e conseguire un notevole aumento del fatturato nel corso del periodo previsto.

    Questo annuncio segue l’aumento di capitale di 160 milioni di euro finalizzato a fine marzo, che ha portato all’ingresso nell’azionariato di Granarolo di due entità di rilievo: il Patrimonio Rilancio – Fondo Nazionale Strategico (FNS) e l’Ente Nazionale di Previdenza per gli addetti e gli impiegati in Agricoltura (ENPAIA).

    Dettagli del Piano Strategico

    Il Gruppo Granarolo ha delineato chiaramente le sue aspirazioni per il prossimo quadriennio. Oltre a puntare su una crescita organica, il piano include anche operazioni straordinarie che mirano a rafforzare la posizione competitiva del gruppo sia a livello nazionale che internazionale.

    Gianpiero Calzolari, Presidente di Granarolo S.p.A., ha sottolineato l’importanza dell’innovazione e della trasformazione digitale nel raggiungimento degli obiettivi del gruppo: “Attraverso la realizzazione di questo nuovo Piano – ha dichiarato Calzolari – miriamo a consolidare e ampliare la nostra presenza sul mercato nazionale, rafforzando il nostro posizionamento a livello internazionale e anticipando nuove soluzioni di prodotto in un mercato in rapida evoluzione“.

    Focus sulle nuove entità azionarie

    Patrimonio Rilancio – Fondo Nazionale Strategico (FNS): l’obiettivo del fondo è, fin dalla sua nascita, di investire in aziende profittevoli con solide prospettive di crescita. L’investimento in Granarolo rappresenta il primo passo del FNS in questa direzione.

    ENPAIA: con una storia che risale al 1936, ENPAIA è l’Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e gli Impiegati in Agricoltura. Oggi, la fondazione vanta oltre 41.000 lavoratori assicurati e collabora con più di 9.000 aziende.

    Granarolo guarda al futuro

    L’annuncio di oggi segna un momento cruciale per Granarolo S.p.A. e sottolinea l’importanza della cooperazione e dell’innovazione nel panorama economico italiano. Con il sostegno di entità come FNS e ENPAIA, il futuro di Granarolo appare luminoso e promettente.


  • Vincenzo Linarello

    Confcooperative Calabria a sostegno di GOEL: “Non chiudano le comunità psichiatriche, servizi essenziali per la comunità.”

    L’appello di Confcooperative Calabria dopo la notizia sulla possibile chiusura delle comunità psichiatriche gestite dal gruppo Goel nel comune di Siderno.

    Confcooperative Calabria esprime profonda preoccupazione e pieno sostegno ai cooperatori di GOEL – Gruppo Cooperativo guidati da Vincenzo Linarello, alla luce della notizia sulla possibile chiusura delle comunità psichiatriche gestite dal gruppo nel comune di Siderno.

    È di fondamentale importanza riconoscere e sottolineare il ruolo cruciale che queste comunità rivestono nell’ambito socio-sanitario territoriale, offrendo servizi di primaria importanza per persone affette da problematiche psichiatriche e per le loro famiglie. L’interruzione di questi servizi rappresenterebbe un grave danno per l’intera comunità, privando i pazienti di un punto di riferimento essenziale per il loro percorso di cura e reintegrazione sociale. Tenendo anche conto della delicata, e per certi versi incomprensibile, situazione nella provincia di Reggio Calabria in cui strutture e servizi dedicati sono evidentemente sottodimensionati rispetto a quanto previsto dai fabbisogni di assistenza nel territorio provinciale.

    Il presidente di Confcooperative Calabria, Camillo Nola, dichiara: “Siamo al fianco di GOEL in questo momento difficile. Confidiamo nel ruolo di mediazione della Prefettura di Reggio Calabria per la soluzione di una vertenza che va valutata nell’ambito di un quadro emergenziale di contesto che produce forte preoccupazione.

    Il blocco delle attività dei centri psichiatrici determinerebbe una situazione drammatica, senza precedenti a causa del sostanziale azzeramento dell’offerta in provincia di Reggio Calabria. Confidiamo nella sensibilità e nella competenza di tutti gli soggetti attivi presenti al tavolo di martedì prossimo, compreso i vertici del Comune di Siderno che dovrebbero avere una profonda conoscenza del contesto socio-sanitario del territorio.

    Da parte nostra, ci impegniamo a lavorare fianco a fianco con GOEL e le istituzioni locali per trovare una soluzione che salvaguardi la continuità di questi servizi indispensabili e che, viceversa, ponga le basi per incrementarli.”

    Confcooperative Calabria invita tutte le parti coinvolte a considerare con attenzione e responsabilità l’importanza di questi servizi e le opzioni amministrative già disponibili, sperando in un dialogo costruttivo che ponga al primo posto le esigenze dei pazienti e delle loro famiglie.


  • Giornate di Bertinoro 2023: presentato l’Atlante dell’Economia Sociale

    In occasione della 23esima edizione delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile è stato lanciato l’Atlante dell’Economia Sociale, un progetto di ricerca promosso da Unioncamere Emilia-Romagna ed AICCON.

    In occasione della 23esima edizione delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile, tenutasi venerdì e sabato, è stato lanciato l’Atlante dell’Economia Sociale, un progetto di ricerca promosso da Unioncamere Emilia-Romagna ed AICCON.

    Che cos’è l’Atlante dell’Economia Sociale

    L’Atlante dell’Economia Sociale vuole essere un punto di informazione e conoscenza quali-quantitativo per osservare nel tempo il valore di un’economia indispensabile per le transizioni che stiamo attraversando.  Il progetto di ricerca, rilancia la collaborazione fra AICCON e uno dei suoi storici soci, Unioncamere Emilia-Romagna.

    Sabato è stata presentata una fotografia aggiornata del perimetro e dell’impatto economico-sociale dell’Economia Sociale con l’intento di offrire a ricercatori, imprese cooperative, Terzo Settore e pubblica amministrazione uno strumento utile per rafforzare le proprie strategie nella direzione del Social Economy Action Plan della Commissione Europea.

    Quanto vale l’Economia Sociale in Italia?

    Le Organizzazioni dell’Economia Sociale rappresentano l’8,8% su totale imprese ed il 9,5% degli addetti. Come evidenzia Guido Caselli, Direttore Centro Studi di Unioncamere Emilia Romagna:“450mila organizzazioni, più dell’industria manifatturiera, 1 milione e 900mila addetti, lo stesso numero di occupati dell’intera filiera metalmeccanica italiana. Sono sufficienti questi due numeri per raccontare la valenza economica dell’Economia Sociale, ne occorrono altri per misurarne la valenza sociale. Il progetto dell’Atlante ambisce a dare la giusta visibilità sia alla sfera economica che a quella sociale, consapevoli che l’esistenza dell’una è inscindibilmente legata alla presenza dell’altra”.

    Paolo Venturi, Direttore AICCON: “Sentivamo l’urgenza di perimetrare e dare evidenza degli aspetti economici e trasformativi dell’Economia Sociale. È’ un progetto strategico aperto ad altri partner nato per aumentare la consapevolezza ed il valore dell’Economia Sociale “dentro” le strategie per lo sviluppo sostenibile.”

    L’Atlante dell’Economia Sociale rappresenta un passo significativo verso una comprensione più approfondita e un riconoscimento adeguato dell’importanza di questo settore nella nostra società in rapida evoluzione.



  • Si è conclusa ieri a Napoli la sesta edizione della Social Cooperatives International School, l’evento di Confcooperative Federsolidarietà che ogni anno richiama persone da tutto il mondo a confronto su cooperazione sociale, inclusione e innovazione. La Sostenibilità è stato il tema cardine su cui si sono potute confrontare esperienze di rilievo e anche innovative.

    Lo spirito è quello del cooperare, una scuola del cooperare a tutti gli effetti, è la costruzione di Network intorno a progetti imprenditoriali, che però vuole tenere a cuore non solo i temi della sostenibilità, ma anche dell’integrazione e dell’inclusione sociale. Tutto si è potuto sviluppare in un contesto che è quello di Napoli, potendo visitare anche alcune delle bellezze della città gestite da alcune delle nostre cooperative, e soprattutto la possibilità di avere un confronto su alcuni casi studio proposti da esperienze di eccellenze della cooperazione sociale italiana“. Ha dichiarato Stefano Granata, Presidente di Confcooperative Federsolidarietà.

    Una sesta edizione celebrata con successo– ha continuato il Presidente di Confcooperative Federsolidarietàe possiamo dire alla fine di questi quattro giorni che sicuramente ci sarà un rilancio e il tentativo di ampliare, in quanto le domande sono state tante e da tanti paesi. Il Network si sta evidentemente ampliando e quindi nasce la normale ambizione di poterlo espandere e di rispondere alle domande di tutti”.

    È stata un’esperienza molto intensa-ha concluso Stefano Granata tra i partecipanti e anche tra colori che sono intervenuti, diversi relatori importanti, tanti imprenditori provenienti da tutto il mondo, una sessantina di partecipanti, che ha visto protagonisti anche i cooperatori italiani. È nata la volontà che anche piccoli semi dati dalla scuola possono dare grandi frutti“.



  • Gardini «Cooperative di comunità sono scatto in avanti, ma serve legge ad hoc»

    Oltre 250 cooperative, più di 6.500 soci, 335.000 tra utenti e beneficiari garantite da circa 1000 persone occupate, in prevalenza donne. È questo l’identikit di un fenomeno che sta ridando speranza e un futuro ai territori delle aree interne: le cooperative di comunità. Imprese promosse da chi vive nei territori che rischiano lo spopolamento con l’obiettivo di creare opportunità di sviluppo per contrastarne il declino economico, sociale e demografico.

    Se ne è parlato a Roma al Palazzo della Cooperazione nel corso del workshop promosso da Confcooperative Dall’economia dell’io all’economia del noi: le cooperative di comunità alla presenza del  sottosegretario al ministero delle Imprese del Made in Italy, Massimo Bitonci.

    «Con le cooperative di comunità – ha sottolineato Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – la cooperazione fa un ulteriore salto evolutivo, dal mutualismo degli albori, tra gli anni 80 e-90 del secolo scorso siamo approdati al solidarismo e oggi arriviamo al comunitarismo. La cooperazione si adegua ai tempi e amplia il suo orizzonte aggiungendo un altro tassello alla cura della fragilità, da quella delle persone con la cooperazione sociale e sanitaria, a quella dei territori di cui con le cooperative di comunità si fa carico oggi dello sviluppo di intere comunità e territori a rischio abbandono».

    Un esempio di sussidiarietà, in pieno spirito cooperativo che per crescere ha bisogno di norme che ne favoriscano lo sviluppo. «Al legislatore – ha aggiunto Gardini – chiediamo un quadro normativo certo con regole che sappiamo sostenere la nascita e la crescita di queste nuove esperienze cooperative, uno dei pochi argini al rischio dell’abbandono di territori».

    «Stiamo lavorando su una legge quadro per riprendere un percorso che si era interrotto purtroppo con la scorsa legislatura, per una diversità di visioni dello scorso governo e quello del sistema della cooperazione. Le cooperative di comunità sono una pedina fondamentale per valorizzare tutte le potenzialità di un territorio dalle eccellenze agroalimentari, alla cultura al turismo. Contiamo entro un anno di arrivare all’approvazione della legge». Lo dice Massimo Bitonci, sottosegretario al Mimit, intervenendo al workshop.

    «La fragilità dei territori dipende da tante cose. La stessa connessione internet dove in molti territori non arriva determina l’arretratezza di un territorio. Occorre rovesciare, schemi e modelli. Va rivista la piramide. Ripartire dalle periferie per arrivare al centro, non sempre partendo dal centro si arriva alle periferie». Lo dice monsignor Felice Accrocca, Arcivescovo di Benevento – coordinatore aree interne Conferenza Episcopale Italiana. 

    «La comunità è la protagonista dei modelli di crescita e di sviluppo. I modelli non vanno calati dall’alto devono partire dalle comunità che va rimessa al centro e resa capace di crescere. La chiesa, il governo, ognuno deve fare la sua parte. Noi – ha detto don Mario Pagniello direttore Caritas Italiana – faremo la nostra parte insieme a Confcooperative».


  • Granchio blu, Alleanza Cooperative: “Apprezziamo l’azione del Governo per contenere il fenomeno e sostenere le imprese”

    Alleanza delle Cooperative apprezza gli interventi governativi per contenere il fenomeno dei granchi blu e sostenere le imprese danneggiate.

    “Apprezziamo l’azione del Governo per contenere il fenomeno dei granchi blu e sostenere le imprese danneggiate. Gli strumenti messi in campo dal ministro Lollobrigida accolgono molte delle richieste della cooperazione e sono un segno tangibile di vicinanza al settore. Per questo la manifestazione di protesta in programma domani a Ferrara è stata sospesa anche se resta lo stato di agitazione”. Così Paolo Tiozzo copresidente dell’Alleanza delle Cooperative pesca e acquacoltura al termine del tavolo convocato presso il Masaf sull’emergenza granchio blu alla presenza del ministro Lollobrigida e del presidente della Commissione agricoltura del Senato De Carlo che sta seguendo i lavori di conversione in legge del decreto asset con i primi stanziamenti per il granchio.

    Gli interventi governativi, spiega la cooperazione, puntano ad un sostegno concreto per i danni subiti e al via libera all’attività di pesca in aree attualmente non battute per valutare lo stato delle risorse e contenere l’espansione del granchio.

    “Bene l’impegno per rendere accessibili alle imprese i primi 2,9 milioni di euro stanziati ad agosto e lo stanziamento di ulteriore 10 milioni di euro, nuove risorse desinate per risarcire i costi del seme delle vongole che è stato mangiato dai granchi. Positive anche le aperture sulla pesca a strascico nelle tre miglia, ma resta da valutare con attenzione l’applicazione alla pesca degli strumenti previsti dal decreto legislativo 102/2004, ora appannaggio solo dell’agricoltura, che dovrebbero trasformare i pescatori, come detto dal ministro, in agricoltori del mare. Uno strumento questo che in agricoltura viene usato per la gestione, tra le altre cose, degli oneri sociali”, prosegue l’Alleanza.

    C’è attesa anche per l’incontro con l’ABI voluto per capire come affrontare la questioni dei mutui e delle rate. “Fornire un aiuto in questo momento consente alle nostre cooperative e ai nostri consorzi di non chiudere le attività. Subito dopo dobbiamo capire come tornare a produrre nelle aree maggiormente colpite che vanno prima bonificata e poi rese nuovamente operative immettendo nuovo seme”, conclude l’Alleanza.



  • Luca Rigotti, Coordinatore vino, “Standard di sostenibilità e tracciabilità tra i prossimi obiettivi”

    Dobbiamo lavorare per fare in modo che non si ripeta un caso Irlanda che ha messo in discussione i principi del mercato unico e dell’Organizzazione Comune di mercato, quest’ultima nata proprio per garantire un’applicazione condivisa dei principi e delle regole europee in tutti gli Stati membri. L’approccio ideologico e mistificatorio degli health warnings in etichetta scarica la responsabilità sui consumatori e non risolve il problema, mentre noi dobbiamo invece lavorare per definire una politica di prevenzione condivisa, basata sul consumo moderato, campagne di educazione e di adeguata e corretta informazione a favore dei consumatori, facendo le dovute distinzioni in relazione alle modalità di consumo ed alle quantità, ribadendo che c’è differenza tra abuso e consumo responsabile”.

    Lo ha dichiarato Luca Rigotti, Coordinatore del settore vitivinicolo dell’Alleanza delle Cooperative, a margine degli organi dell’Alleanza in corso a Roma per fare il punto sulle principali questioni del comparto.

    In relazione al tema sostenibilità, Luca Rigotti ha sostenuto la necessità di andare avanti sul fronte dello standard unico di sostenibilità, atteso da tempo dalla filiera vitivinicola ma rimasto incompiuto per quanto riguarda le regole di armonizzazione degli schemi volontari esistenti e la predisposizione di un marchio: “Abbiamo bisogno di un marchio distintivo dello standard unico di sostenibilità per poter distinguere il vino italiano sui mercati internazionali – ha detto Luca Rigotti – il marchio dovrà comunicare ai consumatori che il vino italiano, oltre alla qualità, rispetta più rigorosi standard ambientali e sociali.

    Sempre sul fronte estero, Rigotti chiede un passo avanti rispetto al sistema alternativo di tracciabilità dei vini Doc e Igt, “in grado di assicurare un più puntuale monitoraggio e riscontro tra la base produttiva ed i volumi posti in commercio, in particolare sui mercati esteri”.

    Sono tanti, a parere del Presidente Rigotti, gli spazi di lavoro ed i dossier aperti sia a livello europeo che nazionale ma occorre garantire un confronto costante e costruttivo. Dobbiamo lavorare insieme ed essere capaci, con un approccio scientifico e non ideologico, di tracciare un percorso di futuro del settore, moderno e sempre più sostenibile, nella consapevolezza che molto è stato fatto anche in termini di tutela e di mantenimento dei territori viticoli”.


  • La nuova edizione delle Giornate di Bertinoro.

    Il 13-14 ottobre tornano le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile

    Il programma e il tema della XXIII Edizione delle Giornate di Bertinoro, l’evento di riferimento sul mondo del Terzo Settore e delle Cooperative.

    Oltre la forma. Risignificare le organizzazioni per generare cambiamento” è il titolo della 23esima edizione delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile, il tradizionale appuntamento di AICCON, Centro Studi dell’Università di Bologna, che si svolgerà il 13 e 14 ottobre 2023 a Bertinoro (FC).

    Le Giornate di Bertinoro 2023 si propongono di affrontare una sfida cruciale: risignificare le organizzazioni del Terzo Settore, spesso intrappolate in processi, procedure e modelli organizzativi che ne minano la vitalità e l’impatto sociale. Come evidenzia Stefano Granata, Presidente AICCON: “La XXIII edizione delle Giornate di Bertinoro come ogni anno rilancia una sfida che è quella di far riflettere e proporre soluzioni per l’innovazione dell’Economia Civile e Sociale. Quest’anno al centro ci sarà la “sostanza” delle organizzazioni ossia la necessità di recuperare quella diversità che rende questo mondo utile e trasformativo”.

    Il tema della XXIII Edizione delle Giornate di Bertinoro

    Le organizzazioni del Terzo Settore si trovano spesso a fronteggiare sfide complesse anche al loro interno, come la diminuzione del numero di volontari e l’attrattiva limitata per il lavoro nel settore della cooperazione sociale. Inoltre, la distribuzione delle risorse, come avviene con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), può lasciare queste organizzazioni con una parte residuale.

    È urgente ripensare la loro identità e struttura per per ottenere un riconoscimento adeguato del loro contributo non solo al sistema di protezione sociale ma al più ampio sistema di sviluppo del Paese. “Dopo il tempo della riforma è arrivato il momento di ri-sostanziare la finalità e l’essenza delle istituzioni del Terzo Settore, – sottolinea Paolo Venturi, Direttore AICCON – ri-sostanziare implica un ripensamento delle motivazioni intrinseche, dei modelli organizzativi, delle modalità di relazione con il territorio e soprattutto dei sistemi di valutazione di ciò che viene realizzato. Questo sarà l’obiettivo delle Giornate di Bertinoro che saranno come sempre una grande occasione di relazione, conversazione e incontro”.

    Il programma delle Giornate di Bertinoro 2023

    Oltre 40 relatori, 7 sessioni e 2 anteprime di presentazione dati a cura di Istat e Unioncamere. Di seguito vi riportiamo tutti i panel previsti durante questa edizione delle Giornate di Bertinoro.

    Risignificare le organizzazioni per generare cambiamento 

    L’edizione 2023 prenderà il via venerdì 13 ottobre con i saluti di Stefano Granata, Presidente AICCON e nella Sessione di Apertura (ore 10.00-12.00) introdotta e coordinata da Paolo Venturi, Direttore AICCON, interverranno Julie Battilana, Harvard Business School; Stefano Zamagni, Università di Bologna; Ezio Manzini, Politecnico di Milano ed Elena Granata, Politecnico di Milano.

    ANTEPRIMA. Presentazione dati sulle Istituzioni Non Profit di Istat

    Sarà presentata in anteprima una ricostruzione dell’evoluzione delle Istituzioni Non Profit nel corso dell’ultimo decennio e verranno condivisi un insieme di rilevazioni quantitative in merito al rapporto con la transizione digitale e le reti territoriali. Il coordinamento sarà a cura di Natalia Montinari, Università di Bologna, e vedrà la partecipazione di Massimo Lori, Responsabile del registro statistico delle istituzioni non profit Istat e Sabrina Stoppiello, Responsabile Censimento permanente delle istituzioni non profit Istat. I dati saranno discussi da Vanessa Pallucchi, Portavoce Forum Terzo Settore.

    Mutualizzare per trasformare istituzioni e paradigmi 

    La prima sessione pomeridiana sarà dedicata al mutualismo come metodo per affrontare le sfide collettive e creare nuove forme di collaborazione. Interverranno Leonard Mazzone, Università di Firenze; Federica Vittori, CheFare e Alessandro Maggioni, Presidente Confcooperative Habitat con l’introduzione ed il coordinamento di Flaviano Zandonai, Consorzio nazionale CGM.

    Il lavoro che cambia: nuovi desideri e una maggiore domanda di riconoscimento 

    In un’epoca in cui il significato del lavoro sta cambiando, questa sessione analizzerà come le organizzazioni dell’Economia Sociale possano adattarsi a queste nuove dinamiche e mantenere un senso di appartenenza e significato per i loro lavoratori. Sarà questo il tema al centro della seconda sessione pomeridiana (16.30-17.15) introdotta e coordinata da Andrea Baldazzini AICCON che vedrà la partecipazione di Rita Ghedini, Presidente Legacoop Bologna; Riccarda Zezza, CEO & Founder Lifeed e Luca Solari, Università Statale di Milano.

    La sfida educativa come premessa per lo sviluppo integrale delle comunità

    La giornata si concluderà con la terza sessione (17.30 – 18.45) dedicata all’esplorazione delle possibilità offerte dall’ambito educativo per la costruzione di alleanze territoriali plurali e intersettoriali. La sessione sarà introdotta e coordinata da Flaviano Zandonai, Consorzio nazionale CGM, vedrà la partecipazione di Raffaele Spadano, antropologo; Barbara Bonoli, FEM – future education Modena e Renato Quaglia, Direttore Generale Fondazione FOQUS.

    L’Economia Sociale in Italia: funzioni della cultura e strategie per politiche sperimentali  

    Le sfide politiche e le opportunità all’interno dell’Economia Sociale in Italia, con un focus sulla cultura come piattaforma di pre-innovazione per lo sviluppo territoriale. Ne parleremo con Anna Fasano, Presidente Banca Etica; Pierluigi Sacco, Università degli Studi Chieti-Pescara; Guido Caselli, Direttore Centro Studi di Unioncamere Emilia Romagna e Mara Airoldi, Direttore Government Outcomes Lab. La sessione sarà coordinata da Alessia Maccaferri, Il Sole 24 Ore.
    All’interno del panel sarà presentato il primo Atlante Italiano dell’Economia Sociale realizzato da Unioncamere in collaborazione con AICCON.

    Una nuova rappresentanza per l’Economia Sociale e il ruolo delle istituzioni  

    La sessione conclusiva della XXIII edizione si aprirà con il video “L’ambizione trasformativa come sostanza delle organizzazioni civili”, intervista a Miguel Benasayag, filosofo e psicanalista, a cura di Marco Dotti, giornalista.
    I lavori termineranno con la sessione conclusiva, introdotta e coordinata da Stefano Arduini, Vita Magazine; sono stati invitati: Maria Teresa Bellucci, Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del Governo; Simone Gamberini, Presidente Legacoop; Maurizio Gardini, Presidente Confcooperative; Matteo Lepore, Sindaco di Bologna e un rappresentante di Federcasse.
    Al termine del panel Stefano Zamagni, Università di Bologna e Stefano Granata, Presidente di AICCON terranno l’intervento conclusivo della XXIII edizione.

    Tutte le informazioni relative agli speaker, al programma e agli eventi delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile sono disponibili sul sito ufficiale: www.legiornatedibertinoro.it.



  • Si è svolto il 4 ottobre 2023 al Ministero dell’Agricoltura un incontro tra una delegazione di cooperative biologiche e il sottosegretario Masaf Luigi D’Eramo

    Alla vigilia del via libera definitiva al Piano d’azione nazionale per la produzione biologica previsto per dare attuazione alla legge nazionale sul bio (L.23 del 2022), l’Alleanza delle Cooperative Agroalimentare ha incontrato il sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo per fare il punto sulle azioni e sugli strumenti che sono stati inclusi nel piano, ribadendo la necessità “che sia data la priorità a misure che contribuiscano ad aumentare la domanda di prodotti biologici e che rafforzino le filiere”.

    “Abbiamo ribadito – ha dichiarato il Coordinatore del settore Biologico Francesco Torriani – come abbiamo già fatto nei diversi tavoli di confronto avuti al ministero, la nostra valutazione positiva sul documento, che è stato ben concepito e dettagliato, sottolineando tuttavia l’importanza di individuare delle priorità stabilendo un ordine con diversi tempi di attuazione per le varie attività previste”.

    Nel corso dell’incontro, nel quale il presidente Torriani è stato accompagnato da una delegazione di imprese cooperative biologiche operanti in diverse filiere produttive, dal vino alla pasta all’ortofrutta, è stata anche evidenziata l’importanza che si lavori affinché le aziende che usufruiscono dei contributi comunitari a superficie, che sono finalizzati com’è noto a raggiungere l’obiettivo del 25% di superficie biologica entro il 2027 fissato dalla nuova Pac, non escano dal sistema di certificazione del biologico una volta finiti i 5 anni previsti per la conversione.

    Per scongiurare questo rischio, occorre secondo Torriani, “supportare filiere forti e strutturate, basate sulla capacità di progettazione e innovazione che, in una situazione di crisi economica come quella attuale, garantiscano una maggiore resilienza rispetto alle distorsioni del mercato. Servono quindi organizzazioni efficienti, capaci di redistribuire il valore lungo tutta la filiera per resistere alle distorsioni ed alle speculazioni”.

    Tra i temi affrontati nel colloquio con il Sottosegretario D’Eramo, anche la questione delle contaminazioni da fosfiti, che vede l’Italia in una condizione di svantaggio rispetto agli altri Paesi europei. Solo in Italia esistono infatti soglie di contaminazione massima al di sopra delle quali i prodotti bio vengono decertificati. 

    L’Alleanza delle cooperative agroalimentari ha sollecitato un’ulteriore riflessione in merito alla possibilità che tale materia non venga più normata a livello nazionale e che la discussione si riporti a livello comunitario, al fine di poter discutere sul tema alla pari con gli altri Paesi europei.